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Status: (Quasi)-Contender

La prima cosa che devo dire riguardo ad Edmonton è questa: hanno Connor McDavid e Leon Draisaitl. Questo è un fatto, ed è la base per la quale io considero Edmonton vicina ad essere contender per la Stanley Cup. Connor McDavid è il miglior giocatore vivente al giorno d’oggi, per buona pace di altri super-fenomeni come MacKinnon e Kucherov. E Draisaitl l’anno scorso ha dimostrato di non essere poi così distante.

L’ultimo tandem così spaventoso è stato, probabilmente, Sidney Crosby ed Evgeni Malkin. Quel tandem, seppur non individualmente, è stato in gran parte il motivo di tre Stanley Cup.

Goalie

Ecco, qui cadiamo proprio sul problema principale di Edmonton, ovvero la difesa in generale. La questione goalie per gli Oilers è complicata: riprendendo il parallelo con Pittsburgh degli anni passati, lì un goalie “dinastico” c’era, ed era Marc-André Fleury nel suo periodo migliore. Attualmente, gli Oilers non hanno una figura del genere e, in quanto anche privi di defensemen di spicco, essa risulta necessaria per compiere il passo successivo.

Mike Smith è alla frutta: a 38 anni rimane un ottimo goaltender per un ruolo di backup, ma non offre prospettiva e ha dimostrato di non poter più farsi carico della responsabilità di guidare la squadra. Sì, ci sono stati sprazzi di brillantezza in post-season, ma questo non basta.
Mikko Koskinen è l’attuale starter per gli Oilers, ma ha 32 anni e, pur essendo nella sua “prime”, non pare possa essere la soluzione adatta per creare una continuità a livello di McDavid e Draisaitl.

Il finlandese può sostenere una regular season vincente con l’aiuto di Smith, ma il problema è che non arriverà mai a quei livelli tali da poter essere un portiere che ti cambia una serie nella post-season, perlomeno non nel modo in cui gente come Vasilevskiy, Fleury, Rinne e così via sono capaci di fare ogni stagione.

A livello di prospetti, gli unici disponibili a livello contrattuale sono Skinner e Wells, entrambi sottotono in AHL e dunque sicuramente non la soluzione al problema, perlomeno verso la prossima stagione.

Un prospetto che potrebbe invece diventare possibile soluzione in futuro è il russo Ilya Konovalov, attualmente in forza con ottimi numeri in KHL, ma rimane unsigned e quindi per ora impossibile da valutare per l’annata 2020-21.

La questione però è che Edmonton dovrebbe sfruttare il momento: Connor e Leon hanno tranquillamente una decina di stagioni al top ancora in canna, ma non si può mai sapere. Sono pronti e al top ora. La Free Agency, infortuni, cali sono tutti ostacoli che potrebbero presto bussare alla porta di Edmonton, e quindi dovrebbero cercare di sfruttare ciò che hanno ora.

Defensemen

Altro tallone d’Achille Oilers, Edmonton in questo caso si sta piano piano muovendo verso miglioramenti in breve termine, che è quello che serve.

L’acquisizione del deludente Tyson Barrie sicuramente è un buon colpo: Barrie non sarà mai da Norris, ma ha quelle capacità offensive necessarie per far sfogare i pezzi da novanta in bianco e arancione. Attualmente, è probabile che affiancherà Caleb Jones in second pair: Jone è un “uomo da lavoro”, può fare un po’ tutto, avendo tecnica, presenza fisica e buon movimento. Caleb può essere l’ideale valvola di sicurezza per Barrie, in modo che Tyson possa giocare sulle sue forze e non sulle debolezze.

In first pair, a sinistra Darnell Nurse, attualmente il miglior D in casa Oilers. 25 anni, vicino alla prime e presenza costante, forse dovrebbe fare di più a livello di produzione, ma credo che la poca costanza a livello di gruppo difensivo e coach può averlo danneggiato. Ha il potenziale per essere una piccola stella, pur mai arrivando a livelli elitari. Al suo fianco, un brillante rookie l’anno scorso che potrebbe arrivare a fare decisamente di più: Ethan Bear. Ad ora, Bear è ancora un restricted free agent, ma è semplicemente impossibile che gli Oilers possano rinunciare ai suoi diritti. A livello di potenziale, è il giocatore che ne ha di più e si pretende uno step deciso verso un ruolo più importante in questa imminente stagione.

Russell e Larsson chiudono il cerchio: da loro, oltre che una forte presenza difensiva, non ci si aspetta di più. Ma questo non significa che abbiano il posto assicurato: Evan Bouchard, decima assoluta nel 2018, ha il profilo two-way adatto e potenziale da vendere. Un cannone di tiro con ottima agilità combinata ad un frame imponente, Bouchard ha già visto ghiaccio NHL e sta facendo bene in prestito tra i professionisti della serie B svedese. Vederlo subentrare in third pair non è così impossibile. Altro prospetto che si sta mettendo in luce sempre nella B svedese è William Lagesson, 24enne e fourth rounder degli Oilers nel 2014. È principalmente una presenza fisica e difensiva, e potrebbe diventare un ottimo role player da utilizzare quando si vuole giocare pesante ed essere fisici.

In generale, la crescita di Jones e Bear è un punto fondamentale, così come un definitivo passo in avanti di Nurse ed una rebound season di Barrie. Non dimentichiamo poi che Oskar Klefbom è infortunato, ma ancora un’opzione solida. Se questi obiettivi saranno centrati, il core di Edmonton sarà finalmente solido, seppur ancora orfano di una presenza “alpha” che, vedendo le recenti finaliste, pare fondamentale.

Centers

Connor McDavid. Non scrivo di più. Leon Draisaitl subito dietro: ormai è chiaro che metterli sulla stessa linea non conviene troppo, dato che separare “i poteri” risulta necessario per avere più alternative. Ci si gioca gli spazi successivi in bottom-six: Kyle Turris è un’acquisizione decisamente buona, in quanto è un giocatore che per anni è stato costantemente visto come da top-six. Ha il gioco two-way necessario, il talento per produrre quando i “big” non ci sono e l’esperienza per gestire una linea avversaria ostica.

A livello di prospetti che potrebbero introdursi nella bottom-six, magari come centro di una quarta linea per poter crescere e fare esperienza, oltre che dare una scintilla, sicuramente va evidenziato Ryan McLeod. 21 anni compiuti a Settembre, 40esima assoluta nel 2018, anno non male al debutto in AHL nella stagione 2019-20, ha il profilo fisico giusto e la tecnica per fare bene. Attualmente sta producendo molto bene nella Serie A Svizzera, la National League. Vederlo sostituire Khaira la prossima stagione potrebbe essere una buona idea, in modo da testarlo nella lega adulta.

Altro prospetto similmente produttivo ed ancora più giovane è Raphael Lavoie, la 38esima assoluta nel 2019. Frame praticamente identico a McLeod, Lavoie però potrebbe potenzialmente convertirsi ad ala.

Wings

Ci sono attualmente due sicurezze a livello di ali ad Edmonton: Ryan Nugent-Hopkins e Kailer Yamamoto. Il primo è ormai partner fisso di McDavid in first line e si è definitivamente convertito nel suo nuovo ruolo, con un gioco two-way esemplare. Yamamoto sta crescendo e ha ottime capacità offensive e difensive: ha trovato la giusta chimica con Draisaitl. Il vero problema è chi giocherà a destra in first line, e chi a sinistra in second line.

Pare che Edmonton sia pronta a dare un’ultima opportunità alla super-promessa Jesse Puljujarvi, che tanto ha deluso dopo essere stato identificato come il Jari Kurri personale di McDavid. Jesse è discontinuo, e sembra aver sofferto molto la transizione in Canada dalla Liiga finlandese, ma la maturità potrebbe essere chiave per una nuova, più fruttuosa opportunità in NHL.

L’acquisizione in free agency Dominik Kahun, sponsorizzata da Leon stesso, sembra poi il perfetto candidato per la seconda linea, anche se una certa somiglianza a livello fisico con Yamamoto potrebbe portare a nuove idee, per non rischiare uno sbilanciamento troppo significativo.

Un candidato per alternarsi o sostituire Kahun in seconda linea è Tyler Benson: 32esima assoluta nel 2016, compirà 23 anni a Marzo e negli ultimi due anni è stato una stella dell’AHL, quindi vederlo in NHL è qualcosa che mi aspetto, vedremo poi in quale linea.
Ennis, Neal, Chiasson e Kassian sono poi quattro veterani che vanno a completare il gruppo e tappare buchi. Neal sa ancora fare il suo, pur avendo ovviamente rallentato un po’, ed Ennis e Chiasson sono sicuramente validi difensivamente e sanno dare impatto quando necessario. Chi invece non mi convince ormai più è Kassian, candidato ad essere rimpiazzato. Considerando Lavoie e Benson, trovo che Zack dovrà fare spazio proprio ad uno di loro due.

Rumors

  • Evan Bouchard è stato definitivamente richiamato dalla serie B svedese, chiara indicazione che Edmonton vuole proteggerlo ed averlo pronto per l’inizio della stagione a gennaio. Come indicato precedentemente, Bouchard potrebbe partire in third pair per poi eventualmente guadagnarsi maggiore spazio. Con lui in rampa di lancio e comunque il futuro ritorno di Klefbom, e considerando anche il top prospect Broberg, pare poi che un possibile trade per Larsson o qualche altro defensemen Oilers non sia da escludere.
  • Gli Oilers credono davvero che Puljujarvi possa riscattarsi, e le varie trade talks che lo circondavano sono tutte state messe a tacere. Il management ha apprezzato i passi in avanti visti in Liiga e c’è convinzione che il primo stint non abbia funzionato perché c’è stata troppa fretta nel portarlo in un diverso continente.

Post By Mattia Valassi (100 Posts)

Vittima delle magie di Patrick Kane, mi innamoro dell'hockey su ghiaccio e dei Chicago Blackhawks negli anni d'oro delle tre Stanley Cup. Talmente estasiato dal disco da non poter fare a meno di scriverci a riguardo. Recentemente folgorato dai Blue Genes di Toronto, e dal diamante in generale.

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One thought on “Edmonton Oilers: Preview 2020 2021

  1. Con Smith in porta può solo andare a finire male, devono sperare che Koskinen venga illuminato da qualcosa o butteranno via un’altra stagione tanto per cambiare,

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