Da grande tifoso degli Steelers che sono, lo ammetto, ho parecchio esultato al field goal sbagliato da Tyler Loop nell’ultima partita tra Ravens e Steelers, quella che ha decretato le sorti di questa post season delle due squadre. Quei 3 punti sbagliati hanno portato i Ravens a perdere la AFC North per la prima volta dalla stagione 2022/23, quando la vinsero i Bengals, oltre che ad essere fuori dai playoff e a rimanere senza il loro head coach John Harbaugh, che prese questo ruolo nel lontano 2008.
Gli Steelers invece hanno vinto la division per la prima volta dal 2020 e si sono presentati ai playoff con la possibilità di vincere una partita di post season per la prima volta dal 2017, quando la squadra di Mike Tomlin batté 18-16 i KC Chiefs nel divisional round. Con tante certezze, ma altrettanti dubbi, gli Steelers si sono ritrovati a sfidare per la prima partita della loro post season gli Houston Texans.
Questi ultimi avevano già ottenuto un ticket per accedere ai playoff prima dell’ultima giornata, battendo i Chargers per 20-16 sabato 27 dicembre. Dopo un inizio di stagione che sembrava già proiettarli in fondo alla AFC South, con un 0-3 nelle prime 3 partite, i Texans hanno compiuto una rimonta incredibile, vincendo le ultime 9 partite di regular season.
Ciò non è stato però abbastanza per ottenere il primo posto nella division, andato ai Jaguars. Essi hanno chiuso la regular season con uno storico di 13-4, per poi essere però eliminati dai Bills solo poche ora prima di questo incontro.
La chiave di questa incredibile rimonta, che li ha portati ad avere 12 vittorie nelle ultime 14 alla vigilia della partita all’Acrisure, è stata la difesa. Il reparto del DC Matt Burke è stato il migliore di questa regular season tra tutte le squadre della NFL, imponendosi come fattore determinante anche nella partita contro gli Steelers.

Durante la regular season la difesa dei Texans ha concesso una media di 277,2 yard a partita
I Texans, soprattutto grazie a questo aspetto, entravano come favoriti a questa prima partita di Wild Card, pur essendo il gap con l’avversario non troppo ampio. Questa era la premessa iniziale su cui tutti concordavano, quanto meno. 30-6; 408 yard contro 175; 6,2 contro 3,1 yard per play, questo è stato poi il verdetto finale.
Sicuramente con un po’ di tristezza riporto queste statistiche, non solo perché tifoso degli Steelers, ma perché cosciente che la squadra poteva dare molto, molto di più di ciò che si è visto. Gli Steelers non erano certamente tra i favoriti per arrivare fino in fondo ma, più che mai negli ultimi anni, c’era quantomeno il profumo di vittoria di playoff. Dopo aver affrontato squadre come Chiefs, Bills e Ravens nelle post season scorse, i Texans sembravano quanto meno più abbordabili, dopo tutto.
Non ci sono colpe in particolare, tutti, dal primo giocatore all’ultimo allenatore nella squadra hanno fallito in quest’incontro, e il risultato lo dimostra.

I 6 punti ottenuti contro Houston sono il peggior risultato della stagione degli Steelers
La partita è sembrata cominciare mostrando ciò che era più pertinente aspettarsi, una offense degli Steelers in difficoltà, a parte le prime 2/3 play scesi in campo, che fatica anche a trovare profondità e varietà nelle play.
Su ogni corsa, su ogni passaggio, la difesa dei Texans è stata pressoché impeccabile, concedendo pochissime yarde e forzando parecchi 3 and out. Sarebbe stato un inizio completamente disastroso, non fosse che l’offense dei Texans, in particolare CJ Stroud, non abbia approcciato l’incontro con la giusta concentrazione. Il QB ex Ohio State comincia a vacillare, e la difesa degli Steelers recupera più fumble che però non vengono concretizzati dalla loro offense, se non per i soliti field goal di Boswell, il quale rimane sempre pronto a mettere 3 punti in saccoccia quando gli viene richiesto.
Quanto di buono si è visto nella offense dei Texans nel primo tempo è stato tutto condensato nel reparto di corsa, che ha visto nel RB numero 2 Woody Marks la sua prestazione migliore della stagione per distacco, ottenendo il suo secondo TD stagionale oltre che andando per la prima volta oltre le 100 yard corse, con 112 totali. Nick Chubb, che poteva essere un’altra arma pericolosa contro la difesa degli Steelers, si è invece stranamente visto meno.
Un altro protagonista inatteso è colui che realizza l’unico TD nel primo tempo tra le due squadre, ovvero il WR Christian Kirk, anche lui alla sua miglior partita stagionale con 8 ricezioni da 144 yard e i 6 punti ottenuti per la squadra. In stagione non aveva mai superato 5 ricezioni, mai andando oltre le 64 yard ottenute, trovando una prestazione clamorosa proprio quando più necessario.

Nonostante i Texans, per gran parte della partita, non abbiano mostrato tanta più brillantezza degli Steelers a livello offensivo, una statistica sui 3rd down convertiti pone luce su cosa ha funzionato di più per le due squadre. I Texans ne hanno convertiti 10 su 15, gli Steelers solamente 2 su 14.
All’intervallo di gioco, col risultato di 7-6 per i Texans, le difese regnano e la partita sembra essere destinata ad essere in bilico e decisa probabilmente da un altro TD o pochi field goal. Questo è quello che sembra dimostrare anche il terzo quarto, quello con le drive più lunghe che non ha portato letteralmente nulla alla partita.
Tutto sembra andare come da previsione, ma l’ultimo quarto porta invece a una totale debacle degli Steelers. Tra stanchezza e frustrazione nel vedere tutte le giocate offensive fermate dalla difesa dei Texans, Pittsburgh perde completamente la concentrazione, concedendo ai Texans prima un field goal e poi un TD su fumble di Rodgers. Col parziale di 17-6 e un piede e mezzo sulla sconfitta, la speranza per Pittsburgh di vincere era quindi già esaurita. Quando peggio non sembrava potesse andare, la situazione si aggrava ancora di più, fino a diventare umiliante dopo un altro TD su corsa di Marks e una pick six di Bullock che realizza un TD da 50 yard corse.
La stagione degli Steelers, e forse anche la carriera di Rodgers, si chiudono con un intercetto e un risultato da cui bisognerà ripartire la prossima stagione, la prima che vedrà la squadra oro nera senza Mike Tomlin dal lontano 2007. La sconfitta di lunedì sera non è stata infatti l’unica notizia da prima pagina in quel di Pittsburgh, perché la mattina seguente lo stesso Head Coach Tomlin ha deciso di rinunciare alla sua carica da capo allenatore degli Steelers. Risulta importante sottolineare come egli non sia stato licenziato, scelta che sarebbe stata probabilmente inevitabile in ogni caso dalla dirigenza e dal presidente Art Rooney II.
Da quel che trapela sembrerebbe che Tomlin si possa prendere un anno sabbatico per poi vedere i suoi piani da allenatore solamente nel 2027. Egli lascia Pittsburgh dopo 19 anni in cui non ha mai chiuso con più sconfitte che vittorie in stagione
Senza Tomlin e, a questo punto con molta probabilità, senza Rodgers, il 2026 degli Steelers sarà un nuovo inizio di una nuova epoca. Tutto partirà sicuramente dal draft, che si terrà proprio nella città a ovest della Pennsylvania. I Texans, con un’ altra prova eccezionale della difesa e un CJ Stroud su cui c’è da lavorare, affronteranno invece i New England Patriots nella prossima partita di playoff.
Oltre a questa partita, nella corsa al Super Bowl sono rimaste ora Broncos contro Bills per la AFC e 49ers contro Seahawks oltre che Rams contro Bears per la NFC. La difesa dei Texans reggerà le incursioni dei Patriots e di Maye? Ce la faranno i Bills ad ottenere finalmente il loro più ambito trofeo? Nella NFC potrebbero essere i Bears a trovare quella che sarebbe una clamorosa apparizione al Super Bowl? Questa e tutte le domande correlate avranno sicuramente delle risposte a breve, prima nel weekend a venire, poi anche in quelli a seguire fino all’8 febbraio, giorno del Super Bowl.

Ecco il tabellone aggiornato, che vede le ultime 8 squadre lottare per il Super Bowl che si giocherà nella notte italiana tra domenica 8 e lunedì 9 febbraio a San Francisco
Amante degli Stati Uniti, a cui ho dedicato un blog(@ParlandodiUSA), e dei suoi sport, passo volentieri il tempo scrivendo articoli sulla NFL e sul campionato di college NCAA, oltre che sul basket femminile.

