NFC NORTH

Chicago Bears

Cosa serviva: un po’ di tutto

Le scelte: Kyler Gordon, CB, Washington (scelta numero 39); Jaquan Brisker, S, Penn State (scelta numero 48); Velus Jones, WR, Tennessee (scelta numero 71); Braxton Jones, OT, Southern Utah State (scelta numero 168); Dominique Robinson, EDGE, Miami (Ohio) (scelta numero 174); Zach Thomas, OG, San Diego State (scelta numero 186); Trestan Ebner, RB, Baylor (scelta numero 203); Doug Kramer, C, Illinois (scelta numero 207); Ja’Tyre Carter, OG, Southern (scelta numero 226); Elijah Hicks, DB, California (scelta numero 254); Trenton Gill, P, N.C. State (scelta numero 255)

Analisi: L’importanza dei cornerback nella NFL moderna non può essere compendiata da una singola frase in lingua italiana e, per questa semplice ragione, non posso permettermi di criticare il front office di Chicago per aver investito su Kyler Gordon che con Jaylon Johnson potrebbe dar vita alla versione dell’Illinois della No Fly Zone che trascinò i Broncos sul tetto del mondo, non troppi anni fa: in tal senso l’aggiunta di Brisker è coerente con la loro strategia, Chicago vuole assemblare una secondaria di primissimo livello, idea affatto stupida in una division in cui milita Aaron Rodgers.
Il mio problema con il draft dei Chicago Bears è dato dal semplice fatto di non aver investito scelte pesanti sul reparto offensivo. Sappiamo fin troppo bene che il successo di un giocatore non dipende certamente dalla posizione in cui questi viene selezionato al draft, ma è altresì vero che le probabilità che fra la pletora di offensive lineman selezionati durante l’ultimo giorno ne emergano un paio di immediati titolari non sono particolarmente alte: Fields deve essere protetto a ogni costo, la O-line dei Bears nel 2021 è stata putrida.
Velus Jones, malgrado il modesto hype potrebbe essere un buon innesto, ma permettetemi di dire che mi sarei aspettato maggior convinzione da parte loro nel costruire attorno a Fields un attacco di livello perché, purtroppo, la pazienza non è una virtù della NFL moderna.
Tanto meno della città di Chicago con i propri quarterback: il poveretto non è in una bella posizione, al momento.

Voto: 7-. Non ho nulla contro i giocatori selezionati, tutto ciò che dico è che avrebbero tranquillamente potuto regalare al povero Justin Fields un paio di skills player al quale direzionare il pallone. Se non altro durante il terzo giorno hanno investito con convinzione sulla O-line.


Detroit Lions

Cosa serviva: di tutto ma meno dei Chicago Bears

Le scelte: Aidan Hutchinson, EDGE, Michigan (scelta numero 2); Jameson Williams, WR, Alabama (scelta numero 12); Joshua Paschal, DE, Kentucky (scelta numero 46); Kerby Joseph, S, Illinois (scelta numero 97); James Mitchell, TE, Virginia Tech (scelta numero 177); Malcolm Rodriguez, LB, Oklahoma State (scelta numero 188); James Houston, EDGE, Jackson State University (scelta numero 217); Chase Lucas, CB, Arizona State (scelta numero 237)

Analisi: Aidan. Hutchinson.
Scusate, ma questa storia era troppo bella per realizzarsi e, a un certo punto, avevo cominciato a credere che o sarebbe stato selezionato dai Jacksonville Jaguars o i Detroit Lions se lo sarebbero lasciati sfuggire optando per un quarterback: niente di tutto ciò, questa volta il figliol non è diventato prodigo.
Hutchinson, insieme a Paschal, completa la costruzione di un front seven che per forza di cose ora potrà arrivare al quarterback con una certa frequenza e attenzione a Joseph, giocatore ancora relativamente inesperto che con un po’ di allenamento e pazienza potrebbe sfruttare nel migliore dei modi mezzi atletici assolutamente impressionanti.
La scalata di tabellone che ha permesso loro di mettere le mani su Jameson Williams inizialmente mi aveva stupito ma, pensandoci a mente fredda, mi è piaciuta da morire: Williams è un vero e proprio playmaker, il classico giocatore al quale il quarterback deve solamente mettere il pallone in mano ché intanto al resto ci pensa lui.
Si inizia già a vedere la luce in fondo al tunnel della ricostruzione e se i giocatori selezionati manterranno le verosimili promesse a loro associate ritengo che non siano così distanti dal riabbracciare la competitività: ovviamente manca una risposta sul lungo termine nel ruolo più importante del gioco, ma suvvia, a questo penseremo un altro giorno.

Voto: 9-. Dunque, Detroit con le prime scelte ha rafforzato esponenzialmente il proprio pass rush e aggiunto un playmaker che con Amon-Ra St. Brown andrà a formare una coppia dal potenziale smisurato: non che nei round successivi siano stati da meno. Sulla carta la ricostruzione procede a gonfie vele.


Green Bay Packers

Cosa serviva: principalmente di ricevitori

Le scelte: Quay Walker, LB, Georgia (scelta numero 22); Devonte Wyatt, DT, Georgia (scelta numero 28); Christian Watson, WR, North Dakota State (scelta numero 34); Sean Rhyan, OL, UCLA (scelta numero 92); Romeo Doubs, WR, Nevada (scelta numero 132); Zach Tom, OL, Wake Forest (scelta numero 140); Kingsley Enagbare, LB, South Carolina (scelta numero 179); Tariq Carpenter, S, Georgia Tech (scelta numero 228); Jonathan Ford, DT, Miami (scelta numero 234); Rasheed Walker, OT, Penn State (scelta numero 249); Samori Toure, WR, Nebraska (scelta numero 258)

Analisi: Volevamo tutti ossessivamente il ricevitore, abbiamo chiamato a gran voce il ricevitore al punto di arrivare a dimenticare che è quasi impossibile che un rookie, indipendentemente dal potenziale e dalla posizione in cui è stato selezionato, possa immediatamente rimpiazzare il contributo di Davante Adams colmandone la lacuna nella depth chart e, forse soprattutto, nei cuori dei tifosi.
Green Bay, constatato che probabilmente i ricevitori che più desiderava erano già stati rimossi dal tabellone durante la corsa all’oro che ha animato la metà della prima notte, ha deciso di rafforzare un reparto difensivo che nel corso degli ultimi anni ha compiuto decisi e decisivi passi in avanti: forse quanto fatto negli ultimi giorni potrebbe contribuire a rendere la difesa dei Packers una delle migliori della NFL.
Affiancare al recentemente All-Pro Campbell un linebacker come Walker ha terribilmente senso, così come puntellare il cuore della linea difensiva aggiungendo Devonte Wyatt, secondo molti il miglior defensive tackle disponibile al draft insieme al compagno di squadra Jordan Davis.
La combinazione di attributi fisici e atletismo di Watson è altamente intrigante, ma è chiaro che pretendere da lui la produzione di Davante Adams sia profondamente ingiusto nei suoi confronti. Attenzione ai tanti offensive lineman selezionati, Green Bay negli anni si è distinta per la propria prolificità nel sfornare uomini di linea di livello.

Voto: 7,5. Con il passare dei giorni ho avuto modo di apprezzare con maggior convinzione il draft dei Packers che hanno saggiamente deciso di investire sul reparto difensivo: sono usciti sicuramente rafforzati dal draft e per una squadra così forte non è un qualcosa di banale. Trovare un vice-Adams non è facile come si può credere, perciò stiamo calmi e fidiamoci del loro front office.


Minnesota Vikings

Cosa serviva: gente che possa fare la differenza in difesa, ma soprattutto cornerback e edge rusher

Le scelte: Lewis Cine, S, Georgia (scelta numero 32); Andrew Booth, CB, Clemson (scelta numero 42); Ed Ingram, OG, LSU (scelta numero 59); Brian Asamoah, LB, Oklahoma (scelta numero 66); Akayleb Evans, CB, Missouri (scelta numero 118); Esezi Otemewo, DE, Minnesota (scelta numero 165); Ty Chandler, RB, North Carolina (scelta numero 169); Vederian Love, OT, Illinois (scelta numero 184); Jalen Nailor, WR, Michigan State (scelta numero 191); Nick Muse, TE, South Carolina (scelta numero 227)

Analisi: Minnesota ha bisogno di tante cose ma, purtroppo o per fortuna, è decisamente troppo talentuosa per premere il bottone rosso e detonare l’attuale roster: rattopparlo, però, è esercizio veramente complesso.
Malgrado abbiano avuto l’opportunità di portarsi a casa Kyle Hamilton, hanno optato per il trade down per accumulare scelte e, successivamente, assicurarsi comunque un safety, Lewis Cine: aggiungere talento nella secondaria era di vitale importanza e in tal senso questa mossa unita all’innesto di Booth eleva immediatamente l’intero reparto.
Lo ammetto, sono particolarmente gasato per Hamilton ai Ravens e – forse essendo fazioso – lo reputo di gran lunga il miglior safety dell’intera classe, ma non sarei per nulla sorpreso qualora Cine dovesse rivelarsi la scelta giusta: il draft è una scienza tutt’altro che esatta.
Ciò che più mi disturba di questo draft è però l’apparente strategia, ossia quella dell’accumulare quante più scelte possibile in modo da aumentare la profondità del roster: siamo sicuri che per una squadra nella loro posizione questo sia il modus operandi corretto?
Fossi stato in loro avrei provato a ottimizzare le scelte alte in modo da aggiungere titolari pronti a contribuire da subito e provare a spremere quante più vittorie possibile da un roster che si sta sempre più avvicinando alla propria morte naturale.

Voto: 7. Hanno indirizzato tutte le posizioni del bisogno investendo le scelte più pesanti sul reparto difensivo, perciò in tal senso non posso criticarli, fatico solo a capire quest’amore per il trade down al fine di accumulare quante più scelte possibili al terzo giorno per poi pescare giocatori che difficilmente faranno giocare. Ah no, questo riguardava il vecchio regime.


NFC EAST

Dallas Cowboys

Cosa serviva: più di quanto possa sembrare lungo la O-line, safety, edge rusher

Le scelte: Tyler Smith, OT, Tulsa (scelta numero 24); Sam Williams, EDGE, Mississippi (scelta numero 56); Jalen Tolbert, WR, South Alabama (scelta numero 88); Jake Ferguson, TE, Wisconsin (scelta numero 129); Matt Waletzko, OT, North Dakota (scelta numero 155); DaRon Bland, CB, Fresno State (scelta numero 167); Damone Clark, LB, LSU (scelta numero 176); John Ridgeway, DT, Arkansas (scelta numero 178); Devin Harper, LB, Oklahoma State (scelta numero 193)

Analisi: C’è si riferisce a Tyler Smith alla 24 come reach, ma se c’è una squadra che negli anni ha dimostrato una certa affidabilità nell’individuare talento lungo la linea d’attacco sono proprio loro, i Dallas Cowboys: considerando che nell’ultimo decennio hanno avuto – o hanno tuttora – gente come Tyron Smith, Zack Martin, Travis Frederick e La’el Collins non ho particolare voglia di mettere in dubbio la loro decisione.
Williams potrebbe trovarsi costretto ad assumere fin da subito il ruolo di Gregory e ciò non è particolarmente giusto nei suoi confronti, ma con Parsons e Lawrence ad attirare le attenzioni della linea d’attacco avversaria potrebbe cavarsela bene fin da subito. Tolbert possiamo calarlo nella depth chart come titolare e il fatto che ci sia chi lo ha paragonato a Gallup è estremamente incoraggiante.
Vista la profondità del roster ritengo congeniale aver investito su talenti da sviluppare con calma durante il terzo giorno.
Tutto sommato è stato un buon draft quello dei Dallas Cowboys che, come vi ho ripetuto ad nauseam, dovevano principalmente compensare alla free agency.

Voto: 7,5. Hanno fatto esattamente quello che dovevano fare e mi preme mettere in evidenza il fatto che negli ultimi anni i Cowboys siano spesso riusciti a selezionare giocatori che hanno avuto modo di dare un deciso apporto alla causa.


New York Giants

Cosa serviva: offensive line, edge rusher

Le scelte: Kayvon Thibodeaux, EDGE, Oregeon (scelta numero 5); Evan Neal, OT, Alabama (scelta numero 7); Wan’Dale Robinson, WR, Kentucky (scelta numero 43); Joshua Ezeudu, OG, North Carolina (scelta numero 67); Cordale Flott, CB, LSU (scelta numero 81); Daniel Bellinger, TE, San Diego State (scelta numero 112); Dane Belton, S, Iowa (scelta numero 114); Micah McFadden, LB, Indiana (scelta numero 146); DJ Davidson, DT, Arizona State (scelta numero 147); Marcus McKethan, OG, North Carolina (scelta numero 173); Darrian Beavers, LB, Cincinnati (scelta numero 182)

Analisi: Lo ammetto, il primo round del draft dei New York Giants mi ha commosso.
C’è tutto il tempo – e la città perfetta – per trasformare questa pesca nell’ennesimo capitolo di un romanzo che sta sempre più prendendo una piega demenziale, ma quanto fatto dal nuovo regime durante il primo giorno non può e non deve passare sotto traccia: nel giro di dieci minuti New York si è garantita il pass rusher di cui aveva disperatamente bisogno e, anche, un offensive tackle che probabilmente credevano non fosse possibile portarsi a casa con la settima scelta assoluta.
Thibodeaux potrebbe diventare l’ennesimo pass rusher dominante nella piuttosto ricca tradizione della franchigia, mentre Neal garantisce a Daboll versatilità, poiché potrà decidere su che lato della linea piazzare Andrew Thomas, autore di un buonissimo 2021: mettere a disposizione di Daniel Jones o chi per lui una linea di primo livello era categorico e in tal senso l’innesto di Ezeudu sottolinea la serietà con la quale hanno affrontato tale missione.
Robinson e Bellinger ampliano l’arsenale offensivo di una squadra che forse nei prossimi mesi potrebbe mettere alla porta alcuni pupilli del vecchio general manager – attenzione alla situazione Toney.
C’è chi parla di numerosi reach dal secondo giro in poi, chi critica questo piuttosto che quell’altro e malgrado non sia sicuramente nella posizione di mettere in dubbio la parola di chi è stato capace di fare del mio sogno una professione, permettetemi di abbondarmi all’entusiasmo, per una volta.

Voto: 8. Forse li abbiamo confusi complimentandoci troppo dopo il primo round: secondo tanti analisti tra i giocatori selezionati dal secondo round in avanti possiamo trovare tanti reach. Poi però uno si ricorda come mai gli analisti analizzino da una tastiera e non da una war room e ritrova l’entusiasmo.


Philadelphia Eagles

Cosa serviva: wide receiver, edge rusher, safety, cornerback, inside linebacker

Le scelte: Jordan Davis, DT, Georgia (scelta numero 13); Cam Jurgens, C, Nebraska (scelta numero 51); Nakobe Dean, LB, Georgia (scelta numero 83); Kyron Johnson, LB, Kansas (scelta numero 181); Grant Calcaterra, TE, SMU (scelta numero 198)

Analisi: Se siete tifosi Eagles avete il permesso di esaltarvi e, per una volta, incensare Howie Roseman: Philadelphia ha messo insieme un draft stellare.
Poco dopo essersi assicurati Jordan Davis, mammut che calato in una linea difensiva che già comprende Fletcher Cox e Javon Hargrave potrà erigere un impenetrabile muro d’umanità, gli Eagles hanno sorpreso il mondo spedendo una scelta al primo round e paccottiglia ai Titans per A.J. Brown, giocatore che letteralmente adoro: Brown era esattamente ciò che serviva a Hurts, ma anche al buon Smith che non sarà più l’unico ricevitore sul quale i defensive coordinator avversari dovranno concentrarsi.
Brown, cari lettori e lettrici, è un playmaker nel senso più stretto del termine, ogni volta che il pallone tocca le sue mani succede qualcosa di bello e Hurts finalmente potrà essere valutato all’interno di un attacco ben rifornito: in caso di fallimento il prossimo quarterback potrà comunque contare su un supporting cast già di livello.
Jurgens sarà per forza di cose il sostituto di Jason Kelce, leggenda sempre più vicina al termine della propria avventura fra i professionisti, ma ora lasciatemi parlare per un attimo di Nakobe Dean, unanimemente considerato il secondo miglior linebacker del draft – o anche primo, a volte – e puntualmente selezionato al primo round in tutti i mock draft: per acciacchi fisici senza particolari implicazioni sul lungo termine, Dean è scivolato fino al terzo giro e Philadelphia, senza pensarci due volte, ha premuto il grilletto.
Avevano disperatamente bisogno di un linebacker, specialmente di uno così forte: avessero speso per lui una delle due scelte al primo round nessuno avrebbe avuto qualcosa da recriminare.

Voto: 8,5. Non do loro un bel nove semplicemente per non aver rimpolpato una secondaria alquanto sospetta, ma analogamente ai Ravens gli Eagles si sono assicurati tre giocatori pronti a contribuire da subito. Salivazione incontrollata su A.J. Brown, giocatore pazzesco.


Washington Commanders

Cosa serviva: qua… inside linebacker, offensive tackle, defensive back

Le scelte: Jahan Dotson, WR, Penn State (scelta numero 16); Phidarian Mathis, DT, Alabama (scelta numero 47); Brian Robinson, RB, Alabama (scelta numero 98); Percy Butler, S, Louisiana (scelta numero 113); Sam Howell, QB, North Carolina (scelta numero 144); Cole Turner, TE, Nevada (scelta numero 149); Chris Paul, OG, Tulsa (scelta numero 230); Christian Holmes, CB, Oklahoma State (scelta numero 240)

Analisi: Il receiving corp a disposizione di Carson Wentz comincia ad assumere una forma piuttosto incorragiante, anche se bisogna monitorare l’evoluzione del mal di pancia di Terry McLaurin, ricevitore che vuole e deve essere pagato: sebbene il suo nome ricordi tetramente da vicino quello di Josh Doctson, uno dei loro più grandi bust dell’ultimo ventennio, è chiaro che il ragazzo fosse l’oggetto dei loro desideri visto che non hanno avuto alcun problema a scendere di qualche pick e passar oltre gente come Hamilton, Olave e Williams.
Mathis, ennesimo D-lineman di Alabama nella loro ridondante rotazione, conferisce profondità a un reparto già di ottimo livello, mentre in tutta sincerità non ho ben compreso la decisione di aggiungere un altro running back a un backfield che già vanta Gibson, McKissic e Patterson.
Investire su Howell, a quel punto del draft, ha assolutamente senso per una franchigia che non ha più nulla da perdere quando si parla di quarterback, occorrerà solo vedere quanto ci metterà a svilupparsi in un’opzione percorribile: al momento, secondo chi ne sa veramente, non può essere considerato pronto per la NFL.

Voto: 7+. La valutazione dipenderà quasi esclusivamente dal rendimento di Dotson e dallo sviluppo di Howell, giocatore che i Commanders hanno disperatamente bisogno di trasformi in qualcosa più di un backup. Nulla di sconvolgente ma tante scelte solide.


NFC WEST

Arizona Cardinals

Cosa serviva: cornerback, profondità e qualità lungo la defensive line, wide receiver, qualcosina pure per la linea d’attacco

Le scelte: Trey McBride, TE, Colorado State (scelta numero 55); Cameron Thomas, DE, San Diego State (scelta numero 87); Myjai Sanders, EDGE, Cincinnati (scelta numero 100); Keaontay Ingram, RB, USC (scelta numero 201); Lecitus Smith, OG, Virginia Tech (scelta numero 215); Christian Matthew, DB, Valdosta State (scelta numero  244); Jesse Luketa, LB, Penn State (scelta numero 256); Marquis Hayes, OG, Oklahoma (scelta numero 257)

Analisi: Affrontiamo immediatamente l’elefante nella stanza – licenza poetica? – e partiamo da dov’è obbligatorio partire, ossia dall’acquisizione di Hollywood Brown.
Le statistiche sono buone, non ottime, ma occorre contestualizzarle: Brown ha finora giocato in una squadra che definire run first sarebbe un eufemismo, quindi i dati vanno presi con le pinze. Quando non si dimentica di avvitare un paio di mani all’estremità dei suoi arti superiori, Brown sa essere uno dei più letali deep threat della lega, un demone che spesso e volentieri riesce a sgusciare alle spalle del reparto difensivo avversario: con un quarterback più preciso di Lamar Jackson sul profondo – che sovente lo mancava – Hollywood potrebbe fare disastri e il fatto che lui e Murray fossero compagni di squadra a Oklahoma sicuramente aiuta.
Come già detto, il front office dei Cardinals ha fatto il possibile per aiutare il franchise quarterback a ritrovare il sorriso recentemente smarrito, e in tal senso non deve stupire l’investimento McBride, tight end completo che fra non molto potrebbe rubare il posto da titolare a Ertz.
Privi di scelte nei round centrali, hanno devoluto le due pick al terzo giro al ripopolamento della D-line, gravemente in affanno nel 2021 in run defense e da pochi mesi priva di Chandler Jones: Thomas e Sanders dovranno trovare modo di contribuire fin da subito poiché il front seven di Arizona non brilla per profondità.
Il pacchetto cornerback continua a preoccuparmi.

Voto: 7+. Tanto dipenderà dal rendimento di Hollywood Brown, secondo tanti pagato eccessivamente – soprattutto in luce del sacrificio compiuto dagli Eagles per assicurarsi l’altro Brown. Il roster a mio avviso resta incompleto, ma se la missione del 2022 è quella di compiacere il quarterback, non di far strada ai playoff, il loro lavoro è stato encomiabile.


Los Angeles Rams

Cosa serviva: di scelte future da scambiare

Le scelte: Logan Bruss, OG, Wisconsin (scelta numero 104); Decobie Durant, CB, South Carolina State (scelta numero 142); Kyren Williams, RB, Notre Dame (scelta numero 164); Quentin Lake, S, UCLA (scelta numero 211); Derion Kendrick, CB, Georgia (scelta numero 212); Daniel Hardy, DE, Montana State (scelta numero 235); Russ Yeast, S, Kansas State (scelta numero 253); A.J. Arcuri, OT, Michigan State (scelta numero 261)

Analisi: Difficilmente vedremo questi Los Angeles Rams “vincere” il draft NFL tanto in fretta, ma il punto è che non ne hanno bisogno.
Ammesso che per quanto ci sia dato sapere potrebbero aver aggiunto un paio di Hall of Famer, i Rams si sono assicurati il potenziale rimpiazzo di Austin Corbett in Logan Bruss e un running back, Kyren Williams, che secondo me potrà contribuire fin da subito in un backfield che l’anno scorso è stato costretto a fronteggiare una miriade di infortuni.
Cinque degli otto giocatori selezionati sono arrivati con una scelta la cui prima cifra – di un numero a tre cifre, ovviamente – è stata uno scoraggiante due, quindi per forza di cose non ho molto da dirvi su Lake, Kendrcik, Hardy, Yeast e Arcuri se non che danno profondità a un roster ultra-competitivo e completo e che, forse, potranno dire la loro fra un paio d’anni.
Ottima mossa aver riportato a casa Troy Hill, slot corner che se la cava piuttosto bene nel suo lavoro.

Voto: 6,5. Profondità e buchi tappati laddove presenti: per i Los Angeles Rams di Les Snead va più che bene così. Hanno vinto il Super Bowl lo scorso febbraio, fino al prossimo febbraio avranno automaticamente ragione loro.


San Francisco 49ers

Cosa serviva: cornerback, una guardia con cui sostituire degnamente Tomlinson e edge rusher

Le scelte: Drake Jackson, EDGE, USC (scelta numero 61); Tyrion Davis-Price, RB, LSU (scelta numero 93); Danny Gray, WR, SMU (scelta numero 105); Spencer Burford, OG, Texas San-Antonio (scelta numero 134); Samuel Womack, CB, Toledo (scelta numero 172); Nick Zakelj, OT, Fordham (scelta numero 187); Kalia Davis, DT, UCF (scelta numero 220); Tariq Castro-Fields, CB, Penn State (scelta numero 221); Brock Purdy, QB, Iowa State (scelta numero 262, Mr. Irrelevant)

Analisi: Analogamente ai coinquilini californiani, i San Francisco 49ers non erano in possesso di scelte particolarmente alte ma hanno saputo sfruttare nel migliore dei modi la prima a loro disposizione assicurandosi un pass rusher con un upside sconfinato in Drake Jackson: secondo chi di draft – e conseguentemente di football americano – ne capisce veramente, Jackson non aveva alcuna ragione di essere disponibile alla numero 61.
Ho sorriso dinanzi alla selezione di Davis-Price, ero più che convinto che il trio Mitchell-Sermon-Wilson bastasse a sovraffollare il backfield e mandare in crisi i fantasy owner di tutto il mondo, ma chiaramente stavo sbagliando: nel tritacarne che è il gioco di corse di Kyle Shanahan i running back non possono mai essere abbastanza, immagino.
Non saprei dirvi se Burford possa essere considerato l’erede naturale di Laken Tomlinson, ma ciò di cui sono sicuro è che aggiungere profondità alla linea d’attacco non è mai una brutta idea; in tutta onestà avrei investito una scelta un po’ più alta per un cornerback, anche se chi ne sa ha definito Castro-Fields alla 221 un vero e proprio steal: prima di essere chiamato in causa dovrà necessariamente sgrezzarsi.

Voto: 7+. Tutto sommato buon lavoro, soprattutto se si considera ciò con cui dovevano operare. La singola cosa che più mi ha affascinato del loro weekend è stata la tranquillità sul fronte export in quanto riferirsi a Garoppolo e Samuel come giocatori dei ‘Niners era tutto fuorché scontata: ça va sans dire non vedo l’ora di scoprire come vada a finire.


Seattle Seahawks

Cosa serviva: quarterback, come sempre offensive line, edge rusher, cornerback

Le scelte: Charles Cross, OT, Mississippi State (scelta numero 9); Boye Mafe, EDGE, Minnesota (scelta numero 40); Kenneth Walker III, RB, Michigan State (scelta numero 41); Abraham Lucas, OT, Washington State (scelta numero 72); Coby Bryant, CB, Cincinnati (scelta numero 109); Tariq Woolen, CB, Texas San-Antonio (scelta numero 153); Tyreke Smith, EDGE, Ohio State (scelta numero 158); Bo Melton, WR, Rutgers (scelta numero 229); Dareke Young, WR, Lenoir Rhyne (scelta numero 233)

Analisi: Draft che più ci penso più mi piace.
So perfettamente che qualcuno di voi potrebbe – legittimamente, sia chiaro – definirlo “incompleto” per la mancata aggiunta di un quarterback, ma se il front office non riteneva nessuno dei quarterback disponibili al draft preferibile – esclusivamente per il 2022, sia chiaro –  a Geno Smith o Drew Lock, che senso aveva sprecare una scelta succosa per provare ad autoconvincersi su qualcuno?
L’innesto di Walker è piuttosto eloquente, i Seattle Seahawks nel prossimo autunno faranno pesante affidamento su un gioco di corse che dovrebbe essere immediatamente elevato dagli innesti di Cross e Lucas, due offensive tackle che probabilmente avrebbero potuto rendere più facile la vita a Russell Wilson… finché c’era.
Il loro roster, prima del draft, aveva più buchi di una fetta di groviera mangiucchiata dai topi mentre ora, quarterback a parte, c’è finalmente potenziale in gran parte delle posizioni più importanti: essersi assicurati la coppia di cornerback Bryant-Woolen al quarto round potrebbe tranquillamente spingere gli altri 31 front office a mangiarsi nervosamente la bombetta.
Buon lavoro dei Seahawks.

Voto: 8. Un bell’otto non glielo può togliere nessuno. Si sono assicurati una coppia di tackle e di cornerback, un pass rusher ultra-esplosivo e quello che a detta di alcuni era il miglior running back dell’intera classe: mica male. Hanno messo un’interessante base di partenza per i successi del futuro.


NFC SOUTH

Atlanta Falcons

Cosa serviva: tutto

Le scelte: Drake London, WR, USC (scelta numero 8); Arnold Ebiketie, EDGE, Penn State (scelta numero 38); Troy Andersen, LB, Montana State (scelta numero 58); Desmond Ridder, QB, Cincinnati (scelta numero 74); DeAngelo Malone, EDGE, Western Kentucky (scelta numero 82); Tyler Allgeier, RB, BYU (scelta numero 151); Justin Shaffer, OG, Georgia (scelta numero 190); John FitzPatrick, TE, Georgia (scelta numero 213)

Analisi: Avevano bisogno di tutto e malgrado dubito fortemente che le scelte dello scorso weekend li condurranno a una stagione da 15 vittorie, lasciatemi dire che la direzione intrapresa sembra essere quella giusta.
Non avevo ben compreso la scelta di Drake London, un ricevitore portato a casa con la prima pick del post-Ryan, ma Smith ha dichiarato che lo skills set di London è perfetto per il suo sistema di gioco: benissimo così, immagino.
Avevano disperatamente bisogno di pass rusher e ne hanno aggiunti due in Ebiketie e Malone che, vista la poca concorrenza attualmente a roster, dovrebbero aver l’opportunità di farsi le ossa in campo.
Sono molto intrigato dalla scelta di aggiungere Ridder con la numero 74, non saprei dirvi se possa essere lui il loro franchise quarterback ma vista la situazione e il valore assoluto della scelta scommettere su di lui ha decisamente senso.
Non so perché, ma sono un fan di Allgeier, soprattutto ora che il front office ha messo alla porta il povero Mike Davis, dannatamente inefficace nel 2021.

Voto: 8+. A quanto pare London è il giocatore perfetto per il sistema di gioco di Arthur Smith perciò non me la sento di criticare la mossa, anche se forse avrebbero potuto privilegiare una posizione più importante. Tutto sommato un draft molto buono quello dei Falcons che hanno messo le basi per il futuro: attenzione a Ridder.


Carolina Panthers

Cosa serviva: principalmente un quarterback, ma anche la linea d’attacco non scherza

Le scelte: Ikem Ekwonu, OT, North Carolina State (scelta numero 6); Matt Corral, QB, Mississippi (scelta numero 94); Brandon Smith, LB, Penn State (scelta numero 120); Amare Barno, EDGE, Virginia Tech (scelta numero 189); Cade Mays, OG, Tennessee (scelta numero 199); Kalon Barnes, CB, Baylor (scelta numero 242)

Analisi: Concludere un draft assicurandosi la coppia quarterback-offensive tackle del futuro basterebbe a darmi il permesso di sfoderare un bel dieci tondo tondo, ma occorre essere razionali poiché si sta pur sempre parlando dei Carolina Panthers, il posto dove i quarterback vanno a morire.
Come argutamente evidenziato da The Athletic, solamente due quarterback selezionati al terzo round fra 2012 e 2021 si sono trasformati in titolari più o meno brillanti, Russell Wilson e Nick Foles: tutto ciò per dirvi che le probabilità che abbiano trovato la risposta sul lungo termine non sono poi così alte.
Indipendentemente da tutto, Ekwonu alla sei è un colpaccio, una probabile costante a cui aggrapparsi in un futuro assolutamente precario: il 2022 non promette bene per i Panthers che a questo punto saranno costretti a pregare più intensamente che mai per la salute di McCaffrey.
La competizione fra l’inqualificabile Darnold e Corral, quarterback con potenziale ma che sembrerebbe aver bisogno di tempo prima di essere lanciato nella mischia, potrebbe rappresentare uno dei punti più bassi nella storia di questa franchigia.

Voto: 7+. Per quanto mi è dato sapere Corral potrebbe tranquillamente trasformarsi nel prossimo Tom Brady, ma Ekwonu a parte fatico a esaltarmi per il draft di una squadra che negli ultimi anni non ha fatto mezzo passo in avanti.


New Orleans Saints

Cosa serviva: wide receiver, left tackle, quarterback forse

Le scelte: Chris Olave, WR, Ohio State (scelta numero 11); Trevor Penning, OT, Northern Iowa (scelta numero 19); Alontae Taylor, CB, Tennessee (scelta numero 49); D’Marco Jackson, LB, Appalachian State (scelta numero 161); Jordan Jackson, DT, Air Force (scelta numero 194)

Analisi: La nonchalance con cui i Saints sono puntualmente disposti a sacrificare preziose scelte per scalare il tabellone non finirà mai di affascinarmi, incuriosirmi e confondermi, ma rispetto e apprezzo la loro sicurezza: Olave e Penning erano i loro uomini, i pezzi mancanti in un roster che malgrado l’assenza di una vera soluzione sul lungo termine ha dimostrato di poter essere sempre e comunque competitivo.
Abbiamo parlato per mesi della necessità di aggiungere un ricevitore da affiancare a Thomas – o sostituire, purtroppo – e un left tackle che andasse a prendere il posto del recentemente svernato Armstead e Loomis, GM che sa cosa vuole dalla vita, si è mosso con estrema risolutezza proprio in questa direzione: non possiamo sapere che ne sarà della carriera di questi due ragazzi, ma ammiro il fatto che non siano una di quelle franchigie che nel tentativo di confondere gli altri confonde in primis sé stessa non seguendo la logica.
L’unica mia perplessità riguarda la fondatezza di questo atteggiamento chiaramente all-in, siamo proprio sicuri che abbia senso vivere in questo modo quando il proprio quarterback titolare è un Jameis Winston al rientro da un infortunio serio?

Voto: 7,5. Tanto, se non tutto, dipenderà dal rendimento di Olave e Penning, due fra i rookie con più pressione sulle spalle già dal 2022. New Orleans è convinta di poter vincere ora o, perlomeno, di avere il necessario per competere con le prime della classe in una NFC tutt’altro che proibitiva.


Tampa Bay Buccaneers

Cosa serviva: guardia, edge rusher, safety

Le scelte: Logan Hall, DE, Houston (scelta numero 33); Luke Goedeke, OG, Central Michigan (scelta numero 57); Rachaad White, RB, Arizona State (scelta numero 91); Cade Otton, TE, Washington (scelta numero 106); Jake Camarda, P, Georgia (scelta numero 133); Zyon McCollum, CB, Sam Houston State (scelta numero 157); Ko Kieft, TE, Minnesota (scelta numero 218); Andre Anthony, LB, LSU (scelta numero 248)

Analisi: Sono esausto, perciò concedetemi il diritto di ricorrere a un elenchino puntato riparatore.

  • Serviva il pass rusher che andasse a rimpiazzare Jason Pierre-Paul: inserire Logan Hall.
  • Gronkowski è indeciso sul suo futuro NFL? Otton e Kieft, indipendentemente dalla decisione di Gronk, sono pronti a non far rimpiangere il futuro Hall of Famer.
  • Punter insoddisfacente? Prendiamolo al quarto giro!
  • Come si possono sostituire due guardie del calibro di Cappa e del ritirato Marpet? Con Shaq Mason e il rookie Luke Goedeke.
  • Fournette ha rinnovato il contratto, è vero, ma vista la sua salute cagionevole tutelarsi con un running back perfetto per il sistema Buccaneers come White è pura saggezza.

Il draft di cui avevano bisogno, poco da dire.
Signori, ho finito, pure quest’anno ho finito.
È stata una settimana divertente, vi ringrazio di cuore per la partecipazione.

Voto: 7,5. Hanno fatto esattamente quello che dovevano fare colmando le pochissime lacune presenti in uno dei migliori roster della NFL. Quando si è i Tampa Bay Buccaneers di Tom Brady si può tranquillamente spendere una scelta al quarto round per un punter.


 

2 thoughts on “Il pagellone del Draft NFL 2022 per ogni squadra NFC

  1. Guardando gli ultimi draft mi sembra che l’importanza dei wr stia crescendo.
    Alla chiamata 20 del primo giro di quest’anno si contavano giá 6 wr. Il GM dei Ravens ha detto di aver voluto prendere un ricevitore (vista la cessione di Brown), solo che andavano via troppo rapidamente.
    Il mantra che l’attacco si costruisce “from the inside out” è forse leggermente indebolito.

Commenta

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.