Avete presente il detto “chi troppo vuole nulla stringe”? Ecco, potrebbe benissimo essere appiccicato addosso agli Indianapolis Colts.

Dopo l’addio di Andrew Luck – in quello che sembra l’ormai lontano 2019 – hanno, infatti, provato a cercare un quarterback che fosse all’altezza del numero 12, ma sono sempre rimasti con un pugno di mosche in mano. Senza contare quella sciagurata stagione in cui dovettero far giocare Jacoby Brissett titolare – il quale, tra l’altro, non sfigurò nemmeno – per via del ritiro del suddetto, i Colts hanno avuto Philip Rivers che è durato un solo anno – prima di appendere le scarpe al chiodo – e poi Carson Wentz.

Ed è proprio quest’ultimo – tanto voluto da coach Frank Reich per il suo passato ai Philadelphia Eagles – per il quale il GM Chris Ballard ha speso una scelta al terzo giro e una al secondo, poi trasformatasi in una pick al primo. Insomma, un bell’ impegno per quello che sarebbe dovuto essere il quarterback del presente e del futuro, vista anche la sua giovane età.

Invece, dopo un solo anno, ci troviamo di nuovo qui, ad interrogarci su chi sarà a lanciare i palloni l’anno prossimo in quel di Indianapolis.

Ora, senza una prima scelta, sarà difficile che arrivi dal draft, sempre che qualche quarterback non scivoli molto indietro (i Colts sceglieranno per la prima volta alla 47, salvo trade up). La caratura della classe di quest’anno non è altissima, perciò mai dire mai, ma ci sono diverse squadre davanti bisognose di un signal-caller che scalpitano per arraffare ciò che c’è a disposizione.

Tra l’altro, nel caso dovesse selezionare un quarterback, sarebbe il terzo anno di fila in cui la franchigia dell’Indiana se ne porterebbe a casa uno tramite il draft. Difatti, nel 2020 spesero una scelta al quarto giro per Jacob Eason (ora ai Seahawks). Lo scorso anno, invece, utilizzarono la 206 per selezionare Sam Ehlinger, ancora a roster, ma che per ora ha avuto solo modo di correre per 9 yard.

Insomma, c’è bisogno di qualcuno da mettere dietro a questa benedetta linea offensiva che ogni anno si conferma tra le migliori, ma che continua a proteggere gente che è solo di passaggio.

In questi giorni che ci hanno separato dalla trade che ha portato Wentz a Washington, abbiamo potuto ammirare meme e post ironici vari per riassumere la condizione precaria che la posizione di quarterback rappresenta per gli Indianapolis Colts. Ma ora bisognerà passare dallo scherzo e l’incredulità al concreto.

Il mercato dei free agent offre qualcosa e si sono già fatti dei nomi, seppur non altisonanti. C’è chi parla dell’ottimo traghettatore Teddy Bridgewater – ormai abituato a questo tipo di situazioni disperate – e c’è chi cita il nome di Jimmy Garoppolo che sarebbe ancora sotto contratto con i 49ers per la prossima stagione, ma che è al centro di diverse voci che lo vorrebbero lontano dalla Baia, soprattutto per alleggerire la situazione salariale (il suo cap hit per il 2022 è previsto a 26,95 milioni).

Salary cap che non è di certo un problema per i Colts, visto che Ballard lo ha salvaguardato minuziosamente – forse troppo – per tutto questo tempo, come se fosse un tesoretto da proteggere e da sfoderare nel momento più adatto. Ora è arrivato il momento di aprire il portafoglio e di cominciare a spendere, soprattutto per risolvere il problema quarterback.

Dalton, Newton, Trubisky, Winston, Mariota, sono altri nomi potenziali per fare da collante per almeno un altro anno, ma poi, tra dodici mesi, saremo ancora qui?

La questione è sicuramente spinosa, per non dire che si tratta di una vera e propria maledizione. Quello che è sicuro è che dopo Luck i Colts non hanno avuto molta fortuna per quanto riguarda questo ruolo.

In fondo era andata fin troppo bene dopo l’addio di Manning nel 2012. Questa volta, invece, le cose stanno andando decisamente al contrario.

3 thoughts on “Indianapolis Colts e la maledizione del quarterback

  1. Più che di una maledizione (che dovrebbero dire a Washington o a Denver?) parlerei di un’urgenza, Nicholas. Come hai detto bene, con Nelson & Co in prima linea, devono provare a sfruttare la finestra per vincere subito.

    • Con “maledizione” ovviamente ho voluto dare un qualcosa di mistico, ma è palese che sia un’urgenza e che sia anche stata procurata da delle scelte sbagliate o un po’ affrettate da parte della dirigenza.

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