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Status: Rebuild

I Senators sono in rebuild da qualche stagione ormai, e direi che hanno quasi raggiunto uno stato tale da definirsi pronti a fare sul serio. Talenti come Tkachuk, Chabot e Stutzle insieme alla recente acquisizione di Matt Murray la rendono una squadra veramente interessante. In ogni caso, è un gruppo davvero molto giovane e mancano ancora alcune parti, dunque non mi aspetto i playoff, anche se questa squadra potrebbe sorprendere.

Goalie

Come citato nell’introduzione, i Senators si sono assicurati le prestazioni dell’ex Pittsburgh Penguins Matt Murray. Murray non convinceva più a Pittsburgh, vista soprattutto l’ottima crescita di Jarry, e dunque è stata presa la decisione di lasciarlo andare. Rimane un goalie di 26 anni che ha vinto due Stanley Cup, un portiere capace di tenere le redini di una franchigia.

Dietro di lui Marcus Hogberg, coetaneo, che l’anno scorso gioca 24 partite in NHL, con una prestazione non fantastica, ricordando però che comunque Ottawa l’anno scorso ha lasciato desiderare, soprattutto a livello di difesa. Una chance per guadagnarsi il posto da backup ce l’ha, ma non sarà il solo a competere.

Sinceramente, il favorito sembra il prospetto Filip Gustavsson, 23 anni a Gennaio ed anch’egli ex Pittsburgh, arrivato con un precedente trade. Lo svedese ha esperienza in SHL ed Allsvenskan, e pare maturo per lo step finale. Bisogna dire che però in AHL anche lui ha faticato: va capito se la colpa è dei goalies, o di un deficit difensivo che si estende anche alle leghe minori.

Defensemen

A sinistra il talento più brillante nella difesa di Ottawa, Thomas Chabot. Compirà 24 anni a gennaio, ma abbiamo già visto cosa può fare in una squadra che funziona meglio. L’anno scorso è stata una stagione ancora più anomala per Ottawa, che già svuotata di talento ha anche avuto infortuni importanti. Nella sua migliore stagione a 21 anni, Chabot è stato capace di produrre 55 punti con ben 14 goal. Ha tutto il talento per essere il leader del gruppo per anni, e ha anche fisicità e reach per essere importante a livello di presenza difensiva.

Al suo fianco, il nuovo acquisto Nikita Zaitsev è il più quotato. L’ex Maple Leafs porta esperienza e fisicità, nelle ultime stagioni ha calato a livello di produzione, ma credo che Ottawa lo voglia come “valvola di sicurezza” per Chabot, in modo da lasciarlo sfogare.

Nel second pair, si punta molto su Erik Brannstrom: ricompensa del trade che ha portato Mark Stone a Vegas, Brannstrom è stato da molti identificato come una copia carbone di Erik Karlsson, tenendo ovviamente conto della curva di crescita.
Ironico dunque che sia proprio ad Ottawa che lo svedese potrà dimostrare se questa affermazione di diversi scout sia vera o meno: il profilo è lo stesso, un giocatore dinamico, veloce, con grandissima visione di gioco ed alta capacità di produzione. In AHL ha prodotto molto e subito, e anche se l’anno scorso in massima lega ha fato fatica, ha solo 21 anni compiuti da poco. Il talento c’è e tutti si aspettano tanto da lui nella sua seconda stagione.

Al suo fianco le opzioni sono diverse: una dice Erik Gudbranson, una presenza veterana e soprattutto fisicamente imponente per bilanciare le mancanze fisiche e difensive dello svedese, dandogli opportunità di giocare più libero. Un’altra preferisce la linea verde, ed il free agent KHL Artem Zub. 25 anni, 188 centimetri per 90 chili di peso, Zub è presenza fisica che con San Pietroburgo in KHL ha dimostrato eccezionali capacità difensive, registrando nelle ultime due stagioni livelli di plus/minus tra i più alti nella sua lega. I Sens sono arrivati per primi, e lo hanno strappato alla concorrenza: vedremo chi la spunterà.

A livello di third pair, molti danno Christian Wolanin come favorito a sinistra, con la nuova acquisizione Josh Brown, “prospetto longevo” di 26 anni, pronto a schierarsi a destra. Wolanin farà 26 anni a marzo, e fino ad ora ha fatto molto bene in AHL, ma molto male in NHL, dunque questa sa tanto di ultima opportunità. Lo stesso si può dire per Brown, che il ghiaccio NHL lo ha a malapena assaggiato.
Il punto è che qualche giocatore a far concorrenza c’è: ricordando che uno tra Gudbranson e Zub rimarrà disponibile secondo le scelte per il second pair, va poi specificata la presenza di diversi prospetti interessanti che hanno, oltretutto, già fatto vedere buone cose nella massima lega.

Tra loro Christian Jaros è il più maturo: farà 25 anni ad aprile, è un colosso di 192 centimetri per 100 chili. Insomma, se si vuole un deterrente difensivo in più, lui fa al caso di Ottawa. Gioca a destra, e potrebbe essere compagno perfetto sia per Brannstrom che per Wolanin.

A livello di curriculum, non ha nulla da invidiare ai defensemen in lotta con lui per un ruolo, ma ha l’anagrafe dalla sua parte.
Abbiamo poi Max Lajoie: defenseman two-way con fisico prototipo per il suo ruolo, Lajoie ha compiuto da poco 23 anni e fu gioiello da quinto round nel 2016 per i Senators. Data l’età e la discreta capacità di segnare, Lajoie potrebbe tentare di prendere il posto di Wolanin in third pair, offrendo più potenziale di crescita. Vedremo come andrà a finire, quello che possiamo dire è che Ottawa schiererà un gruppo decisamente giovane, tanto potenziale inespresso così come tanta inesperienza.

Centri

Probabilmente il reparto più scarno, o perlomeno quello meno testato per Ottawa. La first line è in dubbio, da una parte sembra favorito il rookie Josh Norris, arrivato nel grande trade per Erik Karlsson con gli Sharks, dall’altra l’acquisizione via trade Derek Stepan, arrivato dai Coyotes, com’era stato anticipato qualche articolo fa, nella review proprio della franchigia del deserto. Anche qui, sfida tra un veterano provato in Stepan, che però lascia poca possibilità di sfruttare potenziale, ed un rookie inesperto e poco abituato alla NHL, che però potrebbe crescere e sviluppare chimica con i compagni, si spera in casa Senators, di una carriera.

In third line Colin White, che ha tanto impressionato due anni fa, e che ha poi decisamente deluso l’anno precedente. Il ragazzo compie 24 anni a gennaio, è ancora giovane e ha fatto vedere che il talento per essere un centro solido e produttivo ce l’ha. Non sarà mai un fenomeno, ma sicuramente potrà sostituire Stepan molto presto. Dovrà impegnarsi per prendersi la top-six, ma una “rebound season” come si dice in gergo potrebbe essere dietro l’angolo.

Fourth line per il veterano Chris Tierney, centro two-way sempre affidabile dal punto di vista difensivo e che sappiamo essere capace di segnare o mettere assist quando serve.

A livello di prospetti rimane nel giro il coetaneo di White, Filip Chlapik. Tipico fisico da centro, Chlapil bisogna dire fa sempre bene in AHL, ma fatica a sfondare nella massima lega, forse anche per un gioco difensivo che non si presenta in molti casi. Vedremo se avrà ancora spazio.

Ali

La ricchezza dei Senators in termini di talento si concentra qui, e per due motivi: Tkachuk e Stutzle. Il primo è una bomba di energia, un giocatore che, similmente al fratello Matthew, è ovunque sul campo e non vede l’ora di mettere i pattini sul ghiaccio, ogni singola partita. E secondo molti, è lui il fratello più forte. Brady è completo: fisico perfetto per il suo ruolo, grandi istinti difensivi, fisicità e sa come usarla, e poi non ha paura di tentare la giocata impossibile e sa segnare veramente tanto e veramente bene. Insomma, se non dovesse arrivare ad essere una stella NHL, rimarrei sorpreso. Arriva da due stagioni con 45 e 44 punti, segnando 22 goal nella prima e 21 nella seconda. Ci si aspetta un salto, con almeno 60 punti e magari 25 goal o più. Ovviamente, sarà l’ala sinistra della first line.

Il secondo magico prospetto di Ottawa è il recente third overall pick, Tim Stutzle. Ora, per un fan di Patrick Kane come me, posso dire che è uno dei pochissimi giocatori che ho visto che me lo ha davvero ricordato. Similmente a Kane, il tedesco è un mago su ghiaccio, si muove sinuoso per poi dare sfogo ad esplosività e due mani che al disco gli fanno fare qualsiasi cosa. Playmaker nato con anche ottimi istinti da goalscorer, in patria gioca sia centro che ala sinistra, ma pare che in NHL la conversione in ala sarà definitiva. Mi aspetto che ci faccia divertire, e con Brady in first line, probabilmente Tim giocherà in second line.

Tornando alla prima linea, il partner di Tkachuk sarà con ogni probabilità Yevgeni Dadonov, ex Florida arrivato in free agency. Goalscorer sempre sottovalutato, Dadonov ha un ottimo tiro, preciso e con una release molto veloce. Dadonov arriva da tre stagioni di fila con 25 goal o più all’attivo, e sono le sole tre stagioni che ha giocato in NHL dopo una carriera in Russia. Nell’ultima stagione con Florida, era sceso in graduatoria ed ora ad Ottawa cerca un posto da protagonista.

Partner di Stutzle in seconda linea invece potrebbe essere l’ex Maple Leafs Connor Brown, che l’anno scorso ha debuttato in casacca Senators con ottimi numeri, 43 punti in 71 partite con ben 16 goal. Brown ha 4 stagioni di esperienza in NHL, non è un veterano ma ormai si è fatto le ossa. Sarà sicuramente una presenza utile per stabilizzare Stutzle, e inoltre ha un gioco two-way da non sottovalutare.

In third line, a sinistra l’ennesima opportunità per uno dei giocatori più controversi del panorama NHL: Alex Galchenyuk. Ex prodigio a Montreal finito per diventare sempre meno produttivo, fallisce diverse esperienze in altre franchigie, ma Ottawa decide di dargli un’altra opportunità, in virtù anche di un rischio davvero minimo. A destra, un altro rookie, in linea con il ringiovanimento generale della squadra: Drake Batherson. Scelta del quarto round del 2017, Batherson è una superstar della AHL dove ha sempre collezionato più di un punto per partita. Ha avuto spizzichi di ghiaccio NHL, ma quest’anno ci si aspetta una definitiva crescita.

Nick Paul e Austin Watson chiudono una fourth line che si prospetta fisica e fastidiosa per gli avversari. Ma i prospetti non mancano: una delle soprese maggiori è stato il finlandese Roby Jarventie, 18 anni di età e 33esima assoluta del recente draft 2020. Fisico maturo, gioco two-way davvero completo e competente, il finnico mostra una maturità sensazionale e, attualmente, lo vede con 14 punti in 19 partite in Liiga, la massima serie finlandese. Ottawa non ha ancora trovato un accordo con lui, ma se dovesse continuare così ci potrebbe pensare. In ogni caso, con tutta probabilità, concluderà la sua stagione in patria.

Sempre in Liiga sta facendo molto bene l’ex Blue Jackets Vitali Abramov: con 5 goal e 2 assist in 8 partite, Abramov è un’ala veloce e sfuggente, molto offensiva e con un tiro davvero notevole. L’anno scorso fa davvero bene in AHL con 18 goal e, sinceramente, anche il suo plus/minus è ottimo, suggerendo che forse il suo gioco difensivo è più forte di quanto si possa pensare. Ottawa potrebbe pensare a lui se vuole dare una scintilla alla sua seconda o terza linea, con Galchenyuk che resta principale concorrente.

Abbiamo poi il power forward Alex Formenton, 21 anni compiuti a settembre. 47° assoluta nel 2017, Formenton ha già fatto vedere buone cose in AHL l’anno scorso, con una stagione da 27 goal e 53 punti totali in 61 partite. Insieme a Batherson, si è dimostrato stellare nelle leghe minori, e quindi la possibiilità di vederlo in campo è alta. Certo il fatto di giocare a sinistra non aiuta data la concorrenza spietata, con Brady e Tim intoccabili, ed Abramov che spinge per un posto. Ma anche questo giocatore avrà da dire la sua.

Ci sono poi altri prospetti scelti nel 2020, come Solokov, russo che ha fatto vedere grandi cose nelle junior canadesi, e Greig, stella delle junior di soli 18 anni che già sembra troppo forte per quel livello. Ma vista la ricchezza in questo ruolo, credo che i Senators parcheggeranno i due talenti o in AHL o di nuovo nelle leghe giovanili. In ogni caso, le sorprese da training camp sono sempre in agguato.

Rumor

Non sembrano esserci grandi voci su possibili movimenti in casa Senators, tranne che per un trade. Non si conosce l’indiziato principale, ma è praticamente certo che Ottawa voglia scaricarsi di un giocatore per non rischiare di compromettere il cap space necessario a mantenere in roster tutti i giovani talenti attualmente presenti. Per questioni di composizione del gruppo, si pensa ad un defenseman o ad un’ala in partenza

Post By Mattia Valassi (97 Posts)

Vittima delle magie di Patrick Kane, mi innamoro dell'hockey su ghiaccio e dei Chicago Blackhawks negli anni d'oro delle tre Stanley Cup. Talmente estasiato dal disco da non poter fare a meno di scriverci a riguardo. Recentemente folgorato dai Blue Genes di Toronto, e dal diamante in generale.

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