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Il draft si avvicina a grandi passi e francamente, il tempo che ci separa dalla fatidica prima chiamata è sempre e comunque troppo: l’incredibile quantità di talento disponibile sembra essere destinata a cambiare drasticamente gli equilibri della lega e soprattutto ci darà mesi di argomenti “freschi” sui quali costruire decine e decine di articoli.
Al momento, le notizie più interessanti riguardano rinnovi contrattuali e, purtroppo, analisi introspettive su Aaron Rodgers ed il suo ego: immagino siate al corrente dell’interessante articolo pubblicato da Bleacher Report nel quale ci viene offerto un dettagliato ed avvilente resoconto sulla situazione Packers e sui vari giochi di potere che hanno limitato quello che per molti è il miglior quarterback di sempre ad un solo Lombardi.

1) La verità delude

Immagino siate al corrente dell’ammirazione che nutro nei confronti di Aaron Rodgers, con ogni probabilità il mio giocatore preferito: uno sconvolgente -ma nemmeno troppo- e dettagliato report di Tyler Dunne, penna del sempre ottimo Bleacher Report, ci ha dipinto un quadro piuttosto inquietante sulla situazione Packers, incentrando la sua analisi sull’ego di Rodgers e del suo ex-allenatore Mike McCarthy.
Quanto leggerete non è bello, soprattutto se avete passato l’ultimo decennio ad ammirare il numero 12 e le sue imprese: Dunne ci mette davanti ad un uomo il cui ego lo ha portato/sta portando a tagliare i ponti con ex-compagni, famiglia e più in generale con chiunque osi mettere in dubbio la sua autorità-barra-intelligenza. Non che McCarthy -allenatore spinto da vari eventi ad un passivo “disinteresse” ed in cerca di costanti attenzioni/gratificazioni- ne sia uscito tanto meglio, ma se non altro essendo disoccupato non avrà puntati contro i riflettori durante tutta la prossima stagione: il povero LaFleur non sembra trovarsi in una posizione facile e se Rodgers non cambierà atteggiamento al più presto c’è il serio rischio che Green Bay sia destinata ad implodere ancora una volta.
Prendetevi una mezz’ora e leggete, ne varrà la pena, in quanto ogni singola parola in cui vi imbatterete altro non è che la sapiente rielaborazione di testimonianze di ex-compagni e membri dello staff: lo ammetto, sono ancora in fase di rifiuto.

2) Missione compiuta

DeMarcus Lawrence ce l’ha fatta: dopo mesi di lunghe e dolorose contrattazioni, il forte defensive end dei Cowboys ha ottenuto il tanto desiderato rinnovo contrattuale, un quinquennale da 105 milioni di dollari di cui ben 65 garantiti.
Il vero capolavoro di Lawrence, però, è stato quello di riuscire a firmare un contratto nel quale nel solo 2019 percepirà più di 31 milioni di dollari -seconda cifra più alta dietro solamente agli astronomici 44 milioni di Matt Ryan-: Dallas ha il talento per ambire al Lombardi e mettere sotto chiave il proprio talento è la cosa più sensata per costruire una vera e propria contender e garantirsi i servigi di un difensore in grado di stravolgere i piani offensivi della squadra avversaria è sicuramente una mossa vincente. Ora sotto con i rinnovi di Dak e Zeke, anche se per quanto riguarda il numero quattro temo -per gli equilibri del roster, non per il giocatore che fino ad oggi ha giocato praticamente “gratis”- che la cifra pattuita sia destinata ad essere difficilmente giustificabile: buon per lui!

3) New Swag Jets

I New York Jets ci credono: dopo aver trovato in Darnold il quarterback del futuro ed aver investito su free agent del calibro di Bell e Mosley, New York ha presentato in pompa magna le nuove divise che, a mio avviso, entrano immediatamente nella top-five della categoria.
Giudicate voi.

4) Pretese più che motivate

Russell Wilson nel 2019 è destinato ad essere il dodicesimo quarterback più pagato della lega, con davanti a lui gente come Garoppolo, Mariota, Winston, Flacco, Carr e Foles: siamo davanti ad un’eresia che deve essere corretta il più velocemente possibile, ed i Seahawks sono i primi a saperlo.
A dire il vero ora pure tutto il resto del mondo lo sa, in quanto Russ ha lanciato al proprio front office un ultimatum che scadrà il 15 aprile: Wilson vuole -e ne ha tutto il diritto- essere il quarterback più pagato di sempre e, sebbene qualcuno possa storcere il naso, è utile ricordare che oramai il trend è il seguente, ovvero che ogni rinnovo firmato da un franchise quarterback lo rende -per relativamente poco tempo- il giocatore più pagato della lega, se non della storia.
Con Wilson under center Seattle avrà sempre la mai banale opportunità di giocarsela alla pari -circa- contro chiunque, pertanto non esaudire i suoi desideri non avrebbe alcun senso, soprattutto per una squadra che nelle ultime offseason ha totalmente mutato il proprio DNA ed ha trovato nel numero 3 una magnifica e produttiva costante: rendetelo felice, suvvia.

5) Nuove opportunità

La AAF è miseramente fallita e la NFL non ha perso tempo ad offrire un’opportunità a coloro che si sono distinti durante la sua fugace esistenza: Keith Reaser, ex cornerback degli Orlando Apollos, è stato immediatamente messo sotto contratto dai Kansas City Chiefs, squadra che in secondaria ha immediatamente bisogno di quanto più aiuto possibile.
Al momento già una decina di giocatori ha messo nero su bianco il nuovo capitolo della propria avventura e non mi resta che augurare a tutti loro buona fortuna: ricordate sempre la storia di Kurt Warner.
Mi sembra il caso di condividere con voi le goffe scuse dei piani alti della defunta Alliance, che attraverso un tweet ha chiesto perdono a chiunque sia stato coinvolto in tale fallimento.

6) E Rosen intanto…

…intanto si è presentato all’apertura degli OTAs dei Cardinals: nulla di strano, direte, ma vi invito a prestare attenzione al fatto che normalmente un giocatore “coinvolto in voci di trade” non si presenta quasi mai a tale evento.
“Coinvolto in voci di trade”? Non proprio, in quanto apparentemente i Cardinals finora non hanno imbastito alcuna trattativa per sbarazzarsi della decima scelta assoluta dello scorso draft: molti vedono il matrimonio con Kyler Murray come mera formalità, ma per il momento vale la pena ricordare che gli Arizona Cardinals il proprio quarterback del futuro già lo hanno, e per l’appunto si chiama Josh Rosen. Nella NFL moderna le certezze sono merce rara, ed occorre tenere in considerazione l’ipotesi che tutto questo interesse nei confronti di Murray possa essere un tentativo di spingere qualche squadra disperata a fare follie per garantirsi la prima scelta assoluta.

7) Ora basta

L’ho adorato -nonostante la squadra in cui militava non fosse esattamente la mia preferita- per la sua incredibile produzione in campo e per la quasi fiabesca etica del lavoro, ma adesso Antonio Brown è andato veramente oltre ogni limite: capisco gli attacchi a Roethlisberger, capisco un po’ meno quelli a Tomlin e non capisco minimamente gli attacchi a JuJu, nuova vittima prediletta degli improvvisi attacchi di rabbia del nuovo numero 84 di Oakland.
Guardate questa incredibile serie di tweet, nella quale -come sempre ultimamente- dal nulla Brown ha attaccato l’ex compagno di reparto.

La legittima risposta di JuJu non si è fatta attendere

Antonio, perché stai facendo l’impossibile per essere odiato anche dal tuo più fedele sostenitore? Esclusivamente per questo caso mi rifarò alla più spregevole delle locuzioni usabili nel mondo sportivo: shut up and dribble.

8) Non tutto è da buttare

Le’Veon Bell è stato a lungo oggetto di critiche e dibattiti e molto probabilmente il suo nome verrà tirato in ballo ogni qualvolta un giocatore minaccerà lo “sciopero” di fronte ad un impasse sul rinnovo contrattuale: ciò non è chiaramente il più onorevole dei riconoscimenti, però ora grazie ad un tweet possiamo toglierlo a priori dalla categoria “cattivi compagni”.
Di cosa sto parlando? Di questo tweet nel quale vediamo uno screenshot della chat con James Conner, il suo sostituto agli Steelers.

Nient’altro da aggiungere: Antonio Brown, per favore prendi nota.

9) Un rinnovo scontato ma non troppo

Le squadre vincenti devono poter contare su un kicker perlomeno affidabile -immagino che i tifosi dei Bears abbiano qualcosa da dire a riguardo- ed i Patriots, la squadra Vincente con la “v” maiuscola, lo sanno: non mi sorprende dunque il rinnovo contrattuale dato a Stephen Gostkowski, kicker che per i prossimi due anni tenterà, piazzato dopo piazzato, di aiutare i Patriots a raggiungere altri Super Bowl. Sorprende, però, il fatto che New England abbia aspettato così tanto a mettere il tutto nero su bianco, poiché ad onor del vero negli ultimi tre anni Gostkowski ha concluso la regular season con una percentuale di realizzazione inferiore all’85% in ben due occasioni, mancando qualche extra point cruciale qua e là: senza un suo errore forse New England avrebbe avuto l’opportunità di rappresentare l’AFC al cinquantesimo Super Bowl, giocato e vinto dai Denver Broncos di Peyton Manning.

10) Nuggets!

I Philadelphia Eagles sono forse la squadra più interessata in assoluto ai talenti AAF: Philly ha infatti messo sotto contratto ben due ricevitori -l’ex Vikings Charles Johnson e Greg Ward- e l’intrigante quarterback Luis Perez. Pure gli ignavi Dolphins stanno banchettando sulla carcassa della fu Alliance of American Football e fra le molte firme spicca sicuramente quella dell’ex Packers Jayrone Elliott, pass rusher che ha messo a segno ben 7.5 sacks nella fugace esistenza della lega. Buonissima mossa dei Seahawks che si sono garantiti per il prossimo anno il defensive end Nate Orchard, ex Browns nonché stella della scorsa edizione di Hard Knocks; attenzione ai Patriots, che alla ricerca del successore -di nome- di Rob Gronkowski hanno firmato il talentuoso ma problematico Austin Seferian-Jenkins: classica mossa Patriots, pertanto potrebbe seriamente funzionare!

 

 

 

Post By Mattia Righetti (226 Posts)

Mattia, 23 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman.

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One thought on “Eligibles, quarta settimana: affari, storie e curiosità dalla free agency

  1. Ho capito che con Rodgers le cose non andavano appena ho letto della rottura con Olivia Munn.
    S’è bevuto il cervello (saranno le commozzioni? boh), full stop.

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