Archetipo se ce ne è uno, i Golden Knights rappresentano il sogno di ogni expansion owner che vuole sbarcare il lunario nella Terra dei Sogni, data la spaventosa costanza di prestazioni dall’entrata in NHL: Stanley Cup Finals, primo turno playoff buttato al vento e finale di conference!

Ci sentiamo però in disaccordo con chi nella Sin City giudica preventivamente questa stagione come un cup or bust, visto il livello estremo che abita la lega maggiore e una Division – la West – nella quale risiedono i vincitori 2018/19 (St. Louis) e la favorita della preseason di tutti i bookmaker a stelle e strisce, ovvero sia gli Avalanche!

Se dovessimo racchiudere a tre nomi la preview di Vegas chiameremmo in causa Mark Stone, Marc-Andre Fleury ed Alex Pietrangelo, cioè lo zoccolo duro con cui imbastire ogni play book e basamento di qualità ed esperienza per coach Peter DeBoer.

L’ex Senators, dal suo avvento nella smobilitazione di Ottawa due anni or sono, funge da capitano carismatico dentro e fuori le arene e punto di forza primario per conquistare e professare all’intero roster decision making e mentalità clutch, necessarie per assaltare la coppa.

Tecnicamente svolge tuttora ogni mansione two way all’interno del ghiaccio, mantenendo a 28 primavere la capacità di leggere in anteprima i movimenti del disco, creare climax nei 18 minuti e mezzo di impiego a gara, generare plus/minus (27 in poco più di due tornei) e partecipare attivamente allo score di gruppo con una percentuale sensazionale del 48%!

Grazie a Stone, la top line vintage con Stastny e Pacioretty ha fatto sognare noi adepti della prima ora, e il former Canadien prosegue oggi al suo fianco e di Chandler Stephenson, William Karlsson o Alex Tuch se spostato al centro, l’ottimo invecchiamento da gol leader.

Pietrangelo era il nome di punta del mercato autunnale, contattato da qualunque team avesse intenzioni di raggiungere il Grande Ballo e diventare grande, Maple Leafs su tutti. L’accordo nel Nevada a 62 milioni di dollari con cui chiudere una brillante carriera finora esclusivamente a tinte Blues, esemplifica come Alex abbia intravisto in questi lidi la possibilità di ripetere il trionfo del 2019.

Il portiere invece, vicino alla dipartita e l’accantonamento dopo le performance di Lehner e relativo rinnovo, non solo ha proseguito la sua avventura a Vegas con 7 milioni di cap hit biennale, ma sta distruggendo ogni legge della fisica, disputando a 36 anni una stagione stratosferica che mette in dubbio i molteplici record di un curriculum da hall of famer! Otto W, 94,3% di saving percentage, 1,55 reti incassate per game e 3 shutouts lo distanziano da Grubauer fra i migliori goalie titolari e sono statistiche da MVP!

E’ per merito degli ultimi due se i Golden Knights dominano l’NHL a protezione dello slot pitturato, comandando la categoria nelle reti e tiri subiti e nel penalty killing, usufruendo dell’apporto di una D-zone non convenzionale, originariamente limitata a 5 elementi (McNabb ora IR, Whitecloud e i formidabili Martinez e Theodore) e poi rimpinguata da Hague e Coghlan, dapprima in Taxi Squad.

L’attacco di Vegas è altresì profondo, dinamico e qualitativo in almeno 12 giocatori, tra cui i vari Marchessault, Smith e l’ex rookie Glass sempre più in crescita, che addizionano ai leader sopracitati una produzione prossima alla doppia cifra con 11 uomini, mentre Reaves, Nosek (ora in protocollo Covid), Roy, Kolesar o Carrier martellano di fisico.

In ogni shift dunque sono presenti sia le qualità di un hockey sense schematico che la rocciosa fisicità di 4 linee sì tecnicamente pratiche ma pure potenti: parafrasando potremmo concludere che i Golden Knight hanno 4 top checking line!

Ciò garantisce pericolosità offensiva in qualunque circostanza e recupero disco costante, cattiveria e stazza nei body e crosscheck quasi illegali; a volte però il limite è spesso rappresentato proprio dall’avere con continuità il game control senza purtroppo possedere un closer all’altezza, la superstar che dia una sterzata nelle numerose scoring chance attive non sfruttate e in superiorità numerica, rimasta pertanto cruccio e spada di Damocle pure in questa campagna, con un patetico 17,3% di net percentage!

Per questo, il confine fra un piazzamento onorevole e il trionfo solamente sfiorato nell’ancor giovane ma positiva esperienza di Las Vegas in NHL, potrebbe mantenersi sottile ma tuttora vigente!

Il pronostico che facciamo è quello di una lotta senza confini fra Avalanche e Golden Knights per accaparrarsi il gagliardetto divisionale, e arrivare poi, dopo aver superato indenni una battaglia così feroce, a disputare da favoriti il turno finale, per assaltare finalmente – discorso valido per ambedue le contendenti – la tanto agognata coppa di Lord Stanley.

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