ARIZONA CARDINALS

La terza stagione perdente come head coach è costata il posto a Jonathan Gannon, sostituito in offseason dall’ormai ex offensive coordinator dei rivali Rams Mike LaFleur, fratello minore di Mike, attuale capo allenatore dei Green Bay Packers, e alla prima esperienza come HC su una sideline, dopo un lungo percorso che lo ha visto ricoprire svariati ruoli all’interno dei coaching staff NCAA e NFL nel corso di una carriera iniziata nel 2009.
Una scelta operata in prima persona dal GM Monti Ossenfort nel tentativo di salvare il suo posto di lavoro cercando, allo stesso tempo, di rilanciare le sorti di una franchigia che ha raccolto meno di quanto si prospettasse dopo la qualificazione playoffs conquistata nel 2021 con Kliff Kingsbury a dirigere le operazioni e Kyler Murray a mettere in aria l’ovale.

Proprio l’ex prima scelta di Oklahoma è stata la prima vittima sacrificale del nuovo corso targato LaFleur, che ha deciso di lasciare andare il fu franchise quarterback per puntare tutto su Jacoby Brissett, dimostratosi piuttosto solido nella parte finale della stagione 2025, quando ha preso in mano le redini dell’attacco rimasto orfano dello stesso numero 1, uscito nuovamente di scena a causa di un infortunio; le 3,366 yds lanciate, per 23 TD pass, 8 INT, e la percentuale di completi del 64,9 %, sono risultate sufficienti per consentirgli di guadagnarsi la conferma e la fiducia dell’OC veterano Nathaniel Hackett in vista della regular season, dove partirà con i galloni del titolare in attesa di comprendere il reale valore del rookie Carson Beck, selezionato nel terzo round dell’ultimo Draft.

Il prodotto di Georgia, decisivo nella corsa verso il titolo NCAA dei Miami Hurricanes nel suo ultimo anno di eleggibilità universitaria, inizierà come backup la sua avventura tra i professionisti ma potrebbe avere la chance di mettersi in gioco prima della fine della regular season ormai prossima, quando, stando alle previsioni, dovrebbe essere mandato in campo al posto del già citato Brissett e dell’altro veterano Gardner Minshew per testarsi alla guida di un attacco giovane che non ha decisamente espresso ancora tutto il suo potenziale, impreziosito dalla presenza del giocatore che si candida alla carica di “miglior TE della lega”, Trey McBride, reduce da un 2025 concluso con 1,239 yds e 11 touchdowns all’attivo.

Bersaglio prediletto del QB quando si avvicina all’endzone avversaria, è stato il faro luminoso in un passing game che ha rilanciato Michael Wilson, 1,006 yards e 7 TD nel suo terzo anno da Pro, pronto a confermarsi nel ruolo di #2 al fianco della prima scelta 2024 Marvin Harrison Jr., calato sensibilmente a causa dei continui problemi di salute che lo hanno condizionato nella passata season e desideroso di riscattarsi in questa stagione, tornando a ricoprire un ruolo di primaria importanza all’interno di una offense nella quale troverà ampio spazio Kendrick Bourne, affidabile WR3 che ha già lavorato con LaFleur a San Francisco.

Voluto proprio per questo motivo dal nuovo HC, l’ex Niner è uno dei volti nuovi di un attacco che ha cambiato parecchio anche nel backfield dove, dopo il taglio di Trey Benson e il possibile accantonamento di Bam Knight, l’unico confermato è il veterano James Conner, rimasto a Tempe, in virtù di una rinegoziazione contrattuale al ribasso, per giocarsi il posto con l’ex Falcons Tyler Allgeier, formidabile uomo da terzi down, e il first rounder 2026 Jeremiah Love; candidato a diventare il nuovo volto della franchigia, il prodotto di Notre Dame ha le carte in regola per emergere fin dalla rookie season, sfruttando adeguatamente l’upgrade che i Cardinals hanno effettuato sulla linea offensiva, ingaggiando veterani di valore come la guardia sinistra Isaac Seumalo e il tackle destro Elijah Wilkinson, gli uomini che con la matricola Chase Bisontis dovrebbero completare la nuova OL titolare, andando ad aggiungersi ai confermati Hjalte Froholdt, centro, e Paris Johnston Jr., LT.

Una migliore protezione del quarterback e una maggiore efficacia nei blocchi per favorire le azioni di corsa sono le basi su cui Arizona cercherà di rilanciarsi, ma questo potrebbe risultare inutile se alla crescita offensiva non corrisponderà un sensibile miglioramento della difesa, reparto che ormai da quattro stagioni naviga nei bassifondi della lega e che rischia di iniziare la nuova season senza il suo uomo di punta, il pass rusher Josh Sweat, non ancora al meglio dopo l’infortunio subito ad inizio training camp ed in procinto di essere inserito nella PUP List; elenco che non gli consentirebbe di scendere in campo nelle prime 4 partite di campionato e che rischia di mettere ulteriormente in difficoltà il reparto allenato da Nick Rallis, uno dei pochi coach confermati dopo l’avvento di LaFleur, già costretto a reinventarsi la DL dopo la perdita di Calais Campbell, tornato ai Ravens.

Senza i due migliori “cacciatori di QB” della passata stagione i Cardinals faticheranno non poco a trovare i giusti equilibri, soprattutto ad inizio stagione, ma le possibilità per ottenere una spinta positiva con l’avanzare della regular season ci sono tutte, soprattutto considerando che proprio nella trincea difensiva il team recupera due prospetti di valore come Darius Robinson e Walter Nolen III, le prime scelte dei Draft 2024 e 2025 che saranno utilizzati come tackle ai fianchi del nose Roy Lopez, tornato in Arizona dopo una breve parentesi a Detroit; all’esterno, in attesa di recuperare il già citato Sweat, Zaven Collins e Baron Browning, 2.0 sack e 4 tackles for loss, saranno i protagonisti principali quando si dovrà colpire in velocità l’attacco avversario, mentre Jordan Burch potrà trovare spazio se servirà una maggiore fisicità nei contrasti.

In mediana Mack Wilson Sr. rientra da un infortunio alle costole che ha ridotto la sua stagione 2025 a solo 8 partite disputate e si troverà a condividere il centro della difesa con Cody Simon, cresciuto parecchio nel finale dello scorso torneo, concluso con 76 tkl complessivi, che nelle ultime settimane di training camp sembra aver definitivamente superato la concorrenza del veterano Jack Gibbens, arrivato nel corso della free agency e relegato al ruolo di backup con il sixth rounder da Iowa Karson Sharar.

Annidato nel backend, ma pronto a schierarsi a ridosso della linea di scrimmage quando richiesto, il leading tackler Budda Baker , 120 placcaggi e 4.0 tackles for loss, continuerà a guidare delle secondarie in cui troverà spazio il volto nuovo Andrew Wingaard, giocatore esperto che prenderà il posto di Jalen Thompson, passato a Dallas, e che si sta facendo attualmente preferire al rapidissimo Dadrion Taylor-Demerson, elemento al secondo anno messosi già in luce nella rookie season che troverà comunque spazio nei pacchetti difensivi che prevedono l’utilizzo di 3 safeties. Sulle sideline Will Johnson sarà l’uomo di punta di un reparto che recupera il nichel Garrett Williams, al rientro dalla rottura del tendine d’achille, e nel quale lotteranno per il ruolo di CB#2 Denzel Burke e Max Melton, desideroso di ritagliarsi sempre più minutaggio.

Lotta che è invece giunta al termine proprio a ridosso della regular season per la posizione di kicker, con Chad Ryland che si è conquistato la riconferma, superando Joshua Karty, nonostante non abbia del tutto convinto nella fase finale della stagione 2025, conclusa anzitempo dal punter Blake Gillikin, che quest’anno dovrà ricevere l’ovale da un nuovo long-snapper, il veterano ex Broncos e Giants Casey Kreiter, arrivato a Phoenix per sostituire, dopo 10 campionati, Aaron Brewer.

Qualche volto nuovo, tra giovani che si affacciano per la prima volta in NFL o atleti esperti in cerca di rilancio, e alcune preziose conferme sono il mix su cui ha scelto di puntare il nuovo corso dei Cardinals, ancora alla ricerca del sentiero per tornare a respirare aria di playoffs dopo tante stagioni deludenti; per ricostruire LaFleur avrà bisogno di tempo e pazienza, soprattutto da parte dei tifosi, ma la decisione di puntare su Love nell’immediato e rimandare la scelta del potenziale, nuovo, franchise QB alla prossima stagione sembra indicare che, nella calda Arizona, abbiano le idee ben chiare sul futuro.

LOS ANGELES RAMS

Dal momento in cui i Rams hanno avuto la conferma che Matthew Stafford sarebbe ritornato per la sua diciassettesima stagione NFL, dirigenza e coaching staff hanno lavorato a stretto contatto per cercare di costruire un team in grado di puntare, ancora una volta, alla conquista del Vince Lombardi Trophy, cercando di effettuare tutte le mosse necessarie per confezionare il terzo viaggio al Super Bowl dell’era Sean McVay, coach che ha firmato un’estensione contrattuale ad inizio offseason, nel mese di Febbraio; prolungamento che ha interessato anche il general manager Les Snead, altro artefice dei successi recenti della franchigia californiana, che ha messo subito le cose in chiaro con gli avversari, dichiarando, senza troppe remore, la sua volontà di andare nuovamente “All-in” portando a Los Angeles due dei migliori veterani della lega, il cornerback Trent McDuffie e il defensive end Myles Garrett.

Proprio con quest’ultima mossa il direttore generale ha cercato di replicare quanto fatto in passato con lo scambio Goff-Stafford, sacrificando un giovane di prospettiva come Jared Verse per mettere le mani su un giocatore che negl’ultimi anni ha dimostrato di saper spostare gli equilibri come pochi altri, rendendo temibile un team da lustri alle prese con una ricostruzione costante come i Browns; decisivo, spesso dominante sulla linea di scrimmage, l’esperto rusher da Texas A&M rende ancora più forte una pass rushing che la scorsa stagione ha chiuso al sesto posto della NFL, con 47.0 sacks all’attivo e una percentuale di pressione di poco superiore al 38 %.

Pronto a dividersi il campo con il nuovo collega Byron Young, 12.0 sacks all’attivo nel 2026, va a completare un reparto che poteva già contare su alcuni dei migliori rappresentanti del ruolo, come il nose tackle Poona Ford, gli end Kobie Turner e Brandon Fiske; gruppo al quale, proprio negl’ultimi giorni si è aggiunto il leggendario Aaron Donald, che ha annunciato il suo rientro dopo il ritiro deciso al termine della stagione 2023, ripensamento che sembra sia stato dettato dalla volontà di giocare proprio a fianco dell’ex numero 95 di Cleveland, con il quale promette di mettere a dura prova la tenuta dei nervi dei quarterback avversari.

Il ritorno del veterano al centro della linea difensiva sembra essere una chiara risposta a chi sosteneva che i Rams potessero avere qualche problema nelle zone interne della difesa con l’avanzare della season 2026 visto che non avevano aggiornato adeguatamente il reparto linebacker, dove Omar Speights, giunto alla terza stagione in California, non ha convinto del tutto, lasciando le luci della ribalta al nuovo arrivato Nate Landman, che dopo aver guidato la squadra con 132 tackles totali si è conquistato un rinnovo triennale nel corso dell’offseason, guadagnandosi la conferma al pari di Grant Stuard, ottimo special teamer che potrebbe veder crescere esponenzialmente il numero di snap giocati in defense nei prossimi mesi.

Decisamente diversa la situazione delle secondarie dove, alla conferma in blocco delle safeties, Kamren Curl, 122 placcaggi, e Kamren Kitchens nella deep, Quentin Lake più vicino alla linea di scrimmage, si contrappone la totale rivoluzione sulle sideline, zona di campo in cui troveranno spazio due volti nuovi, entrambi ex Kansas City, il free agent Jaylen Watson e il già citato McDuffie, acquisito cedendo 4 pick a cavallo tra il Draft 2026 e 2027; mosse, queste ultime, resesi necessarie dopo gli errori e i problemi che sono costati al team la sconfitta con Seattle nel NFC Championship e la mancata qualificazione al Super Bowl.

Due parole (Super Bowl) che ritornano spessissimo riferendosi ai Rams edizione 2026 nonostante l’avvento di un nuovo offensive coordinator, Nate Sheelhaase, ex QB di Illinois che prende il posto di LaFleur e che intende continuare a puntare su un gioco bilanciato molto solido che ha saputo sfruttare, come nessun altro in NFL, l’utilizzo costante della formazione con 3 Tight End in campo, meglio conosciuta come “13 personnel”; Colby Parkinson, terzo per target e ricezioni completate nel 2025, continuerà a guidare un gruppo in cui ha già saputo ritagliarsi un buono spazio il second rounder dello scorso Draft Terrance Ferguson, 231 yds, 3 touchdowns, e del quale faranno parte tanto i veterani Tyler Higbee e Davis Allen, quanto il rookie Max Klare, interessantissimo prospetto da Ohio State.

Cinque giocatori per 2 o 3 posti, a seconda che Los Angeles opti per utilizzare più o meno ricevitori, decisione che potrebbe dipendere anche dalla spada di Damocle che pende sulla testa del Pro Bowler Puka Nacua, a forte rischio sospensione dopo gli episodi negativi che lo hanno visto coinvolto fuori dal campo nella passata stagione e ancora in attesa di ricevere la tanto vociferata proposta di estensione contrattuale da parte del team; la sua presenza in campo, inutile scriverlo, sarà determinante per le sorti dei Rams nonostante l’ottima prima stagione disputata con la squadra dal veteranissimo Devante Adams, tornato agl’antichi fasti con 60 prese completate e 14 TD ricevuti.

All’ex Packers toccherà inoltre il ruolo di chioccia in un reparto zeppo di giovani, in cui l’unico altro uomo d’esperienza, il rientrante Tutu Atwell, dovrà lottare settimanalmente con i vari Jordan Whittington, Xavier Smith e Konata Mumpfield, a loro volta messi nel mirino dalla matricola C.J. Daniels, sixth rounder da Miami che sembra aver le qualità per ripercorrere la strada che ha portato, prima di lui, Cooper Kupp e lo stesso Nacua al successo.

Un sentiero per certi versi molto simile a quello percorso da Kyren Williams, che dopo essere stato selezionato al quinto round nel Draft del 2022 ha saputo conquistarsi sempre più spazio e fiducia all’interno dell’organizzazione fino a diventarne un punto fermo, come confermato dal muro delle 1,000 yards sfondato per la terza volta consecutiva in carriera; reduce da un torneo concluso con 1,533 yds e 13 TD totali, dividerà nuovamente le portate con Blake Corum, runner da Michigan cresciuto tantissimo nel corso della passata stagione che dovrebbe veder ulteriormente incrementare il suo numero di portate in questo 2026.

A creare loro lo spazio necessario per sviluppare le loro corse un quintetto guidato dal LT Alaric Johnson, altro giocatore a rischio sospensione che potrebbe essere sostituito dall’affidabile David Quessenberry, veterano che conosce molto bene il playbook del OL Coach Ryan Wendell e che dovrebbe integrarsi alla perfezione nel front five completato dall’altro tackle Warren McClendon Jr., dalle guardie Steve Avila, Kevin Dotson, e dal centro Coleman Shelton; quest’ultimo cederà l’onere dello snap all’ex Miami Joe Cardona, scelto per la sua bravura nel confezionare palle invitanti per la gamba di punter e kicker, posizioni in cui sono stati confermati Ethan Evans e Harrison Mevis, tra le sorprese della passata stagione sotto la guida del nuovo ST coordinator Bubba Ventrone.

Risolto proprio il problema con le squadre speciali nel corso del 2025 i Rams si sono concentrati, come in parte già citato, sull’individuazione e la risoluzione dei problemi che sono risultati deleteri nella corsa playoffs della scorsa postseason, andando a rinforzare i reparti attenzionati con giocatori di grandissimo valore o di elevata affidabilità, mosse che certificano ancora una volta la validità del lavoro di Snead, in piena sintonia con McVay e con la sua innata volontà di giocare, sempre, per il traguardo massimo, puntando con costanza al bersaglio più grosso, tanto più quando il match che vale il Titolo si gioca tra le mura amiche de SoFi Stadium.

SAN FRANCISCO 49ers

Le dodici vittorie inanellate nel 2025, dopo che diversi esperti avevano pronosticato l’annata come quella della possibile transizione, hanno contribuito a confermare ciò che il GM John Lynch sostiene da tempo, ovvero che i 49ers abbiano almeno ancora un altro anno a disposizione per provare a centrare il bersaglio grosso, andando a conquistare quel titolo che manca da 31 anni nella Baia.

Convinzioni che l’ex giocatore di Buccaneers e Broncos ha trasformato in realtà andando ad incrementare gli uomini d’esperienza presenti a roster con l’ingaggio di Mike Evans, desideroso di accasarsi in una contender dopo le tredici, ottime, stagioni passate a Tampa, sulla costa opposta degli States; numericamente l’uomo chiamato a sostituire Juan Jennings, in realtà il veterano da Texas A&M sbarca a San Francisco con il compito, piuttosto chiaro tra l’altro, di diventare il target primario del quarterback Brock Purdy, che ha chiuso lo scorso torneo con il secondo miglior passer rating della NFL, facendo registrare un ottimo 104.0.

Fermo ai box per 8 partite a causa di un infortunio, è stato egregiamente sostituito da Mac Jones durante la sua assenza, e proprio la conferma dell’ex Patriots nel ruolo di backup è una grandissima garanzia per l’HC Mike Shannahan, che ha bisogno di fare affidamento su giocatori che conoscono il suo sistema per mantenere la macchina ben oliata ed in grado di mantenere sotto costante pressione le difese avversarie; per farlo punterà tantissimo sul runningback Christian McCaffery, Comeback Player of The Year 2025 con 2,126 yards, 17 TD totali e leader di un gruppo di giovani nel quale cercherà di ritagliarsi già un buono spazio il rookie Keion Black, arrivato da Indiana e pronto a lottare con Jordan James per conquistarsi lo spot numero 2 in depth.

Una situazione parallela a quella che si troverà di fronte il collega di Draft De’Zhaun Stribling, catapultato alle spalle di Evans e prima opzione quando i Niners decideranno di optare per una formazione con 3 ricevitori in campo viste le assenze contemporanee di Ricky Pearsall, Christian Kirk e Brandon Ayuk, quest’ultimo ancora alle prese con le solite beghe contrattuali; grane che in passato hanno messo anche a dura prova il rapporto con Deebo Samuel, tornato in California per vestire i panni di WR#2 dopo un anno trascorso a Washington e pronto a far scattare i vari incentivi previsti dal nuovo accordo risfoderando le prestazioni che lo avevano reso celebre nella prima parte di carriera.

Duttile, veloce, produttivo, cercherà di ricreare il giusto feeling con il TE George Kittle, reduce da un brutto infortunio che lo tenuto lontano dal terreno di gioco per diversi mesi; l’ex Iowa tornerà ad essere una delle opzioni preferite di Purdy, ma non è da escludere che spesso verrà dato spazio al suo collega Jeff Tonges, che ha convinto ampiamente durante la sua assenza, diventando uno dei punti fermi a livello offensivo. Demarcus Robinson, Jacob Cowing e Luke Farrell, saranno gli altri elementi chiamati a contribuire nel passing game, con il terzo che spesso agirà come uomo di linea aggiunto, andando a dare manforte ad un OL che ritrova il titolarissimo Trent Williams, fresco di rinnovo, ed è in procinto di lanciare il rookie Carver Willis, primo backup come LG di Connor Colby in un quintetto completato dal centro Jake Brendel, dalla guardia destra Dominik Puni e dal RT Colton McKivitz.

In difesa il nuovo DC Raheem Morris, che torna a lavorare fianco a fianco con Shannahan a distanza di vent’anni, recupera le stelle Fred Warner e Nick Bosa, entrambi usciti di scena anzitempo nel 2025 a causa dei rispettivi infortuni; l’assenza del secondo è quella che si è fatta maggiormente sentire visto che ha mandato completamente in crisi la linea difensiva dei californiani, improvvisamente divenuti quasi incapaci di produrre pressione, tanto all’esterno quanto all’interno. Per sopperire a questo problema in offseason è stata completata una trade con i Cowboys per acquisire Osa Odighizuwa, valido NT che ha messo a segno 17.0 sacks nelle prime 5 stagioni da professionista; perno centrale al fianco del confermato Alfred Collins, rinforza sensibilmente una DL completata dal DE Mykel Williams e nella quale dovrebbero trovare facilmente spazio i due rookie Gracen Helton e Romello Height, giocatori esplosivi che entreranno fin da subito nelle rotazioni dei rispettivi ruoli.

Piccolo upgrade che profuma di ritorno al passato anche per quanto riguarda il reparto linebacker che ritrova Dre’ Greenlaw, rientrato all’ovile dopo l’anno sabbatico nei Broncos per ricomporre una coppia che ha reso piuttosto bene negl’anni scorsi con il già citato Warner, sostituito più che egregiamente da Tatum Bethune, 94 placcaggi, durante la lunga assenza della passata season; proprio il prodotto di Florida State, selezionato nel corso del settimo round del Draft 2025, è il principale candidato a partire titolare nella posizione di SAM, nonostante la forte concorrenza di Luke Gifford, giocatore esperto che si è conquistato la convocazione all’ultimo Pro Bowl dopo le ottime cose fatte negli special teams.

Confermato nel ruolo di CB1 Deommodore Lenoir, autore di 61 tackles e 2 intercetti nella scorsa stagione, le prime settimane saranno fondamentali per capire se Renardo Green manterrà il posto da titolare sulla sideline opposta dopo il calo prestazionale mostrato in postseason che lo ha esposto alle critiche del coaching staff; se non dovesse farcela il veterano Jack Jones è pronto a prenderne il posto, andando a completare un reparto che utilizzerà Upton Stout come nichelback. Nella deep a fianco del solido Malik Mustapha, 76 tkl, si alterneranno invece Ji’Ayir Brown e Marquise Sigle che finora non hanno del tutto convinto come free safeties, mostrando ambedue lacune in alcuni aspetti del gioco.

Lacune simili a quelle che sono costate il posto al kicker Jake Moody all’inizio della passata stagione, costringendo San Francisco a mettere mano al portafogli per firmare il collega Eddie Pineiro, capace di guadagnarsi un rinnovo quadriennale da 17 milioni di dollari dopo aver infilato tra i pali 28 dei 29 field goal tentati; confermato anche il long snapper Jon Weeks, giunto alla sua diciassettesima season NFL, l’unico volto nuovo nel gruppo allenato da Brant Boyer sarà il punter Corliss Waitman, ex Pittsburgh Steelers, visto che ad occuparsi dei ritorni ci sarà nuovamente Samuel.

I ritorni alla base di quest’ultimo e di Greenlaw, uniti alle firme di Evans e Odighizuwa, sono state delle mosse compiute all’insegna dell’efficacia e dell’efficienza da parte del general manager, che ha rafforzato la squadra con veterani in grado di fornire fin da subito l’upgrade richiesto e, allo stesso tempo, capaci di integrarsi facilmente con i sistemi di gioco utilizzati su entrambi i lati della palla; capacità che potrebbe rivelarsi davvero fondamentale con l’avanzare dalla stagione, soprattutto nelle partite all’interno della division, dove le rivali si conoscono ormai a menadito e il volto nuovo, soprattutto se ormai amalgamato con i compagni, ha le carte in regola per fare la differenza. Inutile ricordarlo, ma, molto probabilmente, proprio dall’esito di queste sfide con Seahawks e Rams si deciderà la season 2026 dei Niners.

SEATTLE SEAHAWKS

Fin dall’inizio del training camp, in ogni intervista in cui si toccava l’argomento, l’head coach Mike MacDonald è stato chiarissimo in merito ai suoi Seahawks “noi non dobbiamo difendere nulla, siamo una nuova squadra e dobbiamo costruirci un nuovo destino”, cercando con queste parole di allontanare dai suoi ragazzi una qualsivoglia pressione dopo la conquista, in parte inattesa, del Super Bowl LX, ma al di là delle dichiarazioni di circostanza è innegabile che la franchigia sagacemente guidata dal GM John Schneider ha tutte le carte in regola per provare ad arrivare nuovamente all’atto finale della stagione 2026, soprattutto considerando che ben 20 dei 22 starter che hanno contribuito ad alzare il Vince Lombardi Trophy al termine della scorsa postseason, sono ancora a roster.

Tra questi il grande artefice della cavalcata verso il Grande Ballo, il ranocchio trasformatosi improvvisamente in principe che ha saputo riscattarsi alla grande disputando la miglior stagione di sempre per un quarterback che ha vestito la divisa di Seattle, Sam Darnold, che dopo aver lanciato per 4,048 yards e 25 TD pass è pronto a guidare nuovamente l’attacco del team, affidato alle cure del nuovo offensive coordinator Brian Fleury, arrivato dai rivali 49ers; ex allenatore dei tight end, la sua esperienza come coordinatore del gioco di corsa gli tornerà certamente utile in questa sua nuova avventura, visto che dovrà ricostruire il running game del team dopo al perdita in free agency del leading rusher Kenneth Walker III e l’infortunio che sta ancora tenendo ben distante dai campi la sua prima alternativa, Zach Charbonnet.

Motivazioni che hanno indotto i Seahawks a selezionare il prodotto di Notre Dame Jardarian Price con l’ultima scelta del primo round nel Draft 2026, giocatore che sembra adattissimo a calarsi nel sistema di gioco che dovrebbero utilizzare in questa stagione e che, abituato com’è a lavorare in tandem con altri RB, non avrà problemi a suddividersi le portate con il nuovo arrivato Emanuel Wilson, ex Green Bay, e il confermatissimo George Holani, particolarmente stimato dai coaches; uomo da third down piuttosto abile anche nel gioco aereo, sarà un’arma in più per il braccio di Darnold, che ritrova tutti i suoi ricevitori principali, a partire da Jaxon Smith-Njigba, leading receiver della squadra con 119 ricezioni completate per 1,793 yds e 10 touchdowns totali.

Fresco di rinnovo contrattuale che lo ha reso il WR meglio pagato della lega, 168,6 milioni per 4 anni, guiderà un gruppo che ha confermato i titolari Cooper Kupp, 593 yards e 2 TD, Rashid Shaheed, anch’egli destinatario di un’estensione di contratto in primavera, e nel quale dovrebbe ritagliarsi sempre più spazio l’emergente Tory Horton, frenato da un infortunio allo stinco dopo la positivissima partenza della sua rookie season, che lo aveva visto andare a segno in 5 occasioni nelle prime 8 partite; un approccio reso possibile dalla sua capacità di integrarsi fin da subito negli schemi offensivi del team, nei quali continuano ad avere una certa importanza i tight end ed in particolare A.J. Barner, diventato uno dei punti fermi dell’attacco dopo le 52 prese e i 6 touchdown realizzati nella scorsa stagione.

Ai suoi colleghi Eric Saubert e Nick Kallerup spetta invece il compito di aiutare i componenti della linea offensiva nei blocchi, trovando spazio soprattutto nelle formazioni situazionali, quando si affiancano all’ottima coppia di tackle composta da Charles Cross e Abraham Lucas per dare manforte al quintetto titolare completato dal centro Jalen Suddell, dalla guardia sinistra Grey Zabel, già determinante da matricola, e dal RG Anthony Bradford, che dovrà guardarsi dalla concorrenza di Christian Haynes e del rookie Beau Stephens dopo i passaggi a vuoto della passata stagione.

Piuttosto solida anche la linea difensiva che può ancora contare sugli espertissimi Leonard Williams, 7.0 sacks, Jarran Reed e DaMarcus Lawrence, che ha già comunicato l’intenzione di ritirarsi al termine di questa stagione nonostante un 2025 giocato ad altissimo livello e concluso con 6.0 sk e 11 tackles for loss all’attivo; alle loro spalle Ernest Jones IV, 126 tackles messi a segno, continuerà a condividere il controllo delle zone interne con l’emergente Drake Thomas, mentre all’esterno Uchenna Nwosu e Derick Hall saranno i principali protagonisti di una pass rushing che ha in programma di aumentare ulteriormente la pressione sui backfield avversari dopo l’aggiunta del veterano Dante Fowler Jr., giocatore che potrebbe tornare agl’antichi fasti sotto la guida di coach MacDonald.

Pronto ad allinearsi spesso in mediana, o subito a ridosso della linea di scrimmage, come ha già fatto nel corso del 2025, la safety Nick Emmanwori, 81 placcaggi, acquisirà sempre maggiore importanza negli schemi difensivi di Seattle, lasciando a Julian Love e Ty Okada, promosso definitivamente starter dopo l’infortunio del promettente rookie Bud Clark, il compito di presidiare la deep; sulle sideline, invece, grande bagarre sul lato opposto a quello occupato da Devon Whiterspoon, 7 broken pass, dove Josh Jobe e la matricola Julian Neal, selezionato al terzo round da Arkansas, si divideranno gli snap in questa prima parte di regular season.

Snap, o meglio ritorni, che si divideranno anche i già citati Shaheed e Horton negli special team, alternandosi come punt e kick return a seconda del loro stato di forma durante le partite, scelta che il coordinatore Jay Harbaugh ha introdotto con successo già nel corso della passata stagione è che è stata uno dei motivi per cui i Seahawks sono risultati tra i team più efficienti della lega; risultato ottenuto anche grazie alla presenza di due dei migliori interpreti nei ruoli di punter, Ed Dickson, e kicker, Jason Myers, giocatori affidabili che da anni sono dei punti di forza indiscussi della squadra.

Rimasta pressoché invariata rispetto alla stagione che l’ha incoronata Campione, Seattle è pronta a giocarsi nuovamente le sue carte in questo 2026 nonostante alcune piccole lacune a roster non siano state del tutto colmate, almeno sulla carta, dove permangono i punti interrogativi riguardanti il LB interno da affiancare a Jones, al di là delle prove fin qui positive offerte da Thomas, e la mancanza di validi backup alle spalle dei titolari sulla DL, dove l’età media è rimasta piuttosto elevata; in ogni caso, MacDonald ha già dimostrato nel passato, anche recente, di essere una delle menti difensive più brillanti del football made in USA, vedremo se anche questa volta troverà le giuste misure per ottimizzare le risorse a sua disposizione e farle rendere al massimo, mantenendo i Seahawks costantemente “in corsa” per il taciuto, ma in fondo sperato, back to back.

One thought on “NFC West Preview 2026”

  1. A parte qualche confusione coi nomi (Mike dev’essere un nome particolamente significativo per Andrea Cresta, visti i refusi per il La Fleur di Green Bay e lo Shanahan dei 49ers), l’analisi sulla NFC West mi sembra condivisibile: una Division “infernale” che sarà l’ago assoluto della bilancia per qualsiasi franchigia NFC con aspirazioni di Super Bowl.
    Il rischio più grande lo correranno sicuramente I Rams, i quali hanno messo in piedi una corrazzata così potente che, in caso di fallimento dell’obiettivo finale, farà un tonfo assai rumoroso…….
    I Seahawks posso godere di quella leggerezza che scaturisce da l’aver appena messo in bacheca l’agognato Lombardi, a San Francisco il ruolo di guastafeste massimo, mentre i Cards cercheranno di limitare i danni.
    Buona Stagione 2026-2027 a tutti

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