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Fino a poco più di una settimana fa sarebbe stato fin troppo facile puntare il dito sulla stagione dei Washington Wizards, ormai divenuti celebri per le prestazioni entusiasmanti di Bradley Beal accompagnate puntualmente dalle sconfitte e dalle dichiarazioni tra il frustrato e lo sconfortato del top player del roster. Beal è al suo anno migliore con la maglia della Capitale a cui ha giurato fedeltà (veste la casacca Wizards dal 2012, anno del suo esordio tra i pro, un caso ormai sempre più raro) ma le continue L sul calendario di Washington lo hanno portato spesso a conferenze stampa in cui esprimeva tutta la sua delusione.

Poi, il 14 febbraio, la possibile svolta.

Alla Capital One Arena arrivano i Boston Celtics lo scorso anno finalisti di Conference. Malgrado l’avversario fosse ben più quotato, i Wizards comandano per tutta la gara e infliggono alla formazione allenata da Brad Stevens una sconfitta ben più pesante di quanto non dica il pur eloquente 104-91 finale. Beal scrive 35 punti con 10/18 dal campo e 11/11 ai liberi mettendo in mostra giocate fantastiche in linea con quanto mostrato nel resto della stagione; Russell Westbrook lo accompagna con “soli” 13 punti tirando 19 volte ma ci aggiunge 9 rimbalzi e 11 assist.

Bradley Beal e Russell Westbrook festeggiano contro i Celtics

Bradley Beal e Russell Westbrook festeggiano nella gara contro i Celtics

Una prestazione che non è rimasta un caso isolato. Dalla vittoria contro Boston la squadra di Scott Brooks ha collezionato altre 3 vittorie consecutive contro avversari assolutamente di livello come i Rockets dell’ex John Wall, i Nuggets e i Trail Blazers.
Washington ora è a 10 vittorie su 27 gare disputate, ancora poco ma sufficiente ad abbandonare l’ultimo posto e portarsi a 4 vittorie dai New York Knicks che occupano attualmente l’ottava piazza a Est.

La striscia vincente della formazione capitolina ha senza dubbio risvegliato gli animi dei tifosi, ma i dubbi intorno ai Wizards sono ancora moltissimi sia sulle potenzialità del roster attuale sia in ottica futura.

Cominciamo quindi dal presente: i Wizards possono dirsi una seria pretendente ai playoff?

Bradley Beal a colloquio con Westbrook

Bradley Beal a colloquio con Westbrook

Partiamo dalla mossa di free agency più importante per gli ex Bullets, nonchè una delle più importanti in assoluto per la NBA del 2021: la trade che ha portato ai Wizards Russell Westbrook in cambio dell’ex franchise player John Wall, scorer di prima scelta ma spesso infortunato e non più giovanissimo (compirà 31 anni il 6 settembre) Al di là della questione età, però, che comunque ha la sua rilevanza (Westbrook ha due anni in più di Wall) inserire in roster un giocatore come Westbrook, di cui sono noti ormai a tutti pregi e difetti, al fianco di Bradley Beal è apparsa una scelta dubbia fin dall’inizio.
La conferma di tali dubbi è arrivata inesorabile: Westbrook tira con meno del 30% da tre, col 62,5% ai liberi e perde 5 palloni a gara. Inoltre il suo fatturato offensivo è sceso sotto i 20 punti a partita per la prima volta dal 2009-10, ma comunque a fronte di 18 tiri di media.

Il problema di Washington comunque non è solo Westbrook o la sua convivenza con Beal. Si potrebbe infatti, di contro, citare che comunque l’ex stella di OKC garantisce ai suoi quasi 10 assist e 10 rimbalzi a gara; il punto è che il supporting cast non appare all’altezza della situazione soprattutto sotto canestro.

Drammatico è stato innanzitutto l’infortunio di Thomas Bryant al crociato sinistro che priverà per tutta la stagione i Wizards del loro uomo d’area principale, lasciandoli con un Moritz Wagner da soli 2.9 rimbalzi a partita e con Robin Lopez a fare gli straordinari sotto i tabelloni. Non avere riferimenti di peso in area è già di per sè un problema, lo è ancora di più per un attacco che si affida ancora molto alle incursioni al ferro di Westbrook (che infatti ha vissuto gli anni migliori della sua carriera affiancato da Serge Ibaka prima e Steven Adams poi)

Il drammatico momento dell'infortunio a Thomas Bryant

Il drammatico momento dell’infortunio di Thomas Bryant

Non si può inoltre non considerare che se i Wizards vorranno davvero provare una rimonta per acciuffare la postseason dovranno fare i conti con molte formazioni attualmente non messe benissimo, ma che sulla carta hanno una marcia in più degli stregoni della capitale. Pensiamo ad esempio ai Miami Heat finalisti NBA e attualmente decimi con 3 vittorie di vantaggio su Washington. La competizione è durissima e anche la migliore stagione della carriera di Beal non garantisce certo da sola una cavalcata playoff, soprattutto dopo essere partiti, prima della striscia vincente, con 6 vittorie su 23 gare.

Questa considerazione getta un’ombra anche sugli sviluppi futuri della franchigia.

Così com’è Washington rischia di ottenere molto poco dalle prossime free agency. Westbrook ha portato con sè nella Capitale un contratto da 85 milioni di dollari in tre anni (l’ultimo dei quali con player option) che si affianca a quello di Beal (63 milioni sempre per i prossimi tre anni e sempre con player option al terzo) e soprattutto a quello di Davis Bertans da 75 milioni fino al 2025. Il lettone da par suo garantisce 11.3 punti di media ma tirando quasi esclusivamente da tre punti (in tutta la stagione ha tirato da due solo 23 volte) e si avvicina anche lui ai trent’anni. I Wizards non potranno quindi realisticamente puntare a un top player anche perchè una squadra con Beal e Westbrook a gestire la stragrande maggioranza dei palloni è poco appetibile sia per un giocatore affermato sia per un giovane in ascesa che rischierebbe di trovarsi soffocato dalla presenza delle due stars.

Prima della striscia vincente si erano susseguite varie voci riguardanti una trade per Beal. Paradossalmente, per alcuni aspetti lo scenario migliore per i Wizards era proprio questo: cedere la loro stella, cercare di far crescere i propri giovani (su tutti il promettente giapponese Rui Hachimura) e puntare a una scelta alta al prossimo Draft.

Il rischio per la franchigia capitolina è invece un tentativo di rincorsa che potrebbe non portarla ai playoff e contemporaneamente farla scendere in basso alla Lottery, comunque con prospettive che vedrebbero un primo turno postseason decisamente come punto di arrivo piuttosto che come obiettivo minimo. Il tutto senza che Hachimura abbia la completa possibilità di sbocciare definitivamente e diventare una stella del futuro.

Rui Hachimura, gioiellino nipponico dei Wizards

Rui Hachimura, gioiellino nipponico dei Wizards

Washington ha abbandonato l’ultimo posto della Eastern Conference ma il presente e il futuro non appaiono comunque luminosi per la squadra tifata da Barack Obama. Toccherà soprattutto allo straordinario Bradley Beal di quest’anno il difficile compito di smentire i pronostici e le analisi e riuscire a vincere con la maglia dei Wizards, suo obiettivo dichiarato.

Post By Marco Mezza (23 Posts)

Sotto la copertura di un tranquillo (si fa per dire) insegnante di matematica si cela un pazzo fanatico di tutto ciò che gira intorno alla spicchia, NBA in testa. Supporter della nazionale di Taiwan prima di scoprire che il videogioco Street Hoop mentiva malamente, in seguito adepto della setta Mavericks Fan For Life.

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