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Ok, forse abbiamo esagerato nel titolo e non ci sono squadre ridotte in cenere, ma di sicuro nella NFC South sta succedendo qualcosa di strano, sta succedendo quello che in pochi si aspettavano dopo le dipartite di Brees (almeno altre 4 week) e Cam (chissà per quanto). Entrando nella week 3 infatti ci trovavamo una Tampa Bay e soprattutto un’Atlanta con la strada spianata per il successo, con gli avversari dimezzati.

Se infatti Carolina si presentava con uno 0-2 ai blocchi di partenza della week 3, 0-2 raccolto con Newton in cabina di regia, ora senza il qb titolare la ragione ce li faceva già immaginare fuori dai giochi. Stesso discorso per i Saints: la prestazione offensiva messa in campo a Los Angeles dopo l’infortunio a Brees già faceva sperare agli ottimisti che avere 3 W al rientro del proprio qb potesse essere un buon risultato. E invece per Atlanta e Tampa Bay il copione non è andato come sperato. Anzi. Carolina infatti si ritrova un 2-0 frutto di prestazioni convincenti e i Saints conquistano un 2-0 in 2 partite che possono essere inserite tra le 4/5 più difficili della stagione.

In casa Panthers la questione è: sono una squadra migliore con Allen al posto di Newton? Tenendo conto che le vittorie nelle ultime 12 partite sono state solo 3, e tutte e tre con Allen titolare. È difficile rispondere si o no, ma in questo momento sì, perché Allen riesce a fare quello che Cam non riesce, ovvero amministrare un attacco che chiede a McCaffrey di essere molto coinvolto. Già nella preview di stagione abbiamo messo in luce come McCaffrey dovesse diventare la seconda stella di un attacco a due, per essere più imprevedibile, più dinamico e quindi più efficace. Cam non riusciva a farlo. Sicuramente un Newton in forma è molto meglio di un Allen in medesime condizioni e può elevare i Panthers perchè ha braccia e gambe (non scordiamolo!) per spaccare le difese avversarie e creare big plays dal nulla, ma in questo momento non è in salute, né da un punto di vista fisico, nè morale, di testa.

Di Newton abbiamo già parlato (link), mentre ora è il caso di vedere da vicino che squadra sono con Allen, perché nessuno li deve sottovalutare. Domenica hanno vinto nonostante i 3 fumbles del proprio qb e questo non succede a caso, succede a una squadra che potrebbe anche essere 4-0, che schiera un qb perfetto per quello che è chiamato a fare: essere uomo di sistema. Non gli si chiede di tirare la baracca, ma di “smistare”, cosa che riesce a fare egregiamente, a volte piazzando pure la giocata, perché non va dimenticato che Allen, pur essendo un gregario, passatemi il termine, ha in canna dei colpi ammirevoli. JJ Watt ancora si domanda come abbia fatto a sfuggirgli. Tra alti e bassi i Panthers di Allen si stanno mostrando una squadra solida, granitica, comandata da una pass rush letale e la notizia che Allen partirà titolare anche alla week 5 inizia a essere una non-notizia: in questo momento, con questo Cam a mezzo servizio, quello che serve a Carolina è proprio un qb come Allen. La Minshew-mania è avvisata, non sottovalutate i Carolina Panthers.

Nella big easy la situazione è diversa ma con lo stesso risultato, ovvero un 2-0 arrivato in trasferta a Seattle e in casa contro i Cowboys. La storia però è diversa perché non abbiamo un backup qb subentrato che ha elevato il gioco portando a compimento un piano già abbozzato in estate, ma qui abbiamo una squadra che ha dovuto cambiare faccia ad ogni partita preparandosi minuziosamente per ogni avversario. Un lavoro a tavolino preparato dal capo allenatore Sean Peyton che ha messo in mostra tutte le sue qualità, rinfrescandoci la mente sulle sue doti che forse erano finite un po’ nel cassetto di fronte alla luce abbagliante di Brees. È vero che i due hanno creato un duo formidabile, ma è altrettanto vero che i Saints sotto la guida Payton (e Allen!) hanno mostrato di sapersi adattare andando a vincere con un td per ogni reparto a Seattle, (attacco, difesa, special team e Kamara, perché in effetti quest’ultimo fa reparto a sé) e hanno vinto domenica contro Dallas senza segnando mete. Trasformismo.

Payton sa perfettamente che non si può chiedere a Bridgewater di fare quello che faceva Brees, allora ha cambiato l’attacco, mettendo un qb a smistare palloni, senza lanciare lungo, ma concentrandosi sul breve e medio (ma soprattutto breve) raggio, dando al proprio qb alternative varie in modo da rendere il proprio attacco difficile da coprire. Poi Bridgewater ha messo in mostra, ogni tanto, il suo talento. D’altronde prima del terribile infortunio era titolare, pro bowler, e Minnesota aveva intenzione di costruire su di lui. Tra i backup qb è uno dei migliori, ma bisogna dire che è lontano dal suo stato di forma pre-infortunio, come è da dire che senza la difesa i Saints non sarebbero dove sono.

Già lo avevamo accennato parlando delle difficoltà dei Rams che i Saints anche a Los Angeles avevano messo in campo una ottima difesa che poi ha mollato solo verso la fine stremata anche dalla nullità totale del proprio attacco che non è riuscito a riaggiustarsi in corsa per sostituire Brees. Contro Seattle e soprattutto contro Dallas è andato in scena invece uno spettacolo difensivo. Il lavoro che sta facendo Allen è ammirevole e se i Saints sono ancora in corsa, in attesa del rientro di Brees, lo devono sopratutto al reparto difensivo che è veloce, aggressivo e intelligente. Cooper è stato limitato notevolmente, Elliott praticamente eliminato dal campo, Prescott obbligato a lanciare in fretta e male. Riuscire a bloccare un trio offensivo non è una cosa si vede spesso, anzi.

Ma attenzione. Se per quanto riguarda Carolina sono gli altri a non doverli sottovalutare, qui sono i Saints stessi a non doversi rilassare: la difesa è sufficiente a portare avanti la baracca in attesa di Brees? La risposta è no. Bridgewater è apparso spesso con lanci fuori posizione e fuori tempo, mancando di quella lucidità che gli permette di evitare un sack a fine partita che avrebbe potuto compromettere il risultato finale. Un attacco così sterile metterebbe troppa pressione sulla difesa che rischia di non reggere. Bridgewater deve e può migliorare, ma per ora sono la difesa, uno sgusciante Kamara, un energico Thomas e un brillante Payton che tengono la baracca, lasciando i Saints tra le contender anche senza Brees.

La prova del 9 è subito dietro l’angolo. In week 5 arrivano quei Buccaneers capaci di fare 55 punti (!) ai Rams. Lattimore-Evans sarà da guardare con attenzione.

Post By Michele Comba (100 Posts)

Si avvicina agli sport americani grazie a un amico che nel periodo di Jordan e dei Bulls tifa invece per gli Charlotte Hornets. Gli Hornets si trasferiscono in Louisiana ed è amore a prima vista con la città di New Orleans e tutto quello che la circonda, Saints compresi, per i quali matura una venerazione a partire dal 2007 grazie soprattutto ai nomi di Brees e Bush. Da allora appartiene con orgoglio alla "Who Dat Nation".

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