Solidi e cinici come non mai, i Patriots proseguono la favolosa stagione nel modo più convincente possibile, da grande squadra, senza fronzoli e adattandosi alla ferocia playoff, ritrovati dal 2021. Spazzati via i Chargers 16/3 grazie stavolta ad una difesa che ha dominato la O-Line rivale, spada di Damocle dei californiani e causa delle numerose pressioni che non hanno mai consentito al talento di Justin Herbert durante l’anno di giocare con tranquillità.
Un match tipico della postseason, per merito d’altronde di Mike Vrabel, ferito ad un labbro per i festeggiamenti post sack decisivo dal mastodontico Milton Williams, e Jim Harbaugh, due head coach perciò carismatici nell’approntare alle proprie difese quegli upgrade continui coi quali poi compiere sempre uno sforzo in più della norma.
I momentum determinanti, in un match ricco di climax, fumble, passaggi deviati e soprattutto colpi contro i due quarterback – massacrati da 11 sack combinati – arriveranno grazie alle gambe di Drake Maye, che si adatterà alle difficoltà negli scrimmage per conquistare in autonomia down poi decisivi ai fini del tabellino, pescando verso la end zone per via aerea soltanto il solito Hunter Henry nel quarto periodo, chiudendo così la contesa. Farà infine tenerezza il suo alter ego a casacca Bolts, che oramai privo di idee (e protezione) tenterà anch’egli la fortuna via ground, quando però i buoi saranno sostanzialmente già scappati dalla stalla.

Mike Vrabel felice e ferito
I Patriots si sono presentati alla Wild card come una delle tante sorprese annuali della pazza stagione 2025/26, dove anche Broncos, Jaguars, Bears ma pure i Seahawks seppur sempre sulla breccia, sono usciti dal nulla e senza favori dei pronostici hanno dominato Division sulla carta ad appannaggio altrui.
New England, che ha meritato perciò un pezzo a parte tempo fa, si forgia di un HC fra i favoriti per il coach of the year e di un plausibile MVP, al debutto playoff ma reduce dai migliori passer Rtg e percentuale sui completi fra tutti i qb, 113.5 e 72!
Contro Vrabel e Maye quei Chargers sin da subito marchiati dalla ferocia difensiva tipica di Jim Harbaugh, pietra miliare della franchigia californiana dal suo insediamento nonché top 5 NFL in total e pass defense, grazie soprattutto ai poliedrici playbook del predestinato Jesse Minter, che per molti diverrà capo allenatore in altri lidi già dalla futura tornata!
Matchup dunque intriganti vedevano affrontarsi la sensazionale terza overall 2024 e una delle più forti coppie di linebacker di lega, il maestro Khalil Mack e l’allievo Tuli Tuipulotu, fra Diggs ed Henry e la secondaria capeggiata da Derwin James e Tony Jefferson (4 intercetti stagionali come i totali in carriera) ed infine tra il sesto miglior attacco su corsa, rappresentato dalla inarrestabile combo Henderson/Stevenson, e l’ottava run defense NFL!

Maye stavolta decisivo su corsa
Dall’altra parte invece, un talentuoso regista oramai garanzia quale Herbert, tuttavia mai vincitore in postseason, non ha però mai goduto di piena protezione dalla propria linea, orfana da tempo immemore di Alt e Slater, abbandonati da caviglia e ginocchio, pertanto ultima e penultima nel rating su pass e run block win e causa delle peggiori statistiche in carriera dell’ex Oregon su sack (54), hit (74) e percentuale di pressione sui dropback (29.9)! Detto questo nemmeno i Patriots, egregi solo con Landry III e Chaisson su sack e pressure – 16 combinati e 54 la prima scelta da LSU – hanno comunque eccelso nella pass rush: 19mi NFL al 35%, tutte fonti Espn.
Come ripetuto nell’introduzione saranno per l’appunto queste le chiavi della Wild Card in scena a Foxborough: la performante difesa di Minter che terrà in gioco i Chargers, abbandonati però da una insufficiente protezione offensiva!
Il primo momento chiave si avrà agli albori della partita, quando un pregevole Tart, autore pure di un sack, devierà il lancio di Maye nelle mani di Henley, per l’intercetto che porta nella redzone L.A., incapace tuttavia nei quattro tentativi in shotgun di andare a referto. Poi altre tre inconcludenti situazioni vicine alla meta da entrambe le parti mandano New England a chiudere 6-3 il primo tempo, coi field goal di Borregales e Dicker.

Herbert colpito più volte dal front seven rivale
Non cambia la musica nel terzo quarto, dato che i Patriots perderanno di nuovo l’opportunità di segnare entro le 20 un touchdown grazie ancora alla super difesa ospite, che causa stavolta con l’ottimo Oweh (3 sack e tfl) un fumble, recuperato da Hand. I Chargers però non muovono le catene ed Herbert per sfuggire ai colpi forza troppi big play, che riconsegnano a Maye l’ovale per l’ennesimo calcio fra i pali entro le 40 yard: 9-3, partita indirizzata a fine terzo periodo e poi conclusa con il touchdown di Henry a 09:46 dalla fine.
New England continua la sua marcia, attendendo nel Divisional casalingo una tra Steelers e Texans. Giocherà ancora da favorita, vista la clamorosa ed inusuale mentalità vincente che ha palesato durante il torneo e nell’ultima W di inizio anno, e che la avvicina agli ultimi successi dell’Hall of Famer Tom Brady, più forte giocatore della storia e – parole sue – tatuato Patriots fino alla morte.
Sono passati solamente 7 anni da quel (ennesimo) trionfo del GOAT, che sembra d’incanto aver tramandato la sua resilienza psichica al roster attuale, e ciò che si vede in campo non può che far dunque rivenire in mente quei fasti gloriosi.
“Malato” di sport a stelle e strisce dagli anni 80! Folgorato dai Bills di Thurman Thomas e Jim Kelly, dal Run TMC e Kevin Johnson, dai lanci di Fernando Valenzuela e dal “fulmine finlandese”. Sfegatato Yankees, Packers, Ravens, Spurs e della tradizione canadese dell’hockey.

