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Status: Rebuild

Seppur abbastanza scioccato da Stan Bowman e la sua decisione, con il tempo ho compreso che la scelta di una rebuild forse non è così scellerata. Dire che Patrick Kane attualmente è l’unica superstar della franchigia non è vero, ma Jonathan Toews appare lontano da quel giocatore onnipresente che era qualche stagione fa. In ogni modo, Chicago ha una situazione a livello di Salary Cap e prospetti che non gli permette di muovere abbastanza pezzi per costruire un altro team da titolo intorno a Kane, Toews e un Duncan Keith che, seppur sempre ad alti livelli, non è più quello di una volta.

Goalie

Ecco, è proprio qui il nodo della questione per Chicago: questa è stata la posizione che ha annunciato l’inizio della rebuild. L’anno precedente, Chicago ha un Crawford tornato da infortuni nel suo ultimo anno di contratto ed un Lehner “in prova” per un anno dopo un’ottima stagione con gli Islanders di Trotz.

Quando Chicago ha accettato la trade di Lehner ai Vegas Golden Knights, si è capito che il management aveva piani diversi da quelli che molti si aspettavano, ovvero di arrivare ad un accordo con Lehner per farne il nuovo portiere della Windy City. Poi, anche Crawford viene lasciato andare e Bowman fa il controverso annuncio.

In ogni caso, parliamo della situazione attuale: saranno tre giovani prospetti a giocarsi il posto da titolare, e poi quello di back-up. Il primo è Malcolm Subban, arrivato nel trade per Lehner, seguono poi Colin Delia e Kevin Lankinen. Sono tutti praticamente coetanei, Lankinen ha 6 mesi in meno degli altri due. Cominciamo da lui: il finlandese è undrafted e viene preso da Chicago quando ancora in Liiga. In patria, gioca 4 stagioni ad alto livello, quindi ne gioca un paio in AHL, comportandosi in realtà meglio nella prima che nella più recente seconda stagione. In ogni caso, Lankinen ha il corpo giusto e ha talento: si è dimostrato un top goalie nella sua Finlandia e ha conseguito un AHL All-Star Game.

Altro prospetto “di casa” che si è messo in luce in questi ultimi anni, trovando spazio anche in NHL, è poi l’americano Colin Delia. Anche lui undrafted e preso come free agent NCAA dopo 3 stagioni al Merrimack College, con la terza decisamente ottima, il ragazzo affronta poi tre ottime stagioni in NHL e anche lui partecipa ad un All-Star game nella lega affiliata. Delia ha un frame decisamente importante e ha dimostrato di avere talento in AHL.

Resta poi Subban: anche lui frame imponente, fu prima scelta nel 2012 da Boston e ha esperienza in AHL, dove ha fatto vedere ottime cose, ma anche in NHL, dove per tre stagioni è stato costantemente il backup di Fleury. È una sicurezza in più averlo già visto in NHL dove comunque non si è comportato male, e forse con più spazio potrebbe fare il salto di qualità.

Insomma, la battaglia è decisamente più che aperta, ma il talento non manca. Forse i tifosi si sono preoccupati troppo presto, però è ovvio che il potenziale non sempre si traduce in realtà: solo il campo ci dirà se uno tra questi tre sarà una soluzione veramente stabile.

Defensemen

Il leader è sempre e comunque Duncan Keith, che però si avvicina sempre di più ad un’età veramente super-importante. Personalmente, trovo che sia ancora un top 4 D-Man, ma ovviamente non più quella straripante forza di un tempo. Duncan, a questo punto, non credo andrà da nessuna parte anche se c’è aria di rebuild, e concluderà la sua carriera come Blackhawk. Affiancherà ancora una volta il defenseman con più potenziale tra i prospetti di Chicago, ovvero lo svedese Adam Boqvist.

L’ottava scelta assoluta nel 2018 ha appena compiuto 20 anni ed effettivamente l’anno passato è stato un po’ deludente, ma il talento si vede e il potenziale è grandissimo. Quest’anno ci si aspetta più responsabilità sulle sue spalle, così come un aumento in produzione.

Nel second pair Nikita Zadorov, acquisizione nel trade di Saad agli Avalanche, darà una presenza fisica eccelsa ed una capacità difensiva superlativa. Al suo fianco, teoricamente, Connor Murphy, che l’anno scorso ho trovato essere il defenseman più migliorato nel roster dei Blackhawks.

A livello di potenziale, Murphy non ha forse ancora molto di esprimere, ma rimane un defenseman da top 4.
Calvin de Haan rimane un giocatore che dà sicurezza e rimane un’ottima risorsa nel third pair. Il debuttante più interessante per Chicago sarà però Ian Mitchell, defenseman arrivato dopo tre stagioni nell’università di Denver, dal quale ci si aspetta molto. Mitchell dovrebbe essere già da top 4, ma prevedo un inizio probabilmente nel third pair, insieme a de Haan.

Mitchell avrà molto da dimostrare, ma ha talento ed è pronto a lavorare per imporsi. Fino ad ora, i defenseman arrivati dalla NCAA hanno fatto fuoco e fiamme, come Makar, Hughes e Fox, quindi ci si aspetta un’iniezione di energia da parte di Mitchell.

Alec Regula e Nicolas Beudin sono poi due prospetti interessanti: Regula arriva in una trade, e ha appena concluso il suo periodo nelle junior come parte dei London Knights. Debutterà in AHL dove ci si aspetta di capire quanto sia maturo il suo talento.
Beaudin è invece stato il ventisettesimo pick assoluto nel 2018 da parte dei Blackhawks, e l’anno scorso ha già debuttato in AHL, dove non ha brillato. In ogni caso, il ragazzo avrà la possibilità di rifarsi e di dimostrare maggiore prontezza, magari arrivando a fare breccia nel roster NHL durante l’anno.

Brent Seabrook rimane un mistero: il suo contratto è limitante, e pensare di muoverlo potrebbe giovare ai Blackhawks. Dipende però se c’è mercato, data l’età e la salute del giocatore. In ogni caso, Brent rimane una bandiera e vederlo rimanere è comunque una forte possibilità.

Centers

Jonathan Toews forse non è proprio esattamente il giocatore di prima, ma rimane un first line center determinante e capace di un più che ottimo gioco two-way. Rimane leader e icona, anche se disturbato dall’annuncio della rebuild ed accostato addirittura a rumor di trade. Ma è dietro di lui la battaglia più interessante: Dylan Strome, ex super-prospetto preso come scommessa, combatte con Kirby Dach, terza assoluta del 2019 che nei playoff ha fatto vedere ottime cose.

Personalmente, trovo che Dach sia il favorito per il posto da second line center: mi ha impressionato nella post season, e l’ho trovato decisamente in costante miglioramento. Ha la fisicità e la tecnica ideali, ed affiancato ad un maestro come Kane può solo imparare. Strome rimane un valido third line center con ancora potenziale da esprimere, ed avere profondità in mezzo attualmente rimane necessario per andare fino in fondo in NHL.

Infine, il nuovo acquisto Lucas Wallmark da Carolina può chiudere e offrire solidità difensiva in fourth line.
A livello di prospetti, il più vicino ad essere un centro da NHL è Evan Barratt: dopo tre stagioni in NCAA alla Penn State University, dove offre, soprattutto nelle ultime due, un’ottima produzione, decide di firmare con Chicago, il team che l’aveva draftato, e ora sembra possa debuttare in AHL. Personalmente però credo che sarà attentamente valutato per una possibile chance.

Wings

L’addio di Saad, passato via trade agli Avalanche, apre spazio in first line a sinistra: il candidato principale è Alex DeBrincat, in cerca di ritrovare la sua forma dopo una stagione deludente l’anno scorso. Ripristinare la chimica che aveva con Toews potrebbe essere la giusta soluzione, dato che l’esperimento con Strome ha dato risultati altalenanti. La sorpresa però potrebbe essere Pius Suter, prospetto che ha fatto benissimo l’anno scorso nella National League svizzera.

Suter cercherà di fare ciò che Kubalik ha fatto l’anno scorso: anche lui prospetto maturo, Chicago tenta di nuovo di dimostrare la lungimiranza degli scout europei dell’organizzazione con un altro undrafted free agent pronto a sorprendere. La battaglia a sinistra però potrebbe coinvolgere anche Matthew Highmore, anche lui 24enne e protagonista di un grande exploit nella postseason dell’anno passato. Highmore ha potenziale two-way e, considerando come la first line di Chicago venga utilizzata talvolta anche come linea difensiva, anche Highmore è in lizza. La battaglia sarà dura.

Le due sicurezze, ovviamente, sono a destra: Kubalik rimane principale arma offensiva per Toews, che lo può usare come valvola di sfogo creando per lui opportunità di tiro. E Patrick Kane è giocatore cardine della second line. Per Chicago, Kane e Toews ultimamente hanno costituito un tandem alternativo: le loro linee sono allo stesso livello in termini di time on ice, con una solitamente più difensiva, quella di Toews, ed una più offensiva, quella di Kane.

Coach Collitton però potrebbe voler equilibrare di più le linee, ma a prescindere dalle scelte tattiche Kane rimane il cuore offensivo di Chicago, e Kubalik potenzialmente il loro miglior goal scorer puro.

Alex Nylander rimane dubbia scommessa in third line, sperando in un potenziale latente. Mattias Janmark, arrivato in free agency, e Zach Smith offrono opzioni veterane che danno profondità.

I prospetti però che potrebbero cercare spazio nella bottom six ci sono: Brandon Hagel ha fatto vedere buone cose in AHL l’anno scorso, e a 22 anni potrebbe inserirsi. Il fourth rounder del 2019 Antti Saarela sta poi facendo faville in Liiga quest’anno: in 17 partite ha totalizzato 10 punti, ed ha soli 19 anni.

Cam Morrison, dopo quattro anni a Notre Dame, è pronto all’AHL e, seppur mai raggiungendo livelli altissimi, può ancora esprimersi tra i professionisti. Interessanti poi anche il power forward Entwistle ed il sovietico Altybarmakyan.
Insomma, a livello di ali ci sono molti prospetti interessanti, forse mai stelle ma sicuramente capaci di diventare solidi giocatori che possano contribuire alla causa. I training camp saranno movimentati.

Rumors

Bowman ha comunque confermato che non c’è idea di scambiare nessuna delle stelle attualmente parte del roster Blackhawks, incluso Brent Seabrook. Ovviamente, Kane e Toews avrebbero molto mercato, ma pare che non solo il management, ma i giocatori stessi, non vogliano dire addio a Chicago.

Il defenseman dei Flyers Shayne Gostisbehere continua ad essere accostato a Chicago in diversi trade talks, anche se l’acquisizione di Zadorov suggerisce che il rumor non sia troppo fondato

Post By Mattia Valassi (99 Posts)

Vittima delle magie di Patrick Kane, mi innamoro dell'hockey su ghiaccio e dei Chicago Blackhawks negli anni d'oro delle tre Stanley Cup. Talmente estasiato dal disco da non poter fare a meno di scriverci a riguardo. Recentemente folgorato dai Blue Genes di Toronto, e dal diamante in generale.

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4 thoughts on “Chicago Blackhawks: Preview 2020 2021

  1. I Blackhawks.! Ho avuto modo nel 2014 di vederli dal vivo in quel del New Jersey. Che dire. Erano uno spettacolo. Kane dal vivo disarmante. Hanno dominato in quegli anni. Giusto che si vada verso una ricostruzione ora, che però non vedo così male. Da vedere come si comporteranno con la situazione portieri, indubbiamente la più difficile. A Chicago, come a Boston sanno come vincere, quindi cercheranno di restare competitivi. Poi ecco ogni stagione fa storia a se.

    • La penso come te, sicuramente Chicago non vuole aspettare e vedere con ancora certi campioni in mano. Anche io, da tifoso, non vedo male la rebuild, a parte la situazione Goalie che, purtroppo, sarà un grande rischio. Se uno dei tre davvero si rivelasse un grande talento, allora la possibilità di competere c’è, anche perché Dach mi piace veramente tanto e credo farà molto bene già da questa imminente stagione.
      Come hai detto tu, sanno vincere e si comporteranno di conseguenza.

      E beato te che hai potuto vedere Kane dal vivo, un sogno! Spero di poterlo fare anche io, prima di vederlo appendere i pattini al chiodo.

  2. Te lo auguro con tutto il cuore!.2 giorni prima invece ero stato al Madison(un teatro) per vedere Rangers vs Penguins. Crosby e Malkin(una grazia vederlo pattinare con quella mole) 2 giocatori assurdi. Diciamo che l’unica volta che son stato a NY non ho potuto fare a meno visto quello che offriva il calendario. E’ stato un sogno. Poi i campi Nhl che son più piccoli offrono uno spettacolo assurdo.

    Io invece spero un giorno di entrare alla Rogers Arena. Poi dovranno portarmici fuori a calci,credo.!!E lo farà mia moglie probabilmente.

    Un saluto Mattia!

  3. Dach è un mostro e CHI deve costruire attorno a lui, Kane, Toews e Keith in questa fase non servono più e mi pare di capire che Bowman gli e lo stia facendo capire, ma se non si muovono loro c’è poco da fare.
    Han reso Chicago una powerhouse per anni dopo un secolo davvero buio, onore a loro ma finchè rimangono nella Windy City la franchigia rischia di restare infangata per svariate stagioni in un limbo di medriocrità molto pericolosa.

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