Associare la parola “ALCS” ad Orioles e Royals potrebbe sembrare particolare ma saranno proprio queste due franchigie a giocarsi il pennant (il titolo) dell’American League e, conseguentemente, l’accesso alle World Series: si tratta di un evento che per entrambe non ricorreva da tempo, in quanto l’ultima apparizione di Baltimore a questo livello risale al 1997 e l’ultima vittoria nella serie al 1983, mentre per Kansas City ultima vittoria e ultima partecipazione risalgono al 1985. E quando tutte e due vinsero la ALCS fecero seguire a questo trionfo una vittoria nelle World Series.

Le due squadre  non sono mai sembrate favorite nei loro incontri di playoff ma hanno saputo emergere e proporsi con forza a questo livello: gli Orioles hanno avuto la meglio sui Detroit Tigers in tre partite, così come hanno fatto, sui Los Angeles Angels, i Royals, ma questi ultimi arrivano addiritura dalla Wild Card, dove avevano sconfitto nella partita ad eliminazione diretta Gli Oakland A’s.

Game 1

Camden Yards, la casa dei Baltimore Orioles.

La serie inizia a Baltimore, ed il pubblico risponde alla grande, riempiendo il bellissimo Camden Yards con 47,124 rumorosi tifosi. I padroni di casa schierano sul monte Charles Tillman (in stagione regolare 13-6, 3.34 ERA, 2.4 WAR), che ha già fatto bene nella gara-1 contro i Tigers, mentre i Royals rispondono con l’asso James Shields (14-8, 3.21 ERA, 3.3 WAR), che già aveva giocato l’incontro di Wild Card e la gara-3 contro gli Angels che aveva qualificato la sua squadra alle ALCS. Nei primi due inning Tillman comincia bene, concedendo solo due singoli a Lorenzo Cain e Billy Butler, mentre Shields ha qualche problema nel secondo, dopo un primo inning perfetto: singolo di Nelson Cruz, singolo di J.J. Hardy, singolo di Nick Hundley e basi piene, prima dell’eliminazione al volo di Jonathan Schoop che salva i Royals. Il terzo inning vede i primi punti segnati, ed è Kansas City a muovere per prima il tabellino: prima di tutto HR di Alcides Escobar, poi singolo di Nori Aoki, base ball a Cain e di nuovo singolo di Butler,prima che Alex Gordon con un triplo sul filo esterno di destra li porti a casa tutti e tre: 4-0 Royals. Baltimore prova a rispondere subito, con un doppio di Nick Markakis, spinto in terza da Alejandro De Aza e portato a casa da Adam Jones. Steve Pearce sembra poter incrementare il bottino con una bellissima battuta profonda sull’esterno sinistro, ma una stupenda presa in tuffo di Gordon fa finire l’inning: 4-1 Royals.  Il quarto inning non offre spunti particolari, mentre nel quinto le emozioni si sprecano nuovamente, con un doppio di Cain portato a casa dai sacrifici di Eric Hosmer e Butler, quest’ultimo sul rilievo Tommy Hunter: 5-1 Royals. Dall’altra singoli di Markakis e De Aza, poi Jones con un fielder’s choice fa eliminare il primo dei due in terza base, poi un doppio di Cruz porta a casa De Aza. Il manager dei Royals, Ned Yost, decide di mantenere Shields sul monte, ma questo concede prima una base ball a Pearce, riempiendo le basi, poi un singolo a Ryan Flaherty, che porta a casa sia Jones che Cruz: 5-4 Royals. Il rilievo di Baltimore Kevin Gausman non concede niente a Kansas City nel sesto, mentre dall’altra parte sale sul monte Brandon Finnegan, che va subito in difficoltà concedendo una base ball a Schoop e un singolo a Markakis. Il battitore successivo è De Aza, che prova un bunt, ma non riesce a colpire la palla, che è nel guanto del catcher Salvador Perez: quest’ultimo vede che Schoop si è allontanato troppo dalla seconda base e prova a eliminarlo, così il nativo di Curaçao è obbligato a provare a raggiungere la terza base: lo SS Escobar prova ad assistere Moustakas in quella posizione ma la palla rimbalza su uno Schoop in tuffo e viene deviata dalla traiettoria, con anche Markakis che riesce a raggiungere la seconda. Lo stesso De Aza poi batte un singolo che finisce appena appena dietro al lanciatore, e Schoop segna. Kelvin Herrera rileva Finnegan e chiude l’inning, ma oramai è pareggio: 5-5. Da qui in poi i rilievi hanno la meglio e si arriva alla parte alta del nono inning con poche emozioni: a lanciare per Baltimore c’è Zach Britton, che concede tre basi ball consecutive con zero out a Escobar, Jarrod Dyson e Cain, prima che un fielder’s choice e un doppio gioco  lascino la partita in pareggio. Dall’altra parte Wade Davis realizza 3 strikeout ai danni dei tre battitori che affronta. Si va dunque agli extra inning, che i Royals conoscono bene per esserci arrivati, includendo questa partita, 4 volte su 5 partite di postseason. Parte alta del decimo: Darren O’Day a lanciare ed il primo battitore è Gordon, che la parcheggia subito sugli spalti in campo destro, imitato poco dopo da Moustakas, in campo sinistro, colpendo un lancio di Brian Matusz e portando a casa anche Perez, in prima dopo una base ball. 8-5 Royals. Ultimi brividi nella parte bassa del decimo: Greg Holland concede un singolo a Flaherty, una base ball al pinch hitter Jimmy Paredes e un altro singolo all’altro PH Delmon Young, che porta a casa Flaherty, prima che una groundout di Markakis ponga fine alla partita. 8-6 Royals ed 1-0 nella serie.

Game 2

James Shields, non brillante nel Game 2

Neanche il tempo di metabolizzare quanto successo la sera prima e già si ritorna sul diamante, dove Baltimore deve replicare subito alla vittoria dei Royals: il partente è Bud Norris (15-8 in stagione, 3.65 ERA, 1.9 WAR), perfetto nella terza partita contro i Tigers e c’è un solo cambio nel lineup, con il catcher Hundley sostituito da Caleb Joseph. Dal canto suo Kansas City schiera il 23enne Yordano Ventura (14-10, 3.20 ERA, 3.2 WAR) e conferma in blocco il lineup della sera precedente. Neanche il tempo di iniziare e Kansas City è già in vantaggio: parte alta del primo, singolo di Aoki, doppio di Cain e valida di Hosmer che li porta a casa entrambi. Dall’altra parte Ventura tiene tutto sotto controllo: 2-0 Royals. Norris si riprende bene nel secondo e Baltimore lo segue: con Flaherty, Pearce e Hardy sulle basi, Joseph manda a casa il primo dei tre con un sac fly: 2-1 Royals, che però non stanno a lungo inoperosi, con i singoli di Cain ed Hosmer, più il doppio di Butler che manda a casa il primo dei due. 3-1 Royals. Arriva il quarto inning e con lui De Aza, che colpisce un doppio che si infila esattamente nello spazio tra il sacchetto di prima base e Hosmer, poi è Jones a far esplodere Camden Yards: per lui un HR in campo sinistro che porta il risultato sul 3-3. Momenti di relax? Neanche per scherzo, Moustakas replica a Jones ed anche lui colpisce un HR che va sulle gradinate del lato destro del campo, e i Royals sono di nuovo in vantaggio: 4-3. Dopo quattro metà inning consecutive di segnature, la parte bassa del quarto e quella alta del quinto lasciano il risultato immutato, ma la parte bassa del quinto rivede un risultato di pareggio, con Cruz che porta a casa De Aza, giunto in base con un singolo: 4-4. L’unica nota di rilievo del sesto inning è l’infortunio di Ventura, che deve lasciare la partita per un problema alla spalla e viene sostituito da Finnegan. Nel settimo inning i rilievi continuano a non offrire spunti, se si esclude Herrera che riempie le basi di Orioles prima di riuscire ad uscirne ed anche l’ottavo non offre emozioni. Si arriva così al nono inning e sul monte per Baltimore c’è O’Day, toccato subito da una rimbalzante cortissima di Omar Infante che nessuno dell’infield arancionero riesce ad inviare in tempo utile in prima base. Il manager degli O’s, Buck Showalter, toglie subito il suo lanciatore e lo sostituisce con Britton, ma non cambia il risultato: al posto di Infante c’è il pinch runner Terrance Gore, che raggiunge la seconda base sul bunt di Moustakas e, in seguito, segna il punto del vantaggio su un doppio di Escobar che si infila di giustezza nel lato destro del campo. A sua volta Escobar raggiunge la terza base su un errore di Flaherty, che consente inoltre a Dyson di arrivare in prima. In battuta c’è Cain, che colpisce un singolo che manda a casa Escobar e fissa il punteggio sul 6-4 Royals, punteggio con cui si chiude anche la parte alta dell’inning. Gli Orioles hanno di fronte a loro sia Holland che un compito impossibile che non andrà a realizzarsi: il closer dei Royals concede solo un piccolo singolo a Cruz, per poi chiudere su Pearce e portare la serie sul 2-0.

Prendendo in prestito dal mondo del tennis un paio di termini, si può dire che i Royals hanno strappato due volte il servizio agli Orioles, e vanno in battuta (leggasi in casa) con un cospicuo vantaggio: con le tre partite in Missouri (certo, Kansas City è in Missouri) e con quanto visto in queste prime due sfide c’è la concreta possibilità che in Maryland non si torni più, dato che con queste due vittorie i Royals hanno un record di 6-0 in questa postseason. Si potrebbe dare merito alle prestazioni di un paio di singoli di Kansas City che Baltimore non ha saputo frenare (vedasi Gordon e Cain su tutti) e ad un paio di rilievi Orioles (Britton ed O’Day) che hanno concesso i punti che hanno deciso le due tiratissime partite, ma in generale i Royals paiono la squadra del destino: tante battute che cadono nel fazzoletto di terra giusto, mentre pochi centimetri più avanti o più indietro sarebbero state out (vedasi nono inning di gara 2 per esempio), giocatori in base per millimetri e simili. Per Baltimore la situazione non è facile: recuperare due partite a questa Kansas City pare essere missione quasi impossibile.

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Andrea Cornaglia, classe ’86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un’imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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