Lunedì ero furioso.
Martedì ero infastidito.
Mercoledì ero leggermente risentito.
Giovedì, cioè oggi, sono indifferente.
No, quello che abbiamo appena vissuto non è stato certamente il migliore weekend di football americano del ventunesimo secolo ma, dopo ore di colloquio serrato fra me e il sottoscritto, ho raccolto sufficienti elementi per deliberare un deciso e liberatorio chissenefrega.
Seguiamo una disciplina sportiva incredibilmente crudele che per ben più di metà dell’anno bramiamo durante il giorno e sogniamo la notte, non possiamo perdere tempo su frivolezze del genere: credo che chiunque a giugno, peggior mese possibile per l’appassionato NFL, sacrificherebbe qualche prozio per sei partite di football, quindi metterei definitivamente una pietra sopra la questione “qualità” dei playoff-a-sette ché ora la situazione diventa veramente interessante.
Shit happens, cari lettori, una domenica sottotono può capitare.

Questo è il miglior fine di settimana dell’anno, non c’è molto da dire: credo che le otto squadre rimaste rappresentino realmente le migliori otto squadre di questa stagione ed alcuni incroci sembrano rispondere alle preghiere che indirizzavo agli dei del football perché avevo bisogno di un altro testa a testa fra Rams e Buccaneers e, soprattutto, Chiefs e Bills.
Eccezion fatta per Bengals-Titans, abbiamo avuto modo di assistere al primo round di ogni altra partita e ciò, se possibile, aumenta ulteriormente la salivazione dinanzi al ricco menù gentilmente offertoci dalla National Football League: questo, lo ripeto, è il miglior weekend dell’anno e non ho dubbi che lunedì prossimo non ci troveremo costretti a rimuginare sulla qualità dei quattro incontri che hanno monopolizzato il nostro sabato e domenica.
Sarà quindi mio dovere, oggi più che mai, farvi arrivare pronti: partiamo.


Cincinnati Bengals @ Tennessee Titans, sabato ore 22:30

Credo che questa sia la partita più enigmatica delle quattro perché non credo sia possibile individuare la favorita, anche se mi rendo conto di essere plagiato dal fatto di non aver visto all’opera Tennessee durante lo scorso weekend.
Seeding ed esperienza ai playoff strizzano l’occhio ai Titans, mentre momentum e inesplicabili sensazioni ci mettono davanti al fatto che da metà dicembre in poi i Bengals siano stati una delle squadre più in forma e pericolose della lega e che Joe Burrow, contrariamente a tanti esemplari di essere umano, sia immune a noie tipo ansia e pressione.
Ovviamente tutti i riflettori sono puntati su Derrick Henry – giocatore così unico nel suo genere che non inizio nemmeno a spiegarvi la sua importanza per i Titans -, pronto a riprendere le redini del suo backfield dopo più di due mesi di stop: sono convinto che con il ritorno del Re rivedremo finalmente la versione All-Pro di Ryan Tannehill che comunque, onore al merito, ha trovato modo di condurre la propria squadra al primo seed AFC malgrado per un numero non trascurabile di partite i suoi bersagli primari siano stati Chester Rogers e Nick Westbrook-Ikhine.

Siccome ogni cosa bella a Cincinnati deve essere compensata da almeno un paio di sciagure, sarà molto interessante osservare lo stato di salute della defensive line uscita estremamente malconcia dal testa a testa coi Raiders: oltre che a Larry Ogunjobi – stagione finita per lui – il front seven dei Bengals forse sarà costretto a fare a meno del veteranissimo Mike Daniels, pure lui infortunatosi sabato anche se Trey Hendrickson – concussion – sembra essere sulla buona strada per esserci.
Con Henry nuovamente ombra di Tannehill prima dello snap, credo l’attacco di Tennessee tornerà ad essere più fluido ed esplosivo, anche se il rischio di ruggine è indubbiamente alto e sarà interessante osservare l’esito dei primi drive: non possono tassativamente permettersi di lasciar scappare la squadra avversaria.
Sono molto curioso di vedere se Zac Taylor si ostinerà a tentare di stabilire la corsa contro uno dei migliori front seven della lega – solamente Baltimore ha concesso meno rushing yard durante la regular season – o se darà carta bianca a Burrow per iniziare immediatamente a bombardare una secondaria cresciuta tantissimo nell’ultimo campionato.
Io, per non sbagliare, mi gioco subito l’upset.
Giocatore chiave: Derrick Henry, RB, Tennessee Titans. Banale, lo so, ma non potrebbe essere altrimenti.
La scelta di Mattia: Cincinnati Bengals.


San Francisco 49ers @ Green Bay Packers, domenica ore 02:15

Perché sono convinto che i 49ers possano vincere il Super Bowl?
Perché mi ostino a pensare che ogni settimana, indipendentemente da tutto e tutti, questi qui troveranno un modo per portarla a casa e, soprattutto, portare a termine quanto iniziato due anni fa?
I Green Bay Packers non hanno bisogno di presentazioni, da tre anni vincono tredici partite con la stessa automaticità con cui Russell Westbrook spedisce un pallone da basket sul ferro, possono contare sulla miglior versione di sempre dell’omeopatico – indipendentemente da tutto negli ultimi due anni è stato mostruoso – e una difesa che a sprazzi, qua e là lungo la stagione, ha dato prova di tangibili miglioramenti: insomma, per questa corazzata non dovrebbero esserci problemi a battere una squadra entrata ai playoff per il rotto della cuffia, soprattutto se si considera che ora più che mai Green Bay sia in modalità Super Bowl or bust.
Ciò detto, credo che nessuno, indipendentemente dal proprio valore, ora come ora abbia il desiderio di giocare contro i San Francisco 49ers: contro i Dallas Cowboys ci è stata ribadita la pericolosità senza eguali di questa squadra che, in un modo o nell’altro, riesce sempre a cogliere di sorpresa l’avversaria.

Domenica, per esempio, hanno vinto utilizzando uno dei propri migliori giocatori, George Kittle, quasi esclusivamente come blocker e qualora sabato dovesse ricevere una decina di palloni per 150 yard credo che nessuno potrebbe definirsi sorpreso: hanno così tanti playmaker che spesso non si ha idea di chi possa essere l’uomo attorno al quale costruire il proprio gameplan difensivo.
Ovviamente contro una squadra del calibro dei Packers Garoppolo non potrà permettersi i soliti due o tre inviti all’intercetto tentando di lobbare palloni troppo molli per essere usciti dal braccio di un quarterback professionista sopra la testa dei difensori, Jimmy G questa volta dovrà essere perfetto: anche per questa ragione credo che Shanahan tenterà di replicare il capolavoro di un paio d’anni fa quando al Championship Game l’affascinante quarterback fu costretto a lanciare solamente otto volte in una giornata in cui Mostert guadagnò 220 rushing yard – e quattro TD – su 29 tentativi.
Green Bay concede ben 4.7 yard a portata ed è piuttosto vulnerabile sotto questo punto di vista, perciò sarà fondamentale che San Francisco impedisca loro di scappare via immediatamente: anche per questa ragione tenete d’occhio lo stato di salute di Warner e Bosa, indiscutibilmente le stelle del reparto difensivo californiano.
Giocatore chiave: Nick Bosa, EDGE, San Francisco 49ers. La storica stagione di T.J. Watt è quasi riuscita a far passare in sordina i 15.5 sack del Bosa minore.
La scelta di Mattia: Green Bay Packers (anche se una parte di me è convinta che i ‘Niners vinceranno il Super Bowl).


Los Angeles Rams @ Tampa Bay Buccaneers, domenica ore 21:00

Era ancora settembre, sei settimi del mondo non erano al corrente dell’esistenza della lettera greca omicron e boh, siccome sto parlando del passato tutto era obbligatoriamente meglio: con una netta vittoria, un 34 a 24 reso più digeribile da un inutile touchdown di Giovani Bernard in pieno garbage time, i Los Angeles Rams di Matthew Stafford passeggiando sui Tampa Bay Buccaneers si annunciavano al mondo come una vera e propria contender, salvo poi perdere altrettanto nettamente la domenica seguente contro gli Arizona Cardinals, ma quella è un’altra storia.
Nel mentre di cose, sia in NFL che nel mondo reale, ne sono successe veramente tante.

Nessuna delle due squadre ha particolarmente faticato a passare il turno, sia Los Angeles che Tampa Bay non hanno avuto problemi a sbarazzarsi di compagini clamorosamente impreparate per questi palcoscenici.
Tampa Bay, grazie al ritorno un paio di pilastri difensivi come David e Barrett, ha completamente annullato per tre quarti i pestiferi Philadelphia Eagles mentre Los Angeles, ringraziando Arizona per la mollezza con la quale si sono approcciati alla partita, ha dominato la linea di scrimmage in ambedue i sensi del pallone togliendo così ogni sorta di pressione dalle spalle di Stafford: quanto appena esposto, molto probabilmente, domenica non si ripeterà.
Sarò banale, cari lettori, e vi dico che la partita sarà decisa dallo scontro a distanza fra Brady e Stafford, fra il più grande giocatore di football americano di sempre e l’equivalente di una cesta di gattini di due settimane, un essere umano oggettivamente impossibile da odiare: non sono sicuro che contro il prodigioso front seven dei Buccaneers i Rams riusciranno ad imporre la corsa, motivo per cui questa dovrà essere la partita in cui il buon Matthew dimostrerà al mondo che l’azzardo preso circa un anno fa dal front office sia stato un effervescente colpo di genio.
Far dipendere il giudizio di una mossa del genere da una singola partita è un qualcosa di troppo sciocco per essere preso seriamente, ma ciò di cui sono sicuro è che Los Angeles abbia fatto quello che ha fatto esattamente per vincere battaglie del genere: purtroppo per lui, però, Tom Brady ai playoff in un modo o nell’altro la porta sempre fuori.
Giocatore chiave: Odell Beckham Jr., WR, Los Angeles Rams. Ogni settimana che passa OBJ appare sempre più a suo agio nella scacchiera di McVay: la settimana scorsa Hurts ha mancato un paio di volte ricevitori completamente liberi in profondità e Stafford, teoricamente, lanci del genere non li sbaglia.
La scelta di Mattia: Tampa Bay Buccaneers.


Buffalo Bills @ Kansas City Chiefs, lunedì ore 00:30

Questo, signori, è il mio Super Bowl, attendevo questa partita dall’11 ottobre, giorno in cui con un netto 38 a 20 i Bills riuscirono ad esorcizzare i propri demoni con la maglia rossa.
Quella sconfitta, in un certo senso, ha riscritto la storia della stagione 2021 in quanto l’attacco dei Chiefs entrò in un periodo d’inspiegabile crisi faticando tremendamente a mettere a referto più di 20 punti, ciò che nell’ultimo lustro era diventato un qualcosa di così scontato e facile che se non ne facevano almeno 35 potevamo quasi considerarci delusi.
Dopo mesi di – relativa – opacità, Kansas City è tornata ad essere la meravigliosa corazzata che ha ridefinito la nostra disciplina sportiva preferita e sono moderatamente sicuro che Reid e Mahomes ricordino molto bene quel giorno e che sovente, prima di addormentarsi, abbiano implorato le proprie divinità di concedere loro un’altra opportunità contro questi Bills: desiderio esaudito.

I Bills, in una stagione di alti e bassi, sono tornati a dominare e sabato scorso contro New England hanno messo insieme una delle partite più impressionanti di cui io abbia memoria, un monologo di sessanta minuti nei quali hanno preso a sberle quel Belichick che per anni li aveva spietatamente bullizzati: la squadra vista circa una settimana fa è pressoché imbattibile indipendentemente dall’avversaria.
I Bills sono particolari, una settimana danno l’idea di esser con distacco i migliori della lega salvo poi incappare in partite nelle quali Josh Allen torna ad essere quello visto fra 2018 e prima metà di 2019, anche se in realtà verso metà ottobre chi impressionò veramente fu la difesa che rinunciando completamente al blitz – sempre una buona cosa, wink wink – mostrò al mondo la ricetta per rallentare Patrick Mahomes: massicce dosi di zona accompagnate da qualche generosa trattenuta a Travis Kelce fatta passare sotto mentite spoglie come press coverage.
Kansas City non vede l’ora di mettere le mani su Buffalo e vendicare l’umiliazione di qualche mese fa.
Buffalo è stata assemblata appositamente per battere Kansas City.
Partita dell’anno, fine della discussione.
Giocatore chiave: Matt Milano, LB, Buffalo Bills. Credo che toccherà a lui prendersi Kelce, perciò…
La scelta di Mattia: Kansas City Chiefs.


Le mie scelte la scorsa settimana: 6-0. Un mio amico/mentore – che poi utilizzare l’articolo indeterminativo prima di “mentore” dà una brutta idea di malleabilità – mi ha fatto notare che la scorsa settimana ho azzeccato tutti i pronostici e che se ci avessi messo sopra qualche soldo sarebbe entrato nelle mie tasche qualche soldo alla seconda: non sa che – a quanto pare – sono allergico al denaro.
Comunque, siamo onesti, non era particolarmente difficile azzeccare tutti i risultati, l’unico mezzo upset del (super) weekend è stato quello con protagonisti i magnifici San Francisco 49ers, anche se quando ci sono di mezzo i Cowboys… no, mi fermo qua, non voglio tifosi dei Cowboys con la roncola nei commenti.
Le mie scelte finora: 174-88-1. Quanto buffone sono ad aggiungerle a quelle della regular season?
Quanto?

9 thoughts on “Guida al Divisional Round Weekend del 2021 NFL

  1. d’accordo che la piu indecifrabile sia titans_bengals , ma con henry in campo vedo favorita tennessee. riguardo le altre partite..non scommetto vs Brady almeno in questa partita e nemmeno vs l’omeopatico. Stessa cosa vs Mahomes.
    Detta cosi sarebbero tutti risultati troppo scontati..ma l’imprevedibilità di questo sport lo rende affascinante
    ne riparliamo lunedi..buon w.e. a tutti

  2. Bills vs Chiefs sarà veramente un Superbowl anticipato: due squadre fantastiche, peccato che una delle due debba uscire prima della finale di Conference. Se dovessi scommettere darei vincenti i Chiefs, ma spero Bills.
    Rams vs Brady sa tanto di rivincita del Superbowl LIII. Secondo me i Bucs sono la squadra meglio attrezzata ed esperta tra le quattro contendenti, ma attenzione a questi Rams vista la facilità con cui al Wild Card si sono sbarazzati di un’avversaria, sia pure in declino di forma, sia pure senza Hopkins, ma comunque in grado di schierare talenti del calibro di Murray, Conner, Green, Ertz, Watt, ecc.
    Bengals vs. Titans, secondo me decideranno le difese.
    Quanto ai miei amati 49ers, se dovesse andare male mi consolerò tifando Rodgers, uno che (al netto di discutibili atteggiamenti fuori dal campo) mi esalta veder giocare quasi più di Montana nell’82, di Rice nell’89, dell’ultimo Marino nel 94 … preistoria dite? eh si c’ho ‘na certa, ma che ci posso fare, questo sport mi appassiona ancora come un ragazzino.

  3. Non sono d’accordo sul fatto che l’espansione della post-season sia stata un errore. Alcune squadre sono state falcidiate da infortuni e vederle al wild card weekend avrebbe dato un sapore ben diverso. Per dirne una, Baltimore Ravens, ben più attrezzata di Philadelphia. L’eliminazione dei Colts resta il quarto mistero di Fatima. E gli stessi Cardinals con un Murray meno convalescente e con DeAndre Hopkins avrebbero offerto una resistenza ben diversa ai Rams

  4. L’altra sera ho letto alcuni forum americani e tutti si lamentavano dei playoff a sette, auspicando un ritorno al passato, ma erano anche consci che la Nfl non torna mai indietro.

    Pronostici:

    Green Bay – San Francisco 21-18
    Tampa Bay – Los Angeles 27-20
    Tennessee – Cincinnati 24-21
    Kansas City – Buffalo 24-31

  5. In NFC tifo 49ers, temo però che le battaglie con Rams e Cowboys si faranno sentire. La secondaria di San Francisco poi andrá in difficoltá con Rodgers e Co.
    Leggo con certa sorpresa che Wink Martindale non sará piú il coordinatore difensivo dei Ravens. Evidentemente Harbaugh e DeCosta non vedono in lui l’uomo giusto per la rifondazione difensiva che partirá col prossimo draft.
    A dare origine al ripensamento forse la sconfitta interna coi Bengals.

  6. Bla blabla bla…..òstrega quanti senatori,ma avete mai preso una cascata in faccia?Show ad alto livello,impressionanti tutti anche i Jets.Ma godetevi questo sport a tutto tondo pipponi.

    • Beh va bene I imprevedibilita ma difficile che in un colpo solo accadano tutti questi upset..

  7. A quanto pare si vince con la difesa… Una novità assoluta. COY Shanahan, ovvio.

Leave a Reply to GIANLUCA Cancel reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.