Ve l’avevo accennato un paio di settimane fa, probabilmente in occasione della season premiere di questa rubrica senza titolo: l’euforica iperattività dei primi giorni di free agency tende a dissiparsi piuttosto velocemente, lasciando spazio a un piattume che rende quasi impossibile la missione di portare a termine articoli del genere.
Le acque si sono calmate, la razionalità ha ripreso il sopravvento, il noioso tram tram da offseason ha spodestato l’inimitabile brio portato da mezza dozzina di firme in mezz’ora – scegliete voi il cliché che preferite -, insomma, siamo arrivati al punto morto della free agency, quel magico periodo in cui i veterani recentemente tagliati dalle proprie squadre hanno la meritata occasione di prendersi il loro tempo e visitare diverse squadre prima di firmare qualsivoglia contratto.
Intendiamoci, ci sono ancora molti giocatori interessanti disponibili sul mercato, la free agency è tutt’altro che terminata.

Per questa ragione, cari lettori, mi troverò costretto a improvvisare e proporvi argomenti “alternativi”, ma posso garantirvi che arrivati all’ultima parola il brivido di aver appena sprecato una decina di minuti di vita che mai nessuno potrà restituirvi non sarà più pervasivo del solito, ve lo prometto.
Andiamo.


Un sogno chiamato Bobby Wagner

Bobby Wagner è uno dei miei giocatori preferiti.
Silenzioso ma al contempo carismatico, costante ma mai banale e già con mezzo busto scolpito a Canton, a quasi 32 anni d’età è lecito affermare che la leggenda dei Seahawks abbia già giocato i suoi migliori snap: ciò però non muta l’incontrovertibile verità che Wagner sia ancora uno dei linebacker più affidabili della lega e che la sua leadership possa conferire stabilità a qualsiasi reparto difensivo, soprattutto a uno che negli ultimi anni non ha potuto contare su un vero quarterback della difesa.
Sì, sto parlando dei Baltimore Ravens.

Al momento, mercoledì mattina, a contendersi i servigi del futuro Hall of Famer sembrano essere rimasti Ravens e Rams, due squadre che non possono contare su chissà quanto spazio salariale e che per questo motivo stanno cercando di convincerlo ad accettare il contratto più team friendly possibile.
Secondo varie indiscrezioni il giocatore vorrebbe un annuale da 11 milioni di dollari, un prove it deal che possa permettergli, fra dodici mesi, di firmare l’ultimo contrattone della propria carriera.
Questa non è una cifra spropositata se si considera che l’accordo che lo legava ai Seahawks gli fruttava circa 18 milioni annui: credo che entrambe le squadre siano però interessate a stipulare un qualcosa di più duraturo, almeno un biennale.

Da tifoso dei Ravens ammetto che il viola gli donerebbe e che la sua firma porterebbe avanti la ricca tradizione che negli anni ha visto Baltimore accaparrarsi pregiati veterani come Rod Woodson, Derrick Mason, Steve Smith Sr., Anquan Boldin, Matt Birk, Shannon Sharpe, Eric Weddle ed Elvis Dumervile, tutti ottimi – se non leggendari – giocatori che nelle stagioni trascorse in Maryland hanno dato un contributo importante alla causa Ravens.
Ovviamente tutto ciò avrà senso a patto che in qualche si riesca ad abbassare il ridicolo numero di infortuni: mentre navigavo su Reddit – lo so, ho bisogno di aiuto – mi sono imbattuto in questa tabella che ha sostanzialmente valutato l’impatto degli infortuni sul 2021 di ogni singola squadra NFL.
Avete trovato i Ravens?

Sull’asse delle ascisse troviamo il numero di partite perse complessivamente dai titolari, mentre sull’asse delle ordinate il WAR riferito a tali titolari. Per WAR, stando a Wikipedia, si intende «A player’s WAR value is claimed to be the number of additional wins his team has achieved above the number of expected team wins if that player were substituted with a replacement-level player: a player who may be added to the team for minimal cost and effort.»


C’è vita dopo Tyreek Hill?

Non prendiamoci in giro, la dipartita di Tyreek Hill complica notevolmente la posizione dei Kansas City Chiefs che, per un intervallo temporale piuttosto significativo durante la scorsa stagione, hanno faticato terribilmente a mettere a segno più di 20 punti ad allacciata.
La prima mossa del Dopo Hill – a cui per comodità da qui in avanti mi riferirò con “D.H.” – è stata quella di mettere sotto contratto Marquez Valdes-Scantling, ricevitore in alcun modo paragonabile a Hill per produzione ed esplosività ma che comunque, grazie a una velocità sopra la media, è assolutamente in grado di allungare il campo: nelle 123 ricezioni in carriera – Hill ne ha registrate 111 solamente nella scorsa stagione – MVS ha guadagnato in media 17.5 yard, numero che ci dice tutto quello che dobbiamo sapere sulla sua velocità.

Prosperare nel D.H. non sarà per nulla scontato per i Chiefs, il livello della competizione in division – ma anche nella conference – si è drammaticamente alzato e coach Reid dovrà ridisegnare il playbook in modo da massimizzare il talento a sua disposizione, anche se a mio avviso il front office può percorrere diverse strade.
Con una pletora – 12 – di scelte al draft a disposizione, fra cui due al primo round, KC ha la possibilità di mettere le mani su talento di primissimo livello o, qualora dovesse presentarsi l’occasione, di cederne qualcuna in cambio di qualche veterano o promessa finora non mantenuta in giro per la lega.
Personalmente mi intriga moltissimo la pista Brandin Cooks, profilo a mio avviso perfetto per il D.H. soprattutto in luce di una velocità che non ha nulla da invidiare a quella del Cheetah: penso che dopo anni di maltrattamenti Cooks meriti di poter giocare con un quarterback come Patrick Mahomes.


Finalmente un colpo da Patriots

Fino a questo punto dell’offseason i New England Patriots non sono ovviamente riusciti a dare continuità agli atipici fuochi d’artificio dello scorso marzo: nelle ultime settimane Belichick si è concentrato principalmente su rinnovi strategici di un paio di veterani chiave, lasciando andare pilastri come J.C. Jackson e Shaq Mason, spedito ai Buccaneers in cambio di un’umile scelta al quinto round del draft.

Nel mese di marzo il più grande allenatore della storia ha rinnovato il contratto ai vari James White, Nick Folk, Matthew Slater, Ja’whaun Bentley, Devin McCourty e Trent Brown, cominciando solo negli ultimissimi giorni ad aggiungere al roster foresti come il figliol prodigo Malcolm Butler e l’intrigante Jabril Peppers.
Se su Butler non ho molto da dire a parte che evidentemente la relazione fra giocatore e Belichick non era irrecuperabile come qualcuno voleva farci credere, credo che Peppers meriti un paragrafino tutto suo dopo il punto e lo spazio.

Peppers è il classico giocatore da New England Patriots, un defensive back ultra-versatile che nel corso della propria carriera ha pressoché ricoperto ogni posizione immaginabile in difesa: l’ex-scelta al primo round ha infatti giocato snap come free safety, box safety, cornerback esterno, slot defender, linebacker e addirittura – anche se molto raramente – defensive lineman.
Non ho idea di come Belichick deciderà di usarlo, al momento i Patriots sembrano essere piuttosto coperti nel retro della difesa – fra i safety annoveriamo Kyle Duggar, Adrian Phillips e l’infinito Devin McCourty -, motivo per cui credo sarà utilizzato principalmente come cornerback.
Reduce dalla rottura del legamento crociato del ginocchio, Peppers ha tutto il talento necessario per rimettere in carreggiata la propria carriera.


I movimenti dei quarterback non finiscono mai

Martedì i New Orleans Saints hanno raggiunto un accordo con Andy Dalton: l’ex-quasi-franchise-quarterback dei Cincinnati Bengals si aggregherà alla corte di Dennis Allen con un annuale dal valore massimo di sei milioni di dollari.
Considerando il fatto che Jameis Winston sia reduce da un infortunio serio come la rottura del crociato, credo che New Orleans abbia fatto bene ad assicurarsi un veterano che se chiamato in causa è più o meno capace di tenere in piedi un attacco NFL: non è certamente il nome più sexy ma credo sia un’opzione preferibile ai vari Trevor Siemian o Taysom Hill.

A proposito di Taysom Hill, l’innesto di Dalton sembra voler chiudere definitivamente la porta al suo sogno di farcela come quarterback, poiché lo stesso Allen ha dichiarato che il tuttofare più famoso della lega verrà utilizzato – quasi – esclusivamente come tight end.
Credo che sia una mossa tutto sommato giusta, Hill non è mai stato un quarterback ma bensì un giocatore di football in grado, di tanto in tanto, di completare un lancio: se usato con creatività può rappresentare un’intrigante opzione per un reparto offensivo che ha bisogno di tutto l’aiuto possibile.

Si capisce che la free agency ha raggiunto un punto morto quando ci si trova costretti, annualmente, a parlare della nuova squadra di Andy Dalton.


Non succederà mai più

Dopo l’indimenticabile spettacolo offertoci da Bills e Chiefs al Divisional Round – nonostante abbia offeso i puristi! – una modifica era necessaria: cosa sarebbe successo se Josh Allen avesse avuto l’opportunità di rispondere al touchdown dei Chiefs?
Certo, a volte si tende a dimenticare che il touchdown di Kansas City non sia stato realizzato da una moneta ma bensì da giocatori, esseri umani in carne e ossa che sono stati capaci di scardinare un’ultima volta quella che durante la regular season era stata la miglior difesa in assoluto, ma questa è una mia digressione.

Martedì la NFL ha approvato un cambio di regolamento che prevede che durante i playoff, qualora una partita si prolungasse ai supplementari, entrambe le squadre potranno toccare il pallone indipendentemente da un potenziale touchdown a termine del primo possesso: nel caso in cui l’epilogo del primo drive fosse un touchdown, la squadra che ha perso il coin toss avrà l’opportunità di rispondere con un ulteriore drive nel quale saranno costretti a segnare per prolungare la partita.
In caso di safety o di touchdown difensivo vincerà immediatamente la squadra che ha realizzato la segnatura.
Intriga assai il fatto che se il primo drive dovesse concludersi con un TD e la squadra in questione realizzasse la conversione da due punti, l’avversaria non solo sarà costretta a trascinare il pallone in end zone, ma pure a replicare la conversione.

Sono quasi sicuro che nel giro di qualche anno verrà implementata pure in regular season, ma per il momento siete contenti?


Un sincero abbraccio agli Atlanta Falcons e tutti i loro tifosi

Gli Atlanta Falcons stanno per ricostruire, sono pronti a ricostruire, devono ricostruire.
Le ricostruzioni sono quasi sempre processi tanto lunghi quanto dolorosi che spingono il tifoso ad aggrapparsi all’apatia come unica possibile ancora di salvezza: l’indifferenza, a un certo punto, diventa un meccanismo imprescindibile di autodifesa.
Ve ne ho già parlato da qualche parte, i Falcons sono comicamente privi di ricevitori – a soli dodici mesi di distanza da quando ragionavamo sui possibili disastri combinati dal trio Jones-Ridley-Pitts – e qualche giorno fa hanno messo sotto contratto Auden Tate, onesto mestierante che si è più volte distinto per ricezioni spettacolari.

Essere contenti di ciò che si ha è fondamentale per vivere una vita serena e vivibile, ma dedicare un tweet del genere a un giocatore con all’attivo 61 ricezioni in carriera ci dipinge una fotografia piuttosto nitida sulla situazione in casa Falcons: questo cinguettio, malgrado le buone intenzioni, è di una tristezza quasi avvilente e vorrei genuinamente abbracciare il povero social media manager che ha l’ingrato compito di creare contenuto su una squadra destinata a un paio di stagioni d’agonia.
Cosa ci tocca fare a noi giovani per arrivare a fine mese…


 

8 thoughts on “Riassunto della seconda settimana di free agency NFL 2022

  1. A me piace la nuova regola del supplementare. Provo a immaginare come sarebbe andata in Chiefs-Bills: i Chiefs, dopo il touchdown, sarebbero andati a +7 (poco vantaggioso tentare la conversione da 2, che ha meno del 50% di realizzazione). Nel successivo attacco, se i Bills avessero segnato un touchdown, allora avrebbero tentato la conversione da 2: meno del 50% di probabilità di successo, ma sempre meglio che restituire palla ai Chiefs.

    Ho letto qualche commento in giro e qualcuno dice che adesso è favorito chi attacca per secondo. Non sono d’accordo: resta favorito chi attacca per primo (anche perché avrebbe a disposizione un eventuale terzo attacco con sudden death), ma in maniera molto meno marcata di quanto avvenga adesso.

  2. Mattia in attesa di Wagner pare che a Da Costa stiano bene i WR che sono già in squadra…

    • Gianluca!
      Allora, se devo proprio essere sincero pure a me vanno benissimo i WR che abbiamo, magari aggiungerei un veterano!
      Hai Andrews che è un All-Pro e che nel 2021 è stato il migliore tight end della NFL, un matchup nightmare letteralmente immarcabile, hai Hollywood che se togli i drop ha giocato veramente bene essendo costantemente – fino a quando come QB c’era Jackson – uno dei migliori deep threat della lega, Bateman per quel poco che ha fatto vedere mi è veramente piaciuto, sa guadagnare yard pesanti e muovere le catene, mentre gente come Proche, Duvernay e Wallace avrebbe bisogno di qualche opportunità in più per dimostrare il proprio valore.
      Andare a prendere un veterano rischia di relegare in panchina gli ultimi tre giocatori sopracitati e non lo ritengo giusto nei loro confronti: prima proviamoli, poi capiamo!

  3. Dopo aver letto le considerazioni del proprietario dei Ravens Bisciotti su Lamar Jackson, mi è venuto qualche dubbio sul fatto che si arriverâ a un accordo a lungo termine.
    Tra l’altro non ho capito perchè Lamar non abbia un agente e si affidi al fai da te in una trattativa di questo tipo.

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