AFC NORTH

Baltimore Ravens

Record: 8-9.

Cosa è andato bene: Siamo arrivati ad un punto in cui per i Ravens la qualificazione ai playoff è pressoché data per scontata: la valutazione della stagione, in altre parole, si poggia quasi esclusivamente sul loro andamento in postseason.
Nel 2021 i Baltimore Ravens non hanno raggiunto i playoff ed hanno concluso con un record negativo, perciò potete immaginare che di cose andate per il verso giusto non ce ne siano poi così tante: ciò nonostante voglio prendermi qualche riga per evidenziarle perché esistono e meritano di essere esplicitate.
La run defense ha sistematicamente annullato i giochi di corsa avversari concedendo meno yard a partita di qualsiasi altra squadra, Mark Andrews ha completato la propria ascesa nell’Olimpo dei tight end obbligandoci ad includerlo nella conversazione sui migliori nella posizione, Tyler Huntley ha dimostrato al mondo di poter essere un buon backup quarterback e, più in generale, malgrado gli innumerevoli infortuni Baltimore se l’è sempre giocata ad armi pari contro chiunque: rimuginare sui passivi delle sconfitte è patetico, ma sono obbligato a mettere in evidenza il fatto che abbiano perso tre partite di un punto, una di due ed un’altra di tre.
Con qualche scelta diversa di Harbaugh, forse, parleremmo della loro stagione in modo totalmente diverso.

Cosa è andato male: Gli dei del football hanno deciso di accanirsi sulla loro secondaria, non ho altra spiegazione per la moria che ha costretto il coaching staff a fare affidamento su cornerback chiamati Kevon Seymour, Chris Westry e Robert Jackson: anche per questa ragione nessuna squadra ha concesso più passing yard a partita delle loro 278.9 e, più in generale, farla volare contro i Ravens quest’autunno è stata un’impresa alla portata assolutamente di chiunque.
In tutta onestà nutrivo seri dubbi sulla secondaria già da prima degli infortuni- si guardi la prima partita contro i Bengals -, motivo per cui credo che in offseason assisteremo ad un restauro che quasi sicuramente interesserà tutto il reparto difensivo e, forse, pure la linea d’attacco: solo la O-line dei Chicago Bears ha concesso più sack dei 57 assorbiti da Jackson ed Huntley.
La mancanza di Stanley ha sicuramente influito, gli All-Pro non crescono sugli alberi – tanto meno i left tackle All-Pro -, ma è chiaro che le difficoltà in pass protection vadano ben oltre l’assenza del singolo.
Si prospetta una offseason molto intensa e lunga in Maryland, le cose da fare sono veramente tante: ci sarebbe da rinnovare pure Jackson, ammesso lo si voglia fare.

Voto: 6+. Risultato negativo – bella notizia al giorno d’oggi, eh eh – ma non posso punirli con un’insufficienza che non terrebbe minimamente in considerazione il cuore di questa squadra: con un po’ più di fortuna ed un paio di conversioni da due punti in più – od in meno – Baltimore sarebbe sgattaiolata ai playoff con il backup quarterback e con una secondaria impresentabile.
Anno che malgrado tutto ricorderò con affetto.


Cincinnati Bengals

Record: 10-7.

Cosa è andato bene: Vi direi di chiudere gli occhi e di immaginare le mie parole, ma questo purtroppo non è un audiolibro quindi per calarvi nello scenario in cui voglio immergervi dovrete tenerli aperti per leggere.
Immaginate di essere una franchigia senza direzione da anni impantanata nella più deprimente mediocrità, immaginate di non saper da dove partire con la ricostruzione della vostra squadra visto che ogni singola unità, sia in attacco che in difesa, ha bisogno di decisissimi interventi per tornare ad essere perlomeno accettabile: concludete l’ennesima stagione deludente con la consolazione della prima scelta al draft che spenderete per un quarterback con il talento e la personalità per diventare per voi quello che è stato Peyton Manning per gli Indianapolis Colts.
Il quarterback, dopo un avvio promettente, si rompe il crociato e vi sentite stupidi per averci creduto: tifate Bengals, la felicità è un qualcosa che non vi riguarda, come avete potuto illudervi che sarebbe arrivato il vostro momento?
Il quarterback torna – sempre dietro una linea d’attacco sospetta -, affiancato dal proprio ricevitore preferito ai tempi del college e malgrado gli inevitabili alti e bassi che scandiscono la stagione di ogni giovane squadra, l’attacco vola, diverte e soprattutto segna punti a grappoli che vi riportano dopo anni sul trono della vostra complicatissima division: ora aprite gli occhi, ci credete che questa è la vostra nuova realtà?
Quanto fatto in questi mesi da Burrow e compagni è semplicemente sensazionale ed il futuro, finalmente, merita di essere vissuto con razionale entusiasmo.

Cosa è andato male: Non lasciamoci ingannare dai numeri dei vari Burrow, Mixon, Chase, Higgins e Boyd, rimpolpare di talento la linea d’attacco era, è e sarà la priorità di questo front office: solo i quarterback di Bears e Ravens hanno subito un numero maggiore di sack e ciò non può che rendere irrequieta una franchigia che poco più di un anno fa ha rischiato di compromettere il futuro del proprio fenomenale quarterback a causa dell’inettitudine della linea d’attacco.
Quest’anno, senza un Chase al draft, li aspetterò al varco e credo non ci siano più scuse: date a Joe Burrow una O-line competente in grado di garantirgli la protezione su cui ogni franchise quarterback dovrebbe poter contare.

Voto: 8+. Stagione scandita da alti e bassi, ma se si tiene in considerazione l’età media delle loro stelle ciò è assolutamente normale.
I Bengals non sono solo dannatamente divertenti e belli da vedere, sono una squadra vera che grazie alla leadership ed alla sfrontatezza del proprio quarterback – talento generazionale – affronta a viso aperto qualsiasi avversario, Chiefs compresi.


Cleveland Browns

Record: 8-9.

Cosa è andato bene: Gli sforzi profusi durante la scorsa offseason per migliorare la secondaria hanno parzialmente pagato dividendi in quanto, sebbene mai dominante, il retro della difesa dei Marroni ha via via innalzato il livello delle proprie giocate: a questo punto, per il 2022, è lecito aspettarsi il decisivo salto di qualità.
Pure quest’anno, malgrado ripetuti infortuni abbiano compromesso le stagioni di Chubb e Hunt, Cleveland ha potuto vantare uno dei migliori giochi di corsa in assoluto, anche se a volte viene da chiedersi come mai Stefanski sembri volerlo abbandonare nonostante la più totale incapacità delle difese avversarie di fermarli dietro la linea di scrimmage.

Cosa è andato male: Non prendiamoci in giro, le aspettative erano ben diverse, c’era chi addirittura – ehm ehm – li vedeva come veri anti-Chiefs in AFC.
Ciò che più perplime in assoluto è la disastrosa stagione di Baker Mayfield, ora ad un vero e proprio bivio professionale: il front office ha già messo in chiaro che il titolare l’anno prossimo sarà assolutamente lui, ma più che un voto di fiducia questo possiamo vederlo come un accordo verbale per un tirocinio a scopo assunzione, non il massimo della vita per un’ex prima scelta assoluta al draft.
Mayfield il prossimo autunno si giocherà la carriera a Cleveland – e più in generale, la carriera – e ciò non mi sembra particolarmente giusto se si considera quanto di buono fatto vedere lo scorso anno: credo che pochi quarterback riuscirebbero ad aver successo giocando più di metà stagione con la spalla del braccio con cui si lancia maciullata e ripetutamente abusata dai pass rusher avversari.
Dopo aver compiuto un enorme passo in avanti nel 2020, Cleveland negli ultimi mesi ha fatto mezzo passo indietro ed ora dovranno essere bravi a restare lucidi e coerenti con le proprie scelte al fine di scongiurare il rischio di tornare ad essere i soliti teneramente confusionari Cleveland Browns.
È accettabile che una stagione così condizionata dagli infortuni sia andata com’è andata, non occorre radere al suolo tutto.

Voto: 5. Anche se un po’ meno acciaccati dei Baltimore Ravens, è difficile valutare la loro stagione senza puntare il dito contro le dozzine di infortuni che li hanno privati dei propri migliori giocatori: sono convinto che con una maggiore potenza di fuoco in attacco – leggasi un vero WR1 – ed un po’ di salute nel 2022 Cleveland tornerà ad essere una squadra da playoff.


Pittsburgh Steelers

Record: 9-8-1.

Cosa è andato bene: Che sono arrivati ai playoff malgrado una stagione tutt’altro che esaltante.
È difficile costruire paragrafi attorno a ciò che è andato bene nel loro campionato senza puntare il dito verso un paio di giocatori che si sono distinti per la propria brillantezza individuale, perciò concedetemi il primo elenchino puntato dell’articolo:

  • Diontae Johnson si è trasformato in uno dei ricevitori più affidabili della NFL eliminando quasi completamente i drop che lo avevano perseguitato nel 2020. Con un quarterback con un braccio destro leggermente meno liofilizzato potrà mettere insieme numeri da All-Pro difficilmente troverete un mix di mani, route running e creatività dopo la ricezione altrettanto letale;
  • Il fatto che Najee Harris abbia guadagnato meno di 4.0 yard a portata – solamente 3.9 – potrebbe spingere qualcuno a definirlo bust, ma questo qualcuno topperebbe in quanto Harris è stato pesantemente condizionato dall’inettitudine della linea d’attacco e dalla mancanza di un passing game serio. Ha toccato il pallone più di qualsiasi altro giocatore ed è spesso stato colui che da solo ha tenuto a galla l’intero reparto nei momenti più disperati;
  • Pat Freiermuth è senza ombra di dubbio il tight end del futuro che cercavano dal ritiro di Heath Miller;
  • T.J. Watt. Serve aggiungere altro?

Cosa è andato male: Si sono qualificati ai playoff e quindi hanno ragione loro, ma che tristezza questo attacco: malgrado la sovrabbondanza di playmaker – Johnson, Claypool e Harris – Pittsburgh a causa del deterioramento del braccio destro di Roethlisberger non è stata in grado di creare consistentemente big play e ciò, cari lettori, può essere testimoniato dalle 2.7 yard per tentativo con cui ha concluso il secondo testa a testa con i Browns.
Credevo fosse impossibile, in questo periodo storico, andare ai playoff segnando in media 20.2 punti a partita: felice di essere stato smentito.
Fra i motivi dell’inefficienza offensiva troviamo anche una linea d’attacco prevedibilmente in perenne apprensione che fra inesperienza e lacune tecniche ha spesso e volentieri condannato Harris a correre contro muri d’umanità: il motivo per cui Roethlisberger ha subito “solamente” 38 sack va rintracciato nella velocità con cui si sbarazza del pallone per completare passaggini da un paio di yard al massimo.
La difesa, malgrado l’oramai tipica efficienza con cui Watt e soci arrivano al quarterback, ha faticato immensamente a contenere i giochi di corsa avversari concedendo più rushing yard di chiunque altro: non propriamente incoraggiante in vista dei playoff.

Voto: 7-. L’insperata qualificazione ai playoff non può cancellare una stagione a tratti quasi da buttare: ciò nonostante Pittsburgh non ha mai mollato ed a testa bassa ha sempre e comunque trovato modi per vincere partite malgrado gli enormi problemi che attanagliavano il reparto offensivo.
Con un quarterback degno di nome e qualche ritocco qua e là potrebbero essere considerati i favoriti della AFC.


AFC EAST

Buffalo Bills

Record: 11-6.

Cosa è andato bene: Ero convinto che l’infortunio di Tre’Davious White potesse costare l’eccellenza alla loro secondaria: evidentemente sbagliavo.
La vera forza trainante di questa squadra è la parte posteriore del reparto difensivo, una corazzata che ha concluso l’anno concedendo solamente una dozzina di passing touchdown – a fronte di 19 intercetti! – e che ha permesso ai quarterback avversari di completare il 56% dei lanci tentati: il passer rating medio da loro concesso è 65.3, un numero così basso che nel 2022 è difficilmente concepibile.
Da qualsiasi lato la si provi a guardare, questa difesa non può che meravigliare poiché sono costretto a mettere in risalto che nessuno abbia concesso un numero di primi down ed una percentuale di successo su terzo down inferiore ai loro 285 e 30.8%: dopo un 2021 non particolarmente brillante si può finalmente dire che la difesa dei Bills sia tornata ai livelli che più le competono.
L’attacco, malgrado qualche giro a vuoto, rimane fra i migliori della lega e nelle ultime settimane ha riscoperto il piacere di correre con convinzione: questa è una cosa a cui tenevo molto, ritengo fondamentale che una squadra con quella collocazione geografica possa essere in grado di correre per vincere poiché non è per niente improbabile che nelle prossime settimane giochino sotto la neve od accompagnati da un vento in grado di far ballare le goal post.

Cosa è andato male: C’era chi si aspettava un percorso decisamente più netto e che questa sarebbe stata la stagione in cui si sarebbero affermati come i veri anti-Chiefs della AFC, ma Buffalo è incappata con una certa insistenza in periodi neri che sembravano poter compromettere i loro sogni di gloria.
Dopo lo strana sconfitta contro i Patriots, infatti, i Bills stazionavano su un pericoloso 7-6 che li aveva pericolosamente gettati nella bagarre per una wild card, ma fortunatamente un finale di stagione tutto sommato soft – escluso il “ritorno” con i Patriots hanno affrontato Panthers, Falcons e Jets, non propriamente il meglio che la NFL abbia ora da offrire – ha regalato loro il secondo titolo divisionale consecutivo.
Serve maggiore consistenza e, soprattutto, che Allen sia più cauto con il pallone ché ultimamente ho visto qualche turnover di troppo.

Voto: 7,5. Buona, non ottima, stagione quella dei Bills.
Con una difesa del genere sognare in grande è possibile, anche se l’attacco non è sempre stato letale come ci potevamo aspettare: preoccupa molto il fatto che abbiano perso contro Titans, Steelers, Patriots e Buccaneers, tutte squadre da playoff.


Miami Dolphins

Record: 9-8.

Cosa è andato bene: Volevo parlarvi della loro ottima quasi-rimonta, del carattere mostrato negli ultimi mesi, di quanto Tua se fatto giocare al suo gioco possa essere un buon quarterback, dell’efficienza del reparto difensivo, della facilità con cui arrivano al quarterback avversario malgrado la mancanza di una vera e propria stella nel pass rush: nulla di tutto ciò, non spenderò parole di encomio per una franchigia che ha appena licenziato Brian Flores.

Cosa è andato male: Radiateli, costringete Ross a vendere la franchigia, liquidate immediatamente ogni membro del front office: come si fa a licenziare Brian Flores?
Come si fa a licenziare un allenatore che ha preso per mano una franchigia da decenni irrilevante nel proprio momento più basso ed ha instillato in tempo record una cultura vincente, una mentalità che li ha fatti passare da squadra in ricostruzione a squadra da playoff in un solo anno?
C’è qualcuno di meglio là fuori, Harbaugh a parte?
Non ho più parole per descrivere questa franchigia, credevo avessero toccato il fondo pochi mesi fa con il terribile trattamento riservato al povero Tua, quarterback bramato e selezionato al draft e che dopo una decina di partite si è trovato, suo malgrado, al centro di voci che lo davano con le valigie in mano a scapito di un Deshaun Watson con gravissime accuse a carico: ma di cosa stiamo parlando?
Questa franchigia ha perso ogni credibilità e, nota bene, non mi interessa se non c’era sintonia fra allenatore e front office, molto semplicemente quando hai la fortuna di vincere alla lotteria e trovare un allenatore del genere potenzialmente in grado di sedere su quella panchina per decenni non lo cacci dopo tre anni: radiateli.

Voto: 0. Dispiace per i tifosi dei Dolphins che volevano leggere qualche riga d’analisi sulla loro squadra del cuore, ma non ce la faccio, limite mio.
Parlare di football dopo una delle mosse più insensate e stupide del ventunesimo secolo sportivo non so quanto abbia senso.


New England Patriots

Record: 10-7.

Cosa è andato bene: Questo non doveva essere l’anno in cui i Patriots tornavano ai playoff: il 2021 avrebbe dovuto essere l’anno in cui grazie all’innesto di Mac Jones sarebbe iniziato un nuovo ciclo e si sarebbero visti i primi segnali verso il ritorno alla rilevanza.
Lo so, le ultime partite hanno placato leggermente l’entusiasmo e la stramba sconfitta contro i Dolphins non promette bene in vista dei playoff, ma cosa si può dire di male di questa squadra?
La difesa ha concesso la miseria di 17.8 punti a partita – miglior dato dopo gli inarrivabili Bills – posizionandosi sul gradino più basso del podio per turnover fatti mentre l’attacco, malgrado i tipici alti e bassi di un reparto guidato da un quarterback rookie, ha spesso e volentieri giocato un football pulito, disciplinato e senza fronzoli facendo pesante affidamento su un gioco di corse che grazie al duo Harris-Stephenson potrebbe terrorizzare le difese avversarie per anni.
Il gioco aereo, con l’aggiunta di un vero WR1, potrebbe decollare il prossimo autunno.
Indipendentemente dal loro cammino ai playoff, il 2021 per New England è stato un grandissimo anno che se accompagnato da una offseason intelligente potrebbe essere visto come l’anno zero della nuova dinastia: mi calmo, sto esagerando.

Cosa è andato male: In tutta onestà nulla di rilevante: no, non sono stati in alcun modo perfetti ma occorre sempre tenere ben presenti le aspettative.
Nessuno aveva alcuna ragione di aspettarsi una stagione del genere.

Voto: 8. Squadra che mi ha fatto impazzire, vedere Mac Jones dirigere l’attacco con la tranquillità di uno in NFL già da un paio d’anni mi ha fatto bene al cuore: avevo bisogno di vedere i Patriots giocare del buon vecchio Patriots’ football a neanche due anni dall’addio di Tom Brady, giusto per avere un altro motivo per adorare Bill Belichick.


New York Jets

Record: 4-13.

Cosa è andato bene: Lo dico con cauto ottimismo, consapevole di parlare pur sempre dei Jets: vedo una direzione, intravedo una flebile luce in fondo al tunnel.
Non mi interessano le statistiche, mi interessa esclusivamente lo sviluppo dei giovani attorno ai quali dovranno costruire le fortune del futuro: questa squadra ha indubbiamente talento, ha un buonissimo allenatore che analogamente a quanto fatto da Flores sembra stia trasmettendo ai propri allievi una cultura vincente e, fatto non secondario, hanno un paio di scelte nella top ten con cui lavorare.
Nell’ultimo mese i Jets sono stati più competitivi che non, anche se mi è appena stato fatto presente dalla regia che pure nell’ultimo mese della stagione da rookie di Darnold esaltarsi per il loro futuro non era poi così difficile: cauto ottimismo, cauto ottimismo.

Cosa è andato male: Servono miglioramenti ovunque, soprattutto in difesa.
Il fatto che una squadra di Saleh abbia concesso più punti di chiunque mi ha intristito; il fatto che una squadra di Saleh abbia concesso così tanto via terra mi ferisce.
Quanto successo è assolutamente accettabile perché i Jets si sono approcciati alla stagione con il roster più giovane della lega e si sa, l’inesperienza presenta sempre il conto.
Quest’anno sono buono ed accetto tutto da loro: solo quest’anno, però.

Voto: 5. Dar loro una sufficienza causerebbe rivolte che non ho voglia di domare: chiaramente un 4-13 non soddisfa nessuno ma rimango convinto che abbiano finalmente intrapreso la strada giusta.


AFC WEST

Denver Broncos

Record: 7-10.

Cosa è andato bene: Ennesimo articolo di recap sui Broncos in cui devo elogiare la loro difesa, spellarmi le mani sul potenziale di alcuni loro playmaker offensivi – Javonte Williams ha tutte le carte in regola per diventare il miglior running back di questa generazione -, parlare di quanto profonda sia la loro secondaria…
Ma che senso ha?
È da qualche anno che il tempo sembra essersi fermato in Colorado: per loro e per i Falcons ogni anno è uguale al precedente e, di conseguenza, ogni articolo di fine – e metà – stagione è l’astiosa copia del precedente.
Sinceramente ne faccio anche a meno.

Cosa è andato male: Hanno disperatamente bisogno di un quarterback e credo che per farvi capire l’assurdità della situazione mi basti mettervi davanti a quanto successo recentemente a Courtland Sutton.
Sutton il 22 novembre ha ricevuto il meritatissimo rinnovo contrattuale un quadriennale da 60 milioni circa: da lì in avanti il poveretto, nelle sette partite rimanenti, ha ricevuto solamente 15 palloni per 159 yard su 31 target, numeri che un running back alla James White metterebbe insieme in cinque partite.
Hanno il talento dove serve, hanno il materiale umano in grado di esaltare qualsiasi quarterback, il problema è che fra i “qualsiasi quarterback” non figurano né Teddy Bridgewater né Drew Lock: provate ad immaginarvi cosa potrebbero fare con un quarterback da top ten.
È un peccato gettare alle ortiche il potenziale di un roster altrimenti ben assemblato: il vero dramma risiede nel fatto che ormai ogni anno è sempre la solita storia.

Voto: 4,5. Come facilmente pronosticabile il 3-0 d’inizio anno altro non era che la conseguenza di un calendario piuttosto semplice: credo che il 4-10 finale ci fornisca un’indicazione ben più precisa sulla loro stagione.
Non sono sicuro che Fangio meritasse il licenziamento.


Kansas City Chiefs

Record: 12-5.

Cosa è andato bene: Cosa diavolo è successo a Kansas City, Missouri?
Com’è possibile che il reparto difensivo – sì, proprio quel reparto difensivo – per più di un mese abbia trascinato la squadra al successo mentre l’attacco, per motivi ancora da chiarire, arrancava?
Steve Spagnuolo meriterebbe l’MVP per la metamorfosi di un reparto per il quale avevamo finito i superlativi negativi, Kansas City per un intervallo di tempo oggettivamente impressionante è stata ermetica ai limiti dell’impossibile: figuratevi che dal 2 novembre al 17 dicembre questi non hanno concluso una singola partita concedendo all’avversaria di turno più di 17 punti.
Hanno tenuto a meno di dieci punti i Packers – di Love -, i Cowboys, i Raiders ed i Broncos mettendo a segno turnover ad un ritmo impressionante, tant’è che hanno concluso la stagione con il quarto miglior dato per turnover totali.
L’attacco, nel frattempo, oltre che ad aver riabilitato Patrick Mahomes sembra pure aver riscoperto il piacere di correre affidandosi ad un Darrell Williams che ha sostituito più che egregiamente Clyde Edwards-Helaire.
Sono più pericolosi che mai e ciò non può che farci sorridere se pensiamo per un attimo a cosa noi tutti dicessimo di loro qualche mese fa mentre compilavo questo articolo.

Cosa è andato male: Spagnuolo è un mito, ma ogni tanto deve essere più flessibile e propenso a mettere in discussione le proprie credenze: contro i Bengals, per esempio, ha insistito nel fare pesante affidamento sui blitz lasciando di fatto Ward in un’isola con Ja’Marr Chase che, non a caso, ha ricevuto circa un trilione di yard e tre touchdown.
Devo ancora capire come mai per mezza dozzina di partite, apparentemente dal nulla, l’attacco abbia smesso di macinare yard, ma quanto fatto vedere nell’ultimo mese è sufficientemente rassicurante per farmi concludere il paragrafo nel giro di un paio di parole.

Voto: 8,5. Non si sono portati a casa il primo seed AFC, è vero, ma il folle cambio di marcia del reparto difensivo rimane una delle cose più impressionanti che io abbia mai visto da quando seguo la NFL.
Pure quest’anno per diventare grandi in AFC sarà necessario passare da Kansas City, Missouri.


Las Vegas Raiders

Record: 10-7.

Cosa è andato bene: Non ha assolutamente senso che questa squadra, dopo tutto quello che ha passato in questi ultimi mesi, sia riuscita a qualificarsi ai playoff.
La stagione dei Las Vegas Raiders non può essere compendiata da numeri o statistiche, questi uomini hanno fatto dell’arrangiarsi con ciò che si ha un’arte e “semplicemente” facendo gruppo sono riusciti a strappare un pass per la postseason nel modo più clamoroso possibile – ossia mostrando il dito medio ai Chargers con cui sembravano essere pronti a pareggiare, ma questa è un’altra storia – nonostante:

  • lo scandalo Gruden;
  • la terribile vicenda di Henry Ruggs;
  • la stupidissima – ma al contempo preoccupante – vicenda di Damon Arnette;
  • la consapevolezza di aver tagliato in un paio di settimane due giocatori per cui sono state spese importantissime scelte al primo round del draft;
  • Darren Waller, comodamente il loro miglior giocatore, infortunato per quasi tutta la parte finale della stagione.

Ciò nonostante ce l’hanno fatta.

Cosa è andato male: È chiaro che dopo una stagione del genere tutta l’organizzazione debba prendersi qualche mese per riflettere su modus operandi e, soprattutto, sui processi decisionali che li spingono ad affidare il proprio futuro a gente che poi a causa della propria immaturità o bruttezza interiore costringe i piani alti ad umilianti licenziamenti che li fanno passare per inetti.
Sarà necessario stabilire definitivamente se tutto questo sia successo per mera sfortuna o per incapacità sistematica di fare affidamento sulle persone giuste.

Voto: 8. Ebbene sì, do un bell’otto tondo tondo ad una squadra qualificatasi ai playoff per il rotto della cuffia: il loro 2021 sembra uscito da un libro troppo drammatico e ricco di colpi di scena per essere verosimile, non avevano ragione di qualificarsi ai playoff eppure eccoli qua.


Los Angeles Chargers

Record: 9-8.

Cosa è andato bene: Tanto e niente, nel senso che sminuire la fantastica stagione di Herbert e scudieri rappresenterebbe una grava mancanza di rispetto nei loro confronti, ma l’epilogo, signori miei, l’epilogo…
Questo è il brutto di articoli del genere, il recency bias ci/mi spinge a valutare la loro stagione esclusivamente in funzione del risultato finale, in questo caso una beffarda estromissione dai playoff probabilmente arrivata a causa di uno sciagurato timeout chiamato da Staley durante i supplementari quando, forse, Las Vegas aveva deciso di ammazzare il cronometro ed accontentarsi di un pareggio che sarebbe valso la postseason ad entrambe.
Herbert, a mio avviso, fra non troppo tempo diventerà il miglior quarterback della NFL e ciò rappresenta la vera buona notizia del loro 2021, insieme ovviamente a quanto combinato dai vari Ekeler, Allen, Mike Williams e, più in generale, l’intera linea d’attacco.

Cosa è andato male: Dopo un brillantissimo inizio da 4-1 Los Angeles si è via via persa concludendo con un mesto 5-7 che ha rischiato di mandarli ai playoff più per inerzia che per merito.
La difesa, malgrado individualità eccellenti come Bosa e James, ha spesso imbarcato troppi punti dimostrandosi a più riprese assolutamente inadeguata in run defense, come per esempio contro gli Houston Texans quando hanno permesso a Burkhead di vivere un pomeriggio che nemmeno ai tempi dei Patriots poteva sognarsi – a questo punto pare chiaro che, analogamente a quanto fatto l’anno scorso per la linea d’attacco, debbano devolvere la loro offseason al restauro della D-line.
Il tempo è loro amico, non dobbiamo dimenticarci che stiamo pur sempre parlando di una squadra affidata ad un allenatore rookie ed un quarterback sophomore, ma è fuori questione che ad un certo punto del loro cammino la qualificazione ai playoff sembrava pressoché scontata e, si sa, un po’ di esperienza a gennaio avrebbe indubbiamente catalizzato il loro processo di crescita.

Voto: 6. Non volevo punirli con un’insufficienza, fatto sta che gettando al vento il proprio pass per la postseason mi hanno messo davanti ad una realtà nuda e cruda: questi sono ancora i Los Angeles Chargers ed in quanti tali continueranno a chargerizzare stagioni e partite.
Credevo fossero cambiati.


AFC SOUTH

Houston Texans

Record: 4-13.

Cosa è andato bene: Houston non aveva motivi per vincere quattro partite, non con questo roster: soprattutto nella seconda metà di stagione, invece, partita dopo partita hanno dato segnali di una tanto insperata quanto incontrovertibile crescita che mi porterà ad affermare una cosa che non troppi mesi fa ritenevo essere assolutamente impossibile… dopo il punto.
Davis Mills è un bel quarterback che nell’ultimo quarto di stagione ha dimostrato di essere in NFL per un motivo e, forse, ha giocato addirittura meglio di Mac Jones: il talento a propria disposizione era quello che era ma devo dare enfasi al fatto che nelle ultime quattro partite – due delle quali vinte – Mills abbia lanciato 8 touchdown a fronte di due miseri intercetti completando quasi il 69% dei lanci tentati.
Forse sarebbe il caso di mettergli a disposizione un po’ più di talento e dargli un’altra possibilità nel 2022.

Cosa è andato male: Tutto sommato, niente.
Sono serio, cosa potevate aspettarvi da questi Texans?
Esattamente, zero vittorie: eppure hanno vinto quattro partite esprimendo a tratti pure un buon football.
Continuerò a coltivare dubbi sull’operato di chi deve prendere le decisioni, ma non posso che porre i miei più sinceri complimenti a giocatori e coaching staff per una stagione assolutamente incredibile.

Voto: 6. Hanno bisogno di una seria infusione di talento pressoché ovunque, ma ripeto, non dare un’opportunità un po’ più legittima a Davis Mills dopo quanto di buono fatto vedere potrebbe essere un errore, oltre che un qualcosa di umanamente riprovevole.


Indianapolis Colts

Record: 9-8.

Cosa è andato bene: Questa è la più difficile in assoluto e mi scuso sinceramente con i loro tifosi, ma è troppo complicato parlare della loro stagione provando ad ignorare quanto appena successo.
Jonathan Taylor si è trasformato nel miglior running back della NFL, la difesa ha racimolato turnover – solamente per sedici partite – a ritmi lodevoli, tutto quello che volete, ma io non ci riesco: quando manchi la qualificazione ai playoff in virtù di una sconfitta contro i Jacksonville Jaguars durante l’ultima partita di quella che è stata tutto sommato una buona stagione, parlare del buono è molto difficile.

Cosa è andato male: Non aveva a disposizione un parco ricevitori di primo livello, questo va detto, ma sono incredibilmente deluso da Carson Wentz: da un punto di vista meramente statistico il suo 2021 è stato ottimo e finalmente scevro di errori, ma come già detto ad nauseam non riesco ad andare oltre quanto successo non troppe ore fa.
Nel momento di massimo bisogno, ossia in una partita da vincere contro una squadra inferiore sotto tutti i punti di vista in campo più per obbligo contrattuale che per altro, Wentz non è stato neanche lontanamente in grado di condurre i compagni alla vittoria lanciando ancora una volta per meno di 200 yard.
Mi piace Wentz, lo sapete, ma non sono scemo, so benissimo che le statistiche sono inflazionate dall’alleggerimento del carico di lavoro e dalla presenza di Taylor nel backfield, ho ben presente che sia stato Taylor a caricarsi l’attacco sulle spalle togliendo così responsabilità ad un ragazzo che prima di tutto aveva bisogno di ritrovare serenità, le ho già scolpite da tempo nel cervello queste verità: rimango tuttavia incredibilmente deluso dal fatto che nel momento della verità, contro una squadra assolutamente mediocre, Wentz si sia sciolto apparendo totalmente inadeguato.
Non per dire, ma l’idea era quella di accogliere lui under center per fare strada ai playoff: questi, invece, ai playoff non ci sono arrivati perché Wentz non è stato in grado di battere i Jacksonville Jaguars del 2021.
Urgono riflessioni.

Voto: 4. La voglia di liquidare il tutto con uno zero come nel caso dei Dolphins era tanta, ma non posso in alcun caso mancare di rispetto a Taylor, alla linea d’attacco e ad alcuni difensori.
Rimango comunque profondamente deluso e turbato, non si fa così.


Jacksonville Jaguars

Record: 3-14.

Cosa è andato bene: Quasi niente, ma se non altro hanno avuto la lucidità e dignità necessarie per licenziare Urban Meyer.
L’ultima partita della stagione, quella contro gli Indianapolis Colts, ci ha messo davanti a ciò che potrebbe essere Trevor Lawrence e mi tocca ammettere che sono tremendamente intrigato dal suo potenziale: è pur sempre stato selezionato con la prima scelta assoluta, caro Mattia.
Abbiamo visto il primo raggio di sole dopo un temporale protrattosi per circa quattro mesi?

Cosa è andato male: Stagione completamente da buttare salvata dal fatto di possedere pure l’anno prossimo la prima scelta assoluta al draft e, giusto per ribadirlo, dall’ultima partita.
Jacksonville è perennemente incapace di mettere la gente giusta nelle posizioni di responsabilità e dando lavoro a Meyer ha rischiato di alienarsi l’interesse di free agent e prospetti vari che, dopo la dittatura Coughlin, avevano finalmente ricominciato a considerarli come una squadra da prendere in considerazione per il proprio futuro: questa franchigia ha disperatamente bisogno di credibilità.
Provo dolore fisico a pensare che abbiano buttato così, senza apparenti motivazioni, la prima stagione fra i professionisti di un talento generazionale che spero non abbia smarrito autostima e consapevolezza nei propri mezzi a causa dell’inettitudine di chi gli stava attorno.
Tutto da rifare, nuovamente.
Anche se questa volta dovrebbe esserci il quarterback.

Voto: 3. Stagione buttata.


Tennessee Titans

Record: 12-5.

Cosa è andato bene: Alzi la mano chi di voi credeva che dopo l’infortunio di Henry i Titans avrebbero trovato modo di portarsi a casa il primo seed AFC: dai, vi aspetto.
Quanto fatto da Vrabel ed allievi è semplicemente epico e lo so, non sono sempre stati belli da vedere ma per lunghi tratti hanno dovuto rinunciare ad Henry, Brown e Jones, semplicemente i giocatori attorno a cui avevano costruito l’attacco.
Ryan Tannehill è stato vittima di un deciso calo statistico ma, visto quanto appena detto, ciò è più che accettabile e come un vero campione si è costantemente inventato un modo per vincere partite indipendentemente dal contesto.
La singola cosa che più mi esalta dei Titans è il drastico miglioramento difensivo, correre contro di loro è pressoché impossibile – solo i Ravens hanno concesso meno rushing yard totali – e dopo un 2020 in cui non sarebbero arrivati al quarterback nemmeno se questo si fosse steso per terra, constatare che abbiano racimolato 43 sack non può che spingermi a rinnovare il vigore con cui sto applaudendo lo schermo.
Chapeau.

Cosa è andato male: Non mi sembra giusto mettere in evidenza ciò che non è andato – e non lo dico assolutamente perché sono esausto e non vedo l’ora di programmare l’articolo per domattina, proprio no -, Tennessee è stata autrice di una vera e proprio impresa che nel suo piccolo entrerà nella storia.

Voto: 9+. Questa squadra ha carattere da vendere e con Henry pronto a rientrare ed una settimana di meritato riposo prevedo grandi cose al Divisional Round.
Potrebbero aver messo insieme la stagione più impressionante del campionato.


 

9 thoughts on “NFL 2021: il pagellone di fine stagione per ogni squadra AFC

  1. Chiefs a parte sono molto curioso di vedere il cammino dei Titans.
    Hanno fatto una grande stagione e ritorno di Henry li renderà ancora piu ostici per chiunque.

  2. wentz ha finito la sua carriera col Superbowl vinto da Foles. Aveva fatto una stagione straordinaria, poi l’infortunio sul più bello e Foles che vince il Superbowl. Da lì più niente è stato come prima per Carson.

    • Sottoscrivo. E se fossi un GM dietro il QB titolare brillante vorrei sempre Foles. Il culo non si insegna.

  3. Pagella dei miei Bengals perfetta…mi fai sorridere (ma centrato in pieno) quando scrivi “…la felicità è una cosa che non vi riguarda”…verissimo!
    Il primo obiettivo dopo anni bui è stato centrato, ci hanno divertito….davanti numeri da circo, dietro qualche errore madornale (inesperienza) ma quando la potenza di fuoco dell’offense spara a pieno regime c’è davvero da sgranare gli occhi!
    Ovvio che l’appetito vien mangiando, i Raiders tutto sommato non sono imbattibili ed è lecito sognare per chi come noi tigrati viene da anni tristissimi. Who dey…

  4. Ciao Mattia, il voto 7 agli Steelers ̬ per rendere omaggio al Nr. di Big Ben? (in tal caso capisco il perch̬ del РMeno XD XD)
    Sei bravissimo, ti seguo sempre anche se il nostro tifo è agli antipodi. Complimenti!!

  5. Baltimore: 6.
    Cincinnati: 8.
    Cleveland: 4.
    Pittsburgh: 6.

    Buffalo: 7.
    Miami: 6 (ma cacciare Flores è una follia inaudita).
    New England: 7.
    New York: 5.

    Denver: 5.
    Kansas City: 7.
    Las Vegas: 7.
    Los Angeles: 6.

    Houston: 6.
    Indianapolis: 5.
    Jacksonville: 5.
    Tennessee: 8.

    Rispetto alle aspettative di settembre, Cincinnati sorpresa positiva e Cleveland sorpresa negativa. Buffalo e Kansas City voto arrotondato per eccesso: mi aspettavo qualcosa in più.

    • Vabbe mi diverto anche io

      Bills 7
      Patriots 8
      Dolphins 6
      Jets 4,5

      Bengals 8
      Steelers 7
      Ravens 6
      Browns 4,5

      Titans 9
      Colts 5
      Texans 5,5
      Jaguars 3

      Chiefs 7
      Raiders 7,5
      Chargers 5,5
      Broncos 5

  6. Pare che Flores sia stato mandato via perchè era lui che spingeva per Watson o comunque un QB diverso da Tua per la prossima stagione. Se così fosse il giudizio sul front office di Miami per me cambierebbe, in meglio

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