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– MICHIGAN STATE SPARTANS

0: i secondi in cui gli Spartans nelle sfide contro Michigan ed Ohio State, entrambe vinte. Sembra un interessante paradosso ma le due vittorie sono arrivate con segnature a tempo scaduto, con il cronometro ormai a quota 0. Se con i Wolverines era stato l’incredibile ritorno di un punt bloccato a dare la vittoria alla squadra di Mark D’Antonio, contro i Buckeyes il tutto è maturato in maniera molto piĂą ordinaria: un FG del K Michael Geiger, fenomenale nella sua stagione da freshman ma piuttosto in difficoltĂ  nel 2014 e nel 2015, ha sancito l’upset. Gli Spartans non si presentavano in ottime condizioni all’appuntamento contro i rivali di Columbus e sotto una pioggia torrenziale hanno saputo limitare i favoriti avversari a meno di 22 minuti di possesso palla, 132 yards offensive (e con gente del calibro di J.T Barrett, ezekiel Elliott e compagnia non era decisamente facile) e soli 5 primi down. Per contro l’attacco ha offerto una particolare alternanza tra i QB Tyler O’Connor e Damion Terry in assenza del titolare Connor Cook ed è riuscito a segnare due TD importanti per tenere la partita in equilibrio. Questa vittoria mette nuovamente e di prepotenza gli Spartans sulla mappa playoff: sconfiggendo Penn State in casa la settimana prossima si guadagnerebbero l’accesso al Championship Big 10, crocevia fondamentale per l’ingresso fra le magnifiche 4.

– THE CITADEL BULLDOGS

118: le miglia che separano Columbia, sede dell’università di South Carolina, da Charleston (la Charleston salita alle cronache lo scorso 17 giugno per il massacro a sfondo razziale in cui morirono 9 persone), sede del campus di The Citadel squadra FCS che non più di sette giorni fa aveva perso la sua terza partita stagionale da Chattanooga, la stessa squadra che è stata sconfitta 52-13 da Florida State. I Bulldogs e la loro triple option, invece, hanno saputo mettere in piedi un upset memorabile, andando a sconfiggere a domicilio i quotatissimi (per loro) Gamecocks, 23-22. Dopo un inizio difficile (14-3 per gli ospiti) South Carolina sembrava poter aggiustare la situazione (16-14 e 22-17), salvo poi cedere alla corsa da 56 yards di Tyler Renew, che ha fissato il punteggio finale. Per i Gamecocks non è stata una bella stagione, solo 3 vittorie a fronte di 8 sconfitte e l’ultima fatica della stagione non è abbordabile per nulla: che ne dite della n° 1 del ranking Clemson?

– OREGON DUCKS

Niente da fare: la Pac 12 versione 2015 è un rebus inenarrabile. Appena una squadra sembra voler assurgere ad un ruolo prominente viene subito riportata a più miti consigli. Questa volta sono i Trojans a ritornare con i piedi per terra dopo quattro vittorie consecutive, abbattuti da una performante Oregon per 48-28. MVP della partita è stato il QB Vernon Adams Jr., capace di lanciare per 407 yards e 6 TD. Ed è interessante notare come dallo stesso Adams siano dipese molte delle fortune di questi Ducks: con il senior californiano in campo sano (quindi lasciamo fuori la partita contro Utah) il record è di 6-1, mentre quando questi è stato costretto a non giocare Oregon ha subito 2 sconfitte a fronte di due vittorie. Il record di 6-2 in conference non permette più di raggiungere Stanford, che ha già concluso il suo cammino di Pac 12 con 8-1, quindi i Ducks non replicheranno i plaoff dello scorso anno, ma ci sono ancora la rivalità con Oregon State ed il Bowl di fine stagione da onorare per chiudere la stagione a 10 vittorie.

WORST

– UTAH UTES

Prendere la prima frase della precedente squadra ed applicare agli Utes. 6-0 prima, 8-1 poi, e a seguire due sconfitte, l’ultima delle quali molto brutta, 17-9 contro UCLA che li raggiunge in vetta alla PAC 12, condivisa dalle due con USC. Priva del RB titolare Devontae Booker, Utah non è mai stata in grado di impensierire seriamente i Bruins, riuscendo solamente ad andare a segno con tre FG del K Andy Phillips. Sanguinosi sono stati, inoltre, due fumble commessi dagli Utes (uno dal RB Joe Williams e uno dal QB Travis Wilson) quando la palla era rispettivamente sulle 15 e sulle 33 yard avversarie. Con questa sconfitta Utah saluta definitivamente le possibilità di accedere al Championship Game della PAC 12: pur nell’eventualità di una vittoria nell’ultima partita contro Colorado, gli Utes sarebbero a pari merito o con USC o contro UCLA, e contro entrambe sono arrivate sconfitte negli scontri diretti.

– FLORIDA GATORS

E questi devono affrontare Alabama rappresentando una delle due eccellenze della SEC? Le ultime tre partite sono emblematiche: 9-7 contro Vanderbilt, 24-14 contro South Carolina (e visto il risultato dei Gamecocks di questa settimana – vedi sopra – non è molto) e a chiudere 20-14 in overtime contro Florida Atlantic, tre squadre che a parere di chi scrive non rientrano nel novero delle migliori 70 squadre FBS. Davanti 14-0 contro gli Owls, Florida non è stata in grado di chiudere la pratica, ha subito il pareggio e poi trovato il TD del definitivo vantaggio con Jake McGee, che ha ricevuto un passaggio di Treon Harris, eluso due difensori per poi segnare. La trasformazione del K Austin Harris non è andata a buon fine (così come i due FG tentati in precedenza) e Florida Atlantic ha avuto così l’opportunità di vincere, salvo poi non convertite un 4° e goal. Non che una sconfitta potesse condizionare l’accesso dei Gators al Championship, però questa serie di partite poco convincenti non è un bel viatico per la sfida ad Alabama che, invece, pare inarrestabile.

– HOUSTON COUGARS

Contro Connecticut, signori, questa gente ha perso contro CONNECTICUT! Com’è possibile rovinare una stagione da imbattuti trovando la sconfitta contro una squadra che solo 7 giorni fa ha vinto 7-3 contro Tulane e ha rischiato di perdere da Army e Villanova? Innanzitutto gli Huskies hanno controllato bene il gioco su corsa di Houston , sia il RB Kenneth Farrow che il QB Kyle Postma, limitando il tutto a 110 yards. Houston poi ha commesso 4 turnover, di cui due fumble e due intercetti: Postma ha lanciato il primo mentre il secondo è a carico di Greg Ward Jr., il QB titolare, panchinato fino a quel momento per seri problemi alla caviglia ed entrato nell’ultimo drive per sostituire il compagno infortunato. Non è un bel modo per interrompere la propria imbattibilità ma è già tempo di pensare al dopo: battendo Navy nello scontro diretto e poi vincendo il Championship si può ancora aspirare a un Bowl di primo livello.

 

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