Fra le tante squadre a punteggio pieno in queste primordiali due settimane di football ci sono anche i Chiefs, cosa assolutamente non scontata. L’estate infatti è passata costantemente a chiedersi se Patrick Mahomes sarebbe stato presente sin dall’opening day dietro al centro Creed Humphrey, coppia d’assi iconica che qui ha fatto le fortune della franchigia.
La sua eventuale dipartita avrebbe cambiato ogni piano, visto che la superstar da Texas Tech, oltre ad essere uno dei più forti giocatori della storia, “vede” il campo come nessuno, ha carisma e coraggio e migliora ogni ricevitore in squadra. Ancor di più non assodato prevedere una W così facile e categorica al debutto contro quei Broncos fermati l’anno passato sul più bello solamente dall’infortunio di Bo Nix.
Un dominio impensato, fatto di 67 giochi totali a 47, quasi 400 yard a 176 e 6 yd a tentativo contro nemmeno 4. Discorso diverso contro Indianapolis, il cui gioco di corsa ha visto in campo una stella del calibro di Jonathan Taylor, ben più illeggibile rispetto a Dobbins ed Harvey, che ha spesso tenuto sotto scacco la difesa di casa, in una partita dove le offense hanno dato spettacolo. Risultato forse un po’ troppo in discussione visto il blasone di Kansas City, ma che è servito a ritrovare un Mahomes da 382 yard e 3 td.
Kenneth Walker III ha cambiato pelle ai nuovi Chiefs
Se i Chiefs sono tornati perciò a far rumore, cosa tuttavia abbastanza scontata per (forse) l’ultima dinastia NFL rimasta in vita, è comunque in gran parte merito dell’All in estivo in free agency, quando hanno puntato col mirino a rinsaldare l’unica posizione mai elite qui nel Missouri: quella del backfield.
L’ingaggio di Kenneth Walker III è infatti ciò di cui avevano bisogno Andy Reid per riportare la chiesa al centro del villaggio, e ancor di più Pat Mahomes per rientrare nel gridiron in modo meno responsabilizzante del solito, dopo il terribile infortunio che lo scorso torneo aveva precluso a lui e specialmente ai suoi di arrivare in postseason dopo 10 stagioni consecutive, di cui 9 col gagliardetto divisionale e soprattutto 3 con Vince Lombardi in bacheca.
Inoltre, per Eric Bieniemy, OC cavallo di ritorno subentrante a Matt Nagy, un bel regalo di bentornato, col quale monopolizzare un game plan che d’incanto ottiene dalle corse l’opzione primaria per scardinare le difese altrui. Il tutto non solo perché l’ex Seattle fila via liscio che è un piacere sul profondo, una volta elusa la linebacker room, ma per l’innata capacità del prodigio da Michigan State e Wake Forest di evitare i placcaggi sul breve, in linea, che consentono così ai nuovi Chiefs di trovare quel basilare corto iardaggio a ridosso dello scrimmage col quale conservare l’ovale più del solito.

Chris Jones, bandiera difensiva mai sotto le 13 presenze stagionali
Il settimo posto odierno a pari merito con Philadelphia per possesso medio, surclassa perciò il 17mo 2025 e 18mo 2024, un plus che dovrebbe permettere alla ferocie difesa a marchio Spagnuolo, capitanata da Chris Jones e Nick Bolton, e nella quale in linea Karlaftis e Anudike-Uzomah sono finalmente attesi al breakout dopo il faraonico rinnovo l’uno e la scelta al primo giro 2023 l’altro, di persistere in Top 5 per punti concessi come le ultime tre tornate!
Secondo Next Gen, Walker III ha difatti indotto la bellezza di 14 missing tackle in week 1, record di carriera, replicandone addirittura 15 domenica al cospetto dei Colts: cosa che il resto della Lega è riuscita fare solamente due volte.
Musica per le orecchie di Mahomes, che può pertanto evitare grazie ad un numero così elevato di extra yard, procacciate da portate sulla carta di routine, di forzare quei terzi e lunghi divenuti nel passato recente una spada di Damocle con cui cedere palla nelle ultime avventure offensive, dove inesorabilmente poi, è bene ricordarlo, sono venuti fuori inediti limiti fisici suoi e dell’iconico ma oramai 37enne compagno d’avventura Travis Kelce!

La salute di Mahomes deciderà la stagione dei Chiefs
Queste statistiche la dicono lunga su quale linfa vitale abbia portato Walker III nella O-Line, adesso meno responsabilizzata a proteggere sul lato cieco un corpo provato come quello di Mahomes, ma anzi giustificata nell’arretrare qualche decimo di secondo in più rispetto a prima, consentendo al running back di individuare in un attimo lo spazio adatto per scavalcare i defensive end e procurarsi terreno supplementare.
Un incubo per le difese altrui in questo start da 290 yard in 47 portate e un succes rate del 55.3%, cifre ovviamente numero 1 NFL, che giustificano – anzi benedicono – i 3 anni a 43 milioni e rotti, inclusi 13 di signing bonus, 29 garantiti e un salario annuale medio di 14,5!
Siamo soltanto all’inizio questo è chiaro, ma partire con 2 W, di cui una ottenuta subito da Mahomes nonostante parecchia ruggine contro la principale antagonista divisionale, nonché perentoria contendente alla corsa playoff 2025/26 e l’altra soffrendo in OT, e avendo inoltre all’orizzonte due trasferte abbordabili in quel di Miami e Vegas per poi tornare ad affrontare nel fortino dell’Arrowhead gli asettici Chargers, fa ben sperare per uno start da 5 vittorie, oltre a mettere fieno in cascina in personalità e resilienza per i momenti più duri!
Un calendario che per di più vedrà affrontare fino a gennaio 5 team pronosticati sotto al 50% pone pertanto KC in testa ai favori dei pronostici di quasi tutti gli analisti stars and stripes come rientrante in postseason. Aggiungiamo la fame cannibalesca di un gruppo mai saturo di vittorie, ed ecco che l’appetito potrebbe aumentare sensibilmente mangiando (vincendo).

Reid e Kelce all’ultimo anno di contratto per scrivere un altro capitolo di storia
La chiave di volta di tutta l’annata sarà senza dubbio la salute di Mahomes, impavido condottiero privo di paura, che al solito non si è tirato indietro al debutto nonostante un crociato rotto soltanto 9 mesi prima, mostrando innanzitutto una soglia del dolore superiore alla media, ma anche attaccamento alla maglia e a tutti i compagni, storicamente da lui incitati nella sideline. Un atteggiamento che non può non colpire chiunque gli si approcci di fianco, specialmente per la caratura inarrivabile del giocatore, che potrebbe quindi regalare a Reid quel quid in più, oltre che dalle star Humphrey e Trey Smith, pure dagli altri soci in linea.
Situazioni da Libro Cuore a parte, l’NFL è quanto di più duro ci sia nello sport, e ciò di cui Mahomes avrà dunque bisogno è una crescita tecnica ovviamente ora da rivedere, benchè sia reduce da 283 yard per game e un Rtg di 103.8, per non parlare delle conversioni da terzo down accennate prima, finora occultate dalle corse di Walker III ma che da un momento all’altro potrebbero ripresentarsi in situazioni clutch.
Questo perché è logicamente inimmaginabile che il funambolico e dinamico running back mantenga queste performance per altre 17 gare, ma che soprattutto venga fino al termine investito da quasi 25 portate a gara, ben 10 in più di De’Von Achane, leader di categoria lo scorso anno! Senza contare, potenzialmente, la preventivata lunga corsa nei playoff, e il fatto che il quinto giro Emmett Johnson, benchè fisicamente clone di Walker III (180cm/90kg) non possiede ovviamente ancora l’effige da RB2 affidabile.
A un certo punto i Chiefs dovranno gestire con intelligenza il numero di tocchi che affideranno all’ex Seahawks, preventivando che “squali” come Sean Payton difficilmente si faranno gabbare di nuovo, prendendo quegli accorgimenti che differenziano un head coach da hall of famer da uno normale.
Kansas City è comunque rientrata nel giro che le compete, e se il suo quarterback strada facendo ritroverà la forma migliore non vediamo all’orizzonte nessun rivale all’altezza in AFC che possa impedire agli uomini di Andy Reid l’ennesimo viaggio al Grande Ballo invernale!
“Malato” di sport a stelle e strisce dagli anni 80! Folgorato dai Bills di Thurman Thomas e Jim Kelly, dal Run TMC e Kevin Johnson, dai lanci di Fernando Valenzuela e dal “fulmine finlandese”. Sfegatato Yankees, Packers, Ravens, Spurs e della tradizione canadese dell’hockey.

