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Sapevate benissimo che sarebbe uscito questo articolo perché, occorre dirlo, ogni titolo contenente la parola “migliore” mette le basi per un altro in cui tutto ruota attorno a “peggiore”: maledetta offseason, cosa mi costringi a fare pur di pubblicare qualcosa.

Un articolo del genere è sorretto da un altissimo grado di soggettività e, mi preme metterlo in chiaro, “uscite peggio” non obbligatoriamente è sinonimo di “indebolite”, in quanto incontrerete squadre indiscutibilmente migliorate che, però, potevano sicuramente fare meglio o che, anche, con le loro decisioni scriteriate hanno stabilito un paio di precedenti destabilizzanti per l’intero ecosistema NFL: insomma, in questo articolo parlerò delle squadre che maggiormente mi hanno deluso in questi ultimi mesi.
Partiamo.


Jacksonville Jaguars

I Jacksonville Jaguars sono ovviamente una squadra migliore rispetto alla loro versione 2021 ma per portare a termine quest’impresa, cari lettori e care lettrici, non era assolutamente necessario Ercole.
La domanda che dobbiamo porci quando ci troviamo costretti a ragionare sul loro operato è una e piuttosto semplice: si poteva fare di più?
Sì, magari provando a fare di meno.

I Jaguars hanno messo in piedi un’infrastruttura attorno a Lawrence sicuramente più solida e stabile in confronto a quella dello scorso anno – ehm ehm, Urban Meyer – ma ho come l’impressione che anche il più ottimista dei loro tifosi si trovi costretto a chiedersi se la propria squadra del cuore potesse sfruttare meglio le pesantissime scelte al draft e il vastissimo spazio salariale a loro disposizione.

Hanno potenziato la linea d’attacco, regalato a Lawrence nuove paia di mani ben più avvezze a ricevere palloni di quelle di Treadwell o Austin, la difesa è stata galvanizzata da un’interessante ondata di talento ma di contro è difficile non chiedersi se a fronte di così tante necessità impellenti fosse ideale investire così tanto su non uno, non due ma ben tre linebacker, ricoprire d’oro un tackle mediocre nei suoi migliori e, soprattutto, sabotare per chissà quanti anni il mercato dei ricevitori con un contratto così stupido che nemmeno dirò il nome del firmatario ché sono sicuro siate assolutamente al corrente di chi sia il giocatore in questione.
Hanno fatto tanto ma non sempre, a mio avviso, bene.


New England Patriots

Inizio a essere stanco degli sterili commenti «Belichick senza Brady non è niente»: signori, affermazioni del genere mettono in evidenza desolanti lacune sulla storia della NFL perché è chiaro non abbiate ben presente quanto combinato dai New York Giants durante gli anni ’80.
Il giornale – pagina social – che ama i blitz ha chiuso i battenti e commenti del genere – in cui tutto viene forzatamente trasformato in un continuo scontro manicheo fra bianco e nero, ignorando che ciò che percepiamo come realtà altro non sia che un’infinità di sfumature di grigio – li capirei sotto un post di sedici parole, non sotto articoli di cinquemilaeppassa che analizzano esclusivamente il presente o, al massimo, il futuro: facciamo di meglio, dai.

Non voglio mettere in dubbio la bontà delle mosse dei Patriots perché quando puoi sfoggiare otto anelli il beneficio del dubbio è più che guadagnato, ma è evidente che la misura dei passi da loro compiuti sia abbondantemente inferiore a quella delle vere e proprie falcate con cui Miami e New York hanno scalato le gerarchie della AFC: non mi sento di dire che al momento New England sia da considerare la quarta forza della AFC East, dico solo che il gap fra loro e le due sorelline divisionali si sia sensibilmente ridotto in un intervallo temporale striminzito.
Hanno perso giocatori fondamentali come Mason, Jackson, Van Noy, Karras e Hightower e sarà interessante vedere chi dovrà rimpiazzare la loro produzione e leadership.

La buona notizia è che stando a vari report sembra che Mac Jones stia affrontando l’offseason come un uomo in missione per conto di Dio: quando c’è il quarterback si è già a metà dell’opera, no?
Resta tuttavia affascinante il fatto che, in un momento storico in cui una squadra appena si rende conto di aver fra le mani un buon quarterback comincia a spendere come non ci fosse un domani, New England sia stata così “sorniona” e razionale dopo una free agency storicamente esplosiva poco più di dodici mesi fa.


Green Bay Packers

Hanno perso il miglior ricevitore della lega e ciò, indipendentemente da quanto fatto per compensarne la dipartita, basta e avanza per guadagnarsi uno spazio in questo articolo.
Curiosissimo di vedere come girerà l’attacco dei Packers senza poter più fare affidamento sull’asse Rodgers-Adams.


Dallas Cowboys

In un momento storico in cui circa ogni ricevitore ha buonissime ragioni per pretendere venti milioni di dollari, il fatto che i Dallas Cowboys abbiano ricevuto solamente una scelta al quinto round del draft per un ricevitore del calibro di Amari Cooper non può che essere definito deludente – mezzo eufemismo.
Hanno perso titolari fondamentali come La’el Collins e Randy Gregory e malgrado si siano prodigati per rimpiazzarli, è chiaro che perdere giocatori affermati come i due – tre con Cooper – sopracitati non sia particolarmente ideale per una squadra che vuole – e credo possa – vincere ora.

Rimangono i chiari favoriti per la NFC East nonché una delle migliori cinque squadre dell’intera conference – non che di questi tempi quanto appena detto sia un gran complimento – ma credo che ora come ora, a bocce tediosamente ferme, affermare che i Philadelphia Eagles si siano pericolosamente fatti sotto è tutto fuorché eresia.
La buona notizia è che Dallas nell’ultimo decennio abbia abbondantemente dimostrato di essere fra le migliori squadre in sede di draft, quindi credo che la produzione delle pesanti dipartite sarà più che adeguatamente rimpiazzata, resta però da constatare quanto in fretta.


Washington Commanders

Esclusivamente per ricordare al mondo che, dopo mesi di promesse, la franchigia più disfunzionale dell’intera NFL ha deciso di addossarsi la croce di riabilitare Carson Wentz pagandolo a peso d’oro.
Ribadisco, la mia speranza è che prima o poi Wentz torni a essere quel giocatore ammirato nel 2017, ma per come stanno le cose ora è difficile non essere scettici dinanzi alla decisione di Washington: è un peccato, il roster non sarebbe nemmeno poi così male.
Immaginatevi ripiegare su Carson Wentz dopo aver contattato ogni franchigia della National Football League con un quarterback perlomeno presentabile per indagarne la disponibilità: possono cambiare il nome ma l’inettitudine resta la solita.


Carolina Panthers

A proposito di difficoltà nell’approvvigionamento di quarterback…
In realtà l’offseason dei Carolina Panthers mi è piaciuta, credo abbiano messo a segno un paio di colpi incredibilmente intriganti a prezzi più che ragionevoli – Bozeman, Corbett, Ioannidis e Hekker su tutti – e che la decisione di investire sulla linea d’attacco abbia prodotto un miglioramento che dovrebbe immediatamente pagare dividendi, ma non prendiamoci in giro, il problema resta sempre e solo uno: la mancanza di un quarterback.

La snobbatura di Deshaun Watson non può che bruciare, era da ben più di un anno che l’ex-quarterback dei Texans era associato con insistenza alla franchigia di Charlotte ma nonostante i tanti ammiccamenti e l’assoluta disponibilità a ricoprire sia lui che Houston d’oro, se la stagione iniziasse domani il titolare sarebbe ancora una volta Sam Darnold.
Potrebbero ripiegare su Mayfield o Garoppolo – Jimmy G non sarebbe affatto un brutto partito – ma il fatto che non siano riusciti a trovare una soluzione per il futuro neppure questa primavera è alquanto inquietante: Tepper quanto sarà disposto a pazientare ancora?


Seattle Seahawks

Per la prima volta da quella che sembra essere una vita, i Seattle Seahawks hanno messo insieme un draft accolto positivamente da quasi chiunque sia pagato per scrivere di football americano, ma questo non basta e non ho alcuna voglia di prendervi in giro, hanno appena chiuso il capitolo più importante ed esaltante della loro storia spedendo Russell Wilson in Colorado: quando una squadra riparte da zero – non nel caso dei Falcons che avrebbero dovuto smantellare già da un paio d’anni – un posticino quaggiù è pressoché garantito.

Solo il tempo avrà modo di fornirci un’indicazione sulla necessità assoluta di un nuovo inizio sia per il quarterback che per la franchigia, certo è che a distanza di mesi non ho ancora finito di chiedermi quale sia l’aggettivo giusto per definire l’esperienza di Wilson ai Seahawks: perché continuo a pensare al sostantivo “rimpianto”, che nemmeno è un aggettivo?


Chicago Bears

Ho bruttissimi presentimenti con protagonista, suo malgrado, il povero Justin Fields.


 

Post By Mattia Righetti (596 Posts)

Mattia, 26 anni. Vorrei farne un lavoro, perciò non esitate a contattarmi qualora dovesse servirvi qualcuno che scriva di football americano. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango male

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4 thoughts on “Le squadre uscite peggio dall’offseason NFL 2022

  1. Belichick senza Brady è un allenatore normalissimo come tutti gli altri, non è che non sia niente, è semplicemente ipervalutato, ha vinto alla lotteria draftando Brady ma tra qualche anno la storia sarà diversa se continua così. Nei Giants era coordinatore difensivo, da head coach il suo resume senza Brady è alla meglio mediocre anche perchè insiste ad alimentare il suo ego di genio facendo scelte assurde pensando di vincere comunque ma il grande burattinaio non c’è più. Anche le difese che ha avuto nei primi anni dei Patriots erano il frutto delle scelte al draft di Parcells e anche al lavoro di Carroll, lui non è più riuscito a ricostruire buone difese anzi, i grandi heartbreakers dei Patriots derivano proprio da inettitudini difensive, due volte non sono riusciti a fermare l’ultimo drive di Eli Manning, per non parlare del disastro di Philadelphia dove Brady lancia il record di yards al SB e lui panchina Butler per un dissidio da niente con Patricia, suo lacchè personale. E il championship contro i Colts in cui i Patriots vincevano 21-3 alla fine del secondo quarto. Come GM poi è terribile,al draft poi è disastroso, quest’anno hanno speso una prima scelta per un OL che hanno già detto sarà pronto tra due anni per coprire tra l’altro una need che tra l’altro ha creato lui regalando Mason a Tampa.. Brady è un giocatore che vale 5 vittorie a stagione e una corsa al SB. La storia metterà tutto a posto.

  2. Se poi vogliamo parlare di storia della NFL ci sono allenatori, che reputo migliori di lui, che hanno magari vinto meno SB ma hanno fatto grandi cose senza dipendere da un singolo giocatore, Shula, Gibbs, Landry, se ne trovano meglio di Belichick che è QB dipendente.

  3. Sulle squadre uscite meglio concordo tanto, su quelle uscite peggio non sarebbero stati di troppo i Cardinals, con le lagne di Murray ed il doping di Hopkins, ed i Titans che non mi sembrano i favoriti per ripetersi da n. 1 in AFC.
    San Francisco è uno squadrone, ma il QB è un grosso punto di domanda e se non si accordano con Samuel non sembrano meglio dell’anno scorso.
    Sui Jaguars sei stato un po’ duro, non credi che siano costretti a strapagare i giocatori perché hanno ormai zero appeal? Se il magnificato talento di Lawrence sbocciasse questo autunno…
    Ingenerosi i commenti anti BB, non l’articolo. Capisco le perplessità ma in fondo sono 40 anni che, nei vari ruoli dello staff, prolunga la sua stagione coi playoff, vincendo anche un paio di partitelle.
    Razionalmente penserei che oltre alla fortuna, qualcosa di suo ci sia…

    • Matteo!
      Per i Cardinals in linea di massima sono d’accordo con te, solo che sinceramente dopo la morte di Gladney non mi sembrava particolarmente appropriato parlare dei Cardinals da un punto di vista sportivo.
      Sui Titans sono d’accordo, perdere Brown è stata una cazzata epocale – nella mia mente può essere tranquillamente fra i migliori 5 wr della NFL – ma tutto sommato la loro offseason, AJ a parte, non mi è dispiaciuta.
      Per quanto riguarda Jacksonville sì, capisco il tuo punto, però dare quei soldi a Kirk rimane a mio avviso un errore ingiustificabile che ha di fatto sabotato il mercato dei ricevitori che ora avrà bisogno di qualche anno per tornare “normale”.
      Sulla vicenda Belichick no comment, ognuno può pensarla come vuole, certo è che vivere lo sport in questo modo non mi sembra l’ideale, si possono apprezzare due persone senza per forza distruggerne una, ma va bene così – la vicenda Belichick è un po’ delicata per me, non sono per niente oggettivo con lui coinvolto in quanto è la singola persona che più mi ha affascinato e affascina dell’intero panorama NFL.

      Grazie per il commento, stammi bene.

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