NBA

I demoni di James Harden

Gli Houston Rockets hanno chiuso la Regular Season 2016-17 con 55 vittorie e 27 sconfitte, compiendo un bel balzo in avanti rispetto al misero e inconcludente 41-41 nella passata stagione; la sconfitta contro i San Antonio Spurs è stata netta, ma questo è il dato dal quale occorre ripartire, per cercare di collocare l’epilogo dei

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NBA

Mike D’Antoni e James Harden, la scommessa dei Rockets

Dopo aver intervistato ben 12 candidati alla loro panchina, gli Houston Rockets hanno individuato in Mike D’Antoni l’uomo giusto per rivitalizzare il progetto di Daryl Morey, che, dopo esordi assai promettenti, è naufragato nel corso dell’ultimo anno, arenandosi al primo turno di Playoffs dopo una Regular Season da 41 vittorie e altrettante sconfitte, e che

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Editoriale NBA

D’Antoni, Thibodeau ed i Golden State Warriors

Nel bel mezzo delle Finali NBA 2001 tra Lakers e 76ers, Larry Brown fece un aggiustamento che non avevo mai visto prima, e che non avrei rivisto per qualche lustro: schierò quattro guardie, e un centro. Anche se la serie rimase saldamente nelle mani di Los Angeles, i quattro piccoli e la difesa run-and-jump dei vari

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NBA

I nuovi Pelicans di Alvin Gentry

Che la posizione di coach Monty Williams alla guida dei Pelicans fosse traballante, era cosa nota dalle parti di New Orleans, nonostante una stagione segnata da risultati superiori alle attese e conclusa con un ottimo 45-37 (nonostante 177 partite saltate dai top-6). I Pelicans hanno deciso di cambiare sistema anziché interpreti, e così hanno salutato

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Interviste NBA

Q & A con… Andrea Gracis

Per prima cosa, le presentazioni: negli anni ottanta e novanta Andrea Gracis è stato una bandiera della Scavolini Pesaro e poi di Treviso, vincendo molto (argento a Roma nel 1991, tre Campionati, tre Coppe Italia e una Coppa d’Europa). In seguito è diventato procuratore e scout per i Sacramento Kings. Dallo scorso gennaio è A.D.

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NBA

Mike D’Antoni: l’eroe dei due mondi

E’ di pochi giorni fa la notizia delle dimissioni di Mike D’Antoni  dall’incarico di head coach dei Los Angeles Lakers. L’allenatore chiude la sua avventura californiana con un record di 67 vittorie e 87 sconfitte (27-55 nell’ultima stagione), tutt’altro che in linea con gli alti standard ai quali è abituata la dirigenza giallo-viola. D’Antoni era

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NBA

Il rookie che non ti aspetti: Landry Fields

Landry Fields, il rookie sensazione dei New York Knicks

Fra gli addetti ai lavori NBA e non solo, c’è una definizione che viene usata nei casi in cui un giocatore scelto nei bassifondi di un draft, si riveli un autentica fortuna per la propria squadra.

Si tratta di quella particolare condizione al quale aspira ogni GM per le proprie scelte: lo Steal of the Draft, letteralmente furto del draft, nella storia dello sport americano ce ne sono stati molti, a cominciare dal Knick Willis Reed, scelto con la numero 35, passando per George Gervin (40esima scelta), Bill Laimbeer (65esima) per arrivare in tempi più recenti a Manu Ginobili (57esima) e Rajon Rondo (21esima).

In questi primi due mesi di Regular Season c’è una squadra che sta facendo molto parlare di sè: infatti grazie alle grandissime prestazioni di Amar’e Stoudamire, Raymond Felton, Danilo Gallinari e Wilson Chandler, i New York Knicks stanno risalendo la china verso posizioni d’elite dopo anni di fallimenti.

Oltre ai succitati campioni, coach Mike D’Antoni può dire di aver trovato nel roster messogli a disposizione da Donnie Walsh il classico coniglio dal cilindro: sto parlando, come avete certamente capito, di Landry Fields, 22enne proveniente dall’università di Stanford, California e scelto dai Knicks con il numero 39 del draft 2010.

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