Non ho idea di cosa dire, non voglio contravvenire a uno dei miei più sacri comandamenti, ossia non discutere sull’Internet con gente che non conosco di cose serie – ma anche di cose futili – perché, sinceramente, non credo che sentire l’opinione maschile su cosa sia un abuso sessuale sia un’esperienza edificante.
Non sono così naif, so che ci sono numerose istanze di crimini sessuali inventati per rovinare qualsivoglia celebrità e arricchirsi con i suoi soldi, ma quando una controprova basta a mettere automaticamente in dubbio la veridicità di un qualcosa di ripugnante come ogni abuso sessuale è chiaro che la nostra società sia inguaribilmente malata: mi fermo qua.
Da un punto di vista penale Watson è stato assolto ma non prendiamoci in giro, quando mai un giocatore indagato per nefandezze del genere viene incriminato? Ben Roethlisberger, Kobe Bryant, Cristiano Ronaldo, potrei andare avanti per giorni: se si è un atleta veramente famoso, la legge è uguale per tutti.

Ci sono le accuse di ventidue donne e messaggi piuttosto incriminanti ma immagino che il retaggio patriarcale ci abbia addestrati a mettere immediatamente in dubbio, quasi come fosse un meccanismo d’autodifesa, la parola di una donna. Purtroppo in questa società essere donna è e continua a essere schifosamente difficile: non mi resta che ridere quando vedo una buona parte di popolazione maschile compendiare il proprio rispetto alla donna con un post su Facebook e un mazzetto di mimose secche l’otto di marzo.
Probabilmente la NFL lo sospenderà, ma francamente questa corsa all’oro mi ha disgustato, nell’esatto momento in cui Watson è stato scagionato dal punto di vista penale si è materializzata una delle più epiche aste che questa lega abbia mai visto.
Ora parlo della trade dal punto di vista tecnico, vi chiedo la sincera cortesia di non dare vita a un dibattito sulla definizione di molestia sessuale e sulla sedicente “scarsa affidabilità” della donna in quanto essere bramoso di denaro facile: vi scongiuro, per favore.

Deshaun Watson è il nuovo quarterback dei Cleveland Browns.
Per assicurarselo i Marroni hanno spedito in Texas la scelta al primo round del draft del 2022, 2023 e 2024, una scelta al terzo round del draft del 2023 e una scelta al quarto round del 2024 in cambio di Deshaun Watson e una scelta al quinto round del draft del 2024.
Watson, il quarterback, è uno dei migliori giocatori della NFL, un one man show in grado di caricarsi sulle spalle l’intero attacco e trascinarlo con apprezzabile consistenza alla vittoria: il suo 2020, l’ultimo anno da lui trascorso in campo, è stato fra le singole cose più impressionanti di cui io sia mai stato testimone.
Malgrado il pessimo record di 4-12 e un roster ai limiti del dilettantismo, Watson fu consistentemente uno dei migliori quarterback della lega confezionando una stagione da più di 4800 passing yard, più del 70% di completi, 33 touchdown e solamente 7 intercetti.

Trapiantarlo all’interno del roster dei Cleveland Browns al posto di Baker Mayfield eleva immediatamente i Marroni, a questo punto obbligatoriamente fra le contender in una AFC così competitiva che sto cominciando a faticare a trovarci un senso.
Mayfield mi piace, mi è sempre piaciuto e credo che possa tranquillamente raddrizzare la propria carriera, ma Watson al momento è su un altro pianeta e il fatto che una squadra abbia rinunciato a così tanto per assicurarsi un giocatore reduce da un anno sabbatico – e che potrebbe tranquillamente essere squalificato per chissà quanto tempo – ci dice tutto quello che dobbiamo sapere sul suo valore – ripeto, lasciamo perdere le implicazioni etiche che non ho voglia di discutere sull’Internet.
Watson è il classico giocatore che eleva chiunque gli stia attorno, ha quel dono a la Tom Brady di tirare fuori il meglio dai propri compagni di squadra indipendentemente dal loro valore assoluto: i numeri che vi ho sciorinato in precedenza sono arrivati in un attacco che all’infuori di Brandin Cooks annoverava Will Fuller (per metà stagione), Keke Coutee, Chad Hansen, Steven Mitchell e Damion Ratley.

L’ex quarterback dei Texans sarà calato in un contesto estremamente più competitivo, potrà per la prima volta in carriera contare sulla protezione di una linea d’attacco di livello e un gioco di corse estremamente prolifico.
La batteria di ricevitori è ampiamente migliorabile, i soli Amari Cooper e Donovan Peoples-Jones potrebbero risultare insufficienti a pareggiare la potenza di fuoco dei vari Chiefs e Bills, ma sono convinto che il front office Marrone saprà come completare questo attacco.
Per quanto riguarda la difesa, cari lettori, il giudizio è sospeso: il reparto difensivo dei Browns ha il materiale umano per essere fra i migliori in assoluto, vediamo se manterranno fede alle ragionevoli promesse.

Lo butto lì e poi passo ad altro.
Per convincerlo ad aggregarsi alla squadra, il front office dei Browns lo ha ricoperto d’oro con un quinquennale da 230 milioni di dollari totalmente garantito, un contratto così sveglio e scaltro che la base per il compenso del 2022 sarà solamente di un milione di dollari: un contratto a prova di squalifica, quindi.
Calvin Ridley sarà esiliato per un anno per aver scommesso su un paio di partite, Deshaun Watson… vabbè, non ho voglia di sentirmi dire che la NFL sia una lega privata et cetera, sono sempre i soliti discorsi.

Apparentemente tagliati fuori dalla corsa, i Cleveland Browns sono stati capaci di rimontare sui vari Atlanta Falcons e New Orleans Saints grazie, a mio avviso, a Baker Mayfield: il fatto che Mayfield abbia richiesto veementemente una trade ha probabilmente spinto i Browns a essere più spregiudicati nelle offerte, soprattutto quella contrattuale per convincere il giocatore.
Se ci si dimentica per un attimo del livello medio della AFC, mi sento di affermare che Watson abbia scelto la squadra più competitiva fra le spasimanti, Panthers e Falcons lo avrebbero forse condannato a rivivere gli ultimi anni a Houston mentre New Orleans… non lo so, probabilmente si sarebbe trovato molto bene pure ai Saints, squadra che in un modo o nell’altro sa vincere partite pressappoco con chiunque under center, anche se senza Sean Payton sarà tutto molto più complicato.

Vorrei dedicare un paragrafo a Baker Mayfield in quanto, volente o nolente, è il co-protagonista di questa storia.
Watson, come già detto, è al momento un quarterback migliore – e di tanto anche – rispetto a Baker Mayfield, ma permettetemi di essere disgustato dalla gestione della situazione da parte del front office dei Browns: dal nulla Mayfield si è trovato con le valigie in mano, ai margini di una franchigia alla quale ha dato veramente tutto riuscendo, tra l’altro, a spezzare la maledizione dei quarterback che li ha condannati per decenni alla più comica irrilevanza.

Il suo 2021 è stato disastroso e questo è fuori discussione, ma mi preme ribadire il fatto che abbia giocato mezza stagione con una spalla rotta e che negli ultimi quattro anni abbia veramente dato l’anima per questa squadra: credo vivamente che ogni tifoso dei Browns lucido e intelligente non possa che provare riconoscenza nei suoi confronti, soprattutto per il fantastico 2020 e, più in generale, per aver contribuito alla metamorfosi Marrone da pigro meme a squadra di football nuovamente rispettabile.
Mi piacerebbe vederlo agli Indianapolis Colts, una società seria che potrebbe aiutarlo a ritrovare la retta via, ma in ogni caso attenzione, ora che ha una nuova narrativa da underdog da portare avanti potrebbe tornare a essere pericoloso come nei suoi giorni migliori.

Questa trade altro non è che l’ennesimo colpo ad effetto in una delle offseason più movimentate di cui io abbia memoria, anche se a differenza di quelle di Wilson, Mack, Cooper e Wentz qui si dovrebbe analizzare il tutto da un punto di vista che, come già detto a più riprese, non ho voglia di affrontare in queste righe.
Molti tifosi dei Browns, che ci crediate o meno, sono disgustati dall’intera vicenda in quanto incapaci di relegare sotto il tappeto tutto il bagaglio etico-legale che si porterà indissolubilmente a spalle per il resto della propria carriera e ciò mi scalda abbastanza il cuore.
Hanno sicuramente fra le mani il più grande quarterback della loro storia moderna post-1998, ma le congiunzioni avversative sono oggettivamente troppe per circoscrivere il giudizio sull’intera vicenda limitandosi al suo futuro rendimento in campo.
La National Football League, purtroppo, ha questa cecità selettiva che a volte rende estremamente difficile andare fieri di averle dedicato la propria esistenza.

8 thoughts on “Deshaun Watson ai Cleveland Browns: l’analisi a caldo

  1. Ormai la logica all in imperversa. Ricordo quei bei tempi in cui le squadre si costruivano con le scelte al draft, un pezzo alla volta, con pazienza..

  2. Nell’ultima stagione i Browns hanno chiaramente “sotto-performato” dato il roster e tantissime responsabilità sono state di Mayfield, che si è sicuramente involuto (dalla metà della stagione 2020-2021 io l’ho visto andare giù di brutto). In più ha attaccato briga con l’head coach e con gran parte dello spogliatoio: a questo punto, giusto cederlo. Certo, solo 4 anni fa i Browns ci puntavano tutto…. Adesso lo hanno scaricato per Watson, ma non so se sia un affarone, almeno nell’immediato. Intendiamoci… alternative migliori non ce ne sono al momento e Watson è sicuramente un fenomeno, però il prezzo mi pare spropositato, soprattutto per un QB che non gioca da un anno e che comunque ancora rischia di stare fuori per motivi legali. Watson è sicuramente un upgrade rispetto a Mayfield in assoluto, ma adesso torna arrugginito e magari non proprio al cento per cento psicologicamente (cmq ha ancora una marea di cause legali da affrontare). E intanto a Cleveland per un triennio non si avranno scelte da primo giro al draft. La squadra è forte, ma non così tanto da poter pensare di essere i Buccaneers di due anni fa (che con l’all-in di Brady hanno puntato secchi al Superbowl, vincendolo subito!). Vedremo. Intanto vedo Mayfield accasarsi a Indianapolis…, me la gioco così!

  3. Ciao Mattia, da anni non mi perdo un tuo post perché sei incisivo, competente e scrivi molto bene.
    Le prime venti righe di questo articolo dicono che sei anche una gran bella persona, e qui mi fermo.
    Da domani ti leggerò ancora più volentieri.

    • Ciao Mauro, non voglio iniziare con patetici “ma non è vero daiii” perché suonerei più finto di una mazza da pallacanestro, l’unica cosa che posso dirti è che le prime venti righe non fanno assolutamente di me una bella persona, altro non sono che le mie osservazioni basate sull’esperienza diretta – altrui – e su quanto resti insopportabilmente difficile essere donna.
      In ogni caso ti ringrazio di cuore per le eccessivamente belle parole.
      Grazie!

  4. Tutto giusto tranne la considerazione su Baker Mayfield, nella NFL non ci azzecca veramente nulla, é un glorified Darnold (senza contare il suo comportamento spesso giustamente criticato per atteggiamenti ridicoli) nulla di più

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