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Il Canada, la patria per eccellenza dello sport su ghiaccio e del disco, sforna di anno in anno decine di talenti che finiscono nella National Hockey League ad entusiasmare migliaia di tifosi nel mondo.

Certe volte accade che queste stelle siano più brillanti delle altre, e si sente parlare di loro già per diversi anni ancor prima che esordiscano nella massima lega.

Connor McDavid è l’esempio più recente, ma andando indietro troviamo tanti fenomeni che non hanno tradito le aspettative come Nathan MacKinnon, John Tavares e Sidney Crosby.

Tutti questi giocatori hanno una cosa in comune: sono stelle assolute, e lo sono state sin da quando hanno giocato nelle Junior, le leghe di hockey destinate alla crescita dei giovani prospetti.

Tre anni fa, in Quebec, debuttava per i Rimouski Oceanic un ragazzo, Alexis Lafrèniere.

Ala sinistra, completa una grande stagione da rookie e subito accende gli animi di tutti gli esperti. Eccolo, ne è arrivato un altro. Un predestinato.

Conclude con 80 punti all’attivo, è il primo rookie a segnare più di 40 goal dal 2004. Chi prima di lui aveva compiuto l’impresa? Sidney Crosby, e con la stessa maglia.

Diciamocelo, sembra quasi una puntata di una serie TV, e invece è tutto vero. Stessa maglia, stessi record, Alexis incrementa sempre di più il suo parallelo con Sid, diventando l’unico altro giocatore a vincere il CHL Player of the Year per due volte nelle sue due stagioni con gli Oceanic successive al debutto.

In realtà, quella terza stagione e quel secondo premio la Canadian Hockey League, che gestisce le Junior Leagues canadesi (QMJHL, WHL ed OHL), non voleva fargliele giocare al buon Lafrèniere, e per un semplice motivo: se fosse stato selezionabile nel 2019, probabilmente sarebbe stato il first pick, con buona pace di Jack Hughes e Kaapo Kakko.

Ma la NHL è inamovibile: se non hai 18 anni prima del 15 settembre, non puoi iscriverti al Draft. Alexis nasce l’11 Ottobre 2001 e quindi dovrà aspettare un altro anno, ed un’altra stagione, per poter accedere all’olimpo dell’Hockey.

Il destino lo porta dunque ad essere il premio di un draft a dir poco bizzarro, slittato infinitamente lontano causa pandemia e Stanley Cup estiva. Oltretutto, è un team che punta al titolo, o perlomeno ad avvicinarvisi, ad ottenere la possibilità di sceglierlo: il 6 Ottobre 2020, 5 giorni prima del suo compleanno, Alexis Lafrèniere diventa un giocatore dei New York Rangers.

Ora, Alexis è un’ala sinistra e sappiamo tutti che un certo Artemi, “the Bread Man”, gioca in quel ruolo per i Rangers, riuscendo quasi a vincere un Hart Trophy nella sua prima stagione al Madison Square Garden. E quindi perché scegliere lui e non un altro tra i prospetti top disponibili come Byfield o Stutzle, che potrebbero occupare la posizione di centro in seconda linea?

La risposta è semplice: Byfield e Stutzle, per quanto talentuosi a non finire, sono ancora prospetti. Alexis Lafrèniere, al contrario, è pronto, fatto e finito.

Alexis ha 19 anni ora, è fisicamente solido con 187 cm di altezza e 87 chili di peso, che sicuramente aumenteranno. Gioca ogni shift con grinta, determinazione e voglia di competere fino alla fine. Segna e regala assist, combatte per ottenere il disco, difende come un mastino e quando serve sa essere fisico e aggressivo.

Ha fame e ha i denti per mordere le partite. Questo giocatore non è un giovane che entra in NHL per vedere come se la passa, ma per dominare dall’inizio. Zero periodi di transizione. Esperti scout, coach e giocatori sono tutti d’accordo: da lui ci si aspetta almeno 60 punti nella sua stagione del debutto, e le previsioni sono sempre fatte con cautela.

Per quanto potrebbe tranquillamente spostarsi a giocare nel ruolo di centro, sono dell’idea che Alexis rimarrà un’ala in quanto il suo gioco va già bene com’è. È una di quelle rare ali che possono comandare una linea dai “lati” piuttosto che dal centro, come Kane, Kucherov, Hall, Benn e giocatori simili.

Lo vedo già protagonista nella seconda linea dei Rangers, a fianco di Ryan Strome o Filip Chytil, e accompagnato a destra da Kakko o Buchnevich. E poi, quando si vuole fare sul serio, non sarei sorpreso di vedere Panarin spostarsi sulla destra per aprire il portone ad una Power Line composta dal russo, Alexis e Mika Zibanejad.

E vogliamo parlare della Power Play? DeAngelo, Trouba e Fox sono tre blue-liner eccezionali con il man advantage, mentre Zibanejad, Kakko e Buchnevich te la possono fiondare in porta virtualmente da ovunque. E Panarin lo chiameranno il panettiere per qualche motivo: come distribuisce il disco lui, praticamente nessuno.

Alexis Lafrèniere ha il fisico, il talento, la tecnica, il carattere ed i compagni per essere un giocatore di livello assoluto fin dall’inizio della sua carriera. Quando ti ritrovi con un giocatore così, fare previsioni è un piacere, perché sei praticamente certo di non poterle sbagliare.

Post By Mattia Valassi (17 Posts)

Vittima delle magie di Patrick Kane, mi innamoro dell'hockey su ghiaccio e dei Chicago Blackhawks negli anni d'oro delle tre Stanley Cup. Talmente estasiato dal disco da non poter fare a meno di scriverci a riguardo.

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