Shares

Arrivati alla Week 2 è ancora presto per trarre conclusioni, ma una cosa interessante da guardare è la situazione in NFC West che registra un totale di 7-1 e che schiera 4 squadre da livello playoff. È possibile che già alla seconda stagione con il Super Wild Card weekend una Division possa mandare ai playoff tutte e 4 le squadre?

Le possibilità sono molto basse perché è un incastro che riguarda tutta la lega e le varianti sono tantissime, ma se c’è una Division che può è proprio questa NFC West del 2021.

Una breve analisi mi porta a dire che tra le 4 componenti, i Cardinals sono i meno forti, ma se non si fanno paragoni e si guarda in assoluto anche loro hanno tutte le carte per essere protagonisti a gennaio.

Chi è d’accordo con me può dire facilmente che è così perché hanno battuto sia Tennessee che Minnesota, due squadre con chiare ambizioni playoff e che il 2-0 è frutto di qualità e solidità.

Chi invece non è d’accordo con me potrebbe analizzare meglio la Week 2 perché se contro i Titans non c’è stata davvero storia, la partita contro Minnesota ha visto un grande passo indietro nelle prestazioni della difesa che dopo aver quasi annullato Henry (58 yard per lui) contro Dalvin Cook hanno subito 131 yard. Tutto vero, ma nonostante una prestazione che in difesa fa un po’ storcere  il naso, in attacco hanno mostra davvero qualcosa di interessante.

Innanzitutto c’è un Kyler Murray in formato MVP. Non a caso è stato nominato NFC Offensive Player of the Week perché le sue prestazioni finora sono state eccellenti: ha completato più del 70% dei passaggi con una media di più di 10 yards per tentativo e un rating di 121.5.

Ma al di là di questi numeri pazzeschi quello che impressiona è la capacità di creare giocate, di tirare fuori qualcosa anche dalle situazioni difficili e di far innamorare del gioco. In più Murray non è da solo e se può creare tanto è anche perché può fare affidamento su un parco ricevitori pazzesco con DeAndre Hopkins (anche se preoccupa un po’ la sua situazione costole), il rookie Rondale Moore che ha già racimolato 182 yard e un td, Christian Kirk che si conferma su livelli altissimi e il veterano AJ Green che non sarà più quello di Cincinnati, ma è ancora un giocatore che può contribuire.

Infine hanno nello scramble un’arma davvero efficace, che da caos che si crea riesce sempre ad eseguire uno schema preciso e funzionale.

I Cardinals, avendo un QB che ama correre hanno deciso di sperimentare gli scramble organizzati. Cosa vuol dire? Vuol dire che non sono delle corse per il QB (stile Baltimore), ma è proprio un tentativo di controllare una situazione caotica e imprevedibile, contro una difesa non schierata e la possibilità di lavorare per trovare vantaggio.

Il focus è quello di lavorare coi WR e i blocchi in modo da aprire la strada a Murray. Bisogna lavorare sugli automatismi e sull’intesa in modo da arrivare al punto in cui quello che pensa Murray sia lo stesso che pensa Kirk, che pensa Green, che pensano Hopkins e Moore. Appena Murray inizia a muoversi i ricevitori hanno il nuovo compito di creare distanza dai difensori e fare spazio a Murray. Si tratta di lavorare sulle seconde occasioni ed è un’idea davvero interessante perché mette Arizona di nuovo in controllo in quelle situazioni di caos dove di solito è la difesa ad avere più chances.

Finora sono state viste almeno 12 situazioni in cui lo scramble ha risolto una situazione critica. Questa è davvero un’arma in più per un attacco che può quindi portare a casa delle W anche quando la difesa qua e là lascia qualche buco.

La difesa infatti è proprio il motivo per cui se mi sento di dire che i playoff sono a portata di Murray e compagni, mentre il Super Bowl non lo è. La sofferenza mostrata contro attacchi più equilibrati è preoccupante perché obbliga Murray agli straordinari. Tutto, forse troppo, ricade sulle sue spalle, e a gennaio avere così tanta pressione addosso non è mai consigliato.

Attenti però a questi Cardinals che potranno essere comunque belli scomodi e di sicuro saranno divertenti da guardare.

Post By Michele Comba (109 Posts)

Si avvicina agli sport americani grazie a un amico che nel periodo di Jordan e dei Bulls tifa invece per gli Charlotte Hornets. Gli Hornets si trasferiscono in Louisiana ed è amore a prima vista con la città di New Orleans e tutto quello che la circonda, Saints compresi, per i quali matura una venerazione a partire dal 2007 grazie soprattutto ai nomi di Brees e Bush. Da allora appartiene con orgoglio alla "Who Dat Nation".

Website: →

Connect

Commenta

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.