PHILADELPHIA EAGLES
Il roster al solito stellare nei ruoli chiave, una division poco competitiva nel passato recente e un calendario sulla carta benevolo pongono di nuovo Phila come prima favorita per vincere il gagliardetto della NFC East. Basti pensare che a Vegas le 10+W stanno a +120, l’arrivo in postseason viene postato a -165, mentre la quota sulla vittoria del Vince Lombardi in quel di Inglewood è la quinta totale. Per non parlare delle performance del trio delle meraviglie Barkley-Smith-Hurts, che secondo i bookmaker a stelle e strisce punteranno nell’ordine le 1500+rushing yard, le 1000+ in ricezione, combinate col rookie Makai Lemon, e sopra i 25 passing touchdown per il regista!
Detto ciò, l’incognita che potrebbe far svoltare positivamente il prossimo torneo o determinare una regressione fallimentare è proprio il nuovo attacco, orfano di AJ Brown, accasatosi in zona Boston, firmato quindi Sean Mannion, giovanissimo ex coach dei quarterback a Green Bay. In attesa dell’imminente preseason a Baltimore di Ferragosto, le iniziali sensazioni del training camp appaiono positive, con Hurts più responsabilizzato nei target a centro campo, rispetto alle continue corse di Barkley e ai big play laterali, e minori schieramenti in shotgun per prediligere lo snap under center.
Tale caratteristica al Jefferson Health Training Complex ha tuttavia portato sia luci che ombre per il regista, con deviazioni già in prossimità dello scrimmage, per una maggiore reattività da conquistare strada facendo, ma pure passaggi da touchdown per Smith in red zone, dopo una serie di lanci precisi e tempestivi nello slot centrale, una zona questa, che potrebbe trasformare l’All American da USC Lemon in un breakout.
Devonta Smith da WR 1 potrebbe riscrivere i numeri statistici della NFL
Se Smith, da incontrastato WR1 è atteso al definitivo salto verso l’olimpo NFL, ottime sono le impressioni che ha lasciato in estate la new entry Wicks, numero 2 dietro l’asso di Alabama College e paragonato a Keenan Allen da coach Sirianni.
Una linea acciaccata, dove oltre alla schiena del centro Jurgens e i problemi personali di Lane Johnson, ginocchia e caviglia avevano spinto Dickerson a valutare addirittura il ritiro, dopo gli innumerevoli guai fisici, che sarà il termometro annuale delle possibilità offensive, dopo il collasso 2025/26. Nella 3-4 base di Nick Fangio, reduce dal quinto e secondo posto NFL per punti incassati, Greenard sarà il nuovo linebacker sul lato forte, opposto a Nolan Smith, mentre all’interno il veterano Baun affiancherà il sophomore Jihaad Campbell.
Difesa che ha visto in offseason l’incredibile rinnovo di Jalen Carter, ora DT più pagato coi 150 e passa milioni quadriennali nonché già regnante nel ritiro, appaiato nuovamente al giovane e mastodontico Ojomo da 6 sack nel 2025 e all’altro rinnovato Jordan Davis. D-line fra le più complete e feroci della lega, specialmente se il rookie Byron Young confermerà le proprie qualità. La sorpresa estiva però prende il nome di Riq Woolen, che perciò partirà titolare nell’angolo sinistro, contrapposto a Quinyon Mitchell, coppia sulla carta dominante senza dimenticare Cooper DeJean, nickelback in predicato comunque anche nella safety position assieme al secondo anno Mukuba.
DALLAS COWBOYS
Due primi giri difensivi, il linebacker Malachi Lawrence e la safety Caleb Downs, oltre alla splash trade su Rashan Gary, danno l’idea dell’offseason in questo lato di Texas, ovvero sia riportare la D-Zone a livelli egregi, visto che dopo la rumorosa cessione di Micah Parson e l’innesto in midseason di Quinnen Williams, fresco di esosa estensione triennale (106M), aveva bisogno di nomi sicuri in entrata. I due rookie sono attesi al grande salto, con l’ex Alabama per parecchi analisti sottostimata 11ma scelta assoluta, mai sceso dall’ 85.0 PFF grade negli ultimi tre tornei collegiali, nonché fra i più veloci e spettacolari coverage defender, e l’edge, specialista nella pass rush, reduce a UFC da 40 pressioni su 230 snap combinati.
Convince l’accordo sempre nelle retrovie con Jalen Thompson, fra i più costanti strong safety NFL, il migliore nella scelta sui placcaggi, a segno nel 93% delle occasioni. Grossi dubbi invece sullo spot opposto a DaRon Bland, dopo i problemi palesati da Revel Jr al debutto, perciò in competizione adesso con Cobie Durant, sigla annuale dai Rams. Il nome di Gary, se è vero faccia sognare i tifosi, pure per l’età pienamente nel prime, 28 anni, va in contraltare però con le statistiche al ribasso degli ultimi 4 anni, ben lontane dal 2021, con quasi 90 pressioni e un grade superiore a 90 nella pass rush.
Ennesimo tentativo per Prescott di cavalcare i playoff qui a Dallas, prima della scadenza contrattuale nel 2029
Dee Winters, dai 49ers e all’ultimo stipendio da rookie (4M totali), completa la linebacker room col terzo anno Overshown e il sophomore Ezeiruaku, candidato al breakout, giovani dalle belle speranze che dovranno apprendere dal Pro Bowler da 40 sack negli ultimi 5 campionati i segreti del mestiere, sperando che una difesa colabrodo senza Parson e poi Clowney e Fowler, ora assegnata a Christian Parker, migliori e ritrovi nuovi stimoli.
Macchina da punti e sicurezza costante qui a Dallas, resta invece l’attacco di Clayton Adams, orchestrato da Dak Prescott, protetto da Guyton e Tyler Smith a sinistra, Booker e Steele a destra, dietro il centro Beebe, anche se, pure qui, i viaggi clutch o in win or go home, come le ultime 5 deficitarie uscite dello scorso anno (4 sconfitte) non hanno mai dato a vedere quella mentalità che possa far sognare l’America’s team fanbase. Detto questo, il braccio bionico unito a coraggio e a facilità di movimento del prospetto da Miss State, non possono che provocare ottimi presagi per un’offense che, sulla carta, è la primaria speranza per i ragazzi di Jerry Jones e l’HC Brian Schottenheimer di tornare in postseason.
Se aggiungiamo che sul profondo si avvarrà ancora di CeeDee Lamb e George Pickens, il primo sopra le 1.000 yard nonostante parecchio tempo ai box e l’altro reduce dalla miglior annata statistica di carriera, siamo certi che l’85+ di passing grade, quarta cifra NFL, verrà di nuovo agguantato come nelle ultime due tornate.
I Cowboys possono rialzarsi, ma i dubbi sulla tenuta difensiva restano tuttora, e pertanto ce li fanno pronosticare dietro ai più solidi Eagles.
NEW YORK GIANTS
I Giants ripartono da John Harbaugh, storica guida nei Ravens forgiati del Super Bowl, e qui capo allenatore di un front office nuovo di zecca, dove Matt Nagy e Dennard Wilson cureranno le due opposte fasi di gioco in sideline. Già nella nuova sede del ritiro estivo, nel West Virginia, presso il Greenbrier a White Sulphur Springs, molti analisti al seguito hanno intravisto inedite metodologie di lavoro, più duro e fisico rispetto alle sobrie modalità sotto Brian Daboll, che sono tuttavia costate troppe penalità offensive durante il training, rimarcando perciò i vecchi difetti a Baltimore.
Speranze di evitare la terza stagione negativa continuata vengono da Jaxson Dart, quarto rookie offensivo 2025 da 24 TD equamente divisi fra passaggi e corse (15/9) in 12 partenze, atteso ora nel secondo anno Major alle prime risposte definitive da regista elite, e da uno dei più terribili e temibili comparti di edge rusher di lega.
Brian Burns e Abdul Carter sono difatti gli assi della edge room, due outside perimetrali introvabili, con la terza scelta assoluta lo scorso campionato in una progressione spaventosa, nonostante le sole 6 presenze da titolare, nelle quali ha però performato ben 72 quarterback pressure, e Burns Pro Bowler da 16,5 sack. Se a loro aggiungiamo il ritorno di Kayvon Thibodeaux, per il quale molteplici offerte estive sono state rifiutate, e la quinta overall Arvell Reese, altro spaziale edge prestato plausibilmente all’interno a fianco di Tremaine Edmunds, ecco che i quattro dietro la linea formata dalle new entry Harris (Browns) e Reader (Detroit) e il sophomore Darius Alexander rasentano l’eccellenza!
La nuova era ai Giants prende il nome di John Harbaugh
Musica per le orecchie di uno skipper che a Baltimore ha fatto della difesa il suo mantra, e che qui dovrà tuttavia salvare una nave in avaria, reduce dal penultimo posto per iardaggio su corsa e a metà classifica al lancio, seppur in secondaria e agli angoli la competizione su chi sarà titolare o no non è ancora stata sciolta. Se su Adebo a sinistra non sembrano esserci dubbi, è difatti sull’altro lato che Newsome II (ad oggi favorito), il primo giro 2023 Banks e la matricola Hood stanno lottando nel camp.
Capitolo attacco: se Skattebo pare scontato acquisisca il primo spot da rb avanti a Tyrone Tracy Jr, puntando le 1.000 yard annuali, è sulla salute di Malik Nabers ciò a cui tutti si stanno concentrando. Il grave infortunio al ginocchio che ne ha mozzato la stagione scorsa dopo solamente 4 settimane, mette tuttora a rischio la sua presenza all’opening day contro Dallas, benchè le migliorie fisiche procedano a gonfie vele. Dietro gli usati sicuri Slayton e il nuovo arrivo da Pittsburgh Calvin Austin III mette curiosità il tentativo di Odell Beckam Jr di conquistare uno spot nel roster a scapito di Smith-Schuster e Berrios, dando per scontata la promozione del rookie Fields.
Tanti dubbi un po’ ovunque, ma la garanzia Harbaugh non ci preclude di mettere New York fra le sorprese NFC, attorno al 50% di W verso natale, per poi sperare in un allungo che valga la Wild Card.
WASHINGTON COMMANDERS
Ultimo team nei favori dei pronostici, Washington infatti parte coi dubbi amletici offensivi Jayden Daniels, franchise qb tanto atteso ma fermatosi lo scorso anno a causa di un infortunio, e Terry McLaurin, wr di punta produttivo come pochi ma anch’esso reduce da seriose problematiche fisiche. La rookie season del 2024, se ripetuta, darebbe ai Commanders un regista di spessore, capace più di qualunque altro pari ruolo di avere un rating dell’1,45% sui turnover previsti, e superare quota 80 di player grade sia come passer che corridore!
Fresco di recentissima sigla annuale da 12 milioni, il 4 volte Pro Bowler Stefon Diggs nonché ottimo ai Patriots 2025/26, arriva perciò per annettere qualità ed esperienza a un comparto nel quale poco convincono Burks e il free agent Dyami Brown, mentre l’ottimo potenziale fatto trasparire da Luke McCaffrey è arrivato con sole 42 ricezioni in due anni. Detto ciò non tutti, Stephen A. Smith su Espn in primis, sono sicuri che l’ex Maryland possa performare a dovere senza qualità al suo fianco.

La coppia offensiva dei sogni a Washington
Non ci sorprenderebbe quindi che le peculiarità individuate a Clemson del debuttante Antonio Williams, 2,27 yard per traccia disponibile e solamente il 5% di drop in 4 anni di carriera collegiale, gli possano valere un ruolo importante durante l’arco della stagione. Fiducia nelle portate ovale in mano al giovane Croskey-Merritt dopo la buona campagna da matricola, affiancato dal costante Rachaad White, running back da Tampa Bay e coppia che dovrebbe garantire assieme al quarterback (Daniels o Mariota che sia) la solita quota 1.800/1.900 yard, prerogativa quella del gioco di corsa per Dan Quinn, che è valso il quarto posto NFL 2025, e che verrà perpetrata a dovere anche sotto il nuovo OC David Blough.
In una D-zone dove Trey Amos, CB sophomore atteso al breakout ma anch’egli in PUP list per riprendersi dagli infortuni, investimenti più cospicui arrivano nel front seven, con la settima scelta assoluta spesa per Sonny Stiles, LB dominante ad OSU in run defense ma pure nelle coperture, con zero placcaggi mancati nel 2025, quotato pertanto 88.0 nei grade PFF, sull’edge pass rusher Josephs da 32 pressioni in sole 184 situazioni relative, e dal mercato con le sigle di Oweh (81.0 PFF pass rush grade), Leo Chenal dai Chiefs e K’Lavon Chaisson, 74 pressioni su 535 snap in pass rush. Tre innesti da free agency che andranno immediatamente a coprire spot titolari, per migliorare la produzione nella pass rush e rimpinguare la rotazione fra gli edge.
“Malato” di sport a stelle e strisce dagli anni 80! Folgorato dai Bills di Thurman Thomas e Jim Kelly, dal Run TMC e Kevin Johnson, dai lanci di Fernando Valenzuela e dal “fulmine finlandese”. Sfegatato Yankees, Packers, Ravens, Spurs e della tradizione canadese dell’hockey.

