Il 2014 targato MWC ha messo in mostra tante belle squadre, da Boise State che poi ha conquistato il titolo, a Colorado State che tanto ha fatto parlare rimanendo imbattuta per mesi dopo la sconfitta contro i già citati Broncos, a Utah State, che pur con un roster non molto appariscente ha saputo trovare buona continuità. Sono tutte e tre squadre della Mountain division e questo è un trend che varrà anche nel 2015: queste si giocheranno la conference, mentre per la West troppe squadre sono impegnate in rebuilding a vari stadi e più o meno prolungati. Per quanto fatto lo scorso anno la favorita di questa division potrebbe essere San Diego State, nonostante le molte perdite.

BOISE STATE BRONCOS

Boise

Boise, Idaho

27 settembre: la sconfitta contro Air Force doppia quella contro Ole Miss ed il record è un pallido 3-2, con un gioco di passaggi poco attivo e una difesa poco inquadrata. 31 dicembre: 9 vittorie dopo, i Broncos sono campioni della Mountain West (28-14 contro Fresno State nel Championship) e conquistano il Fiesta Bowl sconfiggendo la favorita Arizona per 38-30. Il tutto con una squadra giovanissima che perde pochissimi pezzi per la stagione entrante, seppur uno di grandissima qualità, come il RB Jay Ajayi, il 5° della nazione per yards corse (1823, per 28 TD, a cui ha aggiunto anche 535 yards e 4 TD su ricezione).

Anche il QB Grant Hedrick è andato, e ci sono molti dubbi sulla sua sostituzione: il favorito è Ryan Finley, l’unico con qualche esperienza, ma un suo arresto in offseason gli porterà qualche forma di sanzione. Potrebbe quindi toccare a Thomas Stuart o a Alex Ogle prendere qualche snap ma c’è molta attesa per Brett Rypien, la perla del recruit di quest’anno a cui si vorrebbe, però, risparmiare un anno di eleggibilità. Una linea che riporta tutti gli elementi del 2014 sarà d’aiuto al nuovo RB Jeremy McNichols, relativamente inesperto ma produttivo quando chiamato in causa. Quale che sia il QB, infine, i WR di punta saranno ancora i rapidi Shane Williams-Rhodes e Thomas Sperbeck.

Il sistema difensivo 3-3-5 dei Broncos perde pochi pezzi e si presenta nuovamente in tutta la sua efficienza, in particolare contro le corse: i principali incursori saranno ancora l’ibrido DE/OLB Kamalei Correa (12,5 sacks nella stagione trascorsa) e il LB Tanner Vallejo (MVP difensivo del Fiesta Bowl, 15,5 TFL), e sarà interessante vedere come avrà recuperato dall’infortunio il DE Tyler Horn, fermo per tutto il 2014. Nelle secondarie, con Darian Thompson c’è un gruppo di buoni giocatori che potrebbero trovare nuova linfa dal ritorno di un altro assente per infortunio nella scorsa stagione, il nickel Mercy Maston.

La partita casalinga contro Washington dell’ex HC Petersen e le trasferte a Virginia e BYU sono un bel modo di iniziare una stagione dalle grandi aspettative: passando alla conference, le sfide contro Utah State e Colorado State sono in trasferta, ma è un aspetto che dovrebbe essere equilibrato dal non affrontare nessuno dei “top team” della division opposta, la West. Con il talento e la profondità che i Broncos possono vantare, questi non possono che essere considerati i favoriti della Mountain West. Si tratta in ogni caso di una conference molto competitiva in cui bastano un paio di sconfitte per compromettere qualsiasi cosa.

COLORADO STATE RAMS

Fort Collins

Fort Collins, Colorado

Che i Rams potessero fare una buona stagione era preventivabile, ma che potessero arrivare a 10 vittorie in 11 partite e alla posizione numero 21 del ranking lo era meno: l’unica sconfitta era arrivata contro Boise State, però, e quindi l’accesso al Championship era compromesso da molte settimane a meno che i Broncos perdessero un’altra partita di conference, cosa poi non verificatasi. In questa situazione i Rams hanno però perso contro Air Force, compromettendo le loro chance di un bowl più importante del Las Vegas Bowl, comunque straperso, 45-10, contro Utah.

Il coach Jim McElwain, uno dei principali artefici della stagione, ha accettato le lusinghe (e aveva 3,5 milioni di buoni motivi per farlo) di Florida ed il nuovo HC di Colorado State è un altro personaggio della SEC, Mike Bobo, ex OC di Georgia. Senza il QB Garrett Grayson, l’OL Ty Sambrailo e il RB Dee Hart dovrà faticare a trovare una identità offensiva alla squadra: se però il nuovo QB, che probabilmente sarà Nick Stevens, riuscirà a dare continuità al gioco sui passaggi avrà dei bersagli di primo livello, da Rashard Higgins al velocissimo Joe Hansley al più fisicato Xavier Williams.

Dei 30 giocatori difensivi che hanno giocato nel 2014, solamente 5 sono partiti e quindi il reparto potrà migliorare nelle non irresistibili statistiche messe a referto per quanto riguarda pressione su QB e RB avversari, intercetti e, più in generale, turnover. Ciò sarà richiesto ad elementi come il DE Joe Kawulok e il LB Cory James. Le secondarie, invece, si baseranno ancora sulle prestazioni di Tyree Simmons, Kevin Pierre-Louis e Trent Matthews. Gli special team perdono il non precisissimo K Jared Roberts e la sua sostituzione sarà a carico del redshirt freshman Wyatt Bryan.

L’apertura sarà contro Savannah State (FCS), per poi proseguire con Minnesota che, con un attacco ancora imballato, potrebbe essere ostacolo troppo grosso, per poi trovare Colorado e UTSA: il record a questo punto dovrà essere positivo. Il calendario in-conference offrirà tutti i top team, da Boise State a Utah State, Air Force, San Diego State e Fresno State: per questo motivo e per la partenza di elementi importanti per l’attacco sarà difficile replicare la scorsa stagione ma i giocatori di ritorno dovrebbero garantire un’annata da 8-9 vittorie.

UTAH STATE AGGIES

Logan

Logan, Utah

Nonostante le diverse perdite nel ruolo di QB (Chukie Keeton ha patito il secondo infortunio grave al ginocchio dopo quello del 2013 ed il suo sostituto Darell Garretson, ora ad Oregon State, è durato fino a metà stagione prima di infortunarsi al braccio), gli Aggies hanno disputato una stagione buona, terminando 9-4 (13 partite di regular season), mancando però l’accesso al Championship per la piallata, 50-19, patita da Boise State nello scontro diretto. Il New Mexico Bowl, vinto per 21-6 contro UTEP è stato il coronamento di un 2014 che, però, con un Keeton a pieno servizio avrebbe potuto essere ancora migliore.

Keeton riparte nel ruolo di starter, ma bisogna sicuramente vedere se il recupero dagli infortuni porterà in dote il superbo QB di 2012 e 2013 o quello arrugginito da 2 TD e 4 INT (small sample size, senza dubbio) della scorsa stagione. Il suo backup, Kent Myers, si è comportato bene nella stagione da freshman e dovrebbe essere ancora affidabile. Partendo da una linea esperta che perde solo il LT Kevin Whimpey (Steelers per lui), sarà interessante vedere l’evoluzione di JoJo Natson, WR minuscolo che è stato utilizzato in molte situazioni ed ha anche prodotto anche da RB.

Perdere due rushatori come Zach Vigil e B.J. Larsen ed un DB come Frankie Sutera non è sicuramente facile, ma queste sono quasi le uniche perdite ed il reparto difensivo può ancora dire la sua, continuando ad imporre la propria aggressività come marchio di fabbrica. Intanto rimane l’altro Vigil, Nick (17 TFL e 7 sack nel 2014) ed intorno a lui c’è un reparto solido, sebbene a tratti undersized. Gli special team vedranno Natson anche come buonissimo ritornatore di punt (2 TD), mentre tra i vari specialisti partono il P Bentrude e soprattutto l’ottimo K Nick Diaz e la loro sostituzione andrà su due elementi che mancheranno di esperienza.

La soffice partenza contro Southern Utah è solo un preambolo ad un calendario off-conference particolarmente spinoso, fatto di Utah, BYU e Washington. A seguire gli Aggies affronteranno le due principali rivali, Boise State e Colorado State in casa: nessuna partita è fuori portata a prescindere però le avversarie sono decisamente impegnative. Ci sono molte domande a cui dare risposte, dal recupero di Keeton, all’emergere di un top-RB al nuovo equilibrio di una difesa senza i tre migliori elementi: se però tutti i pezzi andranno al loro posto in tempi rapidi, Utah State potrebbe essere la principale alternativa ai Broncos.

SAN DIEGO STATE AZTECS

San Diego

San Diego, California

Non si può certamente definire brillante la stagione 2014 degli Aztecs, sempre troppo altalenanti nelle loro prestazioni e con poche certezze nel passing game: la mediocrità della division West ed un calendario che ha proposto le avversarie più deboli della Mountain West ha portato un record di 5-3 in conference, a pari merito con Fresno State, che però non è servito per l’accesso al Championship a causa della sconfitta nello scontro diretto. L’unica vittoria convincente è stata quella contro Air Force ed anche al Bowl di fine stagione è arrivata una sconfitta, 17-16 contro Navy.

L’attacco di San Diego State è sintetizzabile in due parole: Donnel Pumphrey. Il junior del Nevada è stato il quarto RB della nazione per yards corse (1867 per 20 TD) e si prospetta come la principale (unica?) arma a disposizione dell’OC Jeff Horton. Il discorso QB è molto complesso, senza un titolare esperto nel ruolo e il posto andrà ad uno tra Maxwell Smith (transfer da Kentucky) e Christian Chapman, un redshirt freshman. Avere solo sei OL con esperienza vuol dire che gli Aztecs sono stati fortunati con gli infortuni, ma se tre di questi lasciano (inclusi Terry Poole, il più talentuoso, e i due centri) c’è una linea che deve lavorare molto per avere un nuovo equilibrio.

La giovanissima difesa del 2014 è stata molto efficiente, perde pochi pezzi (e principalmente solamente nel reparto linebacker) e si propone come uno dei migliori reparti di tutta la Mountain West. Il particolare sistema 3-3-5 vedrà quindi ancora in opera elementi come il DT Alex Barrett e il LB Calvin Munson (4 sack, 4 intercetti, 2 fumble forzati mentre le secondarie restano integre, riportando i migliori 11 tackler della stagione scorsa. Perdere il P Joel Alesi potrebbe essere una problematica difficile da rimediare, mentre il K Donny Hageman è piuttosto particolare, essendo più preciso sul lungo che sul corto.

L’inizio di stagione nella rivalità contro San Diego (FCS) sarà morbido prima di due trasferte insidiose contro California e Penn Stare ed una sfida casalinga accessibile contro South Alabama. Per quanto riguarda la conference, il non affrontare Boise State ed affrontare in casa Utah State ma soprattutto le due principali rivali della West Division, Fresno State e Nevada, potrebbe essere il vero motivo per cui gli Aztecs sono i favoriti nella loro parte di conference. Ho cambiato molte volte la squadra da analizzare in maniera più estesa per la West, quindi la favorita: alla fine, però, San Diego State sembra la più talentuosa del lotto ed un calendario più abbordabile ha fatto guadagnare loro questi galloni.

FRESNO STATE BULLDOGS

Fresno

Fresno, California

Abbastanza forti da trovare un posticino al sole nella division West, ma non abbastanza forti da evitare diverse piallate appena messa la testa fuori: questi i Bulldogs versione 2014, i quali potrebbero essere simili alla versione 2015 della squadra. Tante perdite in attacco, tra QB, WR e linea, e l’unico punto fermo sarà il RB Marteze Waller, anche se dietro di lui non c’è un singolo giocatore in questo ruolo che abbia mai avuto una singola portata a livello collegiale. Il calendario rispecchia a grosse linee quello della scorsa stagione e con due avversarie off-conference molto complicate ed altrettante altrettanto facili il record potrebbe di nuovo vedere i numeri di vittorie e sconfitte molto vicini.

AIR FORCE FALCONS

Colorado Springs

Colorado Springs, Colorado

10 vittorie: non succedeva dal 1998, dai tempi del leggendario coach Fisher DeBerry che gli Aeronautici vincessero così tante partite in una singola stagione, con Bowl e Commander in Chief’s Trophy annessi. Per capire, nel 2013 erano le sconfitte ad essere 10. Per la stagione entrante ci sono molte partenze a cui porre rimedio, a partire da quella del QB Kale Pearson. Conseguentemente interessante sarà vedere come il suo backup Nate Romine prenderà le redini della triple option dei Falcons, e se la difesa, così cresciuta nel 2014, rimarrà su quei livelli. Tutte le partite più difficili (e se ne contano almeno 4) saranno in trasferta e quindi sarà difficile replicare le vittorie della scorsa stagione: ma se la squadra si manterrà su livelli accettabili potrà ancora

NEVADA WOLFPACK

Reno

Reno, Nevada

I fautori della pistol offense non si sono comportati male nel 2014, chiudendo con 7 vittorie e una brutta sconfitta al New Orleans Bowl contro Louisiana Lafayette. La stagione entrante non parte però con gli stessi auspici, con le partenze del QB Cory Fajardo (e nessun backup ha mai completato un singolo passaggio al college), del miglior WR, dei tre OL più esperti e dei tre DB più produttivi. Sarà quindi un manipolo di giovani guidato da non si sa chi ancora a confrontarsi con una schedule che include Arizona e Texas A&M ma che lascia fuori Boise State e Colorado State: nella mediocrità della loro division è possibile che i Wolfpack possano aspirare ad un record in pareggio, e la qualificazione ad un Bowl potrebbe essere un bel traguardo.

HAWAII RAINBOW WARRIORS

Honolulu

Honolulu, Hawaii

Interlocutoria la stagione 2014 dei guerrieri dell’arcobaleno, alle prese con un roster non particolarmente talentuoso ed infortuni anche importanti, come quello del RB Joey Iosefa. La solfa cambierà poco in questa stagione, essendo inoltre il programma alle prese con problemi economici che ne hanno già messo a rischio la stessa esistenza. Sarà quindi interessante vedere se l’attacco guidato dal QB Ikaika Woolsey riuscirà ad essere produttivo, magari di pari passo con una difesa che può vantare qualche buon giocatore.  Se si aggiunge, infine, la schedule poco comprensiva (Ohio State, Colorado e Wisconsin come off-conference) non c’è da stare molto sereni per quanto riguarda la stagione entrante.

NEW MEXICO LOBOS

Albuquerque, New Mexico

Albuquerque, New Mexico

Dal 2007 i Lobos non ottengono una stagione positiva e nel 2014, come peraltro nelle stagioni precedenti, nemmeno ci sono andati vicini. Nel 2015, però, le cose potrebbero cambiare: molti starter tornano e l’attacco guidato dal QB dual-threat Lamar Jordan e dal RB Jhurell Pressley potrebbe continuare in una buona produttività offensiva che già c’era stata nella scorsa stagione. Sarà la difesa, ciononostante, il vero ago della bilancia, in quanto troppo ha subito in termini di punti: un buon gruppo di returnees con esperienza e talento dovrebbe provvedere. Il calendario offre tutte le squadre più abbordabili della conference più Mississippi Valley State, quindi quest’anno si può vedere la fondata speranza di un record positivo.

WYOMING COWBOYS

Laramie, Wyoming

Laramie, Wyoming

A giudicare dalle prime partite si poteva pensare che la stagione di Wyoming potesse essere interessante, con tre vittorie su quattro. La preventivabile sconfitta contro Michigan State è stata il punto di partenza di una serie di sconfitte e di un record finale di 4-8. I Cowboys potranno ancora puntare sulla discreta coppia di RB Brian Hill – Shaun Wick ma dovranno fare i conti con la perdita di tanti senior: non che questo sia necessariamente un male ma verrà dato spazio a tanti giovanissimi che hanno ancora bisogno di tantissima esperienza prima di contribuire in maniera decisa. Ci vediamo l’anno prossimo, in sintesi.

SAN JOSE STATE SPARTANS

San Jose, California

San Jose, California

Poco ci si aspettava dagli Spartans 2014 e poco è accaduto: vittorie contro i più scarsi, sconfitte contro i più forti. Peccato che i più forti fossero tanti ed il record finale sia di 3-9. Al netto di serie problematiche a QB (tre usati nella scorsa stagione, e non era una rotazione a causa di infortuni) l’attacco riporta molti titolari con esperienza e qualità ed anche la difesa perde pochi pezzi importanti. Il problema è la conference, molto competitiva, ed anche due delle 3 partite contro avversari abbordabili (escludendo New Hampshire, già data vittoriosa) sono pure in trasferta. Il record, quindi, dovrebbe mutare di poco.

UNLV REBELS

Las Vegas, Nevada

San Jose, California

La notizia che più ha fatto parlare in casa Rebels è stata relativa all’ingaggio di un nuovo capo allenatore,  Tony Sanchez, proveniente da una scuola superiore della città. Senza alcuna esperienza collegiale, Sanchez avrà a che fare con un roster in cui il talento è merce rara e con un attacco guidato dal QB Blake Decker, un dual threat che ha fatto vedere qualcosa di discreto nonostante i suoi intercetti abbiano superato i TD pass (18-15). Non ci si aspetta molto in questa stagione a Las Vegas, ma se non altro il recruit è stato discreto e potrebbe essere stato il primo passo verso un rebuilding finalmente produttivo.

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Andrea Cornaglia, classe ’86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un’imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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