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Siamo arrivati al giro di boa, che poi ragionandoci un po’ sopra non lo sarebbe neanche, visto che la regular season NFL dura diciassette settimane: molte squadre, però, otto partite già le hanno giocate, perciò parlare di questa settimana come spartiacque della stagione ha senso.
Con otto partite alle spalle, distinguere le pretender dalle contender inizia ad essere più facile: vediamo insieme quanto successo in questa magnifica domenica di football.

Era una delle partite più attese della settimana e della stagione e non ha assolutamente deluso le aspettative: il 29 a 27 con cui Goff ed i Rams hanno avuto la meglio su Aaron Rodgers ed i Green Bay Packers ci racconta di una partita chiusa, tirata e decisa all’ultimo. Il primo tempo ha visto le due compagini studiarsi: l’attacco dei Rams, sorprendentemente, non girava, Todd Gurley non riusciva a trovare buchi nei quali esplodere, ed il 10 a 8 Packers con il quale le squadre si sono presentate alla pausa lunga tradiva di gran lunga le aspettative di chi aveva pronosticato una partita ad altissimo punteggio.
Nei secondi trenta minuti, però, ecco che come per magia l’attacco di L.A. esce dal letargo ed al piazzato di Crosby i ragazzi di McVay rispondo con un letale back-to-back di touchdown: prima Goff pesca Gurley in mezzo al campo completamente libero e si sa, fermare Gurley in progressione non è umanamente possibile, e dopo un insipido three n’ out dei Packers Goff connette con Reynolds, in campo per sostituire l’iper affidabile Kupp, per altri sei punti. Rams sopra di dieci dunque, 23 a 13, partita finita? Nemmeno per sogno, poiché l’attacco di Green Bay inizia a produrre: Aaron Jones imbocca l’autostrada spianatagli dalla linea offensiva e trova i sei punti con una letale corsa da 33 yards e, dopo un piazzato di Zuerlein da 43 iarde, ecco la prima vera giocata da Rodgers di Rodgers, che trova Valdes-Scantling completamente libero per 40 yards ed il touchdown del 27 a 26.
La buona notizia -per Green Bay- è aver ripreso il comando della gara, ma cinque minuti per l’attacco dei Rams sono un’eternità e così, dopo averne consumati tre, Greg Zuerlein riporta avanti i suoi grazie ad un piazzato da 34 iarde: Rodgers ha due minuti di gioco e per vincere bastano solamente tre punti, quante volte lo abbiamo visto compiere questo tipo d’impresa?

Il momento in cui la partita dei Packers è ufficialmente finita.

Tante, ma ieri purtroppo per i Packers ed i loro tifosi un sanguinoso fumble di Montgomery sul kickoff return li ha privati di tale opportunità: L.A. guadagna il primo down che significa vittoria ed anzi, Todd Gurley ad un passo dalla terza meta della sua giornata decide di inginocchiarsi sigillando così sul 29 a 27 l’ottava vittoria stagionale dei Rams. Gesto di classe quello del fenomenale runningback dei Rams, che invece di decorare ulteriormente le sue folli statistiche ha deciso di non infliggere ulteriore danno alla squadra avversaria: questa è classe, signori miei.

Dopo aver passato un’intera offseason a rimuginare sul clamoroso Minnesota Miracle, New Orleans è riuscita a prendersi la propria rivincita contro i Minnesota Vikings vincendo 30 a 20 la partita nella quale Adam Thielen ha ufficialmente messo il suo nome nei libri di storia: mai nessuno nella storia è riuscito a sfondare quota 100 yards in ogni singola partita delle prime otto giocate. Fischio d’inizio e sono immediatamente fuochi d’artificio: New Orleans conclude il primo drive con l’ennesimo touchdown di Alvin Kamara che questa volta riceve un comodo shovel pass da Brees, ma Minnesota per non essere da meno risponde immediatamente con un touchdown di Stefon Diggs da una iarda su fourth and goal. Dopo un three and out dei Saints ecco nuovamente i Vikings, che questa volta trovano i sei punti -rimasti tali dopo che Bailey ha sbagliato l’extra point- grazie ad il classico touchdown di Murray da una iarda. Un piazzato di Lutz porta la contesa sul 13 a 10 Vikings: un paio di drive dopo Brees lancia il suo primo intercetto stagionale quando spara l’ovale troppo sopra a Michael Thomas ed Harrison Smith, da rapace qual è, ringrazia e regala il possesso ai suoi. Minnesota muove bene le catene, ma ecco che succede qualcosa di veramente inaspettato: in piena red zone, ad Adam Thielen viene strappato il pallone dalle mani e Marshon Lattimore una volta recuperato il fumble mette i suoi in ottima condizione per trovare dei punti che arrivano due giocate dopo grazie al secondo touchdown di Alvin Kamara, siamo sul 17 a 13 per i Saints.

Nonostante la sconfitta, Adam Thielen ha scritto una magnifica pagina di storia.

La seconda metà di gioco si apre con un bizzarro turnover of downs dei Vikings, sfruttato parzialmente dai Saints con un altro piazzato di Lutz: 20 a 13 New Orleans, i Vikings più vittime delle circostanze che altro si trovano sotto ed a questo punto è necessario mettere a segno punti… che arrivano per i Saints quando Cousins viene intercettato da P.J. Williams che non ha problemi a riportare l’ovale nella end zone avversaria per la pick six del 27 a 13.
La reazione di Cousins e Minnesota si fa attendere e Lutz mette a segno un altro piazzato, portando così i suoi sopra di tre possessi: il touchdown con cui Adam Thielen festeggia la sua nottata da record è una magra consolazione per Minnie, poiché oramai è troppo tardi, New Orleans è riuscita ad esorcizzare i propri demoni e ad avere la meglio su coloro che la passata stagione li avevano beffati nel modo più doloroso possibile.

Vittorie importantissime, in ottica playoff, per Bengals, Panthers, Seahawks e Redskins.
È successo di tutto ieri a Cincinnati, ma alla fine a spuntarla sono stati i Bengals che in extremis hanno vinto 37 a 34 una partita che sembrava già abbondantemente chiusa: sopra 34 a 16 dopo il quarto intercetto di Winston, una pick six per la precisione, Koetter ha restituito le chiavi dell’attacco a Ryan Fitzpatrick che, aiutato dalla tanto chiacchierata Fitzmagic, ha riportato i suoi in partita con un paio di touchdown ed un piazzato. Sul 34 pari e con un minuto rimasto da giocare i Bengals si sono ricordati come muovere le catene e con un paio di lanci a Green, Dalton ha messo Bullock in condizione di vincerla con un agevole piazzato da 44 yards convertito senza troppi problemi. Sugli scudi Joe Mixon, che ha guadagnato 138 yards totali ed ha trovato i sei punti in due occasioni.
Il 36 a 21 con il quale Carolina ha inflitto la seconda sconfitta consecutiva ai Ravens può trarci in inganno: ieri a Charlotte non c’è stata assolutamente partita fra Ravens e Panthers. Che fosse la giornata di Carolina lo si è capito chiaramente quando un lancio sporcato di Cam Newton in end zone è stato incredibilmente agguantato da CMC che nonostante la ridotta altezza è riuscito a mettere a segno il secondo touchdown della propria giornata. Notte fonda per Baltimore, ieri assolutamente non pervenuta: dopo un inizio convincente la loro stagione sta prendendo una bruttissima piega e lo scontro con gli Steelers di domenica prossima sa già da ultima chiamata per il treno playoff.

Questo pallone Moore l’ha ricevuto.
Per un touchdown.

Non si fermano più i Seattle Seahawks, impostisi sui Lions con un netto 28 a 14: l’attacco di Seattle gira che è una meraviglia, Wilson con soli 14 completi riesce a guadagnare ben 248 yards ed a mettere a segno tre touchdown, il running game macina yards grazie ad uno spiritato Carson che racimola 124 yards trovando pure i sei punti con un’ottima incursione da sette iarde.
Al termine di una partita bruttina i Redskins trovano la loro quinta vittoria stagionale, imponendosi 20 a 13 su degli sconclusionati Giants: il protagonista indiscusso della contesa è Adrian Peterson, che prima apre le danze con un poco caratteristico touchdown su ricezione e poi, a tre minuti dal termine, trova lo spiraglio giusto per un pazzesco touchdown da 64 yards che regala ai suoi due possessi di vantaggio e la vittoria finale.

Tornano alla vittoria Eagles, Bears e Cardinals.
Al termine di una partita iper combattuta seppur non spettacolare, i Philadelphia Eagles sbancano Londra battendo i Jaguars 24 a 18 grazie ad un superbo Carson Wentz che in barba alla rinomata difesa di Jacksonville completa il 70% dei lanci tentati guadagnando quasi trecento yards e trovando i sei punti in ben tre occasioni; nulla da fare per i Jaguars, la cui caduta al momento sembra inarrestabile ed il fatto che a metà stagione si trovino sul fondo della dubbia AFC South stride terribilmente con le aspettative estive.
Soffrono, probabilmente più del dovuto, ma grazie ad un paio di big play i Chicago Bears riescono a superare i New York Jets 24 a 10: per vincere ai ragazzi di Nagy bastano uno screen pass portato, dopo 70 yards, in end zone da Tarik Cohen, un touchdown di Anthony Miller ed una meta del rinato Jordan Howard. In luce dei risultati di Packers e Vikings, Chicago si è riportata in cima alla NFC North.

Sempre magnifico vedere Cohen operare.

Non c’è molto da dire invece sul 18 a 15 con cui i Cardinals si sono imposti sui 49ers: la prima partita del post-McCoy coincide -fatalità?- con la migliore prova dell’ancora acerba carriera di Rosen che dopo un inizio sottotono prende fuoco negli ultimi quindici minuti di gioco, e sotto 15 a 3 prima connette per i sei punti con Larry Fitzgerald e poi, con poco più di trenta secondi da giocare, trova Kirk in end zone per il touchdown della vittoria al quale fa seguito una conversione da due punti messa a segno dal sempre meraviglioso Fitzgerald.

Portano a casa vittorie importanti gli Steelers, i Chiefs e gli spumeggianti Indianapolis Colts.
Un giorno dopo l’ennesima strage senza senso, questa volta in una sinagoga, gli Steelers regalano un sorriso alla città di Pittsburgh battendo 33 a 19 i volenterosi ma troppo spesso inetti Cleveland Browns: dopo un inizio decisamente difficile Pittsburgh prende fiducia affidandosi alla propria sicurezza, Antonio Brown, che in due drive trova la end zone due volte tagliando di fatto le gambe a Cleveland che incapace di reagire vede James Conner corrergli addosso senza alcuna remora trovando, analogamente a Brown, i sei punti in un paio di occasioni. Prova monumentale anche questa domenica quella di Conner, che accumulando 212 yards complessive, oltre al paio di mete appena menzionate, non sta sicuramente facendo sentire la mancanza di Le’Veon Bell .
Soffrono forse un po’ più del dovuto, ma il risultato è sempre quello: i Chiefs piegano ancora una volta i Broncos, battendoli questa volta 30 a 23. Mahomes, come al solito, è pressoché perfetto e cementa la propria candidatura ad MVP con un altro poker di touchdown, fra cui uno shovel pass ad Hunt che dopo aver saltato di netto un difensore ha trascinato un paio di inermi membri dei Broncos in end zone. Vedere questi Chiefs operare in attacco è una gioia per gli occhi, e sul 7-1 con un attacco del genere sky is the limit.

Oakland ce la mette tutta, fa quello che può per tre quarti, ma alla fine le lacune tecniche del roster si rivelano fatali: Indianapolis colleziona la seconda vittoria consecutiva battendo ciò che rimane dei Raiders 42 a 28. Luck anche in quest’occasione è tremendamente solido e concreto e smazza senza alcuna difficoltà tre touchdown a tre tight end differenti: Alie-Cox -autore di una magnifica ricezione ad una mano-, Ebron e Doyle hanno tutti avuto modo di mettere a segno i sei punti. Se a ciò aggiungiamo pure le due realizzazioni dello sfavillante Marlon Mack -149 yards totali- ed le duecentoeppassa iarde guadagnate grazie alle corse capiamo immediatamente che per i Raiders pensare di vincere era impossibile.
Voglio chiudere rendendo omaggio ad una vera e propria leggenda del gioco, Adam Vinatieri: con un piazzato a fine del secondo quarto lo storico kicker dei Colts e dei Patriots ha superato l’Hall of Famer Morten Andersen nella classifica all-time per punti messi a segno, issandosi al primo posto di questa speciale classifica. Probabilmente questo record rimarrà imbattuto per decenni, perciò congratulazioni Adam, arricchire una carriera già da giacca d’oro con record del genere rende le proprie imprese e la propria figura immortali, pure davanti alla spaventosa fiumana del tempo.

Post By Mattia Righetti (471 Posts)

Mattia, 25 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango male

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8 thoughts on “NFL Week 8: prove di forza di metà stagione

  1. Sconfitta prevedibile dei ravens ahime una squadra troppo ancora a corrente alternata.
    Riguardo i packers, un grande come Rodgers quest’anno rischia di nn andare ai PO.
    Infine mi stupisce la grande capacità di wentz di riuscire a completare passaggi sotto pressione.

  2. Pare sempre più probabile una finale Rams Vs. Chiefs, con in Patriots terzi incomodi.
    Che brutto però veder giocare i Rams in uno stadio non certo adeguato per la miglior squadra attuale dell’NFL.
    Ci vediamo settimana prossima per un Ravens-Steelers quantomai decisivo (beh, come sempre!)

    • Così decisivo che i Ravens probabilmente non scenderanno nemmeno in campo per rispettare la tradizione di sciogliersi quando più conta. Congratulazioni per l’ennesimo titolo divisionale!

      • Veramente al precedente scontro ci avete fatto un paiolo difficile da dmenticare
        e la AFC North è combattutissima.
        Dubito però che la contender AFC uscirà dalla nostra division..

  3. Ciao Mattia, leggo sempre con piacere i tuoi articoli, volevo sapere cosa ne pensavi della situazione Winston, per quanto mi riguarda trovo che sia un errore madornale relegarlo in panchina e credo che ci sia un eccessivo accanimento/pessimismo sulle sue qualità.
    Non sta giocando il suo miglior foottoball e domenica ha lanciato almeno un paio di intercetti inspiegabili, ma si stata parlando secondo me di un qb pieno di talento, che ha battuto diversi record nei primi 3 anni di carriera, che macina yards come pochi e che rispetto a Mariota (a cui viene sempre paragonato) ha un potenziale enorme.
    Tu come la vedi?

    • Ciao Dario, grazie per le belle parole e per il commento: hai scritto una cosa che condivido pienamente e che avevo sincera paura a dire. La permanenza di Koetter a Tampa Bay dipende esclusivamente da Winston ed il suo sviluppo, perciò panchinarlo non è a priori una buona idea: la storia ci insegna che molto probabilmente Fitzpatrick fra un paio di partite sarà nuovamente il backup, perciò che senso ha continuare questo ping pong di quarterback? Come hai detto alcuni intercetti sono stati allucinanti, il secondo mi ha veramente provocato malessere fisico, ma comunque Winston rimane un investimento su cui Tampa Bay ha incentrato il progetto: il talento non manca, ciò che a mio avviso manca sono consistenza e giudizio, in quanto a volte il suo cervello veramente andare in stand-by. A che pro metti un quarterback oramai vicino alla fine della carriera al posto di una frustrante ex prima scelta? Perché non insistere fino in fondo? Winston certamente non sta aiutando, però… Fitzpatrick? Bellissima cosa la Fitzmagic, ma intanto l’anno è andato.

  4. Ho visto Brady correre e posso garantirvi che quelli del basket su sedia a rotelle sembrano Bolt al suo confronto.
    Chiunque riesca a mettergli le mani addosso un paio di volte in maniera old-school può cancellare i Patriots dai playoff. Ultimamente vincono solo con gli special team…
    I Saints viceversa sembrano in palla: vincere con Brees a 120 yarde è roba più unica che rara. Se restano sani…

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