Nelle righe finali dell’articolo dedicato alla wild card vinta contro Jacksonville, prima vittoria “on the road” ultratrentennale dei Bills nei playoffs, avevo citato la presenza di “corsi e ricorsi storici” anche per il match che ieri notte li ha visti impegnati a contro i Broncos, squadra che proprio in quella postseason del 1991, una settimana dopo quella che fino allo scorso weekend era stata l’ultima affermazione in trasferta della franchigia di Orchard Park, si era arresa al team allora allenato da Marv Levy nel Championship AFC, dando il via, di fatto, all’epopea dei 3 Super Bowl consecutivi che consegnarono Buffalo alla storia, nel loro caso un po’ sfortunata, del Football.
E proprio come nella sfida di trentaquattro anni fa, la partita si è infiammata definitivamente nelle sue battute finali, dopo lunghi tratti in cui entrambe le compagini sembravano più impegnate a non commettere ulteriori errori piuttosto che trovare la giocata determinante per provare a staccare il biglietto per la finale di Conference; fasi di studio e accelerazioni improvvise hanno infatti caratterizzato il match del Empower Field at Mile High, aperto da 2 drive lunghissimi, entrambi superiori ai 7 minuti, nel quarto iniziale, conclusisi, rispettivamente, con un field goal da 28 yards di Will Lutz, dopo che gli stessi Broncos erano stati graziati su un fumble di Jaleel McLaughlin invalidato da un offside del DL avversario Larry Ogunjobi, e con una ricezione vincente da 4 yds di Mecole Hardman, su un gioco fotocopia di quello che consegnò ai Chiefs il Lombardi Trophy nella season 2023.
Ad inizio secondo periodo, un placcaggio fisico di Alex Singleton provoca il primo turnover della partita, con il leading rusher della NFL James Cook che perde l’ovale e consente ai padroni di casa di portarsi nuovamente in vantaggio, al termine di una serie piuttosto veloce impreziosita da una ricezione da 27 yds di Mims Jr. e da uno scramble di 11 yards di Bo Nix che hanno anticipato di pochissimi play il touchdown pass dello stesso numero 10 per l’offensive lineman Frank Crum, abile a scivolare sul lato destro della difesa avversaria ed entrare, intoccato, in endzone.
Un altro drive lunghissimo condotto con una buona alternanza tra corse e ricezioni porta Buffalo sul 10 pari, grazie ad un calcio da 33 yds dell’ex Matt Prater, ma l’equilibrio dura poco meno di due minuti, giusto il tempo necessario all’attacco di Denver per avanzare lungo il campo e riportarsi nuovamente avanti con un TD pass da 29 yards per le mani di Lil’Jordan Humphrey, elevato al ruolo di WR#3 dopo gli infortuni che hanno estromesso dalla partita Troy Franklin e Pat Bryant nel corso del quarto iniziale; sotto di 7 punti e con ancora 22 secondi da giocare prima dell’halftime, gli ospiti sembrano intenzionati a ridurre le distanze, ma una giocata inspiegabile da parte di un veterano del calibro di Allen, che scaglia l’ovale sul terreno di gioco dopo aver superato ampiamente la linea di scrimmage consegnandola nelle mani di Devon Key, rapidissimo a recuperare il fumble, permette ai padroni di casa di allungare ulteriormente, con un secondo FG da 50 yards di Lutz che li porta sul 20 a 10.
Dopo l’intervallo è ancora una pregevole azione difensiva di Nick Bonitto, già protagonista nel turnover precedente, a provocare il terzo fumbles Bills della serata, con il numero 15 che sacka il quartertback avversario e consente al compagno Malcolm Roach di impossessarsi della palla sulle 17 di Buffalo, distanza che però non agevola affatto i Broncos, incapaci di ottimizzare il gran lavoro svolto dal reparto allenato da Vance Joseph, accontentandosi di un nuovo field goal da 33 yards del solito Lutz; aver ottenuto appena 6 punti dopo 2 takeaways difensivi che potevano incidere parecchio sull’esito del match in favore di Denver, apre la possibilità agli ospiti di rientrare facilmente in partita, e così effettivamente avviene, al termine di una serie nella quale l’attacco guidato da Josh Allen evita di cadere nuovamente in errore, infilando una serie di 8 giocate consecutive finalizzate positivamente che si concludono con un TD pass da 10 yds per Keion Coleman, che si fa così perdonare un clamoroso drop in endzone del primo tempo, fortunatamente annullato da un holding di un compagno di squadra.
Al successivo intercetto lanciato da Nix, che viene pizzicato addirittura dal lineman Deone Walker sulle proprie 36, risponde il collega Allen due azioni più tardi, sbagliando tocco e misura mentre cerca di servire Curtis Samuel all’interno della redzone avversaria; la potenziale segnatura del sorpasso si trasforma nel quarto turnover della serata per i Bills, fermati dalle mani del DB P.J. Locke a 8 yards dalla linea dell’endzone, ma Denver non riesce a sfruttare l’ennesimo momentum favorevole del match e consegna la palla agli ospiti con un punt, consentendogli di mettere in piedi il drive del nuovo sorpasso ad inizio dell’ultimo quarto, quando Allen sforna il TD pass numero 3 per il tight end Dalton Kincaid, che chiude la serie con una presa da 14 yds.
Un altro three&out dei Broncos permette a Buffalo di aumentare il vantaggio pochi minuti più tardi con un piazzato da 31 yards di Matt Prater, ma Nix e compagni non sembrano ancora disposti ad alzare bandiera bianca, avanzano rapidamente sul campo coprendo 73 yds in 3 minuti e 16 secondi, e chiudono il drive con un lancio da 26 yards ricevuto da Marvin Mims Jr., che si infortuna durante l’azione sbattendo contro una fotocamera situata a bordocampo; una segnatura controversa, discussa a lungo anche in sede di commento seppur dai replay dall’alto sembra che effettivamente la palla sia ben salda tra le mani del prodotto di Oklahoma prima che quest’ultimo esca sulla sideline.
Un touchdown che, comunque, ha il potere di infiammare ulteriormente il match e acuire l’inventiva dell’offensive coordinator ospite Joe Brady, abile a chiamare la giocata con cui i Bills gettano le basi per calciare il field goal, da 50 yds, del definitivo pareggio e mandare la partita all’overtime, ovvero un lateral pass di Shakir per il runningback Ray Davis che consente loro di conquistare 27 yards e portarsi dentro la FG target zone del solito Prater.
Nei supplementari la difesa di Buffalo, che è cresciuta esponenzialmente durante il match rispondendo alle tante critiche piovutegli addosso durante la stagione, ferma ancora una volta i ragazzi allenati da Sean Payton e Josh Allen sembra avere tra le mani la palla che potenzialmente può decidere il risultato finale del match; conscio di essere il padrone del proprio destino, come d’altronde ogni QB desidererebbe, il prodotto di Wyoming imbastisce un buon drive, sfruttando la mancata segnalazione di un holding di un suo offensive lineman proprio all’inizio dello stesso per avvicinarsi con pazienza all’endzone avversaria, e proprio quando i giochi sembrano ormai fatti, succede l’impensabile.
Su un lancio profondo per Brandin Cooks, nonostante il ginocchio a terra di quest’ultimo dopo aver effettuato la presa, prima, e la schiena a contatto con il terreno di gioco, poi, viene chiamato un intercetto in favore di Denver, messo a segno dal cornerback Ja’Quan McMillan, che strappa, letteralmente, dalle mani dell’avversario l’ovale mentre questo è inchiodato al terreno di gioco, impossessandosene e cambiando inesorabilmente le sorti della sfida; contrariamente a quanto visto finora nel Football giocato, quando in casi del tutto simili se non addirittura uguali l’attacco aveva mantenuto il possesso della palla o tutt’al più era stato chiamato un passaggio incompleto, viene confermata la decisione arbitrale effettuata sul campo e le chiavi per scardinare la porta del Championship AFC passano ai Broncos.
Consci che difficilmente capita di avere la possibilità di invertire la rotta di una partita che ormai sembrava definitivamente persa, i padroni di casa sono intenzionati a sfruttare appieno l’occasione concessagli dal fato, e complice il nervosismo che inizia a diffondersi tra le fila della squadra ospite avanzano inesorabilmente lungo le hashmarks, raggiungendo rapidamente la redzone di Buffalo; ad agevolare l’impresa un paio di defensive pass interference fischiate alla difesa avversaria, anche queste non esenti da polemiche nel post partita, benché, rivedendo attentamente le immagini, in entrambe le occasioni il difensore sembra effettivamente non interessarsi della palla ma preoccuparsi esclusivamente di non far completare la ricezione all’attaccante. La seconda, quella da 30 yds di Tre’Davious White ai danni del già citato Mims Jr., consente al kicker Will Lutz di centrare facilmente i pali da una distanza di 23 yards, fissando il punteggio finale sul 33 a 30.
I Broncos avanzano così verso il Championship AFC, dove affronteranno la vincente del divisional tra Texans e Patriots senza il proprio quarterback titolare, il cui infortunio è stato comunicato dallo stesso head coach nel dopo partita, e a guidarli, all’interno di un Mile High che torna ad ospitare un match valido per il titolo dell’American a distanza di 20 anni, ci sarà Jarrett Stidham, che non ha messo in aria un solo pallone per l’intera stagione 2025, playoffs compresi.
Per quanto riguarda i Bills, invece, al di là dei potenziali errori arbitrali che, come sempre, chi scrive, è solito ricordare a se stesso e ai lettori, che fanno comunque parte del gioco che amiamo, i rammarichi sono tanti, ed altresì enormi, perchè, come la stessa storia della NFL ricorda, vincere una partita di postseason con 5 turnovers al passivo, 4 se non desideriamo considerare tale l’ultimo intercetto, è un’impresa pressochè impossibile e il primo ad essersene reso conto è stato proprio l’atleta di punta del team, il QB Josh Allen, colpevole di 2 intercetti e 2 fumbles, che poco dopo la fine delle ostilità ha dichiarato “È estremamente difficile parlare ora. Mi sento come se avessi deluso i miei compagni di squadra stasera. Ho sprecato occasioni durante tutta la partita.” ammettendo così le colpe personali, e dei compagni di squadra, nella sconfitta rimediata in Colorado.
Folgorato sulla via del football dai vecchi Guerin Sportivo negli anni ’80, ho riscoperto la NFL nel mio sperduto angolo tra le Langhe piemontesi tramite Telepiù, prima, e SKY, poi; fans dei Minnesota Vikings e della gloriosa Notre Dame ho conosciuto il mondo di Playitusa, con cui ho l’onore di collaborare dal 2004, in un freddo giorno dell’inverno 2003. Da allora non faccio altro che ringraziare Max GIordan…


Sono in uno stato di prostrazione totale. Quando venivamo eliminati gli scorsi anni, mi dicevo: “Vabbè, abbiamo Allen, ci riproviamo l’anno prossimo”. Quest’anno c’è un’aria diversa: è come se mi fossi reso improvvisamente conto che non vinceremo mai. C’è quasi la voglia di staccare la spina per un po’: ascolto settimanalmente sedici podcast in italiano sul football, ma non so se questa settimana troverò la forza di farlo; ho la tentazione di isolarmi per otto mesi e tornare a interessarmi di football a settembre. Mai mi era successo negli anni precedenti.
Accetto le palle perse perché comunque eravamo stati capaci di rimediare a esse. Accetto gli errori arbitrali perché non sono nemmeno sicuro che siano errori: sono situazioni al limite e devi prendere per buona la soggettività dell’arbitro. Quello che proprio non ho compreso è perché McDermott, dopo aver vinto il sorteggio al supplementare, abbia deciso di attaccare per secondo e non per primo. Chi attacca per primo ha un vantaggio non tanto perché ha il primo drive (con le nuove regole, c’è la possibilità di replica), quanto perché ha l’eventuale terzo drive con sudden death. Alcuni pensano sia meglio attaccare per secondi perché sai come comportarti in base a cosa ha fatto l’avversario nel primo drive, ma nessuno pensa che in caso nessuno segni nei primi due drive c’è la sudden death!