Quando iniziai a seguire il football americano nell’ormai lontano 2020 avevo già la mia squadra del cuore: i Pittsburgh Steelers. Quando li cominciai a seguire Pittsburgh fu in un periodo di forma strepitoso, in cui ottenne ben 11 vittorie di fila sulle prime 11 partite giocate in stagione. Lì per lì non sapevo ancora che avrei fatto del football americano una delle mie più grandi passioni sportive e non, soprattutto non sapevo ancora che solo 5 anni dopo una partita del genere l’avrei vista dal vivo.

Così, il 15 novembre 2025 da New York presi un volo molto breve in direzione Pittsburgh International Airport, dove lì vicino, il giorno dopo si sarebbe giocata la partita tra Steelers e i rivali di division dei Bengals. Anche una persona che mi avrebbe visto prendere il volo senza leggere la meta avrebbe capito facilmente dove l’aereo sarebbe approdato. Diverse persone, infatti, tra cui anche una signora anziana, erano tutti marchiati con giacche, magliette, borse e anche leggins per le donne degli Steelers.

Come se non bastasse anche il pilota dell’aereo, nonostante fossero solo le quiete 5 del mattino, si è esibito in un simpatico siparietto annunciando alla radio d’aereo: “Forza Eagles! No scusate, forse dovrei dire Forza Steelers!” L’atmosfera nella città famosa per le sue acciaierie era ancora migliore, non solo perché l’indomani appunto sarebbe stata una partita cruciale per gli Steelers ma anche perché il giorno stesso, sabato 15 novembre, all’Acrisure Stadium giocavano i Pittsburgh Panthers.

Che avrebbero giocato i Pittsburgh Panthers si era in realtà capito anche dalle barche attraccate sul fiume che affianca lo stadio

Per i meno esperti, essi sono la squadra di football dell’università di Pittsburgh, che sfidava Notre Dame in una partita tra due team della top 25 del ranking del college football che prometteva grande spettacolo. In più, come se non bastasse tutto ciò a rendere l’atmosfera elettrizzante, era anche presente lo stand di Espn College GameDay, famosissimo programma che fa da preshow per le partite universitarie del sabato che ogni weekend cambia location. Fortunatamente, non sapendo che fosse lì quel giorno, ebbi la possibilità di esserne spettatore dal vivo.

Un’ondata di persone con colori blu e gialli, i colori dell’università di Pittsburgh, erano presenti fuori dallo stadio. Anche i banner fuori dall’Acrisure Stadium rappresentavano il logo di “Pitt” e i colori tipici della sua squadra. Poche persone indossavano i colori giallo e nero, quelli invece degli Steelers. Nonostante il giorno dopo, nello stesso stadio, avrebbe giocato la squadra regina di Pittsburgh, tutto il focus era quindi sulla squadra universitaria, di cui anche più gente della squadra dei pro di solito ne è fan.

Ciò che ebbi la possibilità di poter vivere sulla mia pelle completamente, dall’interno dello stadio osservando la partita, è stato l’incontro del giorno seguente. Stesso posto, stessa città, ma colori diversi. E così dalle prime ore del mattino, da Downtown alla famosa Duquesne Incline, tram che sale sul monte Washington, si trovavano facilmente fan con le magliette dei loro giocatori preferiti degli Steelers in qualsiasi angolo della città. Tra le più quotate c’erano quelle di T.J Watt e Aaron Rodgers per il presente degli Steelers e quelle di Troy Polamalu e Hines Ward per il passato della squadra. Anche i banner fuori dallo stadio ora presentavano il logo degli Steelers. Tutto era pronto per l’incontro tra le due rivali.

Steelers e Bengals si erano già incontrati questa stagione, nella quale Cincinnati riuscì a battere la squadra di Mike Tomlin per 33-31. Quella partita fu giocata in Ohio però, ora era il momento del rematch a casa di Pittsburgh. Gli ospiti sono arrivati a quest’incontro con uno storico di 3 vittorie e 6 sconfitte, un esito dettato in gran parte dall’assenza del fuoriclasse QB Joe Burrow che potrebbe ritornare dall’infortunio anche nelle prossime partite. La squadra di casa invece approdava a questa sfida con uno storico di 5 vittorie e 4 sconfitte. Nonostante questi ultimi fossero favoriti, una vittoria dei Bengals avrebbe clamorosamente riaperto i discorsi in casa AFC north.

Nonostante Cincinnati sia tutto sommato vicina a Pittsburgh a livello geografico, fuori dallo stadio c’erano solo colori giallo e nero a comporre la marea di tifosi presenti a vedere la partita. Di tifosi dei Bengals ce n’erano un po’, ma quando si tratta di sfidare gli Steelers, anche in trasferta, c’è sempre da prepararsi ad un certo svantaggio numerico. Solo nel caso della partita contro i Green Bay Packers, giocata comunque in Wisconsin, ho visto in tv meno tifosi degli Steelers sugli spalti rispetto agli avversari.

Praticamente quasi tutti i tifosi di casa si erano poi presentati allo stadio con l’immancabile Terrible Towel, l’asciugamano da sventolare durante la partita che colora gli spalti di giallo ogni volta che avviene un TD, una grande giocata o un terzo down degli avversari in cui serve fare rumore e distrarre possibilmente i giocatori avversari.

L’ingresso allo stadio porta direttamente alla parte interna, una lobby in cui ci sono posti per mangiare, trofei esposti, lo shop (il famoso Steelers Pro Shop) e stand per farsi fare una foto con la mascotte degli Steelers. Nel pre partita è anche possibile per tutti, non solo quelli coi posti più in alto, assistere al riscaldamento dei giocatori dalle transenne delle prime file, che permette di osservare i primi giocatori da vicino.

Nonostante i nomi importanti fossero ancora nello spogliatoio, in quest’occasione ebbi la possibilità di osservare da vicino TE come Connor Heyward e Darnell Washington, oltre che il kicker Chris Boswell e il punter Corliss Waitman.

Dopo questa breve ricognizione fu il momento di accingermi al mio posto, presente nella sezione 131. Il mio sedile era un’ottima posizione soprattutto per osservare i field goal e l’ingresso in campo dei giocatori, purtroppo solo quelli dei Bengals. La partita si svolgeva durante il “Salute to service” day, ovvero la giornata che onora militari e veterani di guerra degli Stati Uniti. Per questo, prima dell’inno, c’è stato un boato clamoroso all’ingresso dei militari stessi.

Vista dal mio posto nel settore 131 dello stadio

E poi, solo pochi minuti prima rispetto al fischio d’inizio, il momento di consuetudine prima di qualsiasi evento sportivo, da una partita di high school ad una partita di NFL: l’inno.

La partita inizia subito col possesso degli Steelers, che non hanno sicuramente perso tempo nell’esaltare me e tutti i tifosi in campo, realizzando un TD dopo cinque minuti con passaggio di Rodgers a Gainwell che porta la palla in endzone per 11 yard. Nonostante l’impeccabilità del drive di Pittsburgh, da sottolineare è sicuramente anche la disastrosa entrata in campo della difesa dei Bengals, la quale, in realtà, andrà solo che peggiorando.

Cincinnati cerca di rimanere in partita e ci riesce realizzando un TD che porta la partita in quasi parità per una conversione fallita. Il secondo quarto è quanto di più prevedibile ci si potesse aspettare da queste due squadre, che, recentemente, di fatica ad arrivare in endzone ne avevano fatta veramente tanta. In tutto il secondo quarto, infatti, ci sono stati solo 3 punti realizzati, su un field goal di Boswell, e ben 5 punt totali arrivati da entrambe le squadre. In una delle ultime plays della offense degli Steelers Rodgers si fa male al polso, negli spogliatoi si prepara così uno dei beniamini di casa: il QB2 Mason Rudolph.

Rudolph è quel giocatore a cui non interessa essere sempre in prima pagina, essere quello più famoso o quello più forte. Per lui la cosa più importante è l’attaccamento alla maglia, alla casa, alla città che lo ha scelto nel draft del 2018 e che, salvo un anno a Tennessee, l’ha sempre tenuto nella propria rosa come QB di riserva, pronto ad entrare quando più necessario.

Il boato al suo ingresso in campo nel terzo quarto, incluso il mio, ha evidenziato proprio quanto questa città ami Rudolph, non solo il contrario. E per ripagare questo boato il QB2 ha fatto ciò che sa molto ben fare, ovvero lanci precisi, accurati e forti ai suoi compagni di squadra. Il tutto in due 3rd down delicati, uno in cui servivano guadagnare 11 yard e un altro in cui servivano avanzarne addirittura 17.

La sua eleganza e l’assoluta dominanza di alcuni giocatori come il TE Darnell Washington portano Pittsburgh vicini alla endzone, ma non abbastanza per un altro TD. Un altro field goal di Boswell porta il parziale sul 13-6, aumentando comunque il distacco. Come nel caso della partita contro i Colts, a svegliare definitivamente la squadre in campo è, però, la difesa. Su un lancio di Flacco arriva infatti l’intercetto di Kyle Dugger, safety arrivata da poco dai Patriots che si sta determinando come fattore fondamentale della difesa di Pittsburgh.

Rudolph continua a brillare anche nell’ultimo quarto, realizzando un TD su una drive impeccabile che si è chiusa con un TD pass di 5 yard per Gainwell, che alla fine della giornata collezionerà gli unici 2 TD per l’attacco. Anche l’altro TD finale sarà infatti realizzato da un uomo della difesa, James Pierre, su un fumble dell’attacco di Cincinnati. Già dopo il TD del RB Gainwell le Terrible Towels sventolavano a dirotto, e tutti i fan, compreso me, cominciavano già ad assaporare la vittoria.

Per la prima volta in stagione, gli Steelers vincono con più di 20 punti di distacco, rimanendo primi nella AFC North nonostante i Baltimore Ravens abbiano recuperato notevole terreno nei loro confronti nelle ultime partite. Al momento della stesura di quest’articolo sembrerebbe che Aaron Rodgers abbia espresso la sua volontà di giocare ed essere già pronto in campo contro i Bears, ma ciò non da ancora la certezza più totale al riguardo.

La partita degli Steelers, escludendo una partita di preseason vista al SoFi Stadium tra Rams e Chargers, è stato il mio primo incontro di NFL dal vivo, e non potevo chiedere migliore inizio che quello di poter vedere la mia squadra preferita vincere in casa. Sperando possa essere un arrivederci e non un addio a Pittsburgh ciò che rimarrà per certo è che quest’esperienza rimarrà per sempre indimenticabile.

Concluderò con ciò che, in maniera molto divertente e quasi come un deja-vu, disse il pilota dell’aereo di ritorno verso New York invece. Dopo aver aggiornato sulle condizioni meteo di New York e sulle possibili poche turbolenze della domenica notte del 16 novembre, con orgoglio, probabilmente da tifoso, esclamò infatti: “Go Steelers!”

 

2 thoughts on “Live from Acrisure Stadium – Steelers contro Bengals a Pittsburgh

  1. Bellissimo, vedere una partita degli Steelers a Pittsburgh deve essere un’esperienza da fare almeno una volta nella vita.

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