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Status: Stallo

San Jose è una delle squadre più difficili da valutare. In difesa hanno Burns, e un Karlsson che pare possa essere tornato in salute, il che è un guaio per tutte le franchigie che non siano San Jose. Nel gruppo forward sono solidi: Hertl, Couture, Kane e così via sono tutti ottimi elementi, magari nessuno da MVP ma comunque da non sottovalutare. Insomma, il roster c’è e i playoff sono raggiungibili, ma le potenzialità di questa squadra sono sconosciute. Potrebbe arrivare molto in là, come fermarsi molto presto.

Goalie

Qui arriva una grande novità: Martin Jones per anni è stato messo in discussione come goalie capace o meno di portare una franchigia sulle spalle. San Jose ha deciso di prendersi Devan Dubnyk, scartato dai Minnesota Wild dopo una stagione disastrosa, convinti probabilmente che quella dell’anno scorso sia stata una variabile impazzita nella carriera del goalie russo, che fino ad ora aveva regalato ottime prestazioni.

Bisogna dire che Jones arriva da due stagioni veramente pessime, forse coadiuvate da una difesa sbilanciata e ballerina, ma comunque non giustificabili al 100%, soprattutto se si vuole essere visti come goalie “portante” di una franchigia. Compirà 31 anni tra poco, ed il posto da titolare è suo, ma Jones deve tornare alla ribalta, e Dubnyk, che a 34 anni entra nell’ultimo periodo di carriera, farà di tutto per soffiargli il posto e godersi almeno un’altra stagione come titolare.

Se dobbiamo parlare di prospetti, uno c’è da segnalare, anche se non so quanto sia probabile una sua presenza in roster durante questa stagione: Alexei Melnichuk, undrafted, compirà 23 anni tra una ventina di giorni e si è rivelato sorpresa della Kontinental Hockey League, dove quest’anno e l’anno precedente sta avendo ottime stagioni. È soprattutto l’anno scorso che impressiona come secondo nella franchigia di San Pietroburgo: 16 partite, 8 vittorie con una GAA di 1.68 e una save percentage di .930, statistiche veramente di pregio.

Rimane comunque in prestito, e San Jose lo potrà richiamare quando vuole. Non è impossibile che tenti di inserirsi subito, anche perché una transizione KHL-NHL di successo l’abbiamo vista anche recentemente, con i goalie protagonisti nel newyorkese.

Defensemen

Che dire, sulla carta SJ fece un trade da paura quando portò il re dei Defenseman NHL, Erik Karlsson, alla loro corte. Vero che Karlsson era in un periodo particolare: un infortunio alla caviglia ancora gli dava dolore, e non gli permetteva di esprimere al massimo il suo skating, da sempre suo attributo più prodigioso. Questo, e qualche problema di chimica, ha portato Erik ad essere molto meno efficace di quanto tanti fan degli Sharks avrebbero voluto.

Ma ora sembra che abbia recuperato, e questo, se si confermasse, significherebbe che San Jose avrebbe veramente un’arma in più. Attualmente Erik sarà in second pair con Marc-Eduard Vlasic, uno dei migliori defensive defenseman della lega, fisico e guardingo quanto basta per garantire ad Erik massima libertà, senza dimenticare che anche Vlasic sa trattare il disco più che decentemente.
In first pair troviamo invece il solito Brent Burns, che con Thornton e Pavelski fuori dai giochi diventa sicuramente l’uomo simbolo della franchigia.

Burns ci ha abituati ad un gioco duro, fisico, potente sia in attacco che in difesa, e continua a fare quello che sa fare meglio. Di fianco a lui Radim Simek, late bloomer che ha fatto vedere di essere risorsa da apprezzare per impatto fisico, dato il suo frame contenuto ma pesante. Vero però che forse in first pair ci si aspetterebbe qualcuno con maggior potenziale.

Entra in gioco Mario Ferraro, attualmente visto come parte del third pair, ma che, sbilanciandomi, potrebbe anche essere affiancato proprio a Burns. Fisicamente è una copia-carbone di Simek, ma ha 6 anni in meno e molto potenziale in più, certo mantenendo un profilo meno difensivo. Trovo però che Burns potrebbe farlo crescere, ed un miglioramento nella zona difensiva renderebbe il pair equilibrato, lasciando però che il giovane D possa sviluppare meglio il proprio potenziale.

Chiude il gruppo Jacob Middleton, veterano AHL che ha appena fatto i suoi 25 anni, classica presenza fisica poco dotata sotto il profilo tecnico, ma molto capace quando si tratta di zittire gli avversari.
Vediamo poi quali sono i prospetti, oltre a Ferraro visto come parte integrante del gruppo da subito, che potrebbero incuriosire lo staff tecnico durante i Training Camp.

Sta facendo bene nelle giovanili russe Artemi Knyazev, 48esima assoluta nel 2019, che ha impressionato anche nelle junior canadesi. Pur non testato ancora in acque KHL, il russo potrebbe essere valutato durante i training camp, anche se il profilo fisico identico a Ferraro e Simek potrebbe limitare le sue chance. Ha comunque appena fatto 20 anni, e ha molto tempo per sviluppare il suo potenziale.

L’ex 21° assoluta Ryan Merkley è invece sicuramente opzione interessante: anche lui fisicamente è identico ai già menzionati Ferraro e così via, ma ha dalla sua una produzione davvero ottima in OHL con i London Knights, dove l’anno scorso colleziona 76 punti in 60 gare, con 15 goal, dimostrando anche una crescita difensiva da sottolineare. Probabilmente, a livello di potenziale, ne ha più di Ferraro e se San Jose volesse davvero dare un’opportunità ad un D giovane, lui è il nome più attraente.

Centri

Logan Couture e Tomas Hertl sono intoccabili, dato che figurano come gli unici due centri da top six affermati per gli Sharks, soprattutto dopo gli addii degli “storici Joe” Thornton e Pavelski. Da entrambi ci si aspetta grandi performance e produzione, dato che entrambi hanno sempre fatto vedere grandissimo talento, ma anche una certa dose di discontinuità. In ogni caso, rimangono due giocatori che la maggior parte delle franchigie preferirebbe avere dalla propria.

Nella bottom-six la competizione si fa più interessante: sono almeno in 5 in lizza, con una battaglia veramente competitiva all’orizzonte. I favoriti sono il finlandese Suomela, già in roster da un paio di stagioni e preso come undrafted free agent dalla Liiga, e Dylan Gambrell, ex second rounder di San Jose che ha fatto molto bene in AHL e sta cercando di ripetersi ora in NHL.

Gambrell però ha 24 anni, e Suomela ben 26. È ovvio che da giocatori in quest’età ci si aspetta un contributo di un certo tipo, e allo stesso modo si deve sempre tenere un occhio pronto a capire se sia meglio sostituirli. Suomela in particolare non ha brillato in NHL e neppure in AHL, dunque se anche è esperto grazie alla sua età, dovrà veramente stare attento al posto.

Uno dei nomi che potrebbe scalzarlo è quello di Noah Gregor, 22 anni e fourth rounder per SJ nel 2016. Dopo una brillante carriera nelle junior, ha un exploit da non sottovalutare in AHL, dove l’anno scorso debutta e in 25 partite colleziona 19 punti. Fisico prototipo per un centro, ottimi istinti difensivi, Gregor potrebbe candidarsi come un giocatore a maggior potenziale per la third line.

Altro nome da tenere d’occhio è quello di Alex True: il danese è stata una stella in AHL e l’anno scorso molti si aspettavano un debutto d’impatto, che purtroppo non è arrivato. Comunque, True ha un frame impossibile da trascurare, con 196 centimetri per 91 chili. Ha anche solamente 23 anni, e sicuramente è ancora in crescita.

Infine, outsider che si potrebbe aggiungere nella mischia è Sasha Chmelevski, gemma da sesto round per SJ nel 2017. Dopo una carriera junior di tutto rispetto in OHL, Sasha debutta in AHL l’anno scorso, con una prestazione abbastanza buona: 27 punti in 42 partite, con 11 goal. Per quanto forse potrebbe avere più futuro come ala destra in NHL, rimane candidato a prendersi un posto nel gruppo forward.

Ali

Timo Meier e Kevin LaBanc sono il presente ora, e devono dimostrarlo. Il primo, due anni fa, tira fuori la stagione della vita, con 66 punti in 78 partite di cui 30 sono goal. L’anno dopo fatica, ma bisogna dire che la squadra nel suo intero ha davvero deluso. Meier ha gli strumenti per essere un goalscorer tra i migliori nella lega, grazie alla sua tecnica e ad una fisicità dirompente, che lo rende una minaccia per tutti quando è sul ghiaccio.

LaBanc, ex centro, è stato protetto sotto l’ala di Thornton per un paio di stagioni ormai: identificato come gran passatore da Jumbo Joe stesso, che qualcosa di passaggi ne capisce, LaBanc deve veramente dare sfogo a tutto il suo potenziale offensivo, ancora non completamente espresso considerando i suoi 25 anni di età. Ma la “prime” si avvicina, ed è il momento di dimostrarsi top player.

Entrambi comunque hanno gli strumenti per fare davvero molto bene.

In second line, Evander Kane riprende il suo ruolo di bruiser e goal-scorer, probabilmente affiancato da Ryan Donato. Il 24enne ex Bruins, che proprio a Boston aveva fatto vedere grande potenziale, non ha convinto Minnesota, che lo aveva ricevuto come ricompensa nel trade di Charlie Coyle. Ora ha un’altra chance per far ricredere i suoi critici, ma deve assolutamente portare la sua produzione a livello superiore, perlomeno sforando la soglia dei 30 punti.

In un circolo completato poi da tre veterani fastidiosi su ghiaccio e pieni di esperienza come Marleau, Noesen e Nieto trovano poi spazio diversi prospetti che vorranno fare di tutto per guadagnarsi il proprio posto nel roster.

Iniziamo con Joachim Blichfeld, il favorito per accaparrarsi il posto di ala sinistra in third line: corpo ideale per il suo ruolo, versatilità che gli permette di giocare su entrambi i lati, il danese fu colpo a sorpresa nel 2016 per gli Sharks, che lo selezionarono nel settimo round. Dopo una carriera da re in WHL, dove vince anche il titolo di MVP per la sua stagione da 114 punti in 68 partite con i Winterhawks, Blichfeld brilla anche in AHL, dove debutta l’anno scorso. È sicuramente il prospetto nel ruolo di forward più atteso dai fan, e rimane un giocatore di soli 22 anni, con molto da dire.

A lui si aggiungono l’ex Senators Jonathan Dahlen, arrivato nel pacchetto Karlsson, ed il russo Ivan Chekhovich.
Dahlen, svedese, 23 anni compiuti da poco, è un’ala sinistra spiccatamente offensiva, che in patria, nella serie cadetta, ha fatto vedere ottime cose, con numeri da capogiro. L’anno scorso, ad esempio, ha collezionato 77 punti in 51 presenze e non c’è dubbio che anche in SHL potrebbe fare la differenza. Il potenziale è buono, non eccezionale ma comunque abbastanza per trasformare Dahlen in un ottimo elemento da bottom-six che può dare una scintilla quando serve.

Checkovich invece ha 22 anni anche lui appena compiuti, e fu ennesimo steal da settimo round nel 2017 per gli Sharks. Dopo una stagione da record nella lega junior del Quebec, dove colleziona 105 punti in 66 partite, Ivan ha una breve esperienza in AHL dove fa bene, anche se le prestazioni l’anno scorso calano. Ora in prestito in KHL alla squadra di Nizhny Novgorod, sta facendo vedere ottimi numeri, con 22 punti in 26 partite all’attivo, di cui 10 goal. Sa tirare, è migliorato fisicamente mettendo su un po’ di muscoli e questo ha migliorato la sua difesa.

Potrebbe anche giocarsi un posto in top-six insieme a Blichfeld, se Donato non dovesse convincere appieno.

Rumor

Gira voce che Timo Meier potrebbe essere sacrificato in trade per equilibrare meglio il roster. In ogni caso, rimane una voce mai confermata dal management degli Sharks

Post By Mattia Valassi (87 Posts)

Vittima delle magie di Patrick Kane, mi innamoro dell'hockey su ghiaccio e dei Chicago Blackhawks negli anni d'oro delle tre Stanley Cup. Talmente estasiato dal disco da non poter fare a meno di scriverci a riguardo. Recentemente folgorato dai Blue Genes di Toronto, e dal diamante in generale.

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