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In offseason trovavamo i Coyotes reduci da un’ottima stagione, chiusa un soffio dietro l’ultimo spot playoff e dunque propensi a colmare il gap su Avalanche e altri team che li avevano preceduti con acquisti di valore, Phil Kessel per Alex Galchenyuk in primis.

Arrivando ad oggi Arizona, finalmente performante ad alta quota, tenta il tutto per tutto per arrivare nell’olimpo NHL, acquistando in trade Taylor Hall, former Hart Trophy winner da New Jersey, sprofondata invece in un’incredibile mediocrità e nei bassifondi di ogni tipo di classifica.

Tra le cause di un passo talmente ortodosso sta magari anche il rendimento sotto aspettative proprio dell’ex Penguins, con il quale l’asticella dell’offensive zone è salita di poco, a causa del vecchio difetto di non finalizzare un game plan rapido e fluido, a differenza della solida difesa, mantenutasi al vertice di categoria malgrado i “sacrifici” Connauton e Joseph.

Infatti, dimenticando la clamorosa debacle casalinga coi Wild (5-8 e una rete ogni 4 tiri), Arizona primeggia le statistiche a protezione di due portieri monstre come Kuemper e Raanta, per merito di una feroce linea blue formata da capitan Ekman-Larsson, Hjalmarsson (ora ai box) e Goligoski, Chychrun ed Oesterle, ottimi pure nel penalty kill assieme a Stepan e Grabner, al solito arcigni dalle checking line!

La svogliatezza dell’asso a re-firmare (il contratto è di 6 milioni stagionali, metà del quale resta a bilancio 2019 per NJ) è stata forse la causa degli insuccessi dei Devils e a fine anno il problema potrebbe ripetersi pure qui, quando Hall diverrà UFA. La mossa della proprietà per mano di Chayka è estrema: a Newark vanno Bahl e gli attaccanti Merkley e Schnarr, più una prima e terza scelta condizionale 2020 e 2021, mentre i Coyotes prelevano pure Blake Speers.

E’ questo il primo big splash del mercato di riparazione, che sta forse a significare quanto il 28enne canadese non abbia atteso un secondo per unirsi al gruppo di Rick Tocchet, oasi felice e lontana dai prosceni maggiori dal 2012, ma allo stesso tempo club in costante crescita e reduce da numerose ricostruzioni e ripartenze, che può cedere ad Hall ampia libertà di movimento e creazione, senza l’oppressione della grande piazza.

Un uomo solo non cambia le sorti di una franchigia e gli esempi di campioni infiniti come McDavid e MacKinnon sono all’ordine del giorno, ma lo spessore dell’attacco Coyotes ci pare di colpo elevatissimo, dato che le ali nelle linee top, già colme di hockey sense e holding puck, con Kessel più agevolato ad esplodere insieme al nuovo partner in crime e Keller, Nick Schmaltz – finalmente sano – e Hinostroza spostati dall’originario ruolo centrale, acquisiscono un high-end playmaker unico nel suo genere.

Per gli stessi ragionamenti sia Dvorak che l’altro acquisto cardine da Colorado Carl Soderberg hanno le carte in regola per salire di quota, pieni ora di qualità ai loro fianchi in 5 contro 5 e pronti in power play davanti lo slot a sfruttare l’abilità dei colleghi nel mantenimento disco e assistenza.

L’inizio fa ben sperare: nei primi tre match con Hall 1 gol e 2 assist per lui e 13 reti di squadra!

Non possiamo non fare altresì ragionamenti pessimistici sul finire del campionato, quando si dovranno ridiscutere il suo accordo e quello dello stesso Soderberg, per non trovarsi nella situazione compromettente di aver perso oltre a un pregevole futuro anche il presente! I rischi ci sono eccome, dato un cap gonfio, l’età avanzata dei divi a roster e uno spazio salariale assente. Inoltre, se la leadership della Pacific comporta momentaneamente un margine rassicurante in ottica postseason, non si può non notare quanto questo girone sia il più debole tra i quattro e come Blues, Avalanche e Stars paiono competitor superiori.

L’elite è dunque raggiunta ad Arizona, ma siamo sicuri basti per contendere la Stanley Cup? Mai dire mai in questo sport, dove le variabili sono infinite; la certezza è che i Desert Dogs si sono giocati tutte le fiches a disposizione e dopo anni di attesa possono finalmente concorrere al vertice!

Post By Lucio Di Loreto (217 Posts)

"Malato" di sport a stelle e strisce dagli anni 80! Folgorato dai Bills di Thurman Thomas e Jim Kelly, dal Run TMC e Kevin Johnson, dai lanci di Fernando Valenzuela e dal "fulmine finlandese". Sfegatato Yankees, Packers, Ravens, Spurs e della tradizione canadese dell'hockey.

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