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Campioni di costanza e nell’elite NHL, i Predators si sono dimostrati tali anche nel gestire questa offseason, chiudendo in pratica il discorso acquisti/cessioni/conferme in largo anticipo rispetto alle concorrenti.

La firma di Rocco Grimaldi a un milione annuale i primi di agosto è stata difatti l’ultima operazione di valore per David Poile, gm of the year 2016/17 e al timone di Nashville da quasi 25 anni, contribuendo a far divenire la franchigia di Tennessee dominatrice incessante a Ovest.

Il finale di torneo appena concluso con la defaillance al cospetto di Dallas ha però lasciato parecchi dubbi nelle stanze dei bottoni, che hanno spinto dirigenza ed executive a virare di netto a livello tattico.

Le 12 partecipazioni ai playoff, i due titoli divisionali, quello di conference, il Presidents Trophy e l’highlights di una finale Stanley Cup hanno avuto come denominatore comune la ferocia sul ghiaccio e l’impenetrabilità difensiva, grazie soprattutto ad un quality-trio del calibro di PK Subban, Roman Josi e Pekka Rinne, insuperabile closer tra i pali!

Rimanere sotto i 224 gol stagionali subiti e i 2.6 per game è prassi regolare per gli uomini di Laviolette, qualità che in una lega ringiovanita e velocizzata al massimo però sembra non essere più il mantra fondamentale per alzare il trofeo. E’ infatti l’attacco gialloblu che al contrario ha difettato in fluidità e profondità, in particolar modo negli incontri clutch, dove ci è sembrato sovente di vedere Forsberg, Johansen e Arvidsson abbandonati al proprio destino: d’altronde nell’NHL moderna con il 19° posto per reti realizzate non si arriva al traguardo.

Premessa lunga la nostra ma basilare per giustificare l’ortodossa manovra che ha portato alla “sostituzione” salariale tra Subban e Matt Duchene, ingaggiato nel mercato free agent a 56M totali spalmati in 7 anni, rinunciando appunto ai 9 che PK percepiva a stagione, aumentando così il cap totale di soli 2 milioni (81.5 da 79.5), per merito anche degli addii a Brian Boyle (UFA) e Wayne Simmonds.

Decisione importante ma come detto pensata e decisa a tempo debito (22 giugno), giustificata da una ancor solida lunghezza del reparto arretrato, composto da profili di enorme spessore come Mattias Ekholm, Ryan Ellis, Dan Hamhuis, Matt Irwin, Yannick Weber, il talentuoso gioiello casalingo Dante Fabbro e le giovani merci di scambio giunte da New Jersey Steve Santini (24 enne) e Jeremy Davies (22), assieme a due seconde round pick 2019 e 2020, oltre al già citato Roman Josi, campione stratosferico di cui è superfluo parlare!

Rinne e Saros ci sembrano nuovamente coperti a dovere.

Per migliorare gli special team e il 30° posto in power play, a parte il funambolico ex Blue Jackets, importante l’acquisizione di Dan Lambert, assistente coach dalla WHL.

I 70 punti totali (31 gol-39 Assist) tra Senators e Columbus, performati dal 28enne terza scelta assoluta per Colorado nell’entry Draft 2009, sono un ottimo biglietto da visita per un attacco che ha visto il proprio leading scorer Johansen fermarsi a 64! Adesso, con loro due e Kyle Turris a gravitare in zona center ice, le chance per creare “hockey-sense” offensivo progrediscono a dismisura e le precoci dipartite nelle ultime postseason, dovute a troppa staticità del reparto avanzato, potrebbero divenire solo uno spiacevole ricordo.

Filip Forsberg, mantenuto in prima linea a fianco di Arvidsson, è ora atteso ad una breakout season, specialmente per le migliorie che come detto dovrebbero interessare il gioco in superiorità numerica, sperando che il suo fisico si mantenga integro. In top six verranno confermati Mikael Granlund e Craig Smith mentre Sissons – rinnovato per 7 anni a 20M – e Grimaldi partiranno probabilmente in terza con Turris. Jarnkrok, Bonino e Watson chiudono il lineup previsto.

Da non sottovalutare la firma a luglio per 700.000$ di Daniel Carr, MVP dei Chicago Wolves, e l’evoluzione di Eeli Tolvanen, 20enne potenzialmente best-six-forward, selezionato al numero 30 nel Draft 2017, artefice di 35 pts per Milwaukee in AHL e due in 4 match ai Predators lo scorso anno!!

Post By Lucio Di Loreto (256 Posts)

"Malato" di sport a stelle e strisce dagli anni 80! Folgorato dai Bills di Thurman Thomas e Jim Kelly, dal Run TMC e Kevin Johnson, dai lanci di Fernando Valenzuela e dal "fulmine finlandese". Sfegatato Yankees, Packers, Ravens, Spurs e della tradizione canadese dell'hockey.

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