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NFC NORTH

Chicago Bears

Record: 3-6.

Cosa sta andando bene: Dopo un esordio disastroso nel quale fu seppellito dal pass rush dei Cleveland Browns, Justin Fields, partita dopo partita, mi sta dando l’impressione di essere sempre più a suo agio nel – triste – attacco dei Chicago Bears: qualche giorno fa, contro la temibile difesa degli Steelers, il rookie è stato protagonista di una prova incoraggiante nella quale ha completato un paio di lanci a cui un rookie non dovrebbe nemmeno pensare.
Statisticamente parlando non sono andate bene molte cose, anche se mi sento in dovere di mettere in rilievo l’efficacia del gioco di corse – i cui numeri sono gonfiati dal contributo di Fields – che malgrado l’infortunio di Montgomery ha saputo guadagnare in media 136.6 yard a partita, sesto miglior dato finora.
Ripeto, i numeri generalmente non sono buoni ma come avevo già annunciato mesi fa non devono essere i risultati sul campo la bottom line della versione 2021 dei Bears, ma lo sviluppo di Justin Fields che piano piano sta uscendo dal proprio guscio, anche se spero che sopravviva alle troppe botte che sta prendendo.

Cosa sta andando male: Poche righe vi avevo detto che l’analisi della stagione dei Bears non sarebbe stata costruita attorno a statistiche e numeri, ma permettetemi di porne alla vostra attenzione: 33.
I quarterback dei Chicago Bears, Dalton e Fields, hanno subito 33 sack, un numero assolutamente inaccettabile soprattutto se si considerano le ripercussioni che ripetute botte possono avere sulla psiche di un quarterback e sulla sua consapevolezza nella tasca: siamo già stati testimoni di promettenti carriere stroncate dall’incapacità della linea d’attacco di garantire una tasca pulita e, sinceramente, se la linea d’attacco non migliora in fretta il povero Fields potrebbe concludere la stagione irrimediabilmente traumatizzato.
Salvatelo finché potete.

Voto5,5. Stanno crescendo e sono molto curioso di constatare i loro progressi nella seconda metà di stagione, tuttavia non ho potuto dar loro la sufficienza perché francamente non riesco ad ignorare imbarcate come quella contro Tampa Bay… anche se imbarcate del genere potrebbero avere conseguenze positive come il licenziamento di Nagy.


Detroit Lions

Record: 0-8.

Cosa sta andando bene: Contro i Baltimore Ravens ed i Minnesota Vikings hanno dato prova di grandissimo orgoglio spingendo al limite due avversarie nettamente superiori che, purtroppo per loro, si sono portate a casa incredibili vittorie arrivate grazie a vere e proprie prodezze dei kicker: in questo sport, e nello sport in generale, non esistono vittorie morali ma quando si costringe una squadra perennemente ai playoff a ricorrere ad un piazzato da 66 yard per strappare una vittoria che alla vigilia appariva scontata ci si può perlomeno guardare allo specchio con la serenità di chi sa di aver gettato il cuore oltre l’ostacolo.
A giornate alterne danno prova di grandissimo carattere e ciò è fondamentale per una squadra in totale ricostruzione che, intuitivamente, dovrà essere fondata su virtù del genere.

Cosa sta andando male: Segnano poco, subiscono tanto ed a volte non si prendono nemmeno la briga di scendere in campo: posso filosofare quanto volete su numeri e statistiche varie, ma dinanzi a quanto successo nell’ultima partita da loro giocata contro i Philadelphia Eagles cercare giustificazioni tecnico-tattiche è molto difficile.
Il roster, già particolarmente povero di talento, è stato ulteriormente depauperato da sciagurati infortuni che però non possono giustificare prestazioni come quella contro i già menzionati Eagles o Bengals; Goff, in particolar modo, sta probabilmente giocando le ultime partite da quarterback titolare in questa lega e ciò non può che lasciarci addosso un senso di tristezza difficilmente compendiabile: le mani affidabili a cui rivolgere il pallone si contano sulle dita di una mano però, in generale, mi sembra assolutamente rassegnato e passiva vittima delle circostanze.
C’è ancora tantissimo lavoro da fare qua, ma se ai già debilitanti problemi tecnici si aggiungono problemi di motivazione pronosticare lo 0-17 non è per nulla inappropriato.

Voto: 3. Lo zero mi sembrava eccessivamente ingiusto nei loro confronti, anche se dopo la debacle contro gli Eagles resistere alla tentazione di premiarli con un bell’uovo è stato arduo: contro Ravens e Vikings avrebbero potuto tranquillamente vincere, mentre contro i Rams mi hanno commosso. Il voto, cari lettori, è rapportato alle aspettative ed al valore assoluto del roster, perciò non arrabbiatevi se vedrete squadre con record migliori ricevere voti minori a questo tre.


Green Bay Packers

Record: 7-2.

Cosa sta andando bene: Senza entrare nello scivoloso discorso vaccini, devo ammettere che non sarà facile parlare dei Packers e di Aaron Rodgers a pochi giorni di distanza dalla sua disastrosa uscita da Pat McAfee: Aaron, hai perso ufficialmente il mio amore e la mia incondizionata stima.
Dopo il pessimo esordio contro New Orleans Green Bay non ha più perso una partita fino a domenica scorsa quando, senza Rodgers, hanno spinto al limite il fantasma dei Kansas City Chiefs: al momento l’attacco dei Chiefs sta faticando, questo è fuori questione, ma permettetemi di dire che quanto fatto vedere nelle ultime due settimane dal reparto difensivo è estremamente incoraggiante poiché malgrado assenze di un certo peso concedono solamente 20 punti a partita.
La secondaria, nonostante la mancanza di Alexander, sta limitando piuttosto efficacemente i giochi aerei avversari – concedono un passer rating medio di 88.0 – mentre il front seven pur senza brillare non soffre più i run game come qualche anno addietro e ciò è particolarmente positivo se si pensa a quanto debilitante possa essere l’incapacità patologica di non concedere yard pesanti ai running back.
L’attacco, molto prevedibilmente, gira che è un piacere e malgrado una certa mancanza di esplosività – Rodgers finora ha fatto “volare” il pallone solamente 7.3 yard per attempt – è fra i più affidabili della lega anche se i 22.1 punti segnati in media li relegano nella parte bassa della graduatoria: va però precisato che questo numero è diretta conseguenza della debacle contro i Saints e dell’assenza di Rodgers di domenica scorsa.
Il record è ottimo, la division ce l’hanno in tasca, l’unico dispiacere viene dalla stupidità di Rodgers: più persone per anni avevano provato a mettermi davanti agli occhi la sua mancanza di coerenza ma io, innamorato e sciocco, li ho sempre ignoranti.
Gli idoli, in fin dei conti, sono fatti proprio per questo, per crollare e lasciare spazio a nuovi idoli.

Cosa sta andando male: Qualcuno mi aiuta a trovare un nuovo idolo?
Scherzi a parte, l’unica cosa che mi lascia perplesso di questi Packers è una certa sciatteria in red zone, parte del campo nella quale l’attacco spesso si inceppa: per una squadra così forte portare a casa il touchdown solamente nel 56% delle occasioni è abbastanza inaccettabile.
Passiamo ai Vikings, che la tentazione di chiosare su Rodgers è veramente forte.

Voto8,5. Pure quest’anno nei piani alti della NFC, sembrano finalmente essere in possesso di un reparto difensivo in grado di non costringere Rodgers agli straordinari – e no, per “straordinari” non intendo adempiere al dovere civico di vaccinarsi e mettere in sicurezza chi gli sta attorno. Bene, capitolo chiuso.


Minnesota Vikings

Record: 3-5.

Cosa sta andando bene: Ma cosa?
Parlare di “cosa sta andando bene” per una squadra come i Vikings è una presa in giro nei confronti di chi ha sofferto – e continuerà a soffrire – per questa goffa banda di itineranti del football americano: come possono essere 3-5 con un roster del genere?
Come possono continuare ad essere così insopportabilmente fumosi ed inconsistenti?
Ogni anno è la stessa storia coi Vikings, tanto talento, tante partite giocate bene, tante partite giocate male contro avversarie decisamente più deboli e, immancabilmente, un record attorno al 50% che vale loro la presidenza del girone degli ignavi della NFL: basta, per favore, fate qualcosa della vostra vita, abbiate il coraggio di prendere una decisione sul vostro futuro.

Cosa sta andando male: I Vikings si sono macchiati del più insopportabile peccato che una squadra possa compiere in questo campionato, ossia adattarsi sistematicamente alla competizione: lasciatemi spiegare meglio.
Contro Arizona e Baltimore, due fra le migliori squadre della lega, Minnesota ha giocato partite competenti – a parte un paio di svarioni parte oramai integrante del loro DNA – e rispettabili spingendole entrambe al limite finendo poi per perdere in modo comunque dignitoso, mentre contro i Dallas di Rush ed i disastrosi/disastrati Lions hanno sfoderato prestazioni al limite dell’indecente trovando addirittura un modo per perdere contro i Cowboys: ciò che mi fa infuriare è che la squadra che si è vista strappare la vittoria sui Cardinals a causa di uno sciatto errore del proprio kicker non avrebbe avuto alcun problema ad imporsi sui Cowboys di Rush, eppure…
Questa squadra non ha alcun senso e sono più che convinto che la quantità di talento bruciato in questi ultimi anni possa costar loro un’imputazione per crimini contro l’umanità.

Voto4+. Sono ancora in corsa per il settimo posto della NFC ma non ho voglia di illudermi, troveranno un modo per perdere le partite che dovrebbero vincere e vincere moralmente le partite che sarebbero legittimati a perdere: fortuna che il viola per cui simpatizzo non è il loro sennò sarei impazzito.


NFC EAST

Dallas Cowboys

Record: 6-2.

Cosa sta andando bene: Dak è tornato e, magicamente, i Dallas Cowboys hanno ricominciato a macinare gioco.
La brutta sconfitta rimediata contro i Denver Broncos domenica non deve e non può cambiare il nostro giudizio sulla loro stagione, in quanto oltre che a vantare uno degli attacchi più prolifici e talentuosi della lega – 30.1 punti a partita – hanno finalmente trovato modo di giocare un buon football pure in difesa.
Il loro reparto difensivo non è in alcun modo considerabile come il migliore della NFL, ma dopo una stagione in cui ne concedeva trenta pressoché a chiunque essere tornati nella media – in alcuni casi addirittura sopra essa – era tutto ciò di cui avevano bisogno per non vanificare il sempre ottimo lavoro dell’attacco.
Statisticamente parlando ci sarebbero molte cose da dire sull’efficienza offensiva, resa possibile da un gioco aereo di primissimo livello ed un gioco di corse che sfruttando la brillantezza del duo Elliott-Pollard sembra essere ritorno sui livelli di qualche anno fa: i Dallas Cowboys sono un’ottima squadra di football che qualora la difesa dovesse continuare a crescere avrà modo di togliersi importanti soddisfazioni in postseason.

Cosa sta andando male: Ho dei seri dubbi su chi allena questa squadra, dubbi che compendierò con una freddo numero, 35.7%, ossia la percentuale di quarti down convertiti dai Cowboys finora: il motivo per cui vi cito questo numero è piuttosto semplice e malgrado sia figlio illegittimo del recency bias – ho ancora negli occhi i due quarti down falliti nel primo quarto contro i Denver Broncos – credo ci metta davanti ad una immateriale debolezza nel playcalling che a gennaio potrebbe costar loro una partita di playoff.
Stiamo pur sempre parlando di un allenatore campione del mondo, perciò il beneficio del dubbio è più che meritato, però non so, a volte ho come l’impressione che McCarthy non aggiunga alcun gusto al ricco piatto chiamato Dallas Cowboys.

Voto8+. Non fosse stato per la disfatta contro i Broncos si sarebbero presi un bel 9: Dallas c’è, l’attacco gira che è un piacere e la difesa è indiscutibilmente migliorata e con un roster così talentuoso non mi sento di dire quale possa essere il loro limite.


New York Giants

Record: 3-6.

Cosa sta andando bene: Dopo gli acquisti di primavera ci si aspettava molto di più da questa squadra, specialmente dal versante offensivo: purtroppo tantissimi infortuni – e la proverbiale sfortuna – stanno impedendo a Daniel Jones di compiere il tanto agognato salto di qualità e pure questa sembra essere un’annata devoluta al culto dell’ignavia.
Stanno facendo del loro meglio, ci provano domenica dopo domenica, ma le cose continuano a non andare per il verso giusto ed evidenziare un singolo aspetto incoraggiante della loro stagione mi sembra fuori luogo se si tengono in considerazione le aspettative che nutrivamo nel loro reparto offensivo.

Cosa sta andando male: Niente da fare, il gioco aereo non riesce a prendere quota: come già anticipato, gli infortuni hanno giocato un ruolo determinante poiché, a turno, i vari Golladay, Shepard, Slayton, Toney e Barkley sono stati costretti ai box da fastidiosi acciacchi che se sommati a quelli ben più debilitanti che hanno mandato in IR vari membri della linea d’attacco – e pure della difesa – ci mettono davanti ad una squadra che non poteva umanamente sperare di vincere molte delle partite giocate in quanto priva di talento funzionale.
Non stanno riuscendo a mettere a segno più di 20 punti a partita e ciò nel 2021 li condanna alla mediocrità, Daniel Jones sta faticando e, occorre dirlo, nessuno sta facendo nulla per aiutarlo: ho paura che dopo questa stagione il front office decida di tagliare il cordone ombelicale e ripartire da capo e la cosa che maggiormente mi intristisce è che, per una volta, non sia lui il responsabile dell’ennesimo disastro.
Con un po’ più di salute nella seconda metà di stagione, magari, potrebbero togliersi qualche soddisfazione e concludere in bellezza quello che avrebbe dovuto essere l’anno dell’affermazione.

Voto4,5. La vittoria contro i Raiders li tiene pienamente in corsa per il settimo posto della NFC ma vedendoli operare in attacco difficilmente li si può associare alla postseason: ripeto, un po’ di salute potrebbe essere tutto quello di cui avranno bisogno per sgattaiolare ai playoff, anche se finora non si sono visti i progressi tanto desiderati dal front office.


Philadelphia Eagles

Record: 3-6.

Cosa sta andando bene: Nelle ultime settimane Sirianni sembra aver finalmente realizzato che contare su un gioco di corse perlomeno competente tolga moltissima pressione dalle spalle del proprio giovane quarterback e, dopo aver rifiutato categoricamente di dare l’handoff a Sanders per più di un mese, Philadelphia sembra aver trovato un certo equilibrio compendiato dalle 136.6 rushing yard a partita: certo, il gioco aereo non è in alcun modo esplosivo, ma se non altro Hurts appare sempre più a suo agio nel dirigere l’attacco degli Eagles.
Segnano più punti a partita di squadre ben più quotate come Browns e Chargers e mi stanno dando l’impressione di essere costantemente in crescita e l’intesa fra DeVonta Smith e Hurts sta raggiungendo nuovi livelli: questi Eagles mi piacciono più di quanto potessi credere ad agosto, l’interessante fusione fra giovanotti alle prime armi e veteranissimi sta cominciando a produrre risultati interessanti e con un calendario non particolarmente impegnativo potrebbe addirittura togliersi la soddisfazione di qualificarsi per i playoff.
Mica male per una squadra che doveva essere in pieno rebuild.

Cosa sta andando male: La difesa sta deludendo: nessuna squadra concede ai quarterback avversari una percentuale di completi maggiore del loro inguardabile 75.5%, un numero assolutamente inaccettabile legato indissolubilmente al mediocre 44.1% di successo con cui l’opposizione converte terzi down.
Ciò che sta costando loro partita è l’assoluta incapacità di spedire fuori dal campo l’attacco avversario, in quanto solamente i Seattle Seahawks tengono meno il possesso del pallone – 27:07 minuti a partita – e costringere Hurts ad essere frettoloso a muovere le catene difficilmente può essere considerato una buona idea, soprattutto se si tiene presente la sua inesperienza: devono, possono fare di più, giocare football complementare potrebbe permettere loro di strappare l’incredibile biglietto per la postseason di cui parlavo poche righe sopra.

Voto5,5. Erano una delle squadre verso cui nutrivo meno aspettative e, in un modo o nell’altro, mi stanno facendo ricredere: Hurts in un contesto adeguato può essere un buonissimo quarterback e credo che partita dopo partita stia rafforzando la propria candidatura alla maglia da titolare per il 2022.


Washington Football Team

Record: 2-6.

Cosa sta andando bene: Forse ha ragione Ron Rivera ad affermare che la qualificazione ai playoff dello scorso anno abbia reso irrealistiche le aspettative nei loro confronti e che, in definitiva, pronosticare un salto di qualità coincidente con una stagione da più di dieci vittorie sia stato profondamente ingiusto nei confronti di una franchigia attualmente al secondo anno di una rivoluzione tecnico-culturale che solitamente richiede molto tempo prima di portare a risultati tangibili.
Francamente, però, fatico a trovare cose andate per il verso giusto dinanzi a due vittorie in otto partite: l’unica nota positiva è che il talento per ribaltare la situazione non manchi.

Cosa sta andando male: Che al giro di boa questa difesa concedesse più di 28 punti a partita era pressoché impronosticabile, ma purtroppo sono stato vittima di suggestioni ed in quanto ragazzino cresciuto con Madden ho usato “l’approccio Ultimate Team” per prevedere grandi cose dal reparto difensivo: in sostanza, cari lettori, mi sono limitato a guardare i nomi e sommare pigramente il valore assoluto d’ognuno di loro finendo così per prevedere milioni di sack e due o tre punti concessi a partita.
La secondaria concede quasi 300 passing yard a partita e, finora, ha messo a segno un intercetto ogni cinque passing touchdown subiti, numeri pressoché incommentabili se si tengono presenti i nomi di chi porta pressione al quarterback avversario.
L’attacco, orfano di Fitzpatrick – anche se dubito la situazione sarebbe drammaticamente diversa con lui in campo – tentenna e fatica tremendamente a sostenere drive anche a causa di un pessimo 34.7% di successo su terzo down: il gioco aereo è tetramente simile a quello dello scorso anno ed a causa di infortuni ed inefficacia varia poggia quasi esclusivamente sulla brillantezza di McLaurin.
Che disastro di stagione, finora.

Voto: 3,5. Questo sarebbe dovuto essere l’anno della definitiva consacrazione, l’anno in cui l’attacco avrebbe alzato il livello delle proprie performance in modo da rendere un minimo più facile la vita alla difesa: peccato solo che la difesa, inspiegabilmente, si sia sciolta e che la fatica a non imbarcare trentelli settimanalmente sia inferiore solo a quella causata dal mettere a segno consistentemente punti.


NFC WEST

Arizona Cardinals

Record: 8-1.

Cosa sta andando bene: Sapete che tendo ad essere sempre molto cauto con le lodi, ero pronto a dar loro un buonissimo 8,5 in funzione di un record assolutamente sorprendente, ma dopo la partita di domenica sono saltati tutti gli schemi: la vittoria sui San Francisco 49ers mi ha esaltato come poche altre partite negli ultimi anni – non come quella dei Browns sui Broncos, ci tengo a specificarlo.
Privi di Murray – facilmente il favorito per l’MVP fino a questo punto della stagione -, Hopkins e Green e contro una rivale divisionale che ha sempre dato loro problemi tutto quello che hanno saputo fare è stato marciare sulla carcassa dei 49ers guidati da Colt McCoy e James Conner: l’efficienza di McCoy, per il quale coach Kingsbury ha confezionato un gameplan da esporre al Louvre, mi ha lasciato senza parole, quest’attacco sembrava costruito attorno ai suoi punti di forza quasi fosse lui il titolare, non quel fenomeno di Kyler Murray.
Non sono perfetti, sono ancora tutto sommato giovani ed inesperti ma stanno volando sia in attacco che in difesa, sono divertenti da veder giocare e possono vantare il miglior record della NFL: credo di avervi preparati mentalmente al fatto che vedrete un voto molto alto.

Cosa sta andando male: Terrò questo paragrafo corto non solo perché sono esausto e non vedo l’ora di chiudere l’articolo – bel modo di festeggiare la laurea questo, sì sì, due giorni full immersion nella scrittura amatoriale – ma perché, molto semplicemente, hanno preso a schiaffi ogni nostra razionale aspettativa affermandosi come miglior squadra della NFL in questa prima metà di stagione.
Peccato per l’infortunio di J.J. Watt, la sua leadership avrebbe fatto estremamente comodo a gennaio.

Voto9,5. Belli, divertenti ed intelligenti: gli Arizona Cardinals non solo sono la più grande sorpresa della NFL, ma sono pure il mezzo di comparazione con il quale ogni altra squadra dovrà misurarsi ad un certo punto della stagione.


Los Angeles Rams

Record: 7-2.

Cosa sta andando bene: Vedete cosa succede a calare Matthew Stafford in una squadra e franchigia competente?
Vedete cosa succede a regalargli una linea d’attacco, un gioco di corse ed una difesa di livello?
La sconfitta contro i Titans pesa e vista la contingenza temporale brucia, ma non lasciamoci suggestionare da un umanissimo scivolone: l’attacco dei Los Angeles Rams, diretto da Stafford, è innumerevoli volte migliore rispetto a quello diretto da Jared Goff ed indipendentemente dall’esito della stagione – a questo punto la filosofia è chiaramente Super Bowl or bust – mi sento di dire che sia valsa la pena investire così massicciamente sull’ex-franchise quarterback dei disgraziati Detroit Lions.
Spendere troppe parole sulla loro regular season non avrebbe particolar senso se si tiene in considerazione che l’ora del giudizio arriverà in postseason, parte di campionato che ci permetterà di esprimerci con un maggior grado di certezza circa la bontà delle loro filosofia – a questo punto scambiabile per religione – di sacrificare continuamente scelte al draft per veterani in grado di contribuire immediatamente.
Sono un’ottima squadra su entrambi i lati della trincea.

Cosa sta andando male: Come abbiamo avuto modo di notare contro Cardinals e Titans, quando non è giornata tendono ad uscire mentalmente dalla contesa: contro Tennessee ciò che più mi ha impressionato è proprio una certa fragilità mentale che li ha spinti a commettere troppe penalità che, alla fine, hanno determinato l’esito della contesa.
Devono essere più disciplinati e tranquilli, devono realizzare che una giornata nera occorre pure alle più grandi squadre e rimanere lucidi sotto pressione: hanno tutti i mezzi tecnici per arrivare fino in fondo, devono dimostrare di aver pure la tenuta mentale tipica dei campioni.

Voto8+. Il fatto che Stafford sia uno dei favoriti all’MVP mi riempie il cuore di gioia, anche se non credo basterà questo premio per mettere d’accordo l’opinione pubblica NFL e farci affermare che l’esperimento sia stato un successo: ripeto, o Super Bowl o niente per questi Rams.
Finora, però, hanno lanciato segnali perlopiù positivi.


San Francisco 49ers

Record: 3-5.

Cosa sta andando bene: Continuano ad essere una delle squadre più infortunate e sfortunate della lega, ma fatico a trovar loro alibi per quello che sta succedendo: il 2020 è finora stato fallimentare ed oltre all’esplosione di Mitchell e la definitiva consacrazione di Deebo Samuel non credo sia il caso di tediarvi con ulteriore positività.
Non sta andando tutto male, peggio.

Cosa sta andando male: Ripeto, capisco e tengo presente gli infortuni, ma cosa diamine è successo ad uno dei migliori reparti difensivi degli ultimi anni?
Il Covid-19 ha completamente distorto la nostra concezione del tempo, ma il 2019 non è poi così lontano e, quell’anno, San Francisco vantava la miglior difesa della NFL guidata da un pass rush in grado di soffocare qualsiasi quarterback: cos’è successo?
Oltre che a concedere tanti punti – più di 25 a partita – faticano tremendamente a compiere giocate che anni fa arrivavano a grappoli: solamente i Jets hanno un differenziale turnover causati/turnover commessi peggiore del loro -9 e questo numero ci mette davanti ad un attacco piuttosto sciatto – basti guardare i due fumble di domenica contro Arizona – incline all’errore ed una difesa inspiegabilmente sterile.
Certo, la “nuova” secondaria non è assolutamente paragonabile a quella della cavalcata del Super Bowl ma l’infecondità del reparto difensivo mi deprime, soprattutto ora che possono nuovamente contare su quel fenomeno di Nick Bosa.
Per quanto riguarda l’attacco non c’è molto da dire, i continui infortuni ai running back li hanno costretti a ripiegare su un rookie che se la sta cavando egregiamente mentre Garoppolo continua ad essere Garoppolo, un quarterback in grado di non perdere la partita ma spesso incapace di condurre i compagni alla vittoria.
Annata veramente nera finora, anche se nulla è ancora perduto.

Voto4. Gli infortuni sono un alibi fino ad un certo punto, la mollezza di una squadra che fino a non troppo tempo fa era costruita su rabbia agonistica ed intimidazione è francamente inspiegabile.
Hanno il talento ed il tempo per ribaltare la situazione, ma dubito che ci riusciranno in una division come la NFC West.


Seattle Seahawks

Record: 3-5.

Cosa sta andando bene: È da anni che scrivo questo articolo e per la prima volta mi trovo costretto ad associarli ad un record estremamente negativo: la buona notizia è che dopo Cowboys, Buccaneers, Rams, Cardinals e Packers le acque in NFC diventano estremamente torbide e ciò basta a permettermi di affermare che al momento Seattle sia tutt’altro che morta e signori, già questo è tantissimo visto la piega che aveva preso la loro stagione dopo l’annuncio dell’infortunio di Russ.
Il record è quello che è, ma con Wilson probabilmente pronto per Week 10 Seattle ha il quarterback perfetto per mettere insieme l’ennesima leggendaria rimonta.

Cosa sta andando male: Anche a causa dell’ennesimo infortunio occorso a Chris Carson, il gioco di corse pure quest’anno non riesce a prendere quota conferendo all’intero attacco l’equilibrio necessario per mettere Wilson nella miglior posizione possibile per dominare: al povero Russ – quando è in campo – tocca cantare, portare la croce, passare con il cesto delle offerte, accendere i ceri, dirigere il coro, dare l’eucarestia, scrivere la predica del prete, ma soprattutto trovare un modo per alzare la percentuale di terzi down convertiti ché molto difficilmente a fine stagione ci si ritrova ai playoff con il 31.3% di successo.
La difesa, irriconoscibile dai tempi in cui “Seahawks” era sinonimo di dominio e fisicità, fatica a difendere sia corse che lanci anche se i 21 punti concessi a partita rappresentano un buon dato che ci mette davanti alla classica unità bend but don’t break che malgrado le tante yard concesse riesce a diventare ermetica in red zone; il pass rush, malgrado i continui tentativi di miglioramento, ha finora atterrato il quarterback avversario solamente 14 volte in otto partite, numero troppo basso per sperare di avere successo nella division di Kyler Murray e Matthew Stafford.
In luce dell’infortunio di Wilson, il fatto che Seattle sia ancora viva è tutto ciò che mi basta per terminare ora un paragrafo che sarebbe potuto essere molto più lungo e critico.

Voto5-. Nulla, fortunatamente, è ancora precluso ai Seahawks che però dovranno essere pressoché perfetti per ributtarsi nella bagarre playoff: non stavano giocando particolarmente bene nemmeno con Wilson, ma l’infortunio del franchise quarterback incide pesantemente sulla valutazione – e sul record – impedendomi di essere particolarmente duro.


NFC SOUTH

Atlanta Falcons

Record: 4-4.

Cosa sta andando bene: Ho paura a complimentarmi con i Falcons perché, come ben saprete, nessuna squadra trae maggior piacere dal calpestare il cuore e le aspettative di tifosi ed appassionati: Matt Ryan, nonostante tutto, sta giocando un buonissimo football che li tiene obbligatoriamente in corsa per i playoff.
Ho come l’impressione che a volte sia troppo facile dimenticare che il ragazzo non troppi anni fa è stato MVP nonché ad un quarto dal portarsi a casa un Super Bowl che avrebbe riscritto la storia della NFL.
Spulciando le statistiche è facile meravigliarsi del loro record, in quanto subiscono molti più punti di quanti ne segnino – 27.5 a 21.9 – ma ciò nonostante stanno trovando modo di portare a casa la vittoria in partite chiuse, cosa per niente banale se ci si chiama Atlanta Falcons.
Ryan, Patterson e Pitts stanno facendo vedere buonissime cose e sto amando la gestione della delicata situazione Ridley: Atlanta ha mostrato enorme empatia nei confronti della loro stella aiutandolo nel miglior modo possibile, ossia lasciandogli spazio, a risolvere faccende ben più importanti di una partita di football americano.
Chapeau al front office.

Cosa sta andando male: Il gioco di corse non va e ciò costringe Ryan a caricarsi costantemente la squadra sulle spalle e trascinarla alla vittoria.
Non sono sicuro che il loro modus operandi sia sostenibile, una compagine con statistiche simili dovrebbe trovarsi sul 2-6 o 3-5 ma il fatto che riescano “inspiegabilmente” a vincere è alquanto positivo.
Il pass rush è deprimente, nessuno infatti ha messo a segno meno sack dei loro 11 e la secondaria fatica a contenere i giochi aerei avversari: ciò mi porta a credere che fra non molto tempo esploderanno ma ehi, al momento sono 4-4 e sono padroni del loro destino.

Voto6,5. Dopo un inizio da Falcons si stanno riprendendo e, al momento, sarebbero ai playoff: i problemi rimangono i soliti e sono tanti ma con un Ryan non intenzionato a lasciarli sguazzare nella mediocrità potrebbero fare il colpaccio e raggiungere una qualificazione che alla vigilia non era nei sogni neanche del tifoso più ottimista.


Carolina Panthers

Record: 4-5.

Cosa sta andando bene: La difesa, signori, la difesa.
Arrivano con lodevole facilità al quarterback, limitano apprezzabilmente i giochi aerei avversari costringendoli ad un pessimo 33.3% sul terzo down, ma purtroppo condividono il campo con uno dei peggiori inquilini possibili, ossia un attacco guidato da Sam Darnold a lungo costretto a rinunciare a McCaffrey: meglio passare al paragrafo successivo.

Cosa sta andando male: Il quarterback rating tradizionale è una statistica che lascia il tempo che trova e spesso non può essere usato per farsi un’idea educata sullo stato di salute di un passing game, ma il fatto che i quarterback dei Panthers abbiano fatto registrare il passer rating medio più basso in assoluto è buon indicatore del loro stato dell’arte: un 69.3 è semplicemente inaccettabile nel 2021.
Non esiste deodorante abbastanza potente per occultare il rancido odore di marcio emanato da questo reparto che dopo un buon inizio è crollato nel modo più mesto possibile: Darnold, se possibile, sta giocando addirittura peggio di quanto fattoci vedere a New York ai tempi dei Jets e si è trasformato in una triste macchina da checkdown che in barba all’intuitiva semplicità dei lanci tentati fatica tremendamente a completare passaggi.
Il ritorno di CMC aiuterà, ma dubito basterà a tenerli in corsa per i playoff: sarei felice di essere smentito, lo ammetto, perché pensare che l’ottimo lavoro del reparto difensivo sarà continuamente vanificato dall’incompetenza dell’attacco mi trafigge il già stanco cuore.

Voto4-. Sono i soliti Panthers, quest’anno con una difesa ben più competente rispetto a quella degli ultimi due: l’attacco, però, rimane McCaffreycentrico e Darnold sta dimostrando di non poter essere la risposta. Probabilmente dovranno tentare, nuovamente, il tutto per tutto per mettere le mani su Watson.


New Orleans Saints

Record: 5-3.

Cosa sta andando bene: Contro i New Orleans Saints non si corre, anzi, non ha nemmeno senso continuare a provarci: nessuna squadra concede meno rushing yard a partita – 73.8 – così come nessuno limita altrettanto brillantemente i running back avversari, tenuti a 3.2 yard a portata.
Malgrado le quasi 280 passing yard guadagnate in media dai quarterback avversari, i touchdown concessi superano di uno gli intercetti – 12 a 11 – e, dulcis in fundo, al momento sono una delle cinque squadre che impedisce agli attacchi nemici di mettere a segno più di 20 punti a partita.
È un peccato che una difesa così brillante non possa contare sul supporto di un attacco di primo livello, soprattutto ora con Winston fuori dai giochi; l’approdo di Ingram ha però dato nuova linfa vitale al gioco di corse che potendo contare su un Kamara più riposato ha ricominciato a mettere insieme numeri ben più rispettabili di quelli d’inizio stagione.
Kamara è la prova vivente che un running back può essere il giocatore più importante della squadra in quanto le loro possibilità di playoff passeranno quasi esclusivamente dalla brillantezza del numero 41 – e dalla difesa, anche se ciò mi sembrava troppo scontato da ribadire – che anche grazie al ritorno del migliore amico sarà maggiormente coinvolto nel gioco aereo.
Giocano un football disciplinato e pulito e per questo motivo li guardo sempre con un certo interesse.

Cosa sta andando male: Un infortunio li ha privati del miglior Jameis Winston di sempre e malgrado Sean Payton sia stato in grado di vincere con Winston, Bridgewater e Hill under center dubito riuscirà a tirare fuori un altro coniglio dal cilindro con Trevor Siemian.
Il parco ricevitori, poi, è probabilmente il peggiore della NFL e sommato all’assenza di un quarterback di talento potrebbe condannarli ad assistere ai playoff da casa.

Voto7,5. Continuano a gettare il cuore oltre l’ostacolo compensando con disciplina e rabbia agonistica alle tante lacune presenti a roster, ma l’infortunio di Winston mi sembra troppo anche per loro.
Per raggiungere i playoff la difesa sarà costretta agli straordinari anche se non escluderei a priori che Payton riesca a rendere efficiente l’attacco guidato da Siemian.


Tampa Bay Buccaneers

Record: 6-2.

Cosa sta andando bene: Tom Brady.
Quello che sta facendo a 44 anni è surreale quasi quanto il fatto che qualora avessi scritto un articolo del genere nel 2014 avrei esordito con qualcosa come «quello che sta facendo a 37 anni è surreale»: io non ho più parole per descrivere quest’uomo.
Finché Brady è questo saranno sempre e comunque i favoriti per il Super Bowl.
[Hanno resuscitato pure Fournette, per Dio, questi qua sarebbero pure in grado di garantirmi un futuro soddisfacente!]

Cosa sta andando male: Non c’è un qualcosa che balzi immediatamente all’occhio costringendomi a dilungarmi in quasi una dozzina di righe di rimprovero, l’unico aspetto relativamente deludente della loro stagione viene dalle prestazioni della secondaria, reparto però pesantemente condizionato dagli infortuni: nelle ultime settimane, complice un calendario piuttosto benevolo, hanno in realtà cominciato a giocare meglio in difesa sui passaggi.
Perderanno qualche partita che avrebbero dovuto vincere – vedasi quella contro i Saints di Siemian – ma questa è la stessa squadra che ha vinto l’ultimo Super Bowl con un anno in più di esperienza condivisa: a gennaio, in quanto squadra di Brady, diventeranno Super Saiyan ed a quel punto sarò costretto ancora una volta a parlarvi di Brady fino a metà febbraio.
Evvai!

Voto: 8-. Ordinaria amministrazione per Brady e soci che stanno navigando ai playoff con estrema serenità; la difesa, autrice di un autentico capolavoro al Super Bowl, appare ancora troppo inconsistente ed in vista della postseason la secondaria dovrà compiere un netto miglioramento per non costringere il GOAT agli extra-straordinari: l’ho appena chiamato GOAT, vado ad inginocchiarmi sui ceci.


 

Post By Mattia Righetti (516 Posts)

Mattia, 25 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango male

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3 thoughts on “NFL 2021: il pagellone di metà stagione per ogni squadra NFC

  1. Dico la mia anche sulla Nfc :) .

    Chicago: 5.
    Detroit: 4.
    Green Bay: 7.
    Minnesota: 6 (secondo me hanno avuto un po’ di sfortuna, ma credo che alla fine andranno ai playoff).

    Dallas: 7.
    New York: 5.
    Philadelphia: 5.
    Washington: 5.

    Arizona: 8 (nei pronostici di inizio anno tutti li davano ultimi nella division).
    Los Angeles: 7.
    San Francisco: 5.
    Seattle: 5.

    Atlanta: 6.
    Carolina: 5.
    New Orleans: 6.
    Tampa Bay: 7.

    • Mi piacciono i tuoi voti, concettualmente sono molto vicini ai miei tranne che sono molto più razionali!

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