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Status: Contender, ma attenzione!

Boston può ancora far affidamento sulla Power Line forse più forte della lega, quella di Patrice Bergeron, Brad Marchand e David Pastrnak. Non si può che tremare di fronte al trio appena citato: Bergeron è il miglior forward difensivo della lega da anni, Marchand è un giocatore da Hart Trophy e un trash-talker nato e Pastrnak è una costante nella gara per il Rocket Richard a fine anno.

Seppur senza la dinamo Torey Krug dietro a questi tre, Boston non può dire di non avere le pedine giuste per tentare un altro assalto alla Coppa dopo le finali del 2019 con i St. Louis Blues. Ma le stelle iniziano ad invecchiare e il tempo passa veloce: questa stagione, e forse la prossima, potrebbero essere le ultime prima di dover necessariamente ricostruire.

Goalies

Tuukka Rask non si tocca: il goalie finlandese è stato protagonista di una controversa uscita di scena durante i playoff nella “bolla”, dove Rask non è riuscito a stare lontano dalla famiglia e per nostalgia di casa ha deciso di lasciare la squadra durante le durissime conference semi-finals con i futuri campioni di Tampa Bay. La scelta non è stata presa troppo bene dai fan e dalla dirigenza, ma pare che le voci su un possibile addio di Tuuka siano state messe a tacere: rimane il presente della franchigia. E diciamocelo: a 33 anni è ancora nel pieno della sua prime, ed è uno dei migliori goalie della lega a mani basse.

Il tandem rimane poi solido: rimane Jaro Halak a prendersi un po’ di carico, con il portiere slovacco ancora in forma a 35 anni e reduce da diverse stagioni top. Ma attenzione: entrambi i goalie di Boston hanno un solo anno di contratto rimanente e l’estensione non è per forza dietro l’angolo.

Sono infatti ben due i giovani goalie pronti a sfruttare una chance per prendersi il posto di Halak o, chissà, addirittura di Rask: Dan Vladar è il primo. 23 anni, dalla Repubblica Ceca, Vladar ha già giocato ben 4 stagioni in AHL e conosce il ghiaccio americano. Nella sua ultima stagione con i Providence Bruins, colleziona un GAA di 1.93 e una save percentage pari a 0.936, ottimi numeri che dimostrano la sua maturità.

Poi abbiamo lo statunitense Jeremy Swayman, 22 anni, che ha concluso la sua carriera collegiale di tre stagioni alla difesa della porta dell’università del Maine, dove ha dimostrato la sua grande solidità. Debutterà per Providence questa stagione, ma sicuramente competerà per il posto di back-up: la battaglia è aperta. Consideriamo anche che entrambi i goalie superano i 190 centimetri di altezza: decisamente due agili colossi che offrono grande prospettiva tra i pali nero-oro.

Defensemen

L’addio di Torey Krug lascia un buco importante per Boston, in quanto sicuramente il giocatore ora in casacca Blues era la principale fonte di punti dalla blue-line. È sempre più probabile anche il ritiro dell’eterno Zdeno Chara: il colosso, capitano dei Bruins dal 2011, potrebbe aver deciso di smettere dopo l’annuncio del delay dell’inizio della regular season. Insomma, la miglior pedina offensiva e la miglior pedina difensiva di Boston non ci sono più, e toccherà a volti nuovi, o quasi, prendere il loro posto.

Il candidato numero uno al breakout definitivo è Charlie McAvoy: il 13esimo pick del 2016 compirà solo 23 anni a breve, ma ha già dimostrato di essere una presenza forte tanto in difesa quanto in attacco. Protetto di Chara per tutte le sue stagioni da professionista, Boston si aspetta un definitivo “step-up” da parte sua.

Brandon Carlo, già uno dei migliori shutdown defenseman della lega, si candida come principale uomo da battere in difesa, andando a prendersi le responsabilità intimidatorie del suo ex capitano.

Connor Clifton e Matt Grzelcyk dovranno poi dare sfogo alla loro velocità e alle loro abilità offensive, avendo ora più spazio ma anche più peso sulle spalle. Boston però è molto fiduciosa riguardo diversi dei loro prospetti in questo ruolo: sicuramente ci si attende molto da due giocatori che hanno già assaggiato il ghiaccio targato Boston nelle ultime stagioni, ovvero Jérémy Lauzon e Urho Vaakanainen.

Il franco-canadese vede spazio in questa passata stagione: un bestione da 188 cm e 93 kg, Lauzon si candida per fare da spalla a Carlo come principale presenza fisica nel roster Bruins. Il finlandese invece, top pick del 2017 dove venne scelto come diciassettesima assoluta, ha l’opportunità di dimostrare tutto il suo valore. Profilo fisico e tecnico simile a McAvoy, Vaakanainen potrebbe proprio cercare in Charlie un esempio da seguire, tentando di dare un contributo solido alla squadra.

Sorprendente poi nell’ultima stagione l’ormai veterano AHL Jakub Zboril: criticata scelta del 2016 spesso etichettato come un bust, il difensore ceco invece ha fatto vedere ottime cose a Providence l’anno passato, soprattutto a livello difensivo, e Coach Cassidy trova che possa essere una risorsa importante nel refresh che sta subendo la blue-line di Boston.

Centers

Dire che Boston è solida in mezzo è dir poco: la loro profondità è invidiabile, soprattutto dopo il colpaccio Charlie Coyle da Minnesota. Con Bergeron, Krejci e appunto Coyle, Boston ha tre centri ottimi sia offensivamente che difensivamente. Oltretutto, in Coyle ha una pedina per il futuro: vederlo presto in seconda o prima linea non sorprenderebbe nessuno. Oltretutto, l’abbondanza c’è anche a livello di prospetti.

A brillare più di tutti è Jack Studnicka, identificato come l’erede naturale di Bergeron e Krejci e probabilmente futuro top six costante in nero-oro: 21 anni, 53°assoluta del 2017, nella sua prima in AHL l’anno scorso totalizza 49 punti in 60 partite, segnando 23 goal. Si dimostra anche solido difensivamente, e seppur senza punti trova spazio anche nei playoff NHL con i Bruins.

Data la profondità, lo vedremo probabilmente in quarta linea, ma le voci che vedono un possibile trade di Krejci nel caso il ragazzo brillasse continuano ad esserci, soprattutto in quanto Boston potrebbe voler attrarre un talento in difesa per colmare il vuoto Krug-Chara.
Rimane poi nel giro il 29°pick del 2016 Trent Frederic, anche lui reduce da una discreta stagione in AHL e che ha visto diverso ghiaccio nella massima lega. Outsider è il 22enne Oskar Steen: lo svedese, sixth rounder nel 2016, ha avuto un’ottima stagione in SHL due anni fa ed un discreto debutto a Providence in un roster pieno di concorrenza. Si giocherà un’opportunità nei training camp.

Wings

Marchand, Pastrnak, DeBrusk e Kase rimangono le quattro ali da top four. Craig Smith arriva da Nashville in free agency, e Anders Bjork è ormai parte del roster. Da non dimenticare Karson Kuhlman e Nick Ritchie, anche loro validi e pronti a lottare per il miglior collocamento ottenibile. Insomma, anche a livello di ali Boston non ha di che lamentarsi.

A livello di prospetti invece, non abbiamo molta carne al fuoco, per il semplice fatto che tutti i migliori talenti sono appunto già parte del roster attivo, da DeBrusk a Bjork a Kuhlman e così via. Unico da segnalare può essere il power forward Koppanen, che potrebbe trovare spazio grazie alla sua fisicità.

In ogni caso, pare che Boston abbia deciso di affidarsi al gruppo attuale, e l’estensione a DeBrusk lo ha tolto definitivamente da qualsiasi discorso trade.

Rumors

Secondo una fonte, Vaakanainen potrebbe essere passato da prospetto in rampa di lancio a pedina di scambio per un rinforzo maggiore in blue-line. Già riportato, ad esempio, l’interesse per Oliver Ekman Larsson dei Coyotes.

Rask e DeBrusk sono stati confermati come pedine inamovibili. Soprattutto il secondo è stato protagonista di elogi ma anche di critiche da parte del management di Boston e di Coach Cassidy, che trovano abbia il potenziale per esprimere un gioco più completo e costante, ma che gli chiedono di farlo a partire da questa stagione.

Post By Mattia Valassi (77 Posts)

Vittima delle magie di Patrick Kane, mi innamoro dell'hockey su ghiaccio e dei Chicago Blackhawks negli anni d'oro delle tre Stanley Cup. Talmente estasiato dal disco da non poter fare a meno di scriverci a riguardo. Recentemente folgorato dai Blue Genes di Toronto, e dal diamante in generale.

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5 thoughts on “Boston Bruins: Preview 2020 2021

  1. Ottimo articolo. Il trio delle meraviglie sta invecchiando certamente, ma ancora per un paio d’anni terrà. Poi arriverà il difficile perchè non mi pare che la ricostruzione sia ancora ben messa a fuoco. A parte Studnicka, non vedo grossi prospetti pronti o appetibili al momento nell’organizzazione. La partenza di Krug non può non essere colmata: o arriva Ekman Larsson oppure il buco resta troppo grande a livello difensivo (come power play anche, dato che il buon Torey era un playmaker difensivo eccellente!). Spiace anche per l’icona Chara, ma, onestamente, il suo contributo sul ghiaccio è da terza linea difensiva da un paio di anni almeno…. La formula “bubble” di quest’anno non ha certamente giovato a una squadra tendenzialmente vecchia come i miei Bruins, ma spero che la prossima stagione sia migliore come tempi e come organizzazione. Nei playoffs Tampa ha dimostrato più profondità nei reparti e più freschezza sicuramente. Il problema è sempre il reparto ali in seconda e terza linea: l’anno scorso gli innesti Kase e Ritchie hanno portato lo zero assoluto: il primo sarebbe un buon giocatore se riuscisse a stare bene fisicamente (cosa che non gli è riuscita nemmeno a Boston) e potrebbe legare bene con Kreicj, il secondo ha commesso solo disastri dimostrando di non essere adatto a livello di comportamento in certi frangenti (vedi penalties ed espulsioni ignominiose nei playoffs) ed è stato già declassato in quarta linea. Smith può essere una buona soluzione in terza linea, ma De Brusk deve darsi continuità in seconda altrimenti il carretto verrà tirato sempre dalla prima linea dei miracoli. La squadra resta incentrata sul trio delle meraviglie Marchand-Bergeron-Pastrnak, ma le due ali inizieranno la stagione dopo i postumi degli interventi chirurgici cui si sono sottoposti da poco. Tante incognite quindi. Comunque senza l’innesto di un forte difensore, la difesa è troppo debole. Spero la dirigenza stia lavorando per trovare spazio nel salary cap per acciuffare ancora un buon elemento difensivo.

    • Ciao deolone, e grazie per il commento! Il trio delle meraviglie è sempre meraviglioso, e Pastrnak ha grande futuro davanti. Personalmente, anche Marchand credo abbia diversa benzina nel serbatoio. È Bergeron a preoccuparmi un po’, ma direi che per almeno due/tre anni i Bruins sono ancora tra i favoriti.
      Per la difesa io credo che McAvoy sorprenderà: mi è sempre piaciuto molto, ma credo che offensivamente sia stato limitato dalla presenza di Krug. Avete molti prospetti interessanti, e non mi sorprenderebbe vedere una difesa altrettanto solida e produttiva nel 2021, certo Krug e Chara sono due pezzi importanti, il secondo anche solo per presenza nel locker room.
      Poi ovvio, se OEL dovesse arrivare allora si parla di un gruppo difensivo di nuovo di élite, con McAvoy, OEL e Carlo.

      Jake DeBrusk è il giocatore da cui mi aspetto di più in assoluto l’anno prossimo: è ora che faccia il definitivo salto di qualità e che dimostri che nelle prossime stagioni abbia quello che serve per prendersi la first line. Sinceramente, pur se discontinuo, l’ho trovato in crescita e produttivo nel ruolo che gli hanno dato, considerando anche problemi di chimica con l’altra ala di Krejci sempre in costante cambiamento. Vedremo come va, ma i Bruins rimangono una tra le poche squadre con tutto il necessario per arrivare in fondo.

      • Sono sempre più d’accordo con te, infatti è proprio il buon Patrice Bergeron che incomincia a scricchiolare…. e che comunque ha la carta d’identità più brutta! Purtroppo ho incominciato a intravedere qualche crepa nel suo meraviglioso rendimento già da inizio 2020, diciamo qualche assenza di troppo! Su De Brusk hai ragione: ha talento, tecnica e velocità ed è stato sicuramente penalizzato dal fatto che in linea 2 Krejci non abbia mai trovato negli ultimi anni molta alchimia con la right wing di turno, creando poca produttività su tutta la linea (Kase potrebbe essere la soluzione, se sta bene). Difatti, secondo me, il buon Jack ha fatto meglio quando ha giocato con Coyle in terza linea. Comunque se trova continuità, diventa davvero elite. Dal mercato però mi aspetto almeno “qualcosa” dietro: Krug non aveva chili, ma aveva velocità, cattiveria e soprattutto era un playmaker da power play coi fiocchi, non vedo nessuno che possa sostituirlo al momento. McAvoy e Brando possono creare il core della nuova unit difensiva senza problemi e Grzelcyk e Lauzon, Clifton, Moore e compagnia possono fare il loro, ma manca qualcosa di sicuro. Il buon Zdeno mancherà, ma solo nello spogliatoio però. Purtroppo vedo il management fermo con problemi di salary cap e questo non fa ben sperare, anche perchè l’avvio del campionato è ormai vicino. Certo che se prendono OEL, restiamo contender alla grande, qualunque formula prenda il campionato!!! Ciao.

        • Se dovessero decidere di dare spazio a Studnicka in terza linea, ed affidare a Coyle la seconda, potrebbero usare Krejci come merce di scambio, contando che Ekman-Larsson deve essere tradato da Arizona per non rischiare che Seattle se lo accaparri nell’Extension Draft.
          Non è un affare impossibile, ma è un affare difficile, appunto per i problemi di cap che purtroppo, con la crisi da COVID, possono solo peggiorare.
          La miglior cosa che potrebbe accadere a Boston è che un D giovane sorprenda e che McAvoy esploda definitivamente. A quel punto non servirebbero aggiunte ne rinnovi illustri. DeBrusk e Krejci però DEVONO trovare quella chimica per essere alternativa al magico trio.

          Sicuramente saranno una squadra da battere, vedremo come va!

          • Dopo un paio di mesi di regular season, mi pare che si stia verificando quello che avevi “vaticinato” nel tuo ultimo post: i giovani (Zboril, Lauzon, Moore e Studnicka) stanno facendo bene la loro parte e anche Vaakanainen è in rampo di lancio. A parte qualche infortunio la difesa sta tenendo e McAvoy sta giocando alla grande anche in fase di play making. Queste le buone nuove, insieme ad un Ritchie rigenerato, rimesso in riga, adeguatamente istruito su come comportarsi e ben inserito nella power play unit. Sicuramente il front office aveva buone sensazioni quest’estate su questi giovani e ha deciso di lanciarli del tutto, non rinnovando nè Krug, nè Chara. Però io resto un po’ deluso perchè in ogni caso per Boston si sta lentamente chiudendo la fase aurea: entro un paio di anni il rebuilding sarà totale, data l’età dei senatori. Krejci e Bergeron hanno questa stagione e forse la prossima ancora nel serbatoio. Marchand qualcosa in più, poi saranno dolori. Io avrei preferito quest’anno ancora un innesto “potente” in difesa o addirittura in attacco (trade per De Brusk o per Kase per portare dentro uno scorer forte tipo Hoffmann, oppure via Krejci per portare dentro forza e gioventù nel ruolo di centro, magari inseguendo Dubois o qualche altro fenomeno) per tentare al massimo di portare a casa ancora una Stanley Cup con questo magnifico gruppo, prima di avviarsi al capolinea. Probabilmente anche la situazione salariale non ha aiutato. In ogni caso vedo Vegas, Colorado, Tampa e anche St. Louis più complete e più fresche nell’arco di tutte le 7 linee di gioco.
            Poi vedremo, il trio delle meraviglie ha abituato a miracoli di rara bellezza.

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