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31 Dicembre di qualche anno fa. Tra gli amici e la famiglia, giri i canali alla televisione per vedere di trovare qualcosa che non sia Carlo Conti o similari, essendo l’ultimo dell’anno. Arrivi su Rete 4 (o forse Canale 5, chissà…) e ti appaiono John Belushi e Dan Aykroyd. I Blues Brothers, a ritmo di “Sweet Home Chicago”.

Oggi, l’unica offseason autunnale mai vista in NHL. Il vostro umile autore, tifoso dei Blackhawks, viene stuzzicato da un gioco di parole, e si chiede: per Jonathan Toews e Patrick Kane suonano ancora le note di Sweet Home Chicago? Oppure si ritrovano ad avere un gusto amaro in bocca?

Captain Serious, la bandiera, l’uomo che per più di un decennio ha portato la “C” sul petto della sua casacca rossa e bianca, il leader della Windy City, suona decisamente amareggiato. Cade dalle nuvole quando il general manager Stan Bowman gli annuncia che i Blackhawks sono in rebuild.

Penso che Toews, in testa, abbia avuto la mia stessa reazione, vi assicuro palesata ad alta voce e con stupore: inizi una rebuild con Patrick Kane e Jonathan Toews ancora in squadra? E perlopiĂą ancora abbastanza giovani da darti tutto e di piĂą?

Sì, sono rimasto di sasso. Vero che Chicago non ha goduto da un paio di anni, anche tre, degli straripanti successi di sempre. Ma diciamoci la verità: Patrick Kane rimane ancora uno di quei 10-15 giocatori della Lega capace di cambiare una partita in ogni momento. Rimane comunque un giocatore nella top 5 in scoring negli ultimi 5 anni, successo nei Playoff o meno. Insomma, è Patrick Kane, basta dire questo.

E poi appunto Toews, un capitano, un’icona, un giocatore pesante sia offensivamente che difensivamente, dedicato, pronto a tutto per vincere, con una qualità imprescindibile: sa guidare il gruppo facendosi portare rispetto. E anche lui viaggia sui 70 punti a stagione.

Ma i dubbi personali iniziano quando Chicago, inspiegabilmente, decide di scambiare Robin Lehner ai Golden Knights: perché dare via un goalie titolare nel pieno della sua carriera? Poi la decisione di lasciare andare Crawford: dispiace vedere Corey andare via. Ma poi mi sono detto: arriverà Holtby, o Talbot, o Murray. Arriverà qualcuno.

Ed ecco: Stan arriva e annuncia che il goalie titolare dei Blackhawks sarĂ  Subban, Delia o Lankinen. Tre ragazzi neppure troppo giovani che non hanno saputo tenersi un posto da backup in 2/3 stagioni di opportunitĂ . Ora, io non dico che non ci sia del talento, e magari verrĂ  anche fuori, ma la cosa mi sembrava non strana, di piĂą.

Infatti, segue a breve la notiziona: Bowman lancia la rebuild. Impossibile, eppure possibile. Toews reagisce dicendo categoricamente di non aver mai avuto avvisi a riguardo. Neanche una parola. Ripeto, cade dalle nuvole.

Non so come si senta Kane, o Keith a riguardo. Dubito che Duncan, alla sua età, possa pensare di lasciare. Ma per il capitano e per il numero #88 non saprei. Mi spezzerebbe il cuore vederli andare via così, per una decisione che, personalmente, reputo priva di buonsenso.

Ma in NHL non si può mai dire, e già i rumor su un possibile addio di Toews si spargono ovunque sulla rete e sui media: chi lo da a Columbus, chi a Winnipeg, chi a Calgary.

Intanto un tifoso dei Blackhawks, che si era visto rifiorire con un’iniezione di gioventù da parte di Kubalik, Dach, DeBrincat e Boqvist, che si aspettava semplicemente un contratto sensato ad un goalie sensato, ora si preoccupa di dover concludere in maniera per niente dolce un’era che lo ha emozionato, sperando comunque di essere accompagnato da due numeri troppo importanti per lui e per la Windy City,
19 ed 88.

Post By Mattia Valassi (19 Posts)

Vittima delle magie di Patrick Kane, mi innamoro dell'hockey su ghiaccio e dei Chicago Blackhawks negli anni d'oro delle tre Stanley Cup. Talmente estasiato dal disco da non poter fare a meno di scriverci a riguardo.

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