Ieri notte, in gara 2, sembrava che i Cardinals potessero ipotecare un tranquillo viaggio verso il Texas per la seconda parte delle World Series, la possibilità di prendere almeno una W in trasferta e chiudere la pratica. Dopo una partita dominata dai pitcher avversari, una delle più rapide nella storia del fall classic, è invece Ron Washington ad avere la meglio su Tony La Russa, dopo che l’italoamericano lo aveva ridicolizzato per tutta la serata del nuovo Busch Stadium.

Il capolavoro di Elvis Andrus in difesa slava i Rangers

Ma andiamo con ordine. Sul monte ci sono Jaime Garcia, mancino lanciatore di curve, per i Cardinals e Colby Lewis per i Rangers. Quello che sembrava un matchup equilibrato si rivela tale. Dopo almeno quattro inning di dominio assoluto, il primo pitcher a scricchiolare è Lewis, che concede a Garcia la base per ball, spingendo Nick Punto in posizione punto (ci perdonerete l’inevitabile gioco di parole). Washington sale sul monte, ed in una partita ancora 0 a 0 è mossa previdente. Ma i nodi di una stagione stellare dei texani vengono al pettine subito dopo: Elvis Andrus, criticato anche dal suo allenatore prima della stagione per i suoi difetti difensivi esegue un out incredibile in seconda, dopo che Rafael Furcal aveva diretto verso il gap tra lui ed il seconda base una insidiosa grounder. La presa col guanto e la girata in tuffo verso il piatto coperto da Ian Kinslerentrano di diritto nella storia della Post Season MLB, e mantengono la contesa sulla parità.

Situazione che si protrarrà ancora per qualche frame, con i battitori più frettolosi di girare la mazza su conti bassi che non fanno altro che battere una valida ogni tanto senza poter impensierire l’ERA dei due protagonisti sul monte, che si stancano poco e continuano a mantenere intonso lo scoreboard. Le cose sono destinate a cambiare nel settimo, con due out per Saint Louis Punto è ancora in battuta, David Freese in prima. La battuta dell’ex Twins è verso Michael Young, che viene ingannato da un rimbalzo e la lascia passare riuscendo solo a deviarla. Freese è in seconda, La Russa sostituisce Garcia con Allen Craig, eroe di gara 1. Washington risponde con, incredibile, Alexi Ogando! Sembra di vedere la stessa partita del giorno prima, Ogando lancia esterno basso e Craig batte il singolo dell’1 a 0, diventando istantaneamente un mito per la folla di casa.

Nell’ottavo il manager dei Cards ruota Fernando Salas e Mark Rzepczynsky mettendo out ancora i primi tre battitori e si prepara a mandare Jason Motte a chiudere l’incontro. Kinsler batte un singolo, ruba la seconda e viene mandato dal singolo di Andrus in terza. Lo stesso Andrus avanza in seconda dopo l’errore di Albert Pujols, che intercetta il relay e permette al giocatore di Texas di avanzare. Insomma, la valida abbastanza fortunosa di Kinsler ha cambiato una partita che sembrava finita, e l’atteggiamento aggressivo ordinato da Washington ha pagato. Per Josh Hamilton e Young è un giochetto battere le due sac fly che mandano la serie sulla parità.

Diciamo che La Russa sta dominando la sfida tra i manager in quanto la mossa di Ogando da parte del rivale è semplicemente scriteriata. Se avesse avuto il bullpen smagrito o non produttivo l’avremmo capita. Ma qui Washington ha tentato di demolire la sua squadra, mandando sul monte un pitcher che già la sera prima aveva perso la partita facendo succedere la stessa cosa. Una leggerezza (anche contando che aveva Mike Adams a scaldarsi) imperdonabile, che solo per le bizze di un destino beffardo non si è tramutata in una tragedia per i suoi. Poi, il massimo del credito a lui per averci creduto nel nono ed aver ordinato ai suoi di attaccare le basi.

Texas: la paura è passata!

Cosa ci riserva la serie d’ora in poi? Dopo i primi due incontri dominati dal pitching team delle due compagini, ci aspettiamo che al Ballpark in Arlington le cose cambino. Entrambi i lineup, soprattutto quello in blu, non possono continuare a battere così. Hamilton è 1 su 7, Nelson Cruz e Young pure, e dall’altra parte ci sono Pujols a 0 su 6 e Lance Berkman 2 su 8. Un solo Home Run, quello di Mike Napoliin gara 1, poche multibase hit. Con la diminuzione di qualità sul monte e soprattutto il cambio di ballpark, la situazione dovrebbe sbloccarsi. I Rangers potrebbero (forse dovrebbero) adottare lo stesso approccio di questo nono inning e cercare di rubare basi, attaccare i basepath e metere più pressione ad una squadra diretti magistralmente in panchina e che, dopo essere arrivata fin qui a sorpresa non ha nulla da dimostrare. I Cardinals devono limare gli errori al minimo, prendersi cura della difesa tenendo magari Punto in seconda ed essere fiduciosi di poter battere gli avversari a domicilio per tornare a casa.

Gara 3 si gioca sabato. Di fronte Kyle Lohse, disastroso in questa post season, e Matt Harrison, che invece arriva da due vittorie. La sensazione è che Texas si sbloccherà, anche se Hamilton è come al solito infortunato, ma che sarà estremamente difficile per loro vincere tutte e tre le partite in terra amica. Decisiva molto probabilmente gara 5, in cui Chris Carpenter tornerà sul monte rappresentando la speranza di vedere altro baseball settimana prossima. Nel frattempo, preghiamo le due squadre di continuare così, perchè come ieri sera ci siamo divertiti poche altre volte!

Post By dariazzo (30 Posts)

Scrive su playitusa dal 2007, dapprima per la sola redazione MLB, poi anche per quella NHL. Dal 2009 è coordinatore di questa ultima redazione, mentre ha dovuto abbandonare quella hockeystica poco dopo. Si occupa della American League West. La domenica si diverte a fare il giornalista sui campi di Lega Pro prima divisione e di serie B per un noto sito che si occupa dello sport che tiranneggia l’Italia. Non vi confesserà mai le sue fedi sportive, perchè se deve fare il bravo giornalista, lo fa fino in fondo!

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3 thoughts on “Il rocambolesco pareggio di Texas

  1. Non capisco davvero:
    “…è invece Ron Washington ad avere la meglio su Tony La Russa, dopo che l’italoamericano lo aveva ridicolizzato per tutta la serata del nuovo Busch Stadium.”
    “Diciamo che La Russa sta dominando la sfida tra i manager…”
    “Insomma, la valida abbastanza fortunosa di Kinsler ha cambiato una partita che sembrava finita…”

    Dominato cosa?? La prima partita e` finita 3-2 non 40-0 e i tre punti come sono venuti(???) con 2 “valide abbastanza fortunose”(cit.), ieri erano 1-0 al nono non 40-0, tra l’altro con un HR al secondo inning finito in maniera “abbastanza fortunosa” in faul, quindi se entrava quell’HR Washington stava “ridicolizzando” Ron? Per favore!

    Boh non capisco, questa serie e in perfetta parità tra 2 squadre che stanno un po stentando nella fase offensiva ma hanno regalato grandi prove difensive e di pitchers (TUTTI QUELLI CHE SONO ENTRATI), partite decise solo da EPISODI FORTUNOSI da una parte e dall’altra.

    RIDICOLIZZARE per me ha un altro significato e per una volta difendo a spada tratta Ron che di “ridicolo” in questa serie non ha nulla, ha sbagliato solo per aver rimesso Ogando, ma di ridicolo ripeto non ha fatto proprio nulla rispetto a Tony.

  2. Edit: Ne manca una:
    “che solo per le bizze di un destino beffardo non si è tramutata in una tragedia per i suoi tifosi…”

    Mi sbaglierò pero non mi sembra di aver letto le stesse cose l’altro giorno per un singolo entrato per millimetri, anzi la palla era nel guantone praticamente di Cruz nella valida dell'”eroe di gara 1″, li non c’è stato il “destino beffardo” no, si e` allenato per batterla li….

    Magari con un “destino beffardo” i Cardinals potevano essere davvero 0-2 e non 1-1.

  3. Ciao.
    Inizio dalla fine, dal tuo secondo post. Noi scriviamo “a rotazione”. Qualora ci fossimo accorti di essere in evidente contraddizione l’avremmo evitata. Chi ha il scritto il primo articolo riteneva di non specificare il grado di ‘caso’ della valida di Craig. Nemmeno io l’avrei fatto. Kinsler ha girato un semi-pop esattamente a metà strada tra gli esterni e lo shortstop (se non ricordo male, mi perdonerai altrimenti), che è caduto in mezzo ai tre difensori. Quello è destino, mi è sembrato giusto sottolinearlo visto che Washington questa per l’errore di aver messo Ogando avrebbe potuto perderla facilmente.
    Veniamo al tuo primo post quindi. La seconda citazione è a metà, infatti nella seconda metà giustificava la mia uscita, ammetto un po’ forte. Però la giustificavo con l’errore di aver schierato Ogando, cosa su cui siamo d’accordo.

    Ti ringrazio per la critica, cercherò la prossima volta di assumere una posizione meno intransigente. Il fatto è che nelle World Series (nei playoff) ritengo sia giusto stressare sugli errori ‘in-game’ dei manager, e probabilmente ci do troppo peso.
    Ancora grazie e a presto!

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