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Non ho voglia di sprecare tempo e caratteri per l’introduzione, tuffiamoci immediatamente in questa terza domenica di football NFL.

Non saprei dirvi se questa possa essere considerata la sorpresa della settimana, tutto ciò che so è che il 30 a 24 con cui i Los Angeles Chargers hanno relegato i Kansas City Chiefs all’ultimo posto della iper-competitiva AFC West è arrivato al termine di una partita incredibilmente bella e convulsa.
La prima metà si è conclusa su un sorprendente 14 a 3 Chargers viziato da tre turnover consecutivi dei Chiefs: noi tutti siamo al corrente che recuperare uno svantaggio in doppia cifra non rappresenti certamente una sfida per Mahomes e compagni ed infatti, giusto per ricordarci che qualcosa di football in fondo lo sappiamo, pronti-via ed ecco tre touchdown in altrettanti drive dei Chiefs.
Improvvisamente sul 24 pari con due minuti rimasti da giocare ed il possesso nelle mani dei padroni di casa, la fine sembrava scritta, ennesimo game winning drive di Mahomes e tutti a commentare la bontà della prova dei Chargers complimentandosi con loro per aver portato al limite la squadra più potente della AFC: nulla di tutto ciò, in quanto senza particolari motivazioni su terzo down il prodigioso quarterback sparacchia un intercetto in profondità.

Ai Chargers, quindi, per portarla a casa basta “solamente” bruciare un po’ di cronometro e mettere il kicker Vizcaino nella posizione di essere l’eroe di giornata: Brandon Staley, però, consapevole della poca affinità dei Chargers con i piazzati decisivi, preme con coraggiosa veemenza il piede destro sul gas e ordina a Herbert di continuare a lanciare permettendogli così di trovare per la seconda volta – quarta in stagione – Mike Williams per il touchdown del sorpasso, arrivato con circa trenta secondi rimasti da giocare.
Mahomes, però, questa volta non ha il miracolo nelle mani ed i suoi tentativi disperati si spengono inermi sul suolo di Arrowhead: i Kansas City Chiefs dopo tre partite di regular season sono ultimi in division con un mesto record di 1-2, esattamente ciò che noi tutti avevamo previsto ad agosto.
Questa vittoria ha il potenziale per riscrivere la narrativa attorno alla stagione dei Chargers che ora, consapevoli delle proprie abilità, non possono più nascondersi dietro modestia e frasi di circostanza: per i playoff ci sono pure loro, attenzione.

La partita della settimana, almeno ai miei occhi, era il testa a testa fra Stafford ed i suoi nuovi Rams ed i Tampa Bay Buccaneers dell’inesauribile Brady: con rassicurante autorevolezza i Rams si sono imposti 34 a 24 sui campioni in carica dandoci almeno per un’altra settimana buoni motivi per spellarci le mani pensando al matrimonio Stafford-McVay.
Dopo aver concluso la prima metà di gioco sul 14 a 7, Los Angeles è rientrata dagli spogliatoi con la voglia di spaccare in due le partita e, come per magia, ecco che Stafford riesuma Jackson per un enorme touchdown da 75 yard prima e, dopo la seccata risposta di Brady – il maestro del quarterback sneak – connette per l’ennesima volta con Kupp per fissare il punteggio sul 28 a 14.
Di lì in avanti i Buccaneers non si sono dimostrati in grado di tenere il passo degli avversari e dopo aver ritoccato il tabellone con un paio di piazzati la contesa è scivolata piuttosto velocemente verso la sua naturale morte: esattamente come nel caso dei cugini Chargers, questa vittoria può – e deve – cambiare l’inerzia della stagione dei Rams che a questo punto salgono ufficialmente nell’Olimpo della NFC e, forti di un ottimo 3-0, possono permettersi di guardare il resto della conference dall’alto della consapevolezza di essere finalmente qualcosa più della buonissima squadra alla quale ci siamo abituati negli ultimi anni, soprattutto in luce di un quarterback che ieri ha dominato lo scontro a distanza con Patrick Mahomes, lo standard dorato nella posizione.
Stafford è stato prodigioso, 343 yard e 4 touchdown contro la potente – ma non ancora rodata – difesa dei Buccaneers sono numeri importanti che ci dicono tutto quello che dobbiamo sapere sulle sue abilità nell’interpretare la posizione più importante della disciplina: fermare l’attacco dei Rams guidato da un quarterback in grado di completare ogni tipo di lancio sarà molto difficile per chiunque.

È stata una partita brutta, ricolma di errori, drop e giocate molli ma quando sei sufficientemente fortunato da poter contare sul migliore della storia nel proprio ruolo puoi anche sopravvivere a pomeriggi del genere: i Ravens l’hanno spuntata sui Lions 19 a 17 grazie ad una giocata destinata ad entrare nella storia – e nel nostro immaginario collettivo – della NFL.
Baltimore non è mai riuscita a scappare via e mettere al proprio posto gli sfacciati Lions e, sorprendentemente con un minuto rimasto da giocare – e zero timeout -, si sono trovati in svantaggio sotto di due punti dopo un piazzato di Santoso: preparatevi.
Prima Jackson è riuscito a tenere in vita i suoi grazie ad un fondamentale passaggio da 36 yard a Sammy Watkins su quarto down e poi, a tempo pressoché scaduto, è successo l’imponderabile: Justin Tucker, il più grande kicker della storia del gioco, aveva fra le mani l’opportunità di regalare ai suoi la sofferta vittoria a patto che realizzasse un piazzato da 66 yard, distanza record in NFL.
Con l’ausilio della crossbar, il field goal di Tucker si è arrampicato oltre ai pali rendendoci tutti testimoni di un evento storico: questo calcio ha infatti polverizzato il precedente record all-time per lunghezza di un piazzato e considerando le implicazioni possiamo forse definirlo uno dei piazzati più memorabili nella storia centenaria della lega.
Baltimore di questa domenica deve salvare solamente il risultato, troppi errori e grossolanità stavano per costare loro la partita: Hollywood Brown, in particolare, ha commesso un paio di sanguinosi drop che avrebbero regalato ai suoi fondamentali punti.

Eravate preoccupati per Josh Allen? Ammettetelo, non vi giudico.
Con una prova di forza terrificante, Allen ed i Bills hanno triturato Washington imponendosi 43 a 21: poco da dire, veramente, sulla partita di un Josh Allen che dopo un paio di prestazioni leggermente complicate ha lanciato per più di 350 yard e 4 touchdown, trovando poi modo di togliersi lo sfizio di segnarne uno con le proprie gambe.
Ottima vittoria per Buffalo, una prestazione del genere era tutto ciò di cui avevano bisogno per affrontare con maggior serenità il mese di ottobre.

Noi tutti attendavamo l’esordio di Justin Fields ma, evidentemente, nessuno di noi lo aspettava con impazienza maggiore rispetto a quella mostrata dalla difesa dei Browns: annullando – e massacrando – l’esordiente quarterback, i Marroni hanno liquidato la pratica Bears con un agevole 26 a 6.
Prestazione maiuscola quella del reparto difensivo di Cleveland che con nove sack totali – 4.5 di quel fenomeno chiamato Myles Garrett – hanno funestato la prima da titolare del quarterback del futuro di Chicago: Fields ha concluso la partita lanciando solamente 68 yard che se messe vicine alle 67 perse dai sack ci dicono tutto quello che dobbiamo sapere sulla sua prestazione.
Arriveranno tempi migliori.

Ottima vittoria, seppur un po’ sofferta, quella degli Arizona Cardinals che sopravvivono ad una prima metà un po’ anonima portandosi a casa la terza vittoria stagionale a spese dei poveri Jacksonville Jaguars grazie ad un buon 31 a 19.
Fra le cose che ricorderemo di questa partita troviamo sicuramente il touchdown da 109 yard di Agnew arrivato a seguito del tentativo di Prater di riscrivere la storia con un piazzato da 68 yard: caro Prater, non potevi sapere che oggi tale record sarebbe stato battuto da un altro kicker e che il tuo tentativo, per tale ragione, può essere bollato come eresia.
Si scherza, suvvia.

Sì, Mac Jones sa anche lanciare intercetti: a seguito di una prestazione non particolarmente esaltante del reparto offensivo, i New England Patriots chinano il capo dinanzi ai New Orleans Saints venendo battuti 28 a 13.
Non è stato sicuramente un buon pomeriggio per Jones che, complice anche qualche errore dei propri ricevitori, ha lanciato tre dolorosi intercetti: non saprei cosa dire su New Orleans sinceramente, l’attacco continua a faticare tremendamente a muovere le catene e Winston, pure ieri, ha concluso con meno di 200 passing yard, ma se non altro hanno messo insieme un numero sufficiente di giocate per spuntarla su una squadra che non sta riuscendo a mettere punti a tabellone.
La difesa, quello già si sapeva, sa prendere il controllo di una partita, ma l’attacco appare ancora macchinoso e fuori sincro.

Primo urrà stagionale per gli Atlanta Falcons che vincono 17 a 14, grazie ad un piazzato all’ultimo respiro, contro i New York Giants: ebbene sì, il derby della futilità non si è concluso con un appropriato pareggio.
Non è facile esprimersi su Daniel Jones, nemmeno ieri ha giocato male anche se purtroppo le sconfitte continuano ad accumularsi: c’è ancora il tempo per rifarsi, ci mancherebbe, ma questa sembra essere l’ennesima stagione destinata a finire nelle proverbiali e stucchevoli ortiche per i Giants.

Chi l’avrebbe detto che dopo tre settimane i Pittsburgh Steelers, quelli che lo scorso anno avevano dovuto aspettare dicembre per assaporare l’aspro gusto della prima sconfitta stagionale, dopo tre giornate avrebbero occupato l’ultimo posto della AFC North?
I Cincinnati Bengals, guidati dalla produttività di Ja’Marr Chase in end zone, hanno superato 24 a 10 i Pittsburgh Steelers a termine dell’ennesimo pomeriggio in cui l’attacco di Roethlisberger ha faticato tremendamente a muovere le catene con consistenza: non so voi, ma vedere il reparto offensivo degli Steelers all’opera crea in me dolore fisico e mentale, non riescono a trovare modi per correre con brillantezza e, per tale motivo, le difese avversarie stanno prendendo le misure con sempre crescente efficacia ad un gioco aereo che stenta a decollare principalmente a causa degli ovvi limiti del leggendario quarterback ed una linea d’attacco problematica.

I Colts, esattamente come gli Steelers, non stanno passando un bel momento: a funestare ulteriormente il settembre dei ragazzi di Reich ci hanno pensato i Tennessee Titans che con un combattuto 25 a 16 hanno affossato sullo 0-3 i rivali divisionali.
Wentz, eroicamente in campo malgrado gli infortuni ad entrambe (!!) le caviglie, continua a non trovare modo di sostenere consistentemente lunghi e fruttuosi drive – 3 su 12 su terzo down – ed è cosa nota che contro i Titans ciò spesso è una condanna a morte: cavalcando l’iper-utilizzato Henry, infatti, Tennessee è riuscita a controllare il ritmo della partita finendo poi per mettere a tabellone un numero di punti sufficiente per mettere in ghiaccio la partita.

Nulla da dire sul secco 26 a 0 con cui i Denver Broncos hanno annientato i New York Jets: Zach Wilson, ed è anche comprensibile, continua a faticare e contro uno dei migliori reparti difensivi della lega ha vissuto un altro pomeriggio da incubo lanciando due intercetti e venendo abbracciato maldestramente dai pass rusher avversari in ben cinque occasioni distinte.
I Broncos stanno giocando un football concreto e senza fronzoli, Teddy Bridgewater sta gestendo con sapienza – e senza mai prendere inutili rischi – l’attacco e non vedo l’ora di osservarli contro i Baltimore Ravens domenica prossima in una partita che credo avrà modo di fornirci indicazioni più precise sul valore assoluto di questa squadra.

Alla fine, forse soffrendo più del dovuto, i Las Vegas Raiders hanno vinto pure questa settimana una partita molto strana: il 31 a 28 con cui Las Vegas si è portata sul 3-0 a scapito dei poveri Dolphins è arrivato dopo che entrambe le squadre hanno ricucito strappi importanti trascinando ai supplementari la contesa.
Dapprima Carlson, il sempre ottimo Carlson, ha messo a segno il piazzato del 28 a 25 che in caso di stop difensivo avrebbe regalato ai ragazzi di Gruden la vittoria e poi, dopo che l’attacco di Miami ha risposto alla sfida con un piazzato di Sanders, ha realizzato quello della definitiva vittoria a tempo pressoché scaduto: buona pure ieri la prestazione di Carr che dopo un inizio un po’ difficile è salito di giri dando così continuità all’ottimo periodo di forma che sta vivendo.

Questo era tutto ciò di cui avevano bisogno: i Minnesota Vikings, impantanati sullo 0-2 a seguito di clamorose gaffe nei minuti finali di entrambe le partite giocate finora, si sono portati a casa con autorità e rabbia un netto 30 a 17 a scapito dei Seahawks che, pure ieri, hanno giocato a football americano solamente per metà partita.
Seattle, infatti, ha realizzato tutti e 17 i punti nei primi trenta minuti di gioco, non trovando poi modo di opporsi alla fuga vichinga: dite quello che volete di Kirk Cousins, ma il quarterback dei Vikings si è reso protagonista di una prova senza macchia muovendo consistentemente le catene, evitando errori inutili e sfruttando nel migliore dei modi le abilità dei propri playmaker. Il suo inizio di stagione, malgrado il record negativo dei Vikings, non può passare inosservato: tenetelo presente soprattutto durante i dibattiti dell’offseason.
Minnesota e Seattle stazionano entrambe sull’1-2 e considerando la competitività della NFC West sarebbe nel miglior interesse di Wilson e compagni svegliarsi quanto prima possibile: Minnesota, invece, dopo una vittoria del genere non può non provare sincera amarezza per l’esito delle partite precedenti.

Concludiamo la nostra rassegna con l’importante vittoria dei Green Bay Packers sui San Francisco 49ers: il 30 a 28 finale è arrivato a seguito di uno dei caratteristici drive di Rodgers.
Sopra di un punto a seguito di un touchdown di Juszczyk, la missione sembrava impossibile in quanto Rodgers e l’attacco dei Packers avevano a disposizione solamente 37 secondi – senza timeout – per guadagnare un numero di yard sufficienti a mettere Crosby in condizione di tentare il piazzato della vittoria: nulla di più semplice se il proprio quarterback si chiama Aaron Rodgers.
Cercando e trovando il fidato Adams, Rodgers ha fulmineamente guadagnato 42 yard, regalando così al proprio kicker l’opportunità di trasformarsi nell’eroe di giornata: il piazzato ha trovato il centro dei pali, i Packers la seconda vittoria consecutiva ed il mio amato Rodgers il modo per zittire un paio di critiche non adeguatamente motivate.
L’inizio è stato traumatico, la batosta perpetrata dai Saints avrà bisogno di tempo prima di essere metabolizzata e dimenticata, ma per favore non trattiamo un giocatore del genere come un Peterman qualsiasi solamente in funzione delle tensioni dell’offseason: stiamo pur sempre parlando di Aaron Rodgers!

Post By Mattia Righetti (516 Posts)

Mattia, 25 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango male

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7 thoughts on “Il riassunto della terza domenica del 2021 NFL

  1. I Ravens continuano con la serie di partite “fino all’ultimo respiro”, il calcio/palo di Tucker è la sfida finale.
    Al di lá degli aspetti emotivi, mi sembra che il gioco aereo dei corvi sia migliorato, che i nuovi schemi allunghino meglio le difese.

  2. Attenzione ai Titans quest’anno, quatti quatti e a luci spente stanno crescendo moltissimo: hanno un QB affidabile, un RB eccezionale e finalmente anche un grande ricevitore (J. Jones). Per me sono da SuperBowl.

  3. Il miglioramento dei kicker negli ultimi anni è impressionante: oramai non è raro vedere tentativi da oltre 60 yard.

    Tempo fa avevo letto di kicker che in allenamento la mettono da 70, ma ovviamente tentarlo in partita è un’altra cosa, perché se sbagli concedi un’ottima posizione di campo all’avversario. Si può tentare solo a fine primo tempo o a fine partita.

    Ho letto anche che in altitudine, con l’aria rarefatta, è più facile: mi piacerebbe vedere Tucker giocare a Denver!!!

    • Basta attendere la prossima:)
      Cmq Hollywood ha fatto qualche drop di troppo, nn vedo l ora di vedere all opera Bateman dovrebbe entrare alla 4 week

  4. Ah ah, non lo sapevo :) !

    Comunque il rischio di questi calci è anche quello di subire un ritorno, come successo in Jacksonville – Arizona (anche se Prater per un pelo non la metteva da 68).

    Ho fatto una ricerchina: nella storia della Nfl sono stati messi a segno 25 calci da almeno 60 yard…

    – 7 tra il 1920 e il 2009.
    – 18 dal 2010 in poi.

    L’evoluzione mi sembra evidente. Poi c’è qualcuno che sbaglia gli extra point, ma questo è un altro discorso!

  5. 3 cose: 1) grandissimi Chargers e grandissimo Herbert, ormai un QB affidabile da Nfl dopo solo un anno! Partita strepitosa coi Chiefs di tutta la squadra 2) Belichick deve capire che non basta mettere un mediocre QB in campo e fargli fare solo lanci da 4-5 yards per ottenere il risultato portato da Brady negli anni scorsi. L’allenatore dei Patriots ha sempre mal sopportato l’idea di vedere osannati i meriti di un QB draftato al quinto giro (Brady). L’idea è sempre stata una sola: io ho creato un sistema vincente dove chiunque può venire a fare il fenomeno a QB. Le cose non stanno così caro Bill….fattene una ragione! 3) Miami sta tornando a fare abbastanza ridere: si becca una safety a dir poco incredibile (lancio del Qb a un ricevitore…nella propria endzone!!!), usa la prima scelta WR Waddle come se fosse un disabile, guarda Herbert (Chargers) giocare bene e incomincia a capire che FORSE, FORSE…si è di nuovo perso un’occasione al draft 2020 per trovare un vero franchise QB!

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