Soltanto un field goal nel secondo tempo a tabellino, stesso dicasi per un fumble poi ricoperto e l’intercetto lanciato nelle mani di Bates: è questa la notizia che fa sensazione nella vittoria alle conte dei Patriots al cospetto di Atlanta, con polemica finale, rispetto al fatto che trattasi della sesta consecutiva, striscia che avvicina ora le 7 del 2021, valevole per il primato in AFC East nonché quello assoluto NFL in coabitazione!
Sembra il prologo di un pezzo eccessivamente polemico ed esigente sui Chiefs o gli Eagles degli ultimi lustri, franchigie contender alle quali viene rimarcata anche la piĂą piccola imperfezione, per trovare qualche falla che possa mettere gli avversari nelle condizioni di fare loro male. E invece, incredibile a dirsi, la New England di questa mid season ci aveva abituato troppo bene nelle recenti performance, col record continuativo di 5-0, quasi 31 punti per game a referto, meno di 16 incassati e +5 di differenziale sui turnover.

La squadra di stanza nel Massachussets difatti, oltre a sorprendere, mette semplicemente paura a chiunque le si profili dinanzi, e il primato di 7-2 non è assolutamente casuale in base a ciò che i ragazzi di Vrabel hanno fatto vedere nel rettangolo di gioco finora, tranne, per l’appunto, nella seconda parte dell’ultima uscita casalinga. Seconda parte dove però è bene ricordare ad eccellere e mantenere salda la W di giornata sia stata comunque la retroguardia di Terrell Williams, DC nuovo di zecca assieme al capo allenatore ed a Josh McDaniels, lui tornato all’ovile e tris d’assi che sta cambiando le sorti di un team evidentemente già pronto per il vertice, fra l’altro top ten di quasi tutte le statistiche offensive e difensive!
Difesa elite nello spingere le corse verso l’esterno, sfruttando poi angoli e blocchi a cascata e la safety quale bordo finale, ricca di “sensazioni” vecchie e nuove e progredita in ogni dove, pass rush in primis, oggi autorevole rispetto al passato recente, e run defense in striscia attiva da 9 settimane, per merito della quale un singolo corridore non ha superato le 50 iarde, prima D-zone a riuscirci dal 1950.
Pezzi pregiati sia nel front seven che nelle secondarie quali le spaziali new entry Landry, Spillane e Milton Williams, oppure Chaisson, l’appena rinnovato Marcus Jones, Carlton Davis, Woodson e il plausibile breakout Christian Gonzalez! Un comparto questo, fra gli interessati ad accaparrarsi l’edge rusher Jaelan Phllips in deadline, arrivato a week 9 come quarto per punti concessi per gara, 5° in EPA per giocata concessa (-0,05) e Rush EPA, 6° in Rush Success Rate e 10mo per EPA sui passaggi (+0,02)!
Ovvio che si viaggi subito con la fantasia, persino un appassionato veterano come il vostro scrivente, passando immediatamente a paragonare la coppia GOAT Brady/Belichick alla odierna Vrabel/Maye, il tutto senza rasentare la blasfemia.

Infatti e senza alcun timore di smentita, la combo attuale è semplicemente entrata nella NFL come un elefante in un negozio di cristallo! I meriti dei successi di oggi vanno certamente divisi fra tutte le componenti, un roster ora profondo e la sideline competente su tutte, ma se c’è alchimia fra i reparti e l’offense è di colpo divenuta incontrastabile gli onori vanno ascritti soprattutto a head coach e sophomore, trasformato dalla nuova guida tecnica.
Un quarterback il cui impatto è eguale a quello di Lamar Jackson a Baltimore anni or sono, quando una squadra incerottata da un regista oramai lento e old style seppur cinico e preciso, alla Brady (Flacco) – fermo restando che il GOAT andò invece via da qui per dominare altrove – trovò d’incanto un dual threat immarcabile, che modificò un attacco monodimensionale alle costanti corse di Rice e i big play del vecchio Joe, per sprigionare variazioni continue con l’ovale in mano.
Attenzione però, se il Lamar che correva come una lepre trovando varchi meglio di un tailback ha affinato la precisione al lancio dopo qualche anno, ciò che sorprende bensì in Maye è proprio l’immediata accuratezza nei passaggi, la freddezza nelle scelte e per l’appunto la puntualità nel trovare i target ad appena 23 anni e al secondo anno di Major.
Se Jackson era insomma un incontrastabile attaccante two way che correva e a volte lanciava, Maye è invece un dual threat che però predilige passare, ma capace pure di filare con le proprie gambe 6.5 volte a partita per quasi 5 yd di media, segnare 2 TD e non perdere mai palla. Le statistiche da eccellente pocket passer sono d’altronde lì a testimoniarlo, seppur fra i quarterback titolari non sia quello più protetto dalla linea (34 sack/penultimo) e non abbia troppi secondi a disposizione per lanciare (2.86/15mo): 1° per percentuale sui completi, 2° in passer Rtg, 4° per passing yards totali, 3° in TD su passaggio e sulla media a ricezione, 4° per adjusted QBR e completed air yard, 3° in air yard differential, fonte NEXT GEN!
Robert Kraft sta sfoggiando il suo sorriso smagliante come non si vedeva da anni.
Mac Jones, l’ottimo regista “ragioniere” che si sta intravedendo finalmente in California, guidando alla perfezione una offense però pregna di skillset e game plan poliedrici, qui ereditò l’inavvicinabile lascito di Brady, miglior giocatore della storia infarcito di una linea possente, numerosi runningback da slot pass, un TE generazionale in Gronkowski e stelle a lunga gittata quali Moss o Edelman. Un mix offensivo letale unito a rigidi schemi difensivi e alla libera verve concessa nel man to man coverage a marcatori del calibro di Jackson o Gilmore. Finito tutto ciò, Jones non è riuscito a dare la scossa immediata alla Maye, dato che la sua unica colpa è stata quella appunto di essere sempre calcolatore nella direzione tecnica sin dai tempi di Alabama, perchè forte delle stesse spaziature che due guru offensivi come Saban prima e Shanahan ora gli hanno concesso; cosa che, oggettivamente parlando, non è bensì stato in grado di offrirgli Belichick!
Con Maye invece il processo è stato inverso, e grazie alle sue qualità sì spregiudicate ma anche fedeli alle direttive dei coach, è l’attacco Patriots che si è adeguato a lui, avendo d’incanto trovato angoli, spazi e linee di uscita mai viste negli ultimi anni.
Il 16mo capo allenatore di stanza limitrofa a Boston sta confermando i riconoscimenti da miglior head ottenuti nel 2021 dalla AP, lui linebacker hall of famer come pochi che nel DNA, oltre a tenacia, senso del collettivo e leadership, ha tuttavia quello di esaltare gli attacchi, Henry e i Titans prima, Maye e Diggs oggi, ai quali aggiungere uno strabiliante runningback quale TreVeyon Henderson, rookie delle meraviglie che in assenza di Stevenson sta iniziando a fare molto rumore, sia via ground che negli slot, approfittando della abnegazione ai blocchi di ogni compagno, Hooper e il veterano Henry su tutti!
Le discussioni, sì premature ma senz’altro ragionevoli, su MVP e Coach Of the Year per Maye e Vrabel si susseguono quotidianamente, anche se ambedue debbono ovviamente dire grazie a Josh McDaniels, stratega di cambiamenti continui in base alle formazioni di linea rivali.

Finora lo abbiamo visto spesso fintare corse interne per virare poi di scatto, variare l’originale Offset-I fino ad inviare il tackle nel lato della giocata, effettuare crack block interni sul back end rivale coi tight end, e concedere pertanto al corridore misdirection da almeno 15 yard. Stessa cosa coi playbook aerei, arrivando a consolidare toss play uno dopo l’altro coi runningback laterali, ruolo cruciale e utile per passare di colpo a play action su finta di corsa, aggiungere l’ennesimo blocco di fullback o tight end all’interno e vedere così Maye uscire dal backfield e decidere in autonomia come comportarsi nello scramble, forte del suo talento creativo e di un’intelligenza innata, se quindi correre in avanscoperta o puntare verso Diggs e Boutte, che nel frattempo creano letali separazioni.
Sette gare rimaste con rivali sotto al 50% sono quelle da non fallire assolutamente per puntare a vincere una division feudo Bills dal 2020, obiettivo ad oggi assolutamente non utopistico. Arrivare ai playoff sarebbe un successo straordinario, farlo da primi in classifica se non addirittura in bye equivarrebbe a un trionfo, puntare poi a rimembrare le epoche di Tom Brady restando ancora in gioco a fine gennaio è per ora solamente un sogno, sogno che Drake Maye e Mike Vrabel stanno regalando a tutto il New England!
“Malato” di sport a stelle e strisce dagli anni 80! Folgorato dai Bills di Thurman Thomas e Jim Kelly, dal Run TMC e Kevin Johnson, dai lanci di Fernando Valenzuela e dal “fulmine finlandese”. Sfegatato Yankees, Packers, Ravens, Spurs e della tradizione canadese dell’hockey.


Nooooo…………ancora i Patriots :(