Che settimana di football sarebbe senza la vostra guida?
Le ramificazioni del Super Bowl sono tante e, forse, la più dolorosa la si intercetta nel fatto che questa partita-evento altro non sia che un espediente della NFL per congedarsi lasciandoci un buon sapore in bocca: forse sto esagerando, anzi, senza dubbio sto esagerando, ma faccio fatica ad approcciarmi con chissà quale entusiasmo a una partita che sarà seguita da infiniti mesi di inattività.
Nel corso degli anni ho imparato ad apprezzare l’offseason, i primi mesi sono veramente entusiasmanti e, in particolar modo, le due settimane che precedono l’inizio ufficiale della free agency sono fra le più divertenti in assoluto in quanto fra speculazioni, voci di corridoio e indizi social abbiamo di che parlare per giorni e fidatevi, non vi lascerò soli.

Dunque, questa è l’ultima guida della stagione e come al solito mi trovo costretto a ringraziarvi per l’affetto e la mancanza di amor proprio che vi spinge a dedicare settimanalmente quarti d’ora della vostra vita per leggere i miei deliri: non avete idea di quanto lo apprezzi e, soprattutto, di quanto tutto ciò non è e mai sarà scontato per me.
Non posso promettervi la stessa attività degli ultimi mesi perché, cari lettori, ho 26 anni ed è arrivato il momento che faccia qualcosa della mia vita: come sapete il sogno/obiettivo/speranza è quello di trasformare questa passione in un lavoro, ma non posso permettermi di continuare a sperare nell’intervento della divina provvidenza, forse semplicemente questa non è la mia strada, dopotutto.
Prima di accompagnarvi nei meandri del cinquantaseiesimo Super Bowl, permettetemi di ringraziarvi ulteriormente per la partecipazione e supporto degli ultimi mesi: con un pubblico del genere è molto più facile martoriare la tastiera senza essere tartassati dall’opprimente sensazione di aver buttato via la propria vita.
Grazie.

Los Angeles Rams contro Cincinnati Bengals, Cincinnati Bengals contro Los Angeles Rams: esattamente il Super Bowl che ci aspettavamo, vero?
Se da un lato i Rams sono stati costruiti appositamente per giocarsi questo Super Bowl – e magari il prossimo e quello dopo e quello dopo ancora – altrettanto non si può dire dei Cincinnati Bengals, squadra giovane e sulla carta inesperta che ha fatto della sfacciataggine la propria carta vincente: la lucida incoscienza con cui Cincinnati ha affrontato questa stagione mi spinge a pensare che molto probabilmente si approcceranno alla partita senza alcun tipo di paura malgrado si stia sempre parlando di un Super Bowl, non certamente di un’esibizione di preseason.
La pressione, se così si può dire, è tutta sui Los Angeles Rams, consapevoli che questa sia un’occasione più unica che rara per legittimare una filosofia di costruzione assai peculiare; questa è soprattutto la partita in cui Matthew Stafford può finalmente affermarsi come uno fra i grandi quarterback della storia: capoverso e chiarisco.

Il palmares di Matthew Stafford è parecchio scarno principalmente a causa del bias che porta molta gente a valutare un quarterback in funzione delle vittorie raccolte dalla squadra in cui milita e, sebbene “vincente” sia l’attributo che noi tutti vogliamo associare ad un signal caller e Stafford finora non abbia vinto chissà quanto, mi preme ricordarvi due paroline: Detroit Lions.
L’unico suo riconoscimento individuale è una ridicola convocazione al Pro Bowl del 2014 e ciò è semplicemente ridicolo se si considera che Stafford possa vantare le stesse partecipazioni al Pro Bowl di quarterback come Elvis Grbac, Vince Young, Derek Anderson, Tyrod Taylor e Teddy Bridgewater.
Una vittoria domenica compenserebbe tutto e, in questo senso, non posso che augurarmi che ce la faccia e che finalmente gli sia tributato il rispetto che un gran giocatore come lui dovrebbe aver ricevuto già da anni.

Vediamo di capire un po’ meglio cosa vedremo domenica.


I matchup più attesi

Aaron Donald contro il mondo

Qua non mi sembra ci sia molto da approfondire: Aaron Donald è il miglior giocatore della NFL, un cyborg in grado di generare pressione apparentemente a ogni snap che si troverà davanti a una linea d’attacco che fatica tremendamente a proteggere Joe Burrow.
Il problema per i Bengals non sarà solamente quello di – provare a – limitare Donald, ma soprattutto quello di non allocare troppe risorse su di lui, in quanto non ha particolarmente senso utilizzare raddoppi sistematici per contenere un giocatore quando a suo fianco c’è gente del calibro di Von Miller e Leonard Floyd, pass rusher che non hanno alcun problema a vincere il proprio uno contro uno ed arrivare successivamente al quarterback.
Concludo dicendo che molto dipenderà anche da Joe Burrow e dalla sua voglia di liberarsi quanto prima del pallone poiché contro il potente pass rush dei Rams prodigarsi in hero ball non è sicuramente la migliore delle idee: Joe, lo scramble contro Kansas City mi ha esaltato, ma a volte è anche necessario sbarazzarsi del pallone.

Ja’Marr Chase contro Jalen Ramsey, anche se…

In realtà questo potrebbe essere un testa a testa che si protrarrà giusto per qualche snap: dopo il bye week (Week 11) la stella della secondaria dei Rams ha smesso di curarsi del miglior ricevitore della squadra avversaria, stabilendosi invece sull’esterno – durante quest’intervallo temporale Ramsey ha giocato 425 snap outside contro 86 nella slot, perciò non è obbligatoriamente detto che il suo compito sarà quello di diventare l’ombra del sensazionale rookie.
È lapalissiano che non sfruttare nel migliore dei modi un talento come quello di Chase sia un crimine, perciò mi aspetto che Taylor – e Burrow – faccia il possibile per metterlo nella miglior posizione per fare danni tramite continue motion volte a confondere la secondaria avversaria.
Ciò che rende speciale l’attacco dei Cincinnati Bengals, oltre al quarterback, è il fatto che concentrarsi su Ja’Marr Chase non sembra mai essere una buona idea a causa di Tee Higgins, ricevitore che in tre quarti delle squadre NFL sarebbe considerato WR1. Qualcosa di simile lo abbiamo visto già in diverse occasioni, soprattutto quando a metà della regular season Chase è incappato in un periodo negativo – per i suoi standard -: Higgins ha tutto il necessario per essere il faro del gioco aereo di Cincinnati, dato di fatto di cui credo Raheem Morris sia pienamente al corrente.

Trey Hendrickson e Sam Hubbard contro i tackle dei Los Angeles Rams

Ve l’ho detto circa un migliaio di volte: la pressione in NFL crea i diamanti che saranno poi utilizzati per ornare gli anelli dati ai vincitori del Super Bowl.
Esistono vari modi per creare pressione e, in quanto tifoso dei Baltimore Ravens, mi si accappona la pelle quando per mettere fretta al quarterback avversario il defensive coordinator di turno decide di mandare alla carica mezza dozzina di difensori: i quarterback di primissimo livello, solitamente, si esaltano contro il blitz e Matthew Stafford non fa eccezione.
Durante le venti partite giocate finora, contro il blitz Stafford ha messo a segno 16 touchdown senza mai lanciare un intercetto, mentre in situazioni in cui si è trovato costretto a evadere da quattro o meno pass rusher ha raccolto 31 touchdown e ben 18 intercetti: insomma, per indurre l’ex quarterback dei Lions all’errore non è necessario ricorrere al blitz, anzi, il contrario.
Se si tiene presente quanto fatto da Cincinnati contro Kansas City nella seconda metà dell’AFC Championship Game, è lecito aspettarsi che Anarumo rinunci quasi completamente al blitz mandando sette/otto persone in copertura e proprio per questa ragione Hendrickson e Hubbard dovranno trovare modo di portare quanta più pressione organica possibile al buon Stafford.
Va precisato che la linea d’attacco dei Rams sia solidissima, ma altrettanto si poteva dire di quella dei Kansas City Chiefs: abbiamo visto com’è andata a finire.


Halftime Show

Erano anni che non ero così entusiasta per lo show di metà partita del Super Bowl: figuratevi che domani uscirà un articolo sui migliori Halftime Show della storia del Super Bowl.
Eminem, Kendrick Lamar, Dr. Dre, Snoop Dogg e Mary J. Blige sono per me l’equivalente della death lineup dei Golden State Warriors, nonché parte fondante della mia identità: Kendrick Lamar mi ha accompagnato durante gli intricati anni delle superiori – ringrazio l’amico Gissio per avermelo fatto scoprire, è sempre comico quando la persona più bianca che possiate immaginare ti apra le porte a rap di tale qualità – mentre gli NWA mi hanno mostrato la retta via durante la crisi del cambio delle università.
Non c’è nulla di meglio di un culo bianco privilegiato canticchiare canzoni che parlano di una vita di cui lui non può sapere nulla, viva la coerenza, no?
È inutile precisare che per la prima volta da anni non utilizzerò lo show come pausa bagno o per rifocillarmi in più sensi, domenica notte starò incollato al televisore con aspettative forse ingiustamente alte, ma confido nel fatto che questo All-Star Team non sia umanamente in grado di deludermi.
E voi, esaltati per l’Halftime Show?


La partita

Di questa partita è già stato detto tanto, se non tutto: quando dai alla comunità NFL due settimane di tempo per concentrarsi su una sola partita solitamente la comunità NFL la analizzerà da ogni angolo possibile.
I Rams sono chiaramente i favoriti, c’è poco da fare, ma occorre precisare che lo erano pure i Titans nel Divisional Round e i Chiefs nell’AFC Championship Game: immagino abbiate capito dove voglia arrivare.
I Bengals, in quanto Bengals, dovranno giocare la classica partita senza timori reverenziali nei confronti di una squadra superiore forse per profondità ma che comunque è assolutamente alla loro portata e, permettetelo, non potrebbe essere altrimenti dopo aver battuto due volte in un mese – in rimonta – i Kansas City Chiefs, l’asticella con la quale il resto della NFL misura le proprie ambizioni da un paio di anni a questa parte.

Che partita possiamo aspettarci?
In tutta sincerità non ne ho idea, questi playoff sono stati estremamente imprevedibili e se mi sbilancio prevedendo una partita ad alto punteggio automaticamente verranno messi a segno venti punti complessivi, così come nel caso in cui pronosticassi una guerra di trincea a basso punteggio… avete capito.
La mia unica certezza è che i Bengals non avranno paura e qualora Los Angeles dovesse abbozzare una fuga molto probabilmente Cincinnati inizierà a cercare la big play: ciò in cui Burrow e compagni non devono assolutamente cascare è l’abbandono della corsa, ma con Zac Taylor in panchina non credo che questo sia un rischio.
Vedete, giocare un 3&4 è tutt’altro cosa rispetto ad un 3&8 e come già detto altrove, su ovvi passing down il pass rush dei Los Angeles Rams è letale: un buon modo per neutralizzare Donald è tenerlo sulle spine alternando con sapienza corse e passaggi, motivo per cui mi aspetto un massiccio coinvolgimento di Joe Mixon, salvo fughe repentine dei Rams.

Come già detto all’inizio, questo è un Super Bowl molto strano nel quale è incapsulata l’unicità della NFL, poiché troviamo contrapposte due squadre agli antipodi, quella assemblata in free agency e via trade – Los Angeles – e quella costruita con pazienza via draft, anche se ad onor del vero la scalata dei Bengals è stata tutto fuorché “paziente” in quanto credo che nessuno si aspettasse cotanto successo in tempo così ridotto.
Ciò che non dobbiamo fare in quanto appassionati è vedere questa partita come uno scontro manicheo fra due filosofie diverse ed eleggere come filosofia giusta quella della squadra vincente: non facciamo l’errore di ricamarci troppo sopra, è il miglior modo per perdersi in inutili discussioni sul web e non godersi appieno lo spettacolo che ci verrà gentilmente offerto.
Rams e Bengals hanno due storie profondamente diverse, ma alla fine dei conti questa è una partita di football come un’altra che a differenza delle precedenti 284 assegnerà alla vincitrice un trofeo: abbiamo tutta l’offseason per perderci in tali sofismi.

Bene, con queste parole concludo la quinta – o quarta? Non ricordo – edizione della guida alla settimana NFL: mi prendo l’ennesima – e ultima – occasione per ringraziarvi dell’affetto e della costanza con la quale leggete e commentate ciò che scrivo, non smetterà mai di lasciarmi senza parole
Vi apprezzo e non merito nemmeno un decimo di ciò che mi avete dato e state dando.
A settembre con la guida, forse.


La scelta di Mattia: Los Angeles Rams. Credo tantissimo in Matthew Stafford.

Le mie scelte finora: 177-91-1. A voi il fastidio di dover calcolare la percentuale.

5 thoughts on “Guida all’ultima domenica del 2021 NFL: Super Bowl LVI

  1. Bengals- Rams …ovvero …l’ultima partita NFL che ho visto dal vivo in uno stadio…
    Londra Wembley fine di ottobre 2019…. Due squadre diverse ovviamente da quelle che si sfideranno domenica…
    Con Andy Dalton e Jared Goff sotto il centro e questo basta a dire tanto….
    Fini 24-10 per i Rams con due TD a cavallo dell’halftime a chiudere una partita fin li arrivata sul 10-10.
    Di quelle squadre e di quella sera ricordo ….
    Jessie Bates praticamente ovunque nella difesa Bengals e Cooper Kupp ricevere per oltre 200yds…
    Un signore dominare nelle secondarie Rams che risponde al nome di Erik Weddle che in quell’anno finiva la sua carriera …prima dell’overtime di questo ultimo mese….
    Le foto a Donald e Ramsey sulla sideline …perchè in campo non furono certo quel che sanno essere ….
    Molto poco rispetto a quello che vedremo domenica notte … ma mi piace ricordarmelo nell’attesa…
    Qualcun altro c’era?

  2. Bello o brutto che sarà ( brutto è solo quando si tratta di un massacro, Birds Patriots 1986 o 49ers Broncos 1990 quindi questo sarà bello ) questo Superbowl concluderà dei playoff che con la totalità delle partite hanno cercato di farci saltare il cuore. Confesso che in alcuni momenti avevo il cuore in gola, non il massimo a 60 anni. A rendere playoff e regoular season ancora più belli ci hai pensato tu Mattia. Con la presentazione delle partite e con i commenti esaurienti delle stesse. Grazie Mattia, le tue narrazioni mi hanno aiutato definitivamente a considerare questo sport il più bello emozionante e godibile spettacolo al mondo. Vinca il migliore e tu Mattia, mi raccomando, se puoi continua a deliziarci con la tua competenza.

  3. Rams squadra da battere, Rams con stelle su stelle in squadra, Rams che giocano in casa. E alla fine per battere i Bengals hanno dovuto ricevere gli aiuti arbitrali con Stafford che ha avuto 7 occasioni per chiudere il TD. Non 1 ma 7! Flag assolutamente falsa sul 3down un holding che hanno visto solo gli arbitri. Flag e controflag sul primo TD di Klopp (che aveva fatto un holding grosso quanto una casa) ma giustamente hanno dovuto pareggiare le penalità per non fare arretrare. In una partita dove non si è vista una flag, ce ne sono state 4/5 all’ultima azione dei Rams, che strano. Ovvio che prova 1, prova 2, prova 3 poi prima o poi entra. E così è stato. Per me i Bengals restano i vincintori morali hanno fatto un PARTITONE anche se Burrow dopo la botta non mi è sembrato più confident, con tante corse e pochissimo movimento fuori dalla tasca. Peccato perché tifavo per loro, erano gli underdog e da underdog sono stati trattati. L’unico mio complimento va al AD 99 dei Rams che, anche lì follia per me, non ha ricevuto il premio di MVP.

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