Chissà come deve essere, cosa si prova il momento prima di scendere in campo, lo stadio pieno, le televisioni, i giornalisti, gli avversari, mi sono sempre chiesto quali siano le emozioni celate dietro il casco di un quarterback prima di una partita, quelle al riparo non solo dai colpi degli avversari ma anche dagli occhi di una nazione sintonizzata che si aspetta prodezze, giocate funamboliche e spettacolo puro.
È difficile da credersi ma io penso che in questi momenti, in serate come quelle di ieri, per due giovani quarterback come Maye e Stroud non ci sia solo adrenalina e gratitudine ma anche ansia, timore o paura, perché alcune partite sono dei veri e propri esami di maturità, soprattutto se si è giovani, soprattutto se sono i playoff, anzi io credo che in circostanze come queste le gambe tremino. Poi però c’è il campo che esprime il suo verdetto e di tutto ciò non tiene conto, la sentenza è netta, i Patriots hanno battuto i Texans 28 a 16. Ma dietro le due prestazioni sotto tono di due giovani stelle Maye e Stroud, il cui talento è decisamente superiore rispetto a quello espresso durante i 60 minuti, c’è proprio, secondo me, il peso asfissiante del momento decisivo che non ha permesso ai due QB di esprimersi al meglio delle loro possibilità e performare nella maniera più adatta rispetto alle circostanze.
La partita tra New England e Houston, infatti, è stata una partita ricca di errori e passi falsi, vinta dalla squadra del Massachusetts evidentemente per aver sprecato meno ma il fatto che sia stata equilibrata o impreziosita da prestazioni difensive impeccabili non la assolve dall’assenza di spettacolo che, a mio avviso, la ha caratterizzata; andiamo con ordine nella ricostruzione.
I Patriots padroni di casa si presentavano al kick forti della vittoria ottenuta lo scorso fine settimana contro i Chargers nel Wildcard weekend e, più in generale, completamente rinvigoriti dalla cura Vrabel, che alla sua prima annata su questa sideline ha terminato la regular season con record di 14 vittorie e 3 sconfitte e ha portato Drake Maye solamente al suo secondo anno tra i professionisti ad essere tra i papabili per il premio di MVP.
Houston, invece, ha vissuto una regular season leggermente più travagliata, conclusa comunque con il record di 12-5 e in cui la squadra di coach Ryans ha messo in mostra una delle migliori difese della lega mentre la partita dello scorso fine settimana contro Pittsburgh, valevole per il passaggio del turno nei playoff, si è conclusa con un ampio 30-6 a favore dei texani.
Fatte le dovute premesse, non resta che addentrarci in una partita che vanta ben 8 turnover, ad onore di cronaca uno è stato lanciato da Maye sul finire del primo tempo durante un disperato tentativo di Hail Mary (fate le dovute proporzioni) ma ci sono altri due fumble persi dai Patriots che hanno successivamente recuperato l’ovale, non mandandoli a referto come cambi di possesso.
Il primo tempo per CJ Stroud è stato disastroso!
L’unica ragione per cui il parziale dopo 30 minuti recitava solo 21-10 è la solida prestazione difensiva messa in campo dal reparto di Demeco Ryans che, trascinato da due solidissimi edge come Hunter e Anderson Jr che hanno dato la caccia a Maye per tutta la serata, è riuscito neutralizzare due dei 4 intercetti lanciati dal quarterback al terzo anno.
Ovviamente nel caso della pick six di Marcus Jones il reparto ospite è esente da colpe, essendo stato l’ovale riportato direttamente dal cornerback dei Patriots nella end zone avversaria a seguito della decisione scellerata del QB ospite di disfarsi comunque nel pallone nonostante fosse stato scaraventato a terra da un avversario, mentre l’unico TD dalla franchigia del Texas nel corso della prima metà di gioco deriva proprio da un pallone recuperato dalla difesa a seguito di pallone perso prima dall’attacco su un lancio intercettato da Carlton Davis (autore di una partita sontuosa).
Aldilà di quello che le statistiche possono raccontare, nonché il dato sui terzi down ovvero uno su otto convertiti, è nelle continue esecuzioni sbagliate da Stroud la chiave dell’inefficienza offensiva di Houston, che si è trovata sotto di soli 11 punti al termine dei primi due quarti di gioco, sicuramente come già detto per merito del comparto difensivo, ma anche per colpa di Drake Maye e dell’attacco dei Patriots che non sono stati in grado di capitalizzare le numerose occasioni avute a disposizione per rendere il divario più ampio.
Occorre elogiare anche la difesa di coach Vrabel che, portando costantemente pressione e ricorrendo anche all’uso dei blitz, ha saputo alimentare confusione e disordine già balenanti nella mente del quarterback avversario dopo la prima serie di errori, riducendo ancor di più la sua lucidità nell’interpretazione della gara.
A fronte di tutto ciò i Texans hanno tentato il recupero nel secondo tempo riducendo sicuramente il numero di errori o possessi regalati ma soffrendo comunque il parziale accumulato nonché la capacità degli avversari di percorre drive lunghi e onerosi dal punto di vista del tempo rimanente a disposizione sul cronometro per poter recuperare, principalmente utilizzando il gioco di corse.
Inoltre, i Patriots hanno anche aumentato il proprio score durante il terzo possesso a disposizione con un touchdown realizzato da Boutte su un cioccolatino lanciato da Maye, la presa ad una mano sola del ricevitore è da capogiro; se ve lo siete persi consiglio vivamente di recuperarlo.
Oltre a ciò, il secondo tempo dei padroni di casa è arricchito anche dalla capacità di continuare a portare pressione sul quarterback avversario nonché di generare turnover (Gonzalez forza due fumble ma il primo viene annullato da una flag), fatto sta che dopo altri due quarti di gioco il responso finale recita 28 a 16 in favore di New England.
Se vogliamo il dato peggiore per Houston, oltra al già citato quantitativo industriale di palle perse nonché al 20 su 47 di Stroud, sono le 48 yards corse, emblema di come continuità e regolarità siano stati elementi sconosciuti all’interno dei drive offensivi del team guidato da Ryan nel corso del primo tempo.
Drake Maye, invece, a referto con 16 completi su 27 lanci tentati, 179 passing yards, 3 touchdown lanciati, 1 intercetto e 2 fumble, ha, a mio modesto avviso, performato ampiamente al di sotto dei suoi standard; non è stato io giocatore brillante e infermabile che gli ultimi 5 mesi ci avevano abituato a conoscere ma è riuscito comunque a vincere la partita e giocare meglio del diretto avversario
Per New England ora, sul sentiero che porta alla partita dell’anno si frappone solo Denver, priva come è noto del suo starting QB ma non per questo rassegnata a priori all’idea di svolgere il ruolo di comparsa nel match di domenica prossima, soprattutto trovandosi all’interno del proprio fortino.
Aldilà, però, di quello che accadrà domenica prossima io credo che al momento ci sia un’indicazione che si possa già trarre: il lavoro di Vrabel deve essere un modello. È già una off season particolare questa, complice la mia giovane età io non ricordo così tanti allenatori esperti e dotati di un curriculum da capogiro muoversi. Ecco, per loro il fatto che l’ex Head Coach dei Titans abbia impiegato solamente 12 mesi per invertire in maniera così drastica le sorti di una squadra deve essere, a mio avviso, il parametro con cui confrontarsi, aldilà delle singole modalità con cui ciò verrà fatto visto che non esiste ovviamente una maniera univoca di allenare o gestire un gruppo.
Studente universitario, appassionato di football americano e, ormai più in generale, degli sport a stelle e strisce, dopo essere rimasto stregato in età adolescenziale dalla palla ovale e dal mito che la avvolge.
Tifoso delle franchigie di Chicago dopo aver vissuto qualche mese nella Windy City, qualora ve lo stiate domandando, tra Cubs e White Sox tifo per i Southsiders.


Non sarà stato il Maye formidabile ammirato in rs ma era alla seconda partita di po, contro la migliore difesa (o la seconda) della lega, in condizioni meteorologiche a dir poco avverse. Eppure ha concluso con 3 td, un rating di oltre 100 e giocate chiavi nel momento in cui contava!! Se i pats hanno vinto è non solo grazie alla straordinaria partita della difesa.