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Vancouver l’anno scorso è stata una sorpresa da certi punti di vista, ma in realtà neanche troppo. Dopo aver fatto jackpot con Pettersson, Horvat e Boeser che hanno sostituito la grande ombra dei gemelli più famosi del ghiaccio, Vancouver ha completato un restyling di successo con l’inaspettato grande colpo JT Miller, esploso con più spazio a disposizione, un’evoluzione del gioco di Jacob Markstrom, ora però in casacca Flames, e soprattutto l’approdo di un elemento che ai Nucks mancava da tempo: un franchise defenseman come Quinn Hughes.

Aspettarsi i playoff è il minimo: Vancouver deve puntare in alto. Magari non si può ancora parlare di coppa, ma arrivati in post-season tutto, e proprio tutto, è possibile.

Goalies

Il colosso Markstrom decide di accasarsi ai Flames in Free Agency, complice un contratto probabilmente più ricco di quello messo in gioco dai Canucks. Il tandem però comunque appare assolutamente solido: insieme a Thatcher Demko, eterna promessa diventato però più che solido titolare, i Canucks si sono assicurati l’ex leggenda Capitals Braden Holtby che, seppur dopo un anno davvero difficile in termini di prestazioni, rimane un ex Vezina Trophy capace anche di trascinare il suo franchise fino in fondo, in quella coppa ormai di tre stagioni fa.

Demko, soprattutto se si parla di goalie, è ancora decisamente giovane: 25 anni, un frame imponente, un talento apparso cristallino già quando giocava nelle juniors. L’anno scorso arriva il primo stint “serio” in NHL, dopo 9 partite l’anno ancora prima: gioca 27 partite, e comunque si porta a casa 13 vittorie, seppur con statistiche non entusiasmanti, o perlomeno non a livello “top”.

Ma è nei playoff che fa veramente faville, con quattro partite giocate magistralmente, una GAA di 0.64 e una save percentage di .985, statistiche da urlo e semplicemente inarrivabili in regular. Mostra però che Demko è maturo e pronto anche per palcoscenici ad alta pressione.

L’addio di Markstrom e l’arrivo di Holtby poi sono un’opportunità aggiunta per Demko: Braden ha comunque solo 32 anni, quindi ancora diversi colpi in canna, ma sicuramente ha rallentato. Forse ha bisogno di riposo, forse è stata semplicemente una stagione, o due, non troppo favorevole, ma rimane il fatto che la presenza veterana e gli insegnamenti che Brade può dare a Demko sono importanti, dando poi a Vancouver la sicurezza di avere un veterano tra i pali che, se dovesse ritrovare la forma, diventa uno dei migliori goalie degli ultimi 10 anni.

Attualmente, Holtby ha giocato più partite e performato meglio di Demko, ma la battaglia sarà serrata per tutta la regular, e questo, per Vancouver, è un bene.

A livello di prospetti, Michael DiPietro non sembra troppo lontano ad essere perlomeno un backup solido in NHL: figlio d’arte di soli 21 anni e tutto il tempo davanti per diventare un top, perché di talento ne ha, l’anno scorso fa una buona stagione in AHL con i Comets, guadagnandosi ben 21 vittorie in 36 partite. La save percentage non è ottimale, ma l’AHL ha la pecca di essere molto più fragile difensivamente della sorella maggiore. In ogni caso, ottimo prospetto con futuro quasi garantito.

Defensemen

Quinn Hughes è garanzia, e ci si aspetta anche di più da lui rispetto all’anno scorso. Jordie Benn lo accompagna come sicurezza difensiva. Quinn attualmente viaggia a più di un punto a partita, con 11 punti in 10, il che rende la sua stagione potenzialmente top. Leggermente preoccupante il suo +/-, attualmente a -5, da migliorare.

Second pair strutturato in maniera simile: a sinistra una dinamo molto veloce e offensiva, l’ex Washington e Vegas Nate Schmidt, acquisizione intelligente della recente free agency Canucks. Schmidt è stato per anni, ed è ancora, uno dei migliori pattinatori nella lega. Al suo fianco il gigante Myers, che oltre ad un’abilità offensiva da non trascurare, rimane ottimo elemento difensivo, soprattutto in termini di fisicità e reach.

Il Third pair vede invece il veterano Alex Edler, a cui attualmente si affianca il rookie Jalen Chatfield. Giocatore undrafted scoperto dagli scout Canucks, Chatfield si distingue nelle juniors, in OHL, ma data la sua poca produzione, rimane non selezionato nel draft. Gioca tre stagioni in AHL, e poi finalmente l’opportunità in NHL. Ovviamente, non ci si aspetta produzione da lui, ma tanta difesa, grinta e fisicità.

A livello di prospetti, Vancouver non pecca: Jack Rathbone non ha ancora fatto il suo debutto, ma rimane parte della taxi squad dei Canucks, ed è un altro baby fenomeno che si è contraddistinto in NCAA, giocando per Harvard che, recentemente, ha fatto uscire blue-liners come Adam Fox dal suo programma. Gioca a sinistra, e ha le carte per sfidare Schmidt ed Edler, ma i due sono preziosi anche per la loro esperienza, e vedere poco spazio non è così uno shock. Rimane però una risorsa preziosa, soprattutto in questa stagione con il contagio sempre dietro l’angolo.

Va segnalato poi Olli Juolevi: già “messo via” come bust del draft 2017, il finlandese ha 22 anni e spesso, lo sappiamo, i D “maturano” più lentamente rispetto alle posizioni più avanzate. Arrendersi non serve a nulla, e Juolevi non ha esaurito il proprio potenziale, considerata anche la stagione non male in AHL l’anno scorso. Oltretutto, anche se ora è fuori dalla rotazione, ha già visto 7 partite in questa stagione.

Giocando però a sinistra, le osservazioni fatte per Rathbone valgono allo stesso modo anche per lui. Tra gli infortunati, rimane il totem difensivo Travis Hamonic.

Centri

Elias Pettersson e Bo Horvat sono due stelle assolute nelle prime due linee: il primo è uno dei tiratori più letali della lega, combinando poi anche visione e comunque ottimi istinti difensivi, mentre il secondo è il classico leader two-way, che sa veramente mettere le “manette” ai giocatori avversari, rimanendo però capace di produrre a livello ottimale. Dietro di loro, i due veterani Sutter e Beagle danno stabilità a linee più grintose e fastidiose.

A livello di prospetti, o di alternative, c’è veramente poco: il reparto è sguarnito, complice comunque la promozione di diversi prospetti, spesso convertiti anche in ali come Gaudette.

Ali

In first line due cavalli di razza: JT Miller è stata sorpresa gradita per i Canucks l’anno passato, approdato dopo anni a Tampa dove gente come un certo Kucherov chiudeva molti spazi. Boeser, che ha rallentato un po’ con il successo visto da altri suoi compagni, e ricevendo quindi meno opportunità di produrre, rimane cecchino e specialista capace di 30 goal a stagione a mani basse.

In seconda linea, Tanner Pearson si candida come ottimo two-way player, veloce e capace di produrre quando deve, abbastanza esperto per essere valore aggiunto in un gruppo molto giovane, e comunque ancora 28enne e dunque in piena prime. Dall’altra parte, il rookie Nils Hoglander: quarantesima scelta del 2019, il 20enne svedese, dopo due ottime stagioni come teenager in SHL, debutta quest’anno in America, e ha già a carico 5 punti in 10 partite, dimostrando di potersi meritare la posizione che ricopre attualmente.

In terza linea due giocatori interessanti: Gaudette è ex centro, 24enne con ancora tanto potenziale ed una carriera stellare in NCAA. In due stagioni a Vancouver, migliora la sua produzione notevolmente e l’anno scorso colleziona 33 punti e 12 goal, in un ruolo comunque da third liner. Quest’anno parte un po’ male, ma ha il talento per risollevarsi.

Di fianco a lui il rookie Zack MacEwen, anche lui 24 anni di età. Fisico da power forward, è altra perla scoperta dagli scout dopo essere stato undrafted. In AHL fa molto bene, arrivando due anni fa ad una stagione da 52 punti in 60 partite. Su ghiaccio NHL per ora non ha brillato, ma ha tempo per fare meglio. I veterani Motte e Roussel chiudono il cerchio.

Jake Virtanen è attualmente in servizio nella taxi squad e anche lui ne vede 24 all’anagrafe. Ha giocato 9 partite questa stagione, e darà battaglia per riprendersi il suo vecchio ruolo. Si attende poi il ritorno di un infortunato Michael Ferland, che può sempre dire la sua.

A livello di prospetti, brilla Linus Karlsson nella serie B svedese: 21 anni, attualmente 33 punti in 37 partite con 22 goal, anche l’anno scorso fa sfaceli in Svezia. La NHL non è lontana.

Da non dimenticare poi Vasili Podkolzin e Petrus Palmu, entrambi capaci ed entrambi quasi sicuramente giocatori NHL, con il russo in particolare che ci si aspetta diventi un top 6.

 

Post By Mattia Valassi (87 Posts)

Vittima delle magie di Patrick Kane, mi innamoro dell'hockey su ghiaccio e dei Chicago Blackhawks negli anni d'oro delle tre Stanley Cup. Talmente estasiato dal disco da non poter fare a meno di scriverci a riguardo. Recentemente folgorato dai Blue Genes di Toronto, e dal diamante in generale.

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One thought on “Vancouver Canucks: Preview 2020 2021

  1. Qui devo commentare..!!! Diciamo che un inizio così proprio non me. Lo sarei aspettato.. a parte le w con i senators la più debole del girone, abbiamo preso mi sembra 5 goal di media a partita. Io Myers proprio non lo vedo un buon giocatore, anzi tecnicamente niente di che è davvero lento.. in tutto! Davanti non siamo messi male, anzi… Petterson un po’ in difficoltà. Vedo numerose difficoltà da parte del mister di scegliere le linee. Virtanen che doveva giocare di più e almeno in seconda linea è sparito dai radar. Non capisco.. potrebbe fare di più però ecco… lo vedo trascurato. Riguardo ai portieri mi disp ma Markstrom dovevamo tenerlo. È nel suo max.. Holtby sembra appannato come nelle ultime stagioni. Vediamo ma Nel girone purtroppo ci vedo inferiori a quelle che ci sono davanti

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