NFC NORTH

Chicago Bears

Entrate più importanti: Justin Jones (DT, dai Los Angeles Chargers); Al-Quadin Muhammad (DE, dagli Indianapolis Colts); Lucas Patrick (OG, dai Green Bay Packers); Byron Pringle (WR, dai Kansas City Chiefs).

Uscite più importanti: Khalil Mack (EDGE, via trade ai Los Angeles Chargers); Allen Robinson (WR, ai Los Angeles Rams); James Daniels (OG, ai Pittsburgh Steelers); Bilal Nichols (DT, ai Las Vegas Raiders), Akiem Hicks (DL, attualmente free agent); Tarik Cohen (RB, attualmente free agent); Danny Trevathan (LB, attualmente free agent); Eddie Goldman (DT, attualmente free agent).

Lavoro ancora da fare: tutto.

Analisi: Con il senno di poi l’insensata qualificazione ai playoff del 2020 è stata la peggior cosa che potesse capitare a questi Chicago Bears che a causa di tale risultato hanno rimandato di un anno l’inevitabile, ossia constatare il decesso dell’avventura del dinamico duo Nagy-Pace.
Poles sta facendo il possibile per decongestionare lo spazio salariale e ciò mi va più che bene, peccato solo che il potenziale franchise quarterback sia già a roster e che dopo un primo anno molto complicato al momento sembri destinato a qualcosa di ben peggiore: l’attacco dei Bears, sempre al momento, è putrido e la tediosa impazienza con la quale l’opinione pubblica ha deciso di giudicare un quarterback potrebbe spingere molta gente a dichiarare bust l’ex-Ohio State, fatto totalmente ingiusto e inaccettabile.
Una delle peggiori linee d’attacco della NFL ha salutato l’unico suo membro a rendere sopra la media, James Daniels, mentre la situazione ricevitori è, se possibile, ancora più nefanda in quanto le sole mani di qualità a disposizione di Fields sono quelle di Mooney: considerando che a fine mese non potranno nemmeno contare su una scelta al primo round, fatico a preventivare un netto salto di qualità e probabilmente Fields si troverà costretto a operare in condizioni esponenzialmente peggiori rispetto a quelle già tragiche del 2021.
Pover’uomo, vittima di circostanze.

Voto: 4,5. Il nuovo front office sta facendo piazza pulita, primo passo obbligatorio per iniziare una ricostruzione, ma fatico a mascherare la tristezza che provo pensando a Justin Fields: fare bene in un contesto del genere è pressoché impossibile e dopo una probabile seconda stagione deludente l’ingiusta narrativa che lo assocerà alla parola bust potrebbe deragliargli la carriera.


Detroit Lions

Entrate più importanti: DJ Chark (WR, dai Jacksonville Jaguars); Mike Hughes (CB, dai Kansas City Chiefs), DeShon Elliott (S, dai Baltimore Ravens).

Uscite più importanti: nessuna degna di nota.

Lavoro ancora da fare: un po’ meno dei Chicago Bears, ma praticamente tutto.

Analisi: Poco da dire sui Detroit Lions, una delle rare squadre a trovarsi in uno stato di ricostruzione gioconda: non hanno fretta, non hanno alcuna ragione di investire risorse preziose su un roster che attualmente si trova a una trentina di giocatori di livello dalla possibilità di competere, al momento la loro unica preoccupazione è – giustamente – quella di azzeccare il draft.
Scommettere su Chark dandogli la possibilità di vincere il contratto della vita è stata un’ottima idea, così come rimpolpare la secondaria con Hughes e Elliott, due individui con il potenziale per rendere sopra la media che analogamente al collega ricevitore utilizzeranno il 2022 come audizione per contratti a lungo termine soddisfacenti.
La loro offseason sarà definita dal draft e se il 2021 mi ha insegnato qualcosa è che sembrano aver fiuto per il talento:.

Voto: 5+. Mezzo voto in più rispetto ai Bears semplicemente perché under center hanno Jared Goff il traghettatore, non un plausibile franchise quarterback a rischio combustione. Free agency sorniona, com’è giusto che sia per una squadra che prima di investire a marzo deve mettere le fondamenta affidandosi al draft.


Green Bay Packers

Entrate più importanti: Rasul Douglas (CB, rinnovo contrattuale); Aaron Rodgers (QB, rinnovo contrattuale); Robert Tonyan (TE, rinnovo contrattuale), De’Vondre Campbell (LB, rinnovo contrattuale); Sammy Watkins (WR, dai Baltimore Ravens).

Uscite più importanti: Za’Darius Smith (EDGE, ai Minnesota Vikings); Marquez Valdes-Scantling (WR, ai Kansas City Chiefs); Davante Adams (WR, via trade ai Las Vegas Raiders); Billy Turner (OG, ai Denver Broncos); Kevin King (CB, attualmente free agent).

Lavoro ancora da fare: creare in un solo draft un receiving corp di livello.

Analisi: Vi ho già parlato tempo fa dell’umiliazione inflitta da Rodgers al front office, quindi non perderò tempo e righe ritornando sul luogo del delitto: se volete rinfrescarvi la memoria, premete o cliccate questo link.
Probabilmente esasperato dal clima da soap opera che ha definito le ultime due stagioni dei Packers, il miglior ricevitore della National Football League ha deciso di partire per Las Vegas con un biglietto di sola andata: nel frattempo, giusto perché quando si inizia qualcosa lasciarlo a metà è da cafoni, pure l’incostante ma pericoloso MVS ha deciso di svernare in AFC West, straziando ulteriormente un receiving corp che al momento annovera Lazard, Cobb e Amari Rodgers e qualche giocatore da training camp.
Dovranno selezionare al draft il Ja’Marr Chase o il Justin Jefferson di turno, quel ricevitore in grado di racimolare 1500 yard già dal primo anno perché Rodgers sarà sì bravo a lanciare un pallone da football quasi quanto a parlare esclusivamente attraverso supercazzole, ma pensare di arrivare in fondo con una versione decisamente meno talentuosa di un roster che lo scorso gennaio si è fermato a miglia nautiche dalla linea del traguardo è troppo pure per il numero 12.

Voto: 4. Si può parlare di free agency in questo caso? I Green Bay Packers non hanno acquisito nessun giocatore d’impatto ed essenzialmente la loro offseason fino a questo punto s’è sostanziata – viva le allitterazioni – nel multimegagigamilionario rinnovo contrattuale di Aaron Rodgers e nell’evaporazione del receiving corp con cui il quarterback da 50 milioni l’anno ha vinto due MVP consecutivi. Necessitano di un draft stupendo per ottimizzare gli ultimi anni di Rodgers under center.


Minnesota Vikings

Entrate più importanti: Za’Darius Smith (EDGE, dai Green Bay Packers); Harrison Phillips (DT, dai Buffalo Bills); Jordan Hicks (LB, dagli Arizona Cardinals); Patrick Peterson (CB, rinnovo contrattuale).

Uscite più importanti: Tyler Conklin (TE, ai New York Jets); Mason Cole (C, ai Pittsburgh Steelers); Xavier Woods (S, ai Carolina Panthers); Anthony Barr (LB, attualmente free agent); Sheldon Richardson (DT, attualmente free agent); Everson Griffen (EDGE, attualmente free agent).

Lavoro ancora da fare: la difesa resta ricolma di incognite.

Analisi: I Vikings si trovano in una posizione peculiare, sono troppo talentuosi e forti per pensare seriamente a una ricostruzione e al contempo incredibilmente lacunosi per sognare in grande: lo ammetto, è rassicurante che il prodotto in campo negli ultimi anni abbia testimoniato esattamente questo.
Il vero problema risiede principalmente in un reparto difensivo che fra infortuni e svarioni spesso vanifica gli sprazzi di brillantezza dell’attacco: gli innesti di Smith, Phillips e Hicks dovrebbero apportare stabilità e produzione ragionevolmente di livello, ma i corpi di tutti e tre i signori appena citati sono martoriati da anni di permanenza in NFL, quindi prima di entusiasmarsi è necessario venire a patti con l’alta probabilità che prima o poi si infortunino.
La secondaria resta terribilmente sospetta e per questa ragione mi aspetto che selezionino un paio di cornerback pronti a giocare snap seri già da settembre, ma guardando meglio ci si renderà immediatamente conto che necessitino pure di defensive tackle, guardie e tight end: dovranno essere bravi a sfruttare gli stadi avanzati della free agency per colmare le lacune a suon di veterani economici.

Voto: 6,5. Penso che la difesa sia ben più talentuosa rispetto a quella del 2021 e se Za’Darius Smith dovesse restare sano potrebbero aver messo a segno uno dei migliori colpi della free agency. Linea d’attacco e secondaria presentano ancora tantissime incognite ma finora il lavoro del nuovo front office è stato buono.


NFC EAST

Dallas Cowboys

Entrate più importanti: Bryan Anger (P, rinnovo contrattuale); Dante Fowler Jr. (EDGE, dagli Atlanta Falcons); Leighton Vander Esch (LB, rinnovo contrattuale), Michael Gallup (WR, rinnovo contrattuale).

Uscite più importanti: Randy Gregory (EDGE, ai Denver Broncos); La’el Collins (OT, ai Cincinnati Bengals); Cedrick Wilson (WR, ai Miami Dolphins); Amari Cooper (WR, via trade ai Cleveland Browns); Connor Williams (OG, ai Miami Dolphins); Ty Nsekhe (OT, attualmente free agent):

Lavoro ancora da fare: tentare di migliorarsi al draft dopo una free agency dolorosa.

Analisi: Premessa fondamentale: questi Dallas Cowboys non hanno né la necessità né valide motivazioni per essere spendaccioni in free agency.
Guardiamo in faccia i fatti, malgrado le continue delusioni Dallas può vantare un roster di livello ricolmo di vere e proprie eccellenze e i bisogni non erano così numerosi da giustificare chissà quale investimento: questo, però, mica significa siano perfetti, soprattutto dopo l’ultimo mese.
Marzo è stato particolarmente difficile per i loro tifosi in quanto in poche settimane hanno assistito impotenti alla migrazione di pedine fondamentali come Collins, Gregory e Cooper: rimpiazzare la loro produzione sarà tutt’altro che facile, anche se ammetto che sono intrigato da Fowler in una rotazione che già comprende Lawrence e Parsons.
La bontà degli ultimi draft dovrebbe rasserenare gli animi dei tifosi, ma è indubbio che queste dipartite abbiano generato alcune falle che rendono questa free agency piuttosto difficile da digerire.

Voto: 5-. I Dallas Cowboys potevano contare su un roster talentuoso, profondo e completo e per questa ragione preventivare perdite era piuttosto facile, il problema è che le dipartite di Gregory, Collins, Williams e Cooper hanno pericolosamente depauperato di talento una squadra che vuole vincere già ora. Sono convinto che fra non molto metteranno a segno un paio di firme importanti a prezzi stracciati.


New York Giants

Entrate più importanti: Mark Glowinski (OG, dagli Indianapolis Colts); Tyrod Taylor (QB, dagli Houston Texans); Jon Feliciano (OG, dai Buffalo Bills).

Uscite più importanti: Austin Johnson (DT, ai Los Angeles Chargers); Evan Engram (TE, ai Jacksonville Jaguars); Jabrill Peppers (S, ai New England Patriots); Will Hernandez (OG, agli Arizona Cardinals); Nate Solder (OT, attualmente free agent); Kyle Rudolph (TE, attualmente free agent).

Lavoro ancora da fare: sempre il solito, questa volta con un nuovo front office.

Analisi: I New York Giants stazionano pericolosamente in un’arida terra di nessuno e ciò, probabilmente, fra dodici mesi li costringerà a ricominciare nuovamente da capo.
Dopo essere stati fra le squadre più attive durante la scorsa free agency, per ovvi motivi quest’anno non hanno avuto la possibilità di investire con chissà quanta convinzione limitandosi a mettere le mani onesti mestieranti come Glowinski e Feliciano, due veterani che se non altro apporteranno esperienza e stabilità a una linea d’attacco perennemente inadeguata.
Il capitale a loro disposizione al draft è molto alto e per questa ragione mi sento a mio agio a coltivare un minimo di ottimismo, ma è indubbio che il povero Daniel Jones si trovi in una situazione tutt’altro che ideale visto che si giocherà il futuro a New York in una squadra tetramente simile al disastro dell’anno scorso.
Pure in questo caso serviranno rookie iper-produttivi dal giorno zero, non propriamente il fenomeno più comune in NFL, anche se poter contare sulla quinta e settima scelta assoluta li mette nella posizione di aggiungere al roster un paio di game-changer.
Tyrod Taylor, comunque, è un amuleto in quanto la sua sola presenza sembra garantire l’esplosione di qualsiasi giovane quarterback – guardasi l’esaltante stagione da rookie di Mayfield, la Justin Herbert experience e l’ottima impressione dataci da Davis Mills.

Voto: 4,5. Joe Schoen si è trovato fra le mani una squadra ricolma di contratti orribili partoriti dall’intelletto di un GM che solamente dodici mesi fa investì con l’aggressività e la mancanza di prospettiva tipica di chi sta rischiando di perdere il lavoro. Sono in una situazione granguignolesca, il valore assoluto del roster è piuttosto basso e il margine di manovra è minimo, ma fortunatamente hanno scelte interessanti al draft con cui lavorare.


Philadelphia Eagles

Entrate più importanti: Haason Reddick (EDGE, dai Carolina Panthers); Derek Barnett (EDGE, rinnovo contrattuale); Fletcher Cox (DT, rinnovo contrattuale); Kyzir White (LB, dai Los Angeles Cahrgers); Zach Pascal (WR, dagli Indianapolis Colts).

Uscite più importanti: Hassan Ridgeway (DT, ai San Francisco 49ers); Steven Nelson (CB, attualmente free agent); Ryan Kerrigan (EDGE, attualmente free agent).

Lavoro ancora da fare: mettere Hurts nella posizione di essere valutato seriamente.

Analisi: Non hanno fatto molto principalmente perché non avevano valide motivazioni di essere aggressivi vista l’abbondanza di scelte al draft: indubbiamente un ricevitore di qualità da affiancare a Smith avrebbe potuto aiutare Hurts, ma fidatevi che è meglio tenersi i soldi in tasca piuttosto che lanciare venti milioni di dollari a Christian Kirk.
Ho amato la firma di Reddick, negli ultimi due anni l’ex-Cardinals e Panthers è stato fra gli edge rusher più efficienti della NFL e assicurarselo per 15 milioni l’anno potrebbe essere stato un vero e proprio affare.
Il roster è ben lontano dalla perfezione o dall’essere competitivo – la qualificazione ai playoff è stata figlia di un calendario più che favorevole da loro sfruttato a dovere -, ma è chiaro che l’interesse del front office sia giustamente il draft e che investire ora non avrebbe avuto particolare senso.
Non sono sicuro di cosa pensino veramente di Hurts, l’unica mia certezza è che dispongono di così tante scelte al draft che non essere ottimisti risulta difficile pure a me, Mattia, esperto di vibe negative: chi sa, sa.

Voto: 6,5. Ottima a mio avviso la scelta di rinnovare – a prezzi ragionevoli – Barnett e Cox: ho apprezzato moltissimo la decisione di scommettere su Reddick, pass rusher ancora acerbo ma con upside smisurato. Saggi a non investire con aggressività, hanno troppo capitale al draft per congestionare lo spazio salariale con firme random prima ancora di capire se il quarterback under center sia quello giusto o meno.


Washington Commanders

Entrate più importanti: Carson Wentz (QB, via trade dagli Indianapolis Colts); Andrew Norwell (OG, dai Jacksonville Jaguars); J.D. McKissic (RB, rinnovo contrattuale), Bobby McCain (S, rinnovo contrattuale).

Uscite più importanti: Brandon Scherff (OG, ai Jacksonville Jaguars); Matthew Ioannidis (DT, ai Carolina Panthers); Landon Collins (S, attualmente free agent); Jon Bostic (LB, attualmente free agent).

Lavoro ancora da fare: immagino migliorare tutto al fine di togliere responsabilità dalle spalle di Wentz.

Analisi: L’anno scorso ero esaltato dagli allora Washington Football Team, ero convinto che il tanto discusso salto di qualità del reparto difensivo li avrebbe catapultati nei piani alti della NFC malgrado Fitzpatrick under center ma, come sapete tutti, le cose sono andate in modo giusto un po’ diverso.
Sono ancora convinto che la difesa possa affermarsi come una delle migliori unità della lega malgrado un paio d’addii dolorosi, ma non prendiamoci in giro, qua ruota tutto attorno al quarterback e dopo aver contattato praticamente qualsiasi franchigia per indagare sulla disponibilità del loro quarterback… Carson Wentz.
A differenza di quanto successo lo scorso autunno a Indianapolis, Wentz non potrà contare su un running back extraterrestre in grado di risultare ultra-efficiente malgrado 30-35 tocchi a partita, i successi dell’attacco quasi sicuramente passeranno dalle sue mani: se gli ultimi anni ci hanno insegnato qualcosa è che caricare di responsabilità Carson Wentz raramente rimi con successo.
Poi è successa ‘sta cosina qua, giusto per tenere il clima piccantino: fortuna che l’unico problema di questa franchigia era il nome.

Voto: 5-. Buonissima la firma di Norwell, ma per Dio, i piani alti avevano promesso il franchise quarterback ed è arrivato Carson Wentz: difficile giudicare il loro operato con una faccia seria, anche se per la seicentesima volta ribadisco che tifo genuinamente per il riscatto di Wentz. Un po’ meno per quello di una franchigia con a capo Dan Snyder.


NFC WEST

Arizona Cardinals

Entrate più importanti: Nick Vigil (LB, dai Minnesota Vikings); James Conner (RB, rinnovo contrattuale); Zach Ertz (TE, rinnovo contrattuale); Will Hernandez (OG, dai New York Giants); A.J. Green (WR, rinnovo contrattuale).

Uscite più importanti: Christian Kirk (WR, ai Jacksonville Jaguars); Chandler Jones (EDGE, ai Las Vegas Raiders); Chase Edmonds (RB, ai Miami Dolphins); Jordan Hicks (LB, ai Minnesota Vikings); Robert Alford (CB, attualmente free agent).

Lavoro ancora da fare: prima di tutto chiarire con Kyler Murray.

Analisi: Con circa mezza squadra in scadenza, preventivare qualche perdita dolorosa era obbligatorio: i signori elencati poco fa hanno tutti ricoperto ruoli molto importanti nel 2021 dei Cardinals e mettere sotto contratto gente capace di rimpiazzarne la produzione non era affatto semplice.
I rinnovi di Ertz e Conner erano necessari, stiamo pur sempre parlando delle armi più pericolose a disposizione di Kyler Murray che non rispondono al nome di DeAndre Hopkins, quindi in tal senso non ho nulla di cui lamentarmi, non potevano tenere tutti.
Dopo aver sconvolto la NFL saccheggiando gli Houston Texans per due offseason consecutive, questa volta i Cardinals sono stati ben più passivi e guardinghi, anche se loro malgrado gli ultimi mesi sono stati animati dall’insoddisfazione di Kyler Murray che apparentemente, a differenza del collega Lamar Jackson, è già pronto a battere cassa: non saprei dirvi se e quando le parti troveranno un accordo, è però chiaro che questo suo malessere abbia il potenziale di trasformarsi in un qualcosa capace di deragliare la prossima stagione e, soprattutto, il loro futuro.

Voto: 6-. Nulla di particolarmente scandaloso, la sufficienza non piena è dovuta all’indiscutibile fatto che siano usciti da questa prima fase dell’offseason indeboliti e, soprattutto, con un debilitante mal di testa portato dalle ambizioni contrattuali di Kyler Murray.


Los Angeles Rams

Entrate più importanti: Allen Robinson (WR, dai Chicago Bears); Bobby Wagner (LB, dai Seattle Seahawks); Brian Allen (C, rinnovo contrattuale); Joseph Noteboom (OT, rinnovo contrattuale).

Uscite più importanti: Von Miller (EDGE, ai Buffalo Bills); Darious Williams (CB, ai Jacksonville Jaguars); Austin Corbett (OG, ai Carolina Panthers); Sebastian Joseph-Day (DT, ai Los Angeles Chargers); Johnny Hekker (P, ai Carolina Panthers); Odell Beckham Jr. (WR, attualmente free agent); Sony Michel (RB, attualmente free agent); Robert Woods (WR, via trade ai Tennessee Titans).

Lavoro ancora da fare: restare fedeli alla propria filosofia.

Analisi: Probabilmente devono ancora riprendersi dalla firma di Von Miller con i Buffalo Bills, fa male perdere un giocatore del genere a pochi mesi di distanza dal sacrificio di un paio di scelte al draft – come contassero qualcosa per loro, anche se in realtà sono abilissimi a racimolare compensatory pick – per aggiungerlo al roster, ma dopo tutto sono diventati campioni del mondo anche grazie a quello scambio, perciò non c’è motivo di lamentarsi e definire come fallimento tale manovra.
Le perdite, come spesso accade a chi ha vinto il Super Bowl, sono tante, ma a bocce ferme si può affermare con assoluta certezza che il nucleo attorno alla quale sono stati costruiti i successi di questa squadra sia uscito indenne dalla free agency, anzi, se possibile rafforzato: Wagner e Robinson, malgrado età nel caso del primo e annata orribile per il secondo, aggiungono inestimabile esperienza e valore a un roster che come già visto ha tutto il necessario per arrivare fino in fondo.
Sono nella fase “Patriots di Brady quarantenne”, ora ogni veterano free agent a caccia di anelli è automaticamente accostato a loro: esistono situazioni peggiori in cui trovarsi.

Voto: 7. Lo so, le perdite di Miller, Williams, Joseph-Day, Woods e del leggendario Hekker rimano con tutto fuorché con “sette in pagella”, ma amo i rinnovi dei pilastri della linea d’attacco e le acquisizioni di Wagner e Robinson, due veterani che possono apportare un fondamentale contributo alla causa back-to-back. Innamorato perso dei 15 milioni l’anno per Robinson, che affare.


San Francisco 49ers

Entrate più importanti: Charvarius Ward (CB, dai Kansas City Chiefs); George Odum (S, dagli Indianapolis Colts); Hassan Ridgeway (DT, dai Philadelphia Eagles); Kerry Hyder (EDGE, dai Seattle Seahawks).

Uscite più importanti: Laken Tomlinson (OG, ai New York Jets); D.J. Jones (DT, ai Denver Broncos); K’Waun Williams (CB, ai Denver Broncos); Raheem Mostert (RB, ai Miami Dolphins); Arden Key (EDGE, ai Jacksonville Jaguars); Jaquiski Tartt (S, attualmente free agent); Jason Verrett (CB, attualmente free agent).

Lavoro ancora da fare: capire cosa fare con il quarterback e migliorare la secondaria.

Analisi: Analogamente ai Rams, i 49ers si affacciavano all’offseason con tanti buoni giocatori in scadenza e vista la compresenza di parecchie stelle a roster, non era poi chissà quanto complesso prevedere che buona parte di loro andasse a battere cassa altrove: mi aspettavo, però, che riuscissero a rinnovare il contratto di almeno uno fra Tomlinson, Jones e Williams, ma sbagliavo.
Charvarius Ward è un buon giocatore che forse hanno pagato più di quanto m’aspettassi, ma so che siete stanchi di aspettare, perciò dai, affrontiamo il capitolo Garoppolo.
Per prima cosa mi sembra doveroso mettere in chiaro l’ovvio: il fatto che Jimmy Garoppolo sia ancora a roster non implica in nessun modo che Trey Lance sia un bust, smettiamola di comportarci da scriteriati quando si parla di quarterback.
Probabilmente i ‘Niners non hanno ancora ricevuto un’offerta soddisfacente e se l’esperienza di Bradford ai Vikings ci ha insegnato qualcosa è proprio che un infortunio al training camp può spingere anche il più conservativo dei front office a svenarsi per un quarterback d’esperienza, motivo per cui il front office fa bene a non avere fretta.
San Francisco è nella rara posizione di essere padrona del proprio destino e non ha alcuna valida ragione per agire impulsivamente: come direbbe l’idolo della mia erborista, R-E-L-A-X.

Voto: 6. Le dipartite di Tomlinson e Jones pesano, ma San Francisco ha avuto modo di rifarsi mettendo sotto contratto Charvarius Ward, cornerback che forse hanno pagato troppo ma di cui avevano indiscutibilmente bisogno. Per la risoluzione della soap opera con protagonista Garoppolo potremmo essere costretti ad aspettare più di quanto potessimo credere.


Seattle Seahawks

Entrate più importanti: Noah Fant (TE, via trade dai Denver Broncos); Shelby Harris (DT, via trade dai Denver Broncos); Drew Lock (QB, via trade dai Denver Broncos); Uchenna Nwosu (LB, dai Los Angeles Chargers); Rashaad Penny (RB, rinnovo contrattuale), Quandre Diggs (S, rinnovo contrattuale).

Uscite più importanti: Russell Wilson (QB, via trade ai Denver Broncos); Bobby Wagner (LB, ai Los Angeles Rams); D.J. Reed (CB, ai New York Jets); Gerald Everett (TE, ai Los Angeles Chargers); Duane Brown (attualmente free agent); Carlos Dunlap (EDGE, attualmente free agent).

Lavoro ancora da fare: capire con quale approccio affrontare l’imminente ricostruzione.

Analisi: Qui signori non c’è molto da dire, il front office ha premuto il bottone rosso e la detonazione ha stravolto completamente la NFL – in particolar modo la AFC West, non approfondisco il discorso perché ve ne ho già parlato in lungo e in largo.
Mi piace pensare che non si affacceranno all’imminente regular season con Drew Lock titolare, ma al momento è troppo presto per prevedere quale sia la loro strategia: selezioneranno il quarterback del futuro al draft?
Daranno la possibilità di redimersi a Baker Mayfield?
Non ne ho idea, l’unica cosa di cui sono sicuro è che parlarvi della loro free agency sarebbe profondamente irrispettoso nei confronti dei tanti appassionati del numero 12 che devono ancora venire a patti con la nuova realtà della loro squadra del cuore.
Poteva e doveva essere una dinastia, accidenti.

Voto: difficile. Hanno deciso di ricostruire dando via Wilson e mettendo alla porta Bobby Wagner, anima e cervello della squadra, poi passa una settimana e voci di corridoio parlano di un forte interesse per Deshaun Watson: stanno ricostruendo o no? Forse solo Schneider e Carroll hanno capito cosa fare del futuro della franchigia, fatto sta che gli ultimi mesi sono stati emotivamente molto provanti per i tifosi e non solo.


NFC SOUTH

Atlanta Falcons

Entrate più importanti: Marcus Mariota (QB, dai Las Vegas Raiders); Casey Hayward (CB, dai Las Vegas Raiders); Cordarrelle Patterson (RB, rinnovo contrattuale).

Uscite più importanti: Matt Ryan (QB, via trade agli Indianapolis Colts); Russell Gage (WR, ai Tampa Bay Buccaneers); Foyesade Oluokun (LB, ai Jacksonville Jaguars); Hayden Hurst (TE, ai Cincinnati Bengals).

Lavoro ancora da fare: ehm.

Analisi: Lo ammetto, sono stanco, ma trovarmi a parlare dei Falcons dopo i Seahawks è comodamente fra le più grandi gioie da me vissute in questo 2022 – dice molto di me questa cosa?
Nessuna squadra è più in ricostruzione dei Falcons, nemmeno i Detroit Lions.
Atlanta nelle ultime settimane ha messo quasi esclusivamente a segno mosse secondarie fra cui spiccano le acquisizioni degli ex-Titans Firkser ed Evans, onesti mestieranti in cerca di riscatto, nulla su cui spendere centinaia di parole di speculazione.
Hanno deciso di ripartire da capo e rompere, finalmente, il circolo vizioso di stagioni da sette vittorie nel quale erano precipitati: si prevedono autunni lunghi e insoddisfacenti in Georgia ma, con un po’ di fortuna, fra non troppi anni potrebbero tornare a essere una delle squadre più esplosive della lega, giusto perché il futuro è il regno del possibile, non per altro.
Concludo dicendo che forse l’anno scorso avrebbero fatto meglio a selezionare un quarterback al posto di un tight end unicorno: vi ricordate di quando ci domandavamo come sarebbe stato possibile fermare il trio Jones-Ridley-Pitts?
Abbiamo trovato piuttosto velocemente la risposta.

Voto: più difficile di quello dei Seahawks. Non voglio dar loro un ingiusto zero, ma potrebbero tranquillamente essere la singola squadra con la minor quantità di talento di tutta la NFL. Qua, se non altro, l’intenzione di ricostruire sembra essere chiara.


Carolina Panthers

Entrate più importanti: Austin Corbett (OG, dai Los Angeles Rams); Xavier Woods (S, dai Minnesota Vikings); Johnny Hekker (P, dai Los Angeles Rams); Donte Jackson (CB, rinnovo contrattuale); Bradley Bozeman (OG/C dai Baltimore Ravens).

Uscite più importanti: Haason Reddick (EDGE, ai Philadelphia Eagles); DaQuan Jones (DT, ai Buffalo Bills); Stephon Gilmore (CB, attualmente free agent); A.J. Bouye (CB, attualmente free agent).

Lavoro ancora da fare: sempre lo stesso, ossia trovare un vero franchise quarterback.

Analisi: Il problema è che gran parte dei loro colpi mi sono pure piaciuti, sono convinto che garantirsi un giocatore come Bradley Bozeman a meno di tre milioni di dollari sia stato un affare così insensato da non essere vero, ma se si parla di Carolina Panthers perdersi in analisi non riguardanti un quarterback è un esercizio di retorica assolutamente privo di qualsiasi valore – meno di quanto non lo sia tutto questo articolo, sia chiaro.
È sempre la solita storia, manca il quarterback, vogliono il quarterback ma nessun quarterback sembra disposto a prendere seriamente il loro corteggiamento, un po’ come il cliché dei film americani sugli anni del liceo quando il ragazzo più improbabile della scuola chiede alla futura finalista di Miss Nebraska se vuole accompagnarlo al ballo di fine anno: a differenza del secchione con il cuore spezzato, fortunatamente posseggono la sesta scelta assoluta al draft… in un draft povero di talento nella posizione più importante del gioco.
La buona notizia è che nove decimi delle analisi pre-draft si rivelano essere esilarante spazzatura, quindi non mi sento di precludere uno scenario in cui fra un paio di settimana i Carolina Panthers metteranno le mani sul quarterback capace di renderli nuovamente rispettabili e rilevanti.

Voto: 4,5. Si affacciavano all’offseason pronti a tutto per assicurarsi un franchise quarterback e nemmeno quest’anno ci sono riusciti: sì, c’è il draft fra due settimane, ma immagino che la pazienza dell’owner Tepper cominci a essere pericolosamente bassa. Per un motivo o per l’altro chi eccelle nell’arte del quarterbacking li ripudia.


New Orleans Saints

Entrate più importanti: Jameis Winston (QB, rinnovo contrattuale); Marcus Maye (S, dai New York Jets); Tre’quan Smith (WR, rinnovo contrattuale); Andy Dalton (QB, dai Chicago Bears).

Uscite più importanti: Terron Armstead (OT, ai Miami Dolphins); Marcus Williams (S, ai Baltimore Ravens); Kwon Alexander (LB, free agent).

Lavoro ancora da fare: azzeccare le due scelte al primo round del draft.

Analisi: Mickey Loomis l’ha fatto ancora.
Solamente per la sua impareggiabile abilità nel mostrare il dito medio al concetto di salary cap a suon di ristrutturazioni e spostamenti di denaro – non quel tipo di spostamenti! – dovrei dare ai Saints un bel dieci tondo tondo, ma mi rendo conto che quello che fa ridere e sorridere me non debba per forzare avere lo stesso effetto su di voi, quindi mi trattengo.
Armstead e Williams erano fra le eccellenze di questa squadra e in un certo senso il loro addio era pressoché impossibile da evitare, non avevano denaro a sufficienza per pagarli quanto meritavano – e quanto fatto da Miami e Baltimore: ciò nonostante il front office è stato abilissimo a limitare le perdite e assemblare un roster che è a un buon draft di distanza – e una riabilitazione di Jameis Winston – dall’essere ancora una volta competitivo in una conference tutto sommato debole.
Sono molto curioso di vedere cosa faranno al draft con le due scelte al primo round, ma ritengo saggia la decisione di affidarsi nuovamente a Jameis Winston: nel campione limitato del 2021 non mi è assolutamente dispiaciuto, anche se la percentuale di completi e le yard lanciate lasciavano molto a desiderare.
Poteva andare molto peggio, sufficienza meritatissima.

Voto: 6. Senza infamia e senza lode la free agency dei Saints che, tanto per cambiare, hanno eluso pure quest’anno le maglie del salary cap. Volevano Watson, si sono dovuti accontentare di Winston ma attenzione che questi in un modo o nell’altro sono sempre competitivi, anche se le dipartite di Armstead e Williams abbassano il livello di talento a roster.


Tampa Bay Buccaneers

Entrate più importanti: Tom Brady (QB, trolling); Russell Gage (WR, dagli Atlanta Falcons); Ryan Jensen (C, rinnovo contrattuale); Leonard Fournette (RB, rinnovo contrattuale); Shaq Mason (OG, via trade dai New England Patriots); Logan Ryan (CB, dai New York Giants), Chris Godwin (WR, rinnovo contrattuale).

Uscite più importanti: Alex Cappa (OG, ai Cincinnati Bengals); Jordan Whitehead (S, ai New York Jets); O.J. Howard (TE, ai Buffalo Bills); Ronald Jones (RB, ai Kansas City Chiefs); Jason Pierre-Paul (EDGE, attualmente free agent); Ndamukong Suh (DT, attualmente free agent); Rob Gronkowski (TE, attualmente free agent).

Lavoro ancora da fare: lo stesso fatto negli ultimi due anni.

Analisi: Tom Brady, e di conseguenza i Tampa Bay Buccaneers, sono immortali.
Non importa quante volte li colpisci, non importa con cosa li colpisci e nemmeno dove li colpisci, loro si rialzeranno più forti e sorridenti di prima, incuranti della nostra umanissima esasperazione: non hanno tempo per preoccuparsi dei nostri stati d’animo, loro vogliono solamente vincere, vincere ora.
Il ritiro di Tom Brady sembrava condannarli alla dolorosa transizione da contender a squadra nella media, a infiniti anni di irrilevanza resi invivibili dal ricordo del GOAT, a tornare a essere lo zimbello della lega ma… sapete benissimo cos’è successo.
Tampa Bay ha appena concluso l’ennesima free agency da Tampa Brady rinnovando il contratto a legionari fondamentali come Godwin, Jensen e Fournette e aggiungendo ottimi giocatori come Mason e Gage a un roster che ha sì subito qualche perdita ma che tutto sommato resta incredibilmente profondo e talentuoso.
Insomma, pure l’anno prossimo saranno lì a competere per il controllo della NFC, pure l’anno prossimo saremo costretti settimanalmente a discutere di quale record Tom Brady si sia appena impossessato e…
Che noia.

Voto: 40. Come i giorni nei quali Tom Brady non è stato il loro quarterback. Sono passati da squadra in procinto di ricostruire a contender nel giro di un tweet: ci sono state ovvie perdite ma per come si era messa la situazione il primo di febbraio direi che ne sono usciti alla grandissima.


 

2 thoughts on “NFL 2022: il pagellone della free agency di ogni squadra NFC

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