Mai e poi mai avrei pensato che Russell Wilson sarebbe andato via da Seattle. Non lo ha fatto l’anno scorso, forse perché credeva ancora nel progetto dei Seahawks di vincere un altro anello insieme. Progetto che è naufragato al termine di una stagione da dimenticare, condita, addirittura, dal primo infortunio occorso al quarterback ex Wisconsin da quando è nella lega.

Lo ha fatto, invece, quest’anno, prima mettendo il veto su una possibile trade con Washington e poi accettando Denver.

Difatti, i Broncos sono l’unica squadra per cui Wilson avrebbe abbandonato quella che è stata la sua casa per ben dieci anni, forse perché affascinato dai ricevitori di talento che gli arancio-blu posseggono, anche se per arrivare a lui hanno dovuto rinunciare ad uno come Noah Fant, per il quale l’allora GM John Elway spese una prima scelta, nel 2019.

Certo, il nuovo head coach Nathaniel Hackett avrà provato di tutto per portarsi a casa il suo caro Aaron Rodgers, il quale, però, ha preferito rimanere a Green Bay. Ma ora cosa ci si aspetta dai Broncos?

Con la trade per Wilson, il general manager George Paton ha sicuramente sacrificato tanto del futuro di questa franchigia, specialmente in scelte al draft, ma era una mossa strettamente necessaria quella di costruire intorno ad un quarterback esperto e già vincente come l’ex numero 3 dei Seahawks.

Come detto, avrà a disposizione un pacchetto di ricevitori giovane e futuribile. Wilson, dalla sua, ha 33 primavere e ancora diversi anni – gli si augura – di carriera, probabilmente di più rispetto a Rodgers.

Questo è il concetto da cui partire e che ha sicuramente convinto la dirigenza di Denver ad affondare la stoccata decisiva. Ripeto, un prezzo alto, certo, ma che potrà regalare parecchie soddisfazioni alla franchigia del Colorado dopo diversi anni aspri. Difatti è dal 2016 – anno della vittoria al Super Bowl guidati da Payton Manning – che i Broncos guardano i playoff (s)comodamente dal divano di casa.

Ci si aspetta quindi che l’arrivo di un quarterback come Wilson possa dare la spinta finale che manca a questa squadra per tornare a competere ad alti livelli.

Il cambio di filosofía, poi, sulla side line, dovrebbe portare giovamento, visti gli ultimi buchi nell’acqua rappresentati da Vance Joseph e Vic Fangio, di mentalità troppo difensiva che non ha assolutamente aiutato lo sviluppo di alcuni giocatori. D’altronde, l’ultimo Lombardi Trophy è stato portato a casa proprio con un head coach di stampo offensivo come Gary Kubiak.

Hackett punterà sicuramente sul gioco di corse che in quel Denver è stato rappresentato benissimo, lo scorso anno, dall’accoppiata composta da Melvin Gordon e Javonte Williams, i quali hanno sfiorato le 1000 yard a testa. Ora, bisognerà vedere se Gordon verrà valutato come indispensabile per formare questo mostro a due teste e quindi rifirmato a cifre ragionevoli, anche perché Denver dovrà mettere in conto pure il contratto di Wilson, a cui mancano due anni, uno a 19 milioni di base salary e l’altro a 22.

A conti fatti, il cap space da spendere per mercato e rinnovi ammonta a malapena 26 milioni di dollari, non tantissimo per fornire i pezzi che mancano per puntare subito in alto. Per questo bisognerà prendere una decisione nel giro di breve tempo. Continuare a costruire intorno a questo nucleo o puntare subito al titolo, entrando nella cosiddetta win-now mode?

Se l’opzione sarà la seconda, Paton dovrà essere bravo quasi quanto il suo collega Jason Licht che due anni fa a Tampa Bay fece un capolavoro dopo la firma di Tom Brady, costruendo un roster che avrebbe poi portato i Buccaneers a vincere il Super Bowl.

La prima necessità sarà quella di andare a migliorare ulteriormente l’offensive line anche se, negli ultimi anni a Seattle, Wilson ha affinato considerevolmente le sue tecniche di escaper in stile Houdini vista la pochezza della linea che avrebbe dovuto proteggerlo. Poi ci sarà da mettere a posto la defensive line che ha perso pure Shelby Harris, spedito ai Seahawks.

Un ulteriore tassello che potrebbe essere messo è quello di Bobby Wagner, appena liberato dai Seahawks e che potrebbe benissimo raggiungere il suo ex compagno nella Mile High City. È vero che ha sempre giocato in una 4-3 defense, ma le sue qualità gli permetteranno sicuramente di adattarsi ad una formazione ed una filosofia difensiva diversa.

Al suo fianco troverebbe Bradley Chubb (sperando rimanga sano) e il possibile clamoroso ritorno di Von Miller, fresco di titolo conquistato con i Rams, ma che ha già sparso degli indizi che hanno aumentato la probabilità di un suo regresso in quel di Denver.

Ma il vero punto forte di questa squadra è la secondaria che potrebbe replicare ciò che la Legion of Boom ha rappresentato per Wilson per alcuni anni. Un cuscinetto su cui puntare le speranze nei momenti difficili.

Fatto sta che tra pochi giorni avrà inizio la free agency e certamente capiremo di più sulle reali intenzioni di questa squadra, ma se l’inizio è questo, si preannuncia un off-season scoppiettante. Intanto i tifosi – e non solo – si godono l’arrivo di un quarterback con la Q maiuscola e non è poco.

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