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Greg Monroe ha iniziato la sua seconda stagione da Pro alla grande, pur se nei derelitti Pistons...

Il draft porta con sè tanti propositi e speranze per una rosea carriera a molti giocatori, ma per molti rookie l’anno da matricola può rivelarsi più arduo del previsto. Tra disattese e/o infortuni molti esordienti finiscono per tradire, deludere o fare molta, troppa, panchina.

Ma per molti il riscatto è stato netto e repentino. Parliamo dei giocatori che al vaglio del secondo anno hanno dimostrato di che pasta sono fatti, come fu ad esempio per Gilbert Arenas e il suo anno da sophomore a Golden State che gli valse il MIP of the year.

Ecco quindi una carrellata di ex prospetti che potrebbero finalmente esplodere e incidere in questa Lega nel loro secondo anno, quello da sophomore.

Evan Turner

Il nativo di Chicago dopo 3 anni lucenti a Ohio State si è meritato la seconda chiamata assoluta al draft 2010. Nonostante la sua poliedricità nei ruoli da esterno, nell’anno da rookie in Pennsylvania si è meritato solamente 14 volte il quintetto titolare in 78 presenze. Fin da subito incerta la sua permanenza a Philadelphia, non h giocato a suo favore la concorrenza nel ruolo di giocatori come Igoudala o Young preferiti di gran lunga da Coach Collins.

Detto questo è riuscito comunque a ritagliarsi 23 minuti a partita nei quali è parso involuto rispetto al eclettico giocatore di Ohio State. 7.2 punti, 3.9 rimbalzi e 2.0 assists non sono abbastanza per una seconda chiamata assoluta. Quest’anno le sue cifre stanno migliorando passando a 10 punti (+2.8), 6.2 rimbalzi (+2.3) e 3 assists (+1) di media a fronte di 3.4 minuti di maggior utilizzo. Ma è soprattutto il ricordo del giocatore completo ed elegante che fu negli anni da collegiale, che gli valse il riconoscimento come College Player of the Year nell’anno da Junior, che ci fa sperare in una sua definitiva esplosione  e visto l’ottimo momento dei Sixers potrebbe essere la sua occasione.

Derrick Favors

La chiamata numero 3 al draft 2010 ha passato una stagione da rookie sotto le aspettative. Il cambio di franchigia a metà stagione durante l’affare Deron Williams non ha di certo aiutato, ma ci si aspettava di più per quello che era considerato come uno dei lunghi più futuribili del draft 2010.

L’aria dello Utah ha giovato al’ex Georgia Tech che già nell’anno da rookie ha mostrato miglioramenti rispetto alle 56 partite giocate in maglia Nets, come dimostrano non solo i 8.2 Ppg (+1.9 rispetto al periodo Nets) ma anche l’aumentata percentuale di utilizzo in campo a fronte di minutaggio uguale. E i miglioramenti sono aumentati quest’anno portando a referto 9.4 Punti (+2.6) conditi da 7.1 rimbalzi (+1.8) con un onesto 56.3% dal campo, per un utilizzo superiore di soli 3 minuti.

L’ex McDonald’s All American è riuscito comunque a meritarsi il secondo quintetto matricole nel 2011 è la franchigia ha dimostrato di voler puntare su Favors e Kanter come coppia di lunghi del futuro. Sembra solo questione di tempo.

Greg Monroe

Nella mediocrità di questi Pistons si è perso un po’ di vista questo ottimo giocatore. Dopo un discreto anno da matricola nel marasma di Detroit, è divenuto il giocatore di punta dei Pistons 2012. Primo marcatore di squadra con 14.8 punta a sera (+5.4) portando a casa 8.5 rimbalzi di cui ben 3.8 offensivi (+1) ha anche portato la sua % ai liberi fino ad un onesto 77.4%. L’ex Georgetown resta uno dei pochi fari di speranza per la franchigia del Michigan, ed è destinato a diventare il volto dei Pistons del futuro, un ruolo che a turno non sono riusciti a ricoprire gente come Ben Gordon o Villanueva.

Paul George

George non è proprio una sorpresa. Aveva già più che convinto gli addetti ai lavori (e non) con una bella annata meritandosi il secondo quintetto All-Rookie. Ma era destinato a prendersi un ruolo importante in un prossimo futuro, e infatti è divenuto titolare inamovibile di una delle squadra sorpresa di questo inizio stagione. Sta attualmente viaggiando a 10.9 punti (+3.1) con il 43.2% dal campo (-2.1%) e il 55.6% da dietro l’arco (+25.9 %). Se il presente si chiama Granger e Hibbert, stiamone certi a Indianapolis il futuro è di Paul George.

Jordan Crawford

Praticamente snobbato dagli Hawks con cui ha giocato solo 16 partite e spedito fin troppo presto ai Wizard, si è ritrovato in un ambiente per lui ideale. Era entrato nella Lega in sordina come chiamata numero 27 al draft giocando appunto in Georgia con un minutaggio appena sotto i 5 minuti. Poi vede la via di Washington D.C. è così anche il campo. 18 volte su 26 parte addirittura dal quintetto facendo intravedere gli sprazzi dello scorer che è stato a Xavier, segnando 16.3 punti a partita con 3.9 assists.

Ci si aspettava molto da lui in questo anno ma le sue cifre si sono decisamente involute facendo segnare la miseria di 8.9 punti (-7.4) e 2 assists (-1.9). Il problema però è di squadra. Il record di 1-10 con cui sono partiti, con prestazioni da mani nei capelli, non può che aver affossato le statistiche di ognuno. Quando la tua squadra non gira anche le tue prestazioni tendono ad essere deficitarie. Ma visto il talento messo in campo nella seconda metà dello scorso anno puntiamo su di lui e su un futuro decisamente più roseo dei Wizard.

Post By Manuel Tracia (2 Posts)

Manuel Tracia segue il basket NBA dal threepeat di inzio secolo. Tifoso di L.A. Lakers, UCLA Bruins, e Philly Eagles. è appassionato di Sport, Cinema e Scrittura.

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2 thoughts on “Buona la seconda: la rivincita dei Sophomore

  1. Dei giocatori sopracitati Paul George mi sembra quello con il maggior potenziale, potrebbe starci il paragone con Scottie Pippen?

    • Ancora è presto per dirlo. Per me comuque il più futuribile resta Monroe che dei 5 sopracitati è quello che sta facendo vedere le cose migliori.

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