“To win games, you have to win the games”. Professava così Mike McDaniel, coach dei Miami Dolphins, una settimana fa dopo la sconfitta, l’ennesima, contro i Bills. Ci è voluto del tempo, ma forse ora si comprende il significato vero di questa frase così filosofica, perlomeno interessante. Basta scorrere i risultati del weekend e soffermarsi su un paio. Piccolo inciso, giocando così gli Eagles scherzano con il fuoco, ma lo abbiamo detto per un anno a Kansas City e al Superbowl ci sono andati lo stesso.
Una grande partita, finita in… pareggio. Il ritorno di Parsons a Dallas prometteva fuoco e fiamme. In realtà la partita del suddetto è stata piuttosto anonima, con un solo sack messo a referto e poco altro. Lo spettacolo lo hanno regalato i quarterback: 337 yard per Love, 319 per Dak e 80 punti totali. Un risultato che a Dallas cambia poco, i Cowboys sanno che per avere chance di vittoria, o di pareggio, devono segnare tanti punti perchè ne prenderanno altrettanti. Il campanello d’allarme deve invece suonare in casa Green Bay. I Packers dovrebbero essere una squadra migliore di così, ma a turno o l’attacco o la difesa non performano al loro livello. Forse i giallo-verdi sono una squadra ancora immatura.
L’impero colpisce ancora, forse. Urge l’intervento dei pompieri. I Ravens sono in fiamme, scottati dagli infortuni e un coaching staff che ormai è in confusione totale. Kansas City invece deve spegnere un entusiasmo non giustificato. La versione di Baltimore vista ad Arrowhead non rappresenta per Mahomes e compagni un test attendibile.
L’attacco dei Chiefs si valuterà quando il parco ricevitori sarà di nuovo al completo, segnare 37 punti contro la difesa di Baltimore adesso non è una grande impresa. Lato Ravens, si salvi chi può. Tocca davvero a coach Harbaugh dimostrare il suo valore, vincendo almeno una delle due partite contro Texans e Rams prima del bye week, che dovrebbe riportare in campo tutti, a partire da Jackson.
Miami vince, ma perde Hill per la stagione. I Dolphins vincono, finalmente, ma ne pagano il prezzo. Non recuperatevi il video dell’infortunio di Tyreek Hill, un ginocchio non dovrebbe guardare quella direzione. Dolphins-Jets è stata una partite triste, tra due franchigie che un paio di anni fa sembravano i rampa di lancio. Ora si attende solo l’inizio di un’altra ricostruzione.
Jaxson e Cam, Dart e Skattebo. Piccola regola che in Nfl non si tende a seguire. Il tuo nuovo rookie quarterback non deve, o meglio, non dovrebbe debuttare contro squadre forti con difese sopra la media, per evitare che la sua prima partita finisca in tragedia. Niente di tutto ciò è stato applicato dai Giants che sul campo del MetLife Stadium hanno sorpreso i ben più quotati Chargers 21 a 18. 1 td lanciato e 1 corso per Dart, mentre Skattebo continua a cozzare e a lottare senza sosta. Segnali importanti anche dalla difesa di New York, Abdul Carter e Brian Burns hanno fatto vedere tante e ottime azioni. Tasto dolente, gli infortuni. Nabers fuori tutta la stagione per i Giants, mentre LA perde Joe Alt, tackle titolare.
Tifoso dei Ravens, appassionato di Basket e Formula 1. In trepidante attesa che tra Baltimore e la Ferrari qualcuno torni a vincere dei titoli.


McDaniel è il Boskov d’oltreoceano 😃 !
Adoro i pareggi e quest’anno, con la nuova regola, potrebbero essercene più del solito (anche se questa partita sarebbe finita pari pure con la vecchia regola).
Da quando la Nfl ha inserito il supplementare, nel 1974, Green Bay ha pareggiato addirittura sette partite (primato Nfl; al secondo posto c’è Philadelphia, con cinque pareggi), mentre Dallas non ne aveva mai pareggiata una.
Adesso restano solo otto squadre a non aver mai pareggiato una partita dal 1974: Buffalo, Chicago, Jacksonville, Las Vegas, L. A. Chargers, New England, New Orleans, Tennessee. Sette di queste hanno però pareggiato delle partite in epoca pre-supplementare: l’unica a non averne mai pareggiata una, essendo di fondazione recente, è Jacksonville.