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Squadra pazzesca, tra le dominatrici dell’ultimo decennio e stella luminosa fra le tante dell’est, Tampa Bay partiva in questa tornata reduce dallo scioccante epic fail al cospetto di John Tortorella, quando l’incredibile sweep dei Blue Jackets poneva fine all’ennesima deludente post stagione, susseguente al raggiungimento del record “regolare” di 62 vittorie dell’Hart Trophy winner Kucherov e soci.

D’altronde un inizio 2019/20 in sordina era magari proprio causato delle tossine psicologiche ancora pesanti da liberare nel corpo e mente degli uomini di Cooper, scostanti, poco letali e non convincenti almeno fino a dicembre inoltrato (17W/13L), prima di mettere il turbo e divenire di nuovo l’incubo per ogni difesa avversaria, arrivando a spazzare come nel recente passato qualunque resistenza altrui e vincere ben 23 match su 26 a metà febbraio, rimettendo piede nell’olimpo NHL e della Atlantic Division, dietro solamente alle finaliste di Stanley Cup Blues e Bruins, loro continue sin dallo start!

Quel che accaduto poi è storia, e la pausa Coronavirus, tuttora in corso nella terra dei sogni, ha rimescolato le carte in tavola, chiudendo in anticipo la regular season e allargando il format dei playoff nella prossima e torrida estate a 24 franchigie anziché le canoniche 16.

Una manna dal cielo per i Bolts questo novello algoritmo a nostro avviso, che aggiunge sì linfa vitale a team altrimenti fuori dalla corsa, ma ne costringe altri (Penguins su tutti) a sfiancarsi in un pre turno ovviamente diabolico e dispendioso e presentarsi al cospetto della testa di serie con tutte le conseguenze del caso.

Tampa inoltre, in relazione per l’appunto ai problemi di costanza annuali già citati in precedenza, ha l’opportunità – pandemia e nuovi contagi permettendo – di fare tabula rasa di acciacchi e infortuni frequenti a roster (principalmente Point, Hedman e Stamkos), e ripartire con tutte le superstar abili, arruolate e riposate, performando una di quelle partenze a razzo che nell’ultima decade ne hanno elevato hype a dismisura.

E’ conveniente tale situazione pure per l’età media elevata dei numerosi campionissimi in gruppo (sui 27.4), che evitano così il logorio di 12 partite residue per accaparrarsi seeding alto e fattore campo, ora invece già in cassaforte!

Inoltre i due jolly da deadline potranno aggiungere upgrade al già eccelso pacchetto nel momento più importante, dato che Blake Coleman è un asso già affermato che troverà giovamento accanto ai vari Kucherov, Stamkos, Killorn, Palat e ai giovani breakout Point e Cirelli, mentre Zach Bogosian, rilasciato dai Sabres e giunto a soli 1,3 milioni, allunga una già eccelsa blue line con Hedman, McDonagh, Shattenkirk e Sergachev, avanti al mostro sacro e Vezina Trophy Vasilevskiy – primo dal 23 dicembre per SV% – e all’istrionico McElhinney.

In rampa di lancio futuristica poi, da non dimenticare il two way defenceman Callan Foote e le ali Alexander Volkov e Carter Verhaeghe (13 punti per lui), diamanti grezzi pronti a spiccare il volo!

Certo la crescita dei casi recenti di Covid in Florida e nella Bay Area preoccupano e non poco BriseBoise e front office, e la positività asintomatica di tre giocatori più qualcuno dello staff, tutti isolati, ha provocato la chiusura temporanea delle strutture di training, che però in assenza di ulteriori infezioni riapriranno a breve.

E ciò che ognuno si augura per veder concludere nel migliore dei modi il torneo, che vedrà i Lightning favoriti ad alzare la coppa, sperando questa sia finalmente la volta buona!

Post By Lucio Di Loreto (185 Posts)

"Malato" di sport a stelle e strisce dagli anni 80! Folgorato dai Bills di Thurman Thomas e Jim Kelly, dal Run TMC e Kevin Johnson, dai lanci di Fernando Valenzuela e dal "fulmine finlandese". Sfegatato Yankees, Packers, Ravens, Spurs e della tradizione canadese dell'hockey.

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