NFC NORTH

Chicago Bears

Record: 3-14.

Cosa è andato bene: Per me la stagione dei Chicago Bears è stata un successo.
Innanzitutto sono spesso stati competitivi – hanno spinto al limite Vikings, Dolphins, Lions ed Eagles -, aspetto sicuramente non banale per una squadra che ha visto i propri migliori difensori – Quinn e Smith – salutare a metà stagione, e in secondo luogo hanno scoperto di avere un gioiello fra le mani: Justin Fields, in un contesto disastroso, è stato sensazionale.
Potete rinfacciarmi il basso volume, il numero spropositato di sack – a breve approfondisco – e la bassa percentuale di completi, ma vorrei solo farvi presente che è stato costretto a operare con un receiving corp formato da Claypool, Pringle, Harry, St. Brown, Pettis e il rookie Jones, è difficile avere successo se le mani a cui rivolgi il pallone sono attaccate a corpi che portano cognomi del genere: non fatemi approfondire il discorso linea d’attacco.
Fields è un playmaker nel senso letterale del termine, è uno che dal nulla ti tira fuori la giocata in grado di spaccare in due una partita: per favore, non iniziamo con il solito, triste, sterile, noioso e inutile dibattito sul dual threat quarterback, credo abbia dimostrato di possedere sufficiente talento nel braccio destro per non essere bollato come running back che lancia ma come quarterback che può anche correre.
Fields e l’intera squadra hanno un enorme margine di miglioramento, ora hanno solamente bisogno di una grande offseason.

Cosa è andato male: Se Justin Fields vuole avere un futuro in questa lega è imprescindibile che inizi a sbarazzarsi del pallone in tempi molto più ragionevoli. Troppo spesso, infatti, Fields si lancia in assoli di hero ball tentando di tenere in vita giocate nate male che un quarterback più maturo non avrebbe alcun problema a far morire lanciando il pallone fuori dal campo: immagino che con il tempo verrà a patti con la cruda realtà che non sia obbligatorio ricavare qualcosa da ogni snap.
Il lavoro da fare è tanto, il front seven è completamente da ricostruire e l’attacco, all’infuori dei vari Fields, Montgomery – free agent – e Kmet ha bisogno di una massiccia iniezione di talento pressoché ovunque.
In ogni caso, molto meglio di quanto credessi. Più che meglio direi “meno male”, ma ci siamo capiti.

Voto: 5. Ma fate finta sia una sufficienza. Non c’erano ragioni per coltivare aspettative, eppure loro ci hanno regalato un paio di partite divertenti e una miriade di giocate assurde di Fields. Spero siano consapevoli di avere un quarterback e di dover fare il possibile per metterlo a suo agio. La prima scelta assoluta può fruttare loro parecchio capitale da investire.


Detroit Lions

Record: 9-8.

Cosa è andato bene: Quando concludi la stagione con un esaltante 8-2 solitamente non hai troppo tempo per celebrare l’autentica impresa compiuta, c’è da prepararsi per gli imminenti playoff.
Sfortunatamente, nel loro caso, le otto vittorie nelle ultime dieci partite non sono bastate a compensare una disastrosa partenza da 1-6: parliamo di cose positive, no?
Quello dei Lions si è affermato come uno dei reparti offensivi più prolifici della lega, un meccanismo ben oliato regolato da un quarterback che, nel contesto giusto, sa rendere alla grande. I conti, finalmente, sono tornati: era in un certo senso naturale che un attacco con una O-line del genere e un arsenale di playmaker così profondo e variegato rendesse a questi livelli, i nostri dubbi semmai erano tutti su Jared Goff. Erano, imperfetto.
Goff, con tutti i suoi limiti, ha dimostrato di avere ancora tanto da dare a questa lega e che se messo nella posizione giusta può far girare a pieno regime qualsiasi reparto offensivo. Dopo un’annata del genere la vedo dura che lo mettano alla porta.

Cosa è andato male: La ripresa c’è stata, ma non che ci volesse poi chissà quale sforzo. Molto semplicemente, il reparto difensivo ha spesso vanificato l’ottimo lavoro di quello guidato da Goff nonostante un marcato miglioramento nella seconda metà di stagione – partita coi Panthers esclusa.
Concedono tanti, troppi punti e risultano al massimo inefficaci sotto qualsiasi punto di vista. Non che in quell’occasione l’attacco avesse sfoderato la propria miglior prestazione, ma se avete ancora a mente la debacle contro i Carolina Panthers ricorderete nitidamente quanto questi li abbiano malmenati lungo la linea di scrimmage triturandoli a suon di corse da più di venti yard.
Alla fine dei conti è stata proprio quella partita a costare loro i playoff.
Sono andati oltre ogni mia aspettativa – malgrado li avessi pronosticati ai playoff nelle mie dieci bold prediction – e sono convinto che i risultati non raccolti quest’anno li festeggeranno l’anno prossimo.
Ora, però, servono innesti intelligenti sul versante difensivo.

Voto: 7,5. Il cuore di questa squadra sta tutto nell’inutile vittoria sui Green Bay Packers che ha permesso ai Seattle Seahawks di entrare ai playoff. Non sono perfetti, tutt’altro, ma hanno carattere da vendere e stanno pure cominciando a essere consapevoli dei propri mezzi.


Green Bay Packers

Record: 8-9.

Cosa è andato bene: Non nascondiamoci dietro l’esile dito che in questo caso rappresenta la “rimonta” di fine campionato, il fatto che la loro stagione sia già finita a gennaio è un fallimento che non può essere mitigato da un paio di statistiche più o meno piacevoli alla vista.

Cosa è andato male: Tutto qua? Dopo anni di drama culminati nel faraonico rinnovo di Rodgers dobbiamo commentare un 8-9? Il front office dei Packers si è giocato la credibilità assecondando le richieste economiche dell’omeopatico per un 8-9?
Non riesco a trovare un qualcosa che possa mitigare l’enorme delusione che ci hanno dato, se non che nel farlo ci hanno strappato sincere risate ché è sempre bello vedere che pessimo leader sia Aaron Rodgers – che giustamente fino a non troppo tempo fa era il mio idolo sportivo, ricordiamolo.
Se l’obiettivo era quello di spremere un altro Super Bowl dagli ultimi anni di livello Rodgers ci troviamo davanti a un fallimento epocale visto che il suo futuro professionale è più che mai incerto, o forse è semplicemente troppo tardi, il treno è già passato. Se l’obiettivo era invece intrattenerci con drammi inutili permeati da atteggiamenti così passivo-aggressivi da risultare inappropriati pure alle scuole medie… che dire, missione compiuta.
Qualcosa deve per forza di cose cambiare, non possono presentarsi ai nastri di partenza del 2023 con lo stesso quarterback e allenatore, questa stagione deve marcare il momento in cui il dopo va a scindersi dal prima.
Con un Rodgers così e quel contratto zavorra non possono nemmeno permettersi di sognare il Super Bowl.

Voto: 3. Un fallimento sotto più punti di vista. Non ho altro da dire.


Minnesota Vikings

Record: 13-4.

Cosa è andato bene: Eccezion fatta per le gioie della prima e ultima giornata, tutte le vittorie dei Minnesota Vikings sono arrivate con uno scarto inferiore o uguale a un solo possesso.
Dato che qua vogliamo concentrarsi sulle cose andate bene, permettetemi di dire che spuntarla sempre in questo modo è prova di grande forza mentale e maturità, aspetti caratteriali introvabili nelle versioni precedenti dei Vikings.
Sono una squadra oltremodo talentuosa capace di restare aggrappata alla partita quasi esclusivamente grazie alle proprie stelle.
Tredici vittorie sono spesso sinonimo d’eccellenza sotto almeno mezza dozzina di punti di vista, non in questo caso: le statistiche ci restituiscono una squadra mediocre che gravita attorno al 50% di vittorie, non oltre il 75%.
Sono veramente affascinanti, fatico a trovare nella storia una squadra così vincente con un differenziale punti fatti-punti subiti negativo.

Cosa è andato male: La difesa è stata indiscutibilmente fra le peggiori in assoluto. Un numero simile di vittorie malgrado la terzultima scoring defense è un qualcosa senza precedenti che ci offre un prezioso caso studio per il futuro.
Le quattro sconfitte sono arrivate con uno scarto medio di 22.25 punti, numero che ci mette davanti al lapidario fatto che quando perdono non scendono proprio in campo.
Molto semplicemente ripetere una stagione del genere è impensabile, credo che siano la squadra da 13 vittorie con più cose da migliorare nella storia della NFL, soprattutto in difesa.
Solamente i Titans hanno concesso più passing yard e considerando la preponderanza del gioco aereo in questo momento storico ciò è profondamente inquietante.

Voto: 8+. In un modo o nell’altro hanno vinto partite e questa è l’unica cosa che conta. La difesa ha bisogno di un massiccio intervento e non sarei affatto sorpreso se questa fosse l’ultima stagione di Cousins a Minneapolis.


NFC EAST

Dallas Cowboys

Record: 12-5.

Cosa è andato bene: Vi ricordate i tempi in cui parlavamo di stagione finita – dopo una partita – per l’infortunio di Prescott? Sembra passata una vita, invece è solamente trascorsa un’intera regular season.
Stiamo parlando della squadra che può vantare il quarto miglior attacco e una difesa che concede poco più di venti punti a partita, lo star power è enorme e abbiamo avuto modo di constatare che gente come Lamb, Pollard e Parsons abbia sempre la giocata decisiva nella manica: il football è un gioco incredibilmente complesso, ma quando si può contare su playmaker del genere la questione tende a semplificarsi.
La prolificità del pass rush – terzo per sack totali – la si può constatare anche solo servendosi del numero grezzo di turnover, quel 33 che li rende i migliori della lega nel soffiare il pallone agli avversari: mi hanno impressionato i 17 fumble recuperati, i Patriots secondi sono stati in grado di coprirne “solamente” 11.
Dunque, è questo il loro anno?

Cosa è andato male: In tutta sincerità, non lo so.
Se ci atteniamo ai numeri non c’è nulla che non vada, ma mi risulta impossibile ignorare l’ultimo mese e alcune loro tendenze.
Per prima cosa faticano tremendamente fuori casa, quattro delle cinque sconfitte subite sono arrivate lontane dal parco giochi finanziato da Jerry Jones e ciò non promette particolarmente bene per il quinto seed della NFC che, salvo succedano cose, molto probabilmente dovrà percorrere l’eventuale strada verso il Super Bowl fuori dal Texas.
Prescott è a mio avviso un bel quarterback, ma deve in qualche modo calmarsi ché lanciare intercetti in sette partite consecutive raramente è di buon auspicio per i playoff. Più che sciatto, spesso mi sembra troppo ansioso, non ha alcun senso forzare la giocata quando si è circondati da giocatori del genere.
Nell’ultimo mese non mi sono per niente piaciuti, si sono resi protagonisti di clamorosi giri a vuoto che in rari casi si sono protratti per partite intere: è tanto chiedere un po’ di consistenza a una squadra così talentuosa?

Voto: 8. Il record c’è, i numeri pure e i giocatori giusti non mancano. Si sono confermati come una delle forze della NFC e hanno tutto il necessario per fare rumore ai playoff, testa permettendo.


New York Giants

Record: 9-7-1.

Cosa è andato bene: Brian Daboll.
Sono i giocatori a concretizzare sul campo i suoi insegnamenti, sono i giocatori a sacrificare il proprio corpo in nome di una vittoria, sono i giocatori a eseguire gli schemi, lo so, ma il protagonista della stupefacente stagione dei Giants è Brian Daboll.
L’ex offensive coordinator di Buffalo è stato capace di ravvivare la carriera a Saquon Barkley e di resuscitare Daniel Jones, quarterback che molti avevano bollato come causa persa. New York ha raggiunto un risultato assolutamente impressionante cavalcando il talento di due giocatori il cui futuro in questa lega sembrava irreparabilmente compromesso. Sebbene la qualità del roster lasciasse molto a desiderare, questa squadra ha quasi sempre gettato il cuore oltre all’ostacolo restando aggrappata alle partite grazie a disciplina e lucidità, due virtù cardinali sulle quali si può edificare un futuro ricco di soddisfazioni.
I Giants giocano un football ordinato e pulito che ha permesso loro di prendersi egregiamente cura del pallone – solamente i Lions hanno chiuso il campionato con un numero inferiore di turnover.
Non ho idea di quanta strada possano fare ai playoff, ma l’obiettivo della loro stagione era capire attorno a chi costruire il futuro di una franchigia che si stava abituando alla mediocrità, una franchigia letteralmente sull’orlo dell’apatia e sono abbastanza sicuro ad affermare che abbiano trovato il loro uomo.
Quanto fatto da Daboll va ben oltre la qualificazione ai playoff.

Cosa è andato male: Avevano il materiale umano per vincere quattro, massimo cinque partite, invece si sono qualificati ai playoff con una sorprendente giornata d’anticipo: ha senso pontificare su cose che sono andate male – che nemmeno sono sicuro esistano?
Ovviamente sia l’attacco che la difesa lasciano ancora molto a desiderare, ma ripeto, nessuno se li aspettava così competitivi e ogni critica mossa si svuota di valore nel momento in cui si mette nuovamente a fuoco la loro impresa.

Voto: 8. Può farvi ridere constatare che abbia dato loro lo stesso voto assegnato ai Cowboys, ma non prendiamoci in giro, le valutazioni sono influenzate dalle aspettative e dal valore assoluto del roster e New York ha tirato fuori dal cilindro una stagione senza alcun senso logico.


Philadelphia Eagles

Record: 14-3.

Cosa è andato bene: Non lasciamoci fuorviare da un paio di sconfitte arrivate con Hurts a bordocampo, i Philadelphia Eagles sono stati la migliore squadra del campionato. Sì, l’ho detto, sono pienamente consapevole dell’esistenza di Bills, 49ers e Chiefs ma cosa ci posso fare se nessuna di loro, settimana dopo settimana, è stata altrettanto consistente?
Brillano sotto ogni possibile punto di vista, sia in attacco che in difesa.
Mentre noi restavamo ammaliati dalle giocate di Jalen Hurts, il reparto difensivo continuava a macinare sack ed espropriare dell’anima il povero quarterback di turno: solamente i Bears dell’84 e i Vikings dell’89 hanno concluso il campionato con un numero di sack maggiore al loro mostruoso 70 – sono consapevole che loro abbiano avuto a disposizione 17 partite per farlo, ma togliendo una partita otterremmo comunque un risultato impressionante.
L’attacco è tremendamente prolifico e completo, non c’è assolutamente nulla fuori posto in quel reparto, la linea d’attacco è la migliore della lega, gli skills player sono complementari fra di loro oltre che di primissima qualità e Jalen Hurts è uno dei quarterback più elettrizzanti e costanti della lega: serve altro?
Il salto di qualità compiuto da Hurts è stato impressionante poiché non solo si è candidato all’imprescindibile ruolo di franchise quarterback, ma pure a un futuro da perenne candidato all’MVP.

Cosa è andato male: Non voglio essere un guastafeste, cosa posso rinfacciare a una squadra che ha vinto quattordici partite su quindici con il quarterback titolare in campo?
L’unica grande incognita è la salute di Hurts – e di Lane Johnson -, ma indipendentemente da come andrà la loro avventura ai playoff non mi è possibile muovere obiezioni sensate.

Voto: 9,5. Hanno superato ogni mia aspettativa giocando un football spesso esaltante. Sono divertenti da vedere in tutte e tre le fasi del gioco e indipendentemente dalla durata della loro esperienza ai playoff il 2022 deve essere consegnato alla storia come clamoroso successo.


Washington Commanders

Record: 8-8-1.

Cosa è andato bene: Per salvare una stagione iniziata con un emblematico 1-4 sono necessari in egual misura cuore e cervello, esattamente quello che Heinicke offriva domenica dopo domenica all’intera squadra, non solamente al reparto offensivo.
La difesa ha compiuto significativi passi in avanti – sono eccellenti su terzo down e siete ben al corrente di quanto sia importante esserlo – e l’attacco, sotto la guida di Heinicke, aveva trovato un equilibrio che sebbene raramente sinonimo di fuochi d’artificio permetteva loro di vincere: quando si parla della squadra di football di Washington raggiungere la semplice funzionalità è motivo di festeggiamenti.
Poi hanno deciso di fare quello che hanno fatto.

Cosa è andato male: Non mi interessano le statistiche, sono furioso con coaching staff e front office: che senso aveva, arrivati a quel punto della stagione, spedire in panchina l’individuo che li ha aiutati a risalire la china fino a tornare in corsa per i playoff?
Quella di Washington è una franchigia marcia che deve essere detonata, mi rifiuto di credere che un due volte Coach of the Year come Ron Rivera sia così idiota da rinunciare di sua spontanea volontà all’uomo della rinascita, a un quarterback che nonostante una pletora di limiti tecnici credo sia disposto a morire pur di guadagnare un primo down, un leader rispettato e amato dal resto dello spogliatoio capace di spingere a tirare fuori il meglio anche chi non deve ricevere il pallone o bloccare per lui.
Niente da fare, c’era da mandare in campo Carson Wentz per constatare per la ventunesima volta negli ultimi quattro anni che l’ex Eagles sia irreparabile, una causa persa dal braccio destro d’oro che non è più in grado di caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti decisivi e fare il minimo sindacale che ci si aspetterebbe da un quarterback titolare, ossia non mettere la propria squadra nella posizione di perdere.
Niente da fare, ennesimo anno buttato, ennesimo esperimento fallito con l’aggravante del trattamento ridicolo riservato a Heinicke.
Devono ripartire da zero.

Voto: 5+. Mi viene difficile non dar loro la sufficienza per la resurrezione di metà stagione, ma non ne posso più di parlare di vittorie morali: l’obiettivo era riabilitare Wentz e, nel mentre, tornare ai playoff. Missione fallita in entrambi i casi.


NFC WEST

Arizona Cardinals

Record: 4-13.

Cosa è andato bene: Che se non altro si sono sbarazzati sia di Kingsbury che di Keim in un colpo solo.
Giusto per ribadire l’ethos della franchigia, a entrambi nemmeno un anno fa era stato esteso il contratto fino al 2027: tutto nella norma.

Cosa è andato male: Tutto.
Definire fallimentare la loro stagione sarebbe un eufemismo, tutto quello che poteva andare male è andato peggio e ora ci troviamo davanti a una squadra che si è approcciata al campionato con l’idea di cominciare a muovere i primi passi in postseason con un cantiere aperto nel front office e in panchina, oltre che al franchise quarterback convalescente dalla rottura del legamento crociato.
Con Murray sotto contratto questo non è ovviamente il momento di ricostruire, motivo per cui il front office si trova davanti al complesso compito di rendere competitiva il prima possibile una squadra costruita veramente male.
Spero che chi arriverà amministrerà le operazioni in modo serio e adulto, non come se stesse giocando a Madden Ultimate Team collezionando nomi di gente che a questa disciplina ha già dato quasi tutto quello che poteva dare.

Voto: 2. Da oggi in poi il 2022 degli Arizona Cardinals sarà sinonimo di “stagione buttata”? E non possono nemmeno giocarsi l’alibi degli infortuni, Murray si è rotto il crociato quando la stagione era ormai già andata.


Los Angeles Rams

Record: 5-12.

Cosa è andato bene: Hanno iniziato come campioni in carica una stagione finita a novembre, credo di aver detto abbastanza.
Nelle ultime settimane, con Baker Mayfield a gestire le operazioni, hanno trovato modo di rendersi perlomeno interessanti nella loro ignavia.

Cosa è andato male: È dura accanirsi contro una squadra così martoriata dagli infortuni.
Tutte e 32 le sorelle devono fare i conti con il sanguinario demone degli infortuni, ma non credo di aver mai visto qualcosa di simile a quanto successo in questi mesi lungo la linea d’attacco, reparto che apparentemente ogni settimana perdeva per la stagione almeno un titolare.
Quando pilastri come Stafford, Donald e Kupp sono costretti a bordocampo per intervalli temporali così sostanziosi è molto dura preservare la competività.
Non che con Stafford stessero andando chissà quanto bene, sia chiaro, ma gli acciacchi agli O-lineman sono iniziati dal season opener contro Buffalo. Situazione triste la loro, soprattutto perché il futuro di Sean McVay non è ancora ben chiaro a nessuno, Sean McVay in primis.

Voto: 3. Ci hanno regalato sprazzi di football di qualità con Baker Mayfield under center: solo questo alza la loro valutazione di un paio di voti.


San Francisco 49ers

Record: 13-4.

Cosa è andato bene: I 49ers sono incredibili, quanto fatto quest’anno da Kyle Shanahan deve trovare spazio nei libri di storia.
Non posso enfatizzare abbastanza quanto sia impressionante quello che hanno fatto, vincere dieci partite consecutive pur dovendo schierare il terzo quarterback, l’ultima scelta al draft, è un qualcosa di semplicemente assurdo che ci costringe a tirare in ballo il nome di Tom Brady per rendere giustizia a quello che è stato capace di fare.
Stiamo parlando della miglior difesa della lega, un reparto profondo e arcigno che può contare su quello che con ogni probabilità sarà il Defensive Player of the Year. Stiamo parlando di reparto contro il quale è praticamente impossibile correre e, con un pass rush del genere, non è particolarmente saggio affidarsi ai lanci.
Il reparto offensivo fila che è una meraviglia, credo siano gli unici capaci di sostenere una produzione del genere pur avendo perso due quarterback e l’innesto di Christian McCaffrey, con il senno di poi, può quasi essere visto come un colpo di genio. Nelle undici partite in California CMC ha raccolto in media 110 yard dallo scrimmage a uscita impreziosite da dieci touchdown totali.
Tutto questo in un reparto che poteva già contare su playmaker del calibro di Kittle, Samuel e Aiyuk.
Sono ben allenati, profondi e incredibilmente motivati.

Cosa è andato male: Considerando come si era messa la loro stagione non credo di poter andare oltre le due righe.
Sono stati protagonisti di una stagione fantastica sotto tutti i punti di vista, indipendentemente da ciò che accadrà ai playoff: sto scandagliando le statistiche e non riesco a trovare qualcosa di veramente preoccupante.
Il vero dispiacere è che quasi sicuramente saranno costretti a salutare DeMeco Ryans, ennesimo loro coordinatore pronto a compiere il grande salto.

Voto: 9. La vita è bella quando riesci a vincere 13 partite pur dovendo mandare allo sbaraglio il tuo terzo quarterback – rookie, tra l’altro. Hanno tutto quello che serve per fare strada ai playoff, inesperienza di Purdy permettendo.


Seattle Seahawks

Record: 9-8.

Cosa è andato bene: Fatico a trovare parole per commentare il loro campionato.
Non ho fette del vostro affettato preferito sugli occhi, sono pienamente consapevole che nell’ultimo mese e mezzo siano calati notevolmente, ma il fatto che una squadra considerata da molti come la più credibile candidata al peggior record della lega sia riuscita a sgattaiolare ai playoff è sensazionale.
La parabola di Geno Smith accompagnerà la crescita di milioni di bambini ai quali verrà illustrata l’importanza di non mollare mai nella vita che, letteralmente, non si sa mai. Smith era scomparso dal nostro radar, era diventato un anonimo backup quarterback sufficientemente esperto per tenere in piedi un attacco in caso di infortunio al titolare, nulla di più: Smith si è guadagnato la prima convocazione al Pro Bowl e ha guidato la propria squadra ai playoff.
Forse questo è il reparto offensivo più completo del loro ultimo decennio, la linea d’attacco – seppur con grandi margini di miglioramento – ha cominciato a girare su livelli più accettabili risultando particolarmente efficace in run blocking, anche se parte del merito va assegnata al rookie Kenneth Walker, il running back al primo anno più consistente del campionato.
Hanno talento per mettere in difficoltà chiunque, poter contare su una coppia di ricevitori come Metcalf e Lockett semplifica la vita a qualsiasi quarterback e Smith ha dimostrato di saper esaltare consistentemente i punti di forza dei propri playmaker.
Quasi dimenticavo: hanno vinto quattro partite in più dei Denver Broncos di Russell Wilson. Credo basti.

Cosa è andato male: Il reparto difensivo ha bisogno di tutto l’aiuto di questo mondo e il fatto che il loro leader Jordyn Brooks si sia appena rotto il legamento crociato intorpidisce il futuro dell’intera unità. Correre contro Seattle è troppo semplice, concedono più di 150 rushing yard a partita e la situazione non migliora drasticamente se ci si concentra sul gioco aereo.
Come anticipato nel paragrafo precedente, le tribolazioni dell’ultimo mese sono profondamente inquietanti, la brillantezza della prima metà di stagione sembra essere tutto d’un colpo svanita: amano troppo complicarsi la vita. Vincere in questa lega non è mai facile o banale, ma chiudere la stagione con un anonimo 3-5 non è particolarmente incoraggiante per una squadra qualificatasi ai playoff.
Mi fermo qua, non ho particolarmente voglia di parlare male degli autori di un mezzo miracolo sportivo.

Voto: 7,5. Difficile ignorare la flessione invernale, ma questa non toglie nulla alla bontà della loro stagione. Il 2022 doveva essere un anno di transizione, l’anno zero con il quale avrebbe allestito il cantiere per la ricostruzione, invece sono ai playoff e hanno probabilmente trovato il quarterback per i prossimi due-tre anni.


NFC SOUTH

Atlanta Falcons

Record: 7-10.

Cosa è andato bene: Esattamente come nel caso di Seattle, qui le aspettative sono state frantumate.
Non mi aspettavo assolutamente nulla dagli Atlanta Falcons, altra squadra che ad agosto faticava a essere associata a stagioni da più di quattro vittorie: ne hanno vinte sette e sono arrivati a una misera partita di distanza dal titolo divisionale, anche se trattandosi di NFC South… insomma, avete capito.
Nessuna squadra ha corso più di loro – quasi 33 tentativi a partita – e considerando l’efficienza sostenuta – 4.9 yard a portata, quarto miglior dato in assoluto – credo sia facile capire le ragioni dietro l’insistenza di Smith. La linea d’attacco mi ha impressionato, sono sicuro che se Chris Lindstrom giocasse in una squadra più competitiva sarebbe celebrato come la miglior guardia della lega, ma purtroppo quando si presta servizio in una squadra in ricostruzione si tende a passare in sordina.
Non mi sono affatto dispiaciuti, sono quasi sempre stati competitivi e ben organizzati, la ricostruzione è partita sotto i migliori auspici.

Cosa è andato male: Efficienti quanto volete a correre, ma passare per meno di 160 yard a partita non è accettabile nel 2022. Il loro passing game è apparso inadeguato e titubante, ma ciò era più che preventivabile se si guardavano le opzioni under center e il parco ricevitori.
In molte partite, anche se sotto di più possessi, i Falcons si sono ostinati a correre finendo inevitabilmente per battersi da soli dato che non devo sicuramente spiegarvi perché non sia una buona idea provare a rimontare in questo modo.
Altrettanto inquietante è la sterilità del pass rush che è stato capace di mettere a segno solamente 21.0 sack in stagione, o se preferite 1.2 sack a partita: ripeto, un dato del genere è inadatto in questo momento storico, soprattutto perché ogni anno durante i playoff ci viene ribadita l’importanza di un pass rush produttivo ed efficiente.
Il lavoro da fare è tanto, soprattutto in difesa, anche se non sono sicuro che Ridder sarà il loro quarterback titolare pure nel 2023 quindi potrebbe essere che la loro missione in offseason sia prima di tutto quella di trovare il quarterback del futuro.

Voto: 6. Stagione tutto sommato positiva quella dei Falcons che seppur spesso anonimi hanno giocato decisamente meglio di quanto avessero motivo di fare.


Carolina Panthers

Record: 7-10.

Cosa è andato bene: Sotto la guida di Wilks Carolina è stata competente e competitiva compiendo un netto passo in avanti, anche se con loro è assai complicato definire il concetto di “avanti”.
Sono sì arrivati a giocarsi i playoff testa a testa con i Buccaneers durante Week 17, ma sono al massimo mediocri sotto ogni possibile punto di vista.
Ripeto, sono rimasto impressionato dal carattere mostrato nella seconda metà di stagione, ma non possiamo fingere che i Panthers siano una squadra in ricostruzione senza alcun tipo di aspettativa, è da un paio di anni che si presentano ai nastri di partenza puntando ai playoff con un quarterback puntualmente diverso: non solo non raggiungono mai i playoff, non sono mai nemmeno andati vicini a trovare un quarterback per il futuro.
Da anni ci stanno proponendo sempre lo stesso campionato, anche se questa volta è andato un po’ meglio: che sia arrivato il momento di ripartire seriamente da capo?

Cosa è andato male: Non hanno una direzione come franchigia.
Concepisco l’entusiasmo davanti alla mezza resurrezione guidata da Wilks, ma arrivati a questo punto qual è il loro piano? A mio avviso avrebbero un reparto difensivo sufficientemente competente per giocarsela alla pari contro chiunque fin da subito, ma l’inettitudine offensiva resta un problema al quale non sembrano capaci di porre rimedio.
Potremmo rivolgerci a loro come Sisifo Panthers perché tutti i loro sforzi non modificano di una virgola una situazione che sta diventando noiosa, oltre che ripetitiva, ogni loro tentativo è vano e a gennaio si trovano davanti alle stesse identiche sfide del gennaio precedente.
Nemmeno quest’anno possono dire di aver trovato una soluzione anche solo sul corto-medio termine nella posizione più importante del gioco e dopo tutti questi tentativi mai troppo convinti – e convincenti – credo sia arrivata l’ora di provare qualcosa di più radicale.
Non sono una squadra in ricostruzione, sono una squadra senza quarterback che mi ricorda molto da vicino i Denver Broncos degli ultimi anni: la speranza è che non li emulino.

Voto: 5+. Un voto che premia il carattere e nulla di più. Devono stare molto attenti, si stanno abituando a una mediocrità inaccettabile che li sta rendendo sempre più anonimi e privi di una direzione chiara per il futuro.


New Orleans Saints

Record: 7-10.

Cosa è andato bene: Non sono poi arrivati eccessivamente lontani dai playoff, obiettivo implicito della loro stagione, e il reparto difensivo si è dimostrato tosto come nei giorni migliori. Imbarcano in media poco più di venti punti a partita e solamente quattro squadre hanno concesso un numero inferiore di yard a partita delle loro ottime 314.8: la forza trainante è chiaramente la secondaria, una delle più arcigne della lega, anche se immagino che quattro partite con Falcons e Panthers abbiano in qualche modo contribuito a tenere basso il numero.
Le buone notizie finiscono qui.

Cosa è andato male: Direi che la situazione si è fatta abbastanza chiara, Jameis Winston non è la risposta al post-Brees e non costringetemi a speculare su un futuro con Dalton under center. L’attacco dei Saints è fra i più macchinosi e sterili della lega e i 19.4 punti segnati a partita corroborano quanto appena affermato.
Non vai a investire su veterani come Mathieu e Landry se non ambisci ai playoff, quindi il fatto che non siano stati mai veramente in corsa per la postseason ci dice tutto quello che dobbiamo sapere sulla bontà del loro cammino. A parte qualche lampo di Hill – usato di tanto in tanto può creare problemi – hanno faticato tremendamente a creare big play e ciò è difficile da digerire se si tiene presente che possano contare su playmaker come Kamara e l’ottimo Olave, a mio avviso il vero Offensive Rookie of the Year.
Hanno chiuso la stagione con un putrido -11 di differenziale turnover, un dato che ci dipinge piuttosto nitidamente le difficoltà offensive restituendoci anche una certa sterilità difensiva, sebbene i turnover sono così aleatori che non credo sia giusto fargliene una colpa.
Dubito che perseverare con gli innesti di quarterback esperti bisognosi di un cambio d’aria possa portare a chissà quale risultato, sono una delle squadre con l’età media più alta – terzultimi a 26.8 anni – in assoluto e potrebbe essere arrivata l’ora di ripartire da capo – salvo ovviamente vadano ad aggiungere qualcuno paragonabile a Tom Brady e Matthew Stafford, per citarne due che recentemente sono arrivati fino in fondo. A mio avviso non è sostenibile continuare ad aggiungere veterani incrociando le dita nella speranza che il quarterback di turno possa tirare fuori dal cilindro una stagione à la Geno Smith. Credo sia arrivato il momento di ricominciare da zero.

Voto: 5. Non sono arrivati chissà quanto lontani da un record positivo, ma non possiamo sicuramente affermare che siano mai stati poi così competitivi. Si può quasi parlare di anno perso – se come me credevate che una versione anestetizzata di Jameis Winston sarebbe stata in grado di spremere una qualificazione ai playoff a un roster profondo e di buon livello.


Tampa Bay Buccaneers

Record: 8-9.

Cosa è andato bene: Che nonostante tutto siano riusciti a qualificarsi ai playoff: una volta dentro non si sa mai cosa possa succedere.
La linea d’attacco sta cominciando a recuperare pezzi e poter contare su Tom Brady e un roster così talentuoso dà loro un’opportunità legittima di battere chiunque.
Finite qui le cose positive.

Cosa è andato male: Non possiamo permetterci di fare finta di niente, se ad agosto vi avessi parlato di un campionato da otto vittorie, dopo aver finito di ridere, lo avreste bollato come gigantesca delusione: eccoci qua.
Il titolo divisionale c’è, pure quest’anno, ma per la quasi totalità della stagione fissare la vernice che si secca era un’opzione seriamente preferibile a guardarli – provare a – muovere le catene in attacco: che fatica. Per questi Buccaneers veramente nulla è stato facile, hanno dovuto sudarsi ogni maledetta yard offensiva e vederli giocare in orizzontale è alquanto triste – anche se sensato visto che proteggere un quarterback così anziano deve essere la loro ovvia priorità. Non è un caso che i 0.27 punti a giocata valgano loro il trentesimo posto in questa particolare classifica: se volete attenervi a statistiche meno desuete mi preme farvi presente che in media il loro attacco abbia segnato 18.4 punti a partita.
Non è stata sicuramente una bella stagione quella che hanno vissuto, infortuni e inefficienza hanno lastricato la loro tortuosa strada ai playoff dove, in quanto squadra di Tom Brady, come minimo torneranno a giocare ai livelli a cui ci hanno abituati.
Pancia piena? Non saprei dirvi, so solo che ci hanno abituati così bene – sotto Brady – che esigere molto di più da una squadra del genere è legittimo.

Voto: 4. Un bel quattro ai campioni di division? Ebbene sì. Sono stati loro a fornirci uno standard con il quale valutarli e io mi attengo a quanto fatto vedere fra 2020 e 2021: impossibile non restare delusi.


 

6 thoughts on “NFL 2022: il pagellone di fine stagione per ogni squadra NFC

  1. PACKERS Stagione FALLIMENTARE!!!!!
    E futuro incerto…
    Quest anno continuo a puntare sugli Eagles… vedremo
    Nota :
    Ho letto ora che I Ravens hanno reso SMITH il LB più pagato della lega… ci sta visto l upgrade che ha dato alla difesa.
    A sto punto credo che Lamar sia in uscita…

  2. Tifoso 49ers, faccio fatica ad essere 100% super partes e mi domando : 1) Purdy è un fenomeno? Metterà in discussione Lance? Ad oggi direi di si. 2) Io vedo Bills&Eagles superiori a tutti, KC compresi. Ma anche i Bengals secondo me sono superiori ai miei Niners..o no? 3) Per me, NYG fa fuori i Vikings – che ne pensate qui? 4) SB sarà tra Eagles e …Niners? Grazie

  3. Io che sono uno 0,1 in quanto a conoscenza di NFL ma che mi trovo a volte a parlare di NFL a dei perfetti 0 in conoscenza ( per capirci gente che paragona il football americano al rugby ) ai quali narro tra le varie cose dei modelli a mio dire perfetti di efficienza ed organizzazione dei vari coaching staff, ebbene io mi trovo veramente in difficoltà e provo smarrimento di fronte a quanto fatto a Washington da Rivera e soci. Necessariamente deve esserci un motivo che non conosco. Mattia per favore se sai o hai intuito qualcosa fammelo sapere. Io stravedevo e stravedo ( forse esagero ) per Heinicke, e… grazie per i due pagelloni.

  4. Claudio ciao! Punto 2, anche per me Bills e Eagles sono le migliori. Punto 4, magari SB Bills vs Niners! Gooo Niners!

  5. 8 a Philadelphia e San Francisco.

    7 a New York, Seattle, Dallas e Minnesota (a New York e Seattle ero quasi tentato di dare 8, perché mi hanno sorpreso in positivo).

    6 a Washington e Detroit (ammiro i Lions, ma il capitombolo coi Panthers è stato imperdonabile).

    5 a tutta la Nfc South: Tampa Bay, Carolina, New Orleans e Atlanta.

    4 a Green Bay, Chicago e Arizona.

    3 a Los Angeles (perché, nonostante gli infortuni, non puoi chiudere 5-12 se sei campione in carica).

    Sulle domande di Claudio, direi:

    1- Non so se è un fenomeno, ma di sicuro adesso il titolare è lui.

    2- Difficile a dirsi. Nelle ultime settimane i 49ers sono stati degli schiacciasassi e sembrano la squadra più in forma in assoluto, ma non hanno dovuto affrontare squadre particolarmente forti. Sono davvero curioso di scoprire il loro vero valore ai playoff.

    3- Se dovessi puntare su una squadra, punterei su Minnesota, ma tieni conto che il mio record nei pronostici playoff del 2021 è stato 4-9, quindi non sono molto affidabile!

    4- Entrambe no perché sono nella stessa conference, ma credo proprio che vedremo una delle due all’atto finale. A meno che Brady non si metta in testa di compiere l’ultima impresa che ancora gli manca: vincere il Super bowl con record negativo!

  6. Da tifoso dei Niners non posso che essere contento di questa striscia positiva finale e della rivelazione Purdy (secondo me molto meglio di Garoppolo proprio come stile di gioco), ma guardando alle partite giocate in regular season mi resta un atroce dubbio che solo i playoff scioglieranno…. siamo davvero così forti? Mi resta in mente l’unica partita giocata contro un avversario davvero forte, ovvero quella contro Kansas City e in quella occasione ci hanno distrutto a tutti i livelli, la nostra difesa si è fatta bucare con troppa facilità e l’attacco ha a dir poco stentato.
    Mi auguro che sia stata solo una giornata storta, ma credo che i Chief, i Bills e, forse, gli Eagles siano squadre più forti dei miei Niners… cosa ne pensate? E tu che dici Mattia? Grazie come sempre per i tuoi articoli!!

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