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Non voglio parlare di sorprese, o perlomeno non alla prima settimana di football perché, molto semplicemente, manca uno standard di riferimento con il quale comparare le nostre aspettative e definire quanto visto in campo come “sorprendente” ma, lasciatemelo dire, sono successe veramente tante cose a cui fatico a trovare una spiegazione: lasciatemi partire.

Era la partita della settimana e non ha deluso: in rimonta, contro degli ottimi Cleveland Browns, i Kansas City Chiefs si sono portati a casa una preziosa vittoria, un 33 a 29 che probabilmente i Marroni potranno vendicare a gennaio ai playoff.
Trascinati dal solito gioco di corse i Browns hanno concluso la prima metà nettamente sopra sul 22 a 10 prendendo a pesci in faccia il molle front seven dei padroni di casa: noi tutti ci attendavamo però la risposta dei Chiefs che, puntualmente, è arrivata perché quando il proprio quarterback risponde al nome di Patrick Mahomes bastano pochi secondi per ribaltare una partita.
Nei primi quattro drive del secondo tempo, infatti, Kansas City è sempre andata a segno – tre touchdown ed un piazzato – trovando finalmente modo di mandare a bordocampo l’attacco dei Browns a bocca asciutta e, sopra nel punteggio per la prima volta con sette minuti rimasti sul cronometro, sono stati in grado di fermare tutti i tentativi marroni di sorpasso: ha pesato molto l’errore del punter Gillan che, sul + 2 dopo il touchdown di Hill, ha pasticciato lo snap perdendo il controllo del pallone e trovandosi costretto ad improvvisare una corsa che è stata immediatamente fermata dagli avversari.
Sugli scudi, tanto per cambiare, Patrick Mahomes che con quattro touchdown totali – tre lanciati ed uno di corsa – ha sfruttato alla perfezione i sistematici mismatch causati dalla semplice presenza in campo di Travis Kelce – due touchdown per lui – e dell’ultra-esplosivo Tyreek Hill – 201 yard totali ed un touchdown mostruoso -: attenzione comunque ai Browns che malgrado la sconfitta hanno saputo spingere al limite la squadra che da anni sta dominando la AFC e che, per questo motivo, mi hanno convinto malgrado l’esito finale.

A proposito di AFC, che dire dell’ottimo 23 a 16 con cui gli Steelers hanno preso lo scalpo ai Bills?
Ad Orchard Park è andata in scena una partita iper-combattuta e fisica nella quale la prodigiosa difesa degli Steelers è riuscita ad inceppare i ben oliati meccanismi dell’attacco dei Bills: malgrado una prima metà offensivamente nulla, Pittsburgh ha trovato modo di rimanere appesa alla partita grazie alla costante pressione generata dal pass rush per poi, ad inizio quarto quarto, effettuare il sorpasso grazie ad un touchdown di Diontae Johnson seguito da un punt bloccato e riportato in end zone. I tentativi di rimonta dei Bills non sono andati a buon fine poiché, come avrete avuto modo di intuire, la difesa degli Steelers ha saputo chiudersi divinamente non concedendo assolutamente nulla: non certamente il miglior esordio possibile, o perlomeno non quello che si immaginava, per Josh Allen ma signori, la stagione è appena iniziata e trarre conclusioni è alquanto difficile.

Vincono di misura i Miami Dolphins che sfruttando nel migliore dei modi un paio di erroracci dei Patriots si sono portati a casa un fondamentale 17 a 16: pesa tantissimo il sanguinoso fumble di Damien Harris arrivato ad un paio di minuti dal termine in piena red zone che, di fatto, ha tolto dal tabellone punti che New England era convinta d’aver messo in cassaforte.
Solidissima la prestazione di Mac Jones che non prendendosi mai inutili rischi ha gestito con inspiegabile esperienza il reparto offensivo di New England – da segnalare un ottimo 11 su 16 sui terzi down – e nonostante l’inevitabile dolore provocato da una sconfitta del genere può dare a Belichick ottime ragioni per dormire sonni relativamente tranquilli; dall’altra parte Tagovailoa si è comportato piuttosto bene – anche se non ha concluso con i numeri che i feticisti del web esigono da un “franchise quarterback – seppur costretto a fronteggiare un reparto difensivo che continua ad essere fra i più tosti della NFL: a costare la partita ai Patriots ci ha pensato, in definitiva, la scarsa brillantezza in red zone dove da quattro viaggi Jones e compagni si sono portati a casa solamente un touchdown.

Divertentissimo invece il testa a testa fra Vikings e Bengals che, per un intervallo temporale non trascurabile, sembrava destinato a terminare con un raro pareggio: grazie ad un piazzato nei momenti finali dei tempi supplementari, Burrow e compagni sono passati con il punteggio di 27 a 24.
Cincinnati, assolutamente brillante in fase offensiva bilanciando magnificamente corse e passaggi, era scappata sul 21 a 7 ma con pazienza e lucidità Minnesota ha via via limato il vantaggio fino a riacciuffare la parità con un piazzato da 53 yard di Joseph: ai supplementari le squadre, forse per paura di perdere, hanno cominciato a scambiarsi affettuosi punt interrotti da uno sciagurato fumble di Dalvin Cook nella metà campo avversaria che ha dato a Burrow l’opportunità di orchestrare un brillante game winning drive e mettere il kicker rookie McPherson nella posizione di vincerla con un tutto sommato agevole field goal da 33 yard arrivato a seguito di una coraggiosa conversione su quarto down.
I Bengals, perlomeno in attacco, mi hanno dato un paio di risposte importanti che, trattandosi di week one, per il momento metterò in un cassetto al quale nessuno di voi per ora avrà accesso: eh?

Ci sono state anche un paio di batoste in questa prima domenica di football, permettetemi di illustrarvele.
In un pomeriggio strano, a Jacksonville, degli impalpabili Green Bay Packers sono stati annientati 38 a 3 da dei fantastici New Orleans Saints: malgrado le “misere” 148 yard lanciate, Jameis Winston ha messo a segno ben cinque touchdown dominando sotto tutti gli aspetti il reparto difensivo dei Packers assolutamente senza risposte.
Partita orrida quella di Aaron Rodgers che lanciando due intercetti e solamente 133 yard non è mai stato in grado di rispondere all’efficienza offensiva di New Orleans che, giocando una partita semplicemente perfetta in tutte e tre le fasi del gioco, ha dato prova di essere ancora una squadra da tenere in considerazione per la corsa al trono NFC: sentite, gli intercetti immagino arriveranno prima o poi, ma quanto fatto ieri da Winston non può passare in sordina e se avete voglia di esaltarvi sappiate che avete il mio permesso.
Perfetti, non ho altro aggettivo per descrivere gli Arizona Cardinals: il 38 a 13 con cui hanno umiliato i Tennessee Titans è arrivato al termine di una partita mostruosa del reparto difensivo di coach Kingsbury. Sfruttando la giornata di grazia di Chandler Jones – CINQUE sack e due forced fumble – Arizona ha avuto modo di prendere il largo pressoché immediatamente e, con un Murray in grado di mettere a segno cinque touchdown totali – quattro di lancio ed uno di corsa – ed un paio di lanci che hanno riso in faccia alle leggi della fisica, sono apparsi pressoché infermabili: devo spendere qualche parola di encomio per il rookie Marco Wilson, cornerback gettato nella mischia immediatamente per i problemi di profondità in secondaria dei Cardinals e che ciò nonostante è stato in grado di annullare Julio Jones.
Dubito giocheranno sempre così, ma quanto fatto vedere ieri dai Cardinals non può lasciare indifferente il resto della lega: il front seven, in particolar modo, ha dominato dal primo snap all’ultimo la linea di scrimmage ed il povero Derrick Henry non ha mai avuto la possibilità di prendere ritmo e, si sa, quando Henry non va l’intero meccanismo offensivo dei Titans si inceppa.

Poco da dire sull’abominevole partita degli Atlanta Falcons, completamente annullati dai Philadelphia Eagles: il 32 a 6 finale è arrivato al termine di una partita in cui l’attacco di Atlanta ha saputo convertire solamente 3 dei 14 terzi down giocati. Sugli scudi Jalen Hurts, apparso totalmente a suo agio nella tasca e letale una volta fuori d’essa: il quarterback di Philly è stato autore di una partita magistrale lanciando tre touchdown – fra cui uno al rookie Smith – e distribuendo con sapienza l’ovale evitando qualsivoglia tipo d’errore ma contro dei Falcons così, forse, chiunque potrebbe essere in grado di vivere giornate del genere.
Buona la prima pure per i Chargers che malgrado qualche errore di troppo, soprattutto in red zone, si sono imposti 20 a 16 su Washington che ha dovuto fare a meno di Ryan Fitzpatrick per una porzione significativa della partita: mi ha particolarmente convinto il reparto difensivo dei californiani, anche se non posso rimanere indifferente dinanzi al 14 su 19 su terzo down con cui Herbert e l’attacco hanno avuto modo di dominare il cronometro.
Contro difese più umili credo che L.A. sarà più brillante in red zone, ma ciò nonostante ho amato la maturità di Herbert che malgrado qualche imprevisto non ha mai perso la lucidità e la posatezza ed è rimasto fedele al gameplan senza mai tentare di strafare per compensare.

Disastroso l’esordio in NFL di Trevor Lawrence che contro dei sorprendenti Texans non è stato in grado di fare pressoché nulla prima dello scoccare del garbage time: Houston, guidata da un buonissimo Taylor, si è imposta 37 a 21. È la prima partita e le reazioni, oggi più che mai, lasciano il tempo che trovano, ma sinceramente fatico tuttora a comprendere il gameplan di Meyer che contro una run defense disastrosa come quella dei texani ha inspiegabilmente rinunciato al gioco di corse continuando ad insistere sui passaggi: Houston, zitta zitta, ha vinto la battaglia del cronometro grazie in primo luogo alla brillantezza di Taylor che malgrado tutto rimane un quarterback perlomeno competente ed affidabile e che in un pomeriggio ha fatto evaporare la tediosa – e da me condivisa per mesi – narrativa della stagione da zero vittorie.
L’attesissimo – beh dai – Darnold Bowl l’hanno vinto i Carolina Panthers che hanno saputo resistere alla carica dei Jets difendendo il vantaggio acquisito nei primi tre quarti di gioco: 19 a 14 il punteggio finale.
Discreta la prestazione di Zach Wilson che dopo una prima metà molto difficile funestata dalla pressione del front seven avversario, ha trovato ritmo lanciando un paio di touchdown al neo-arrivato Corey Davis; la difesa dei Panthers, e poi chiudo, mi è piaciuta veramente tanto e malgrado il test non fosse esattamente il più probante mi ha dato importanti conferme, sono convinto che il buon lavoro di restaurazione andato in scena nelle ultime offseason stia già iniziando a pagare dividendi.

San Francisco ha, come da pronostico, battuto i commoventi Detroit Lions non senza prendersi qualche inutile rischio: il 41 a 33 finale non può lasciare sereno Shanahan in quanto a fino a sei minuti dal fischio finale i ‘Niners apparivano in totale controllo sul 41 a 17. Un paio di touchdown lanciati da Goff ed un onside kick recuperato hanno dato ai ragazzi di Campbell la possibilità di giocarsela fino in fondo, ma l’ultimo decisivo drive si è concluso con un beffardo turnover of downs che ai miei occhi non rende meno epica la loro prestazione: Detroit è una squadra con enormi limiti tecnici ma che ha già dato prova di possedere cuore ed attributi.
Bene così, perlomeno in attacco, per San Francisco ma credo che Shanahan durante la settimana farà sicuramente presente ai suoi ragazzi che certe partite, una volta chiuse, bisognerebbe metterle in cassaforte e non lanciarle fuori dal finestrino.

Buonissima vittoria quella dei Seattle Seahawks che contro dei Colts sinistramente simili a quelli dello scorso anno si sono portati a casa un 28 a 16 arrivato grazie all’encomiabile lavoro del reparto difensivo e, soprattutto, alla brillantezza di Russell Wilson che ha ripetutamente punito la secondaria dei padroni di casa mettendo a segno ben quattro touchdown: Seattle mi è piaciuta veramente tanto, mi sono sembrati concreti e, per una volta, bilanciati: giocare football complementare, per una squadra come loro, è fondamentale e ieri tutti i reparti sono apparsi in sintonia mentre dall’altra parte Carson Wentz non ha giocato una brutta partita ma, per un motivo o per l’altro, non è mai stato in grado di trovare risposte su terzo e quarto down.
Non vedo l’ora di sentire la gente parlare di Russell Wilson MVP: sono anche tradizioni come queste che rendono settembre il mio mese preferito dell’anno.

Ottima vittoria quella dei Denver Broncos sui New York Giants, 27 a 13: Denver mi ha entusiasmato giocando esattamente il tipo di partita che potevamo aspettarci, ossia muovendo le catene senza prendersi eccessivi rischi e soffocando completamente il reparto offensivo avversario.
New York, soprattutto offensivamente, mi è sembrata troppo simile alla squadra vista l’anno scorso e malgrado i tanti innesti nel parco ricevitori Daniel Jones ha faticato a muovere le catene contro una difesa che creerà molti problemi a chiunque: encomiabile, sotto tutti i punti di vista, la prestazione di Teddy che senza strafare ha giocato una partita brillante.

Concludiamo il nostro viaggio con l’agevole vittoria dei Rams sui Bears: guidati da uno Stafford brillante e concreto, Los Angeles è passata 34 a 14. Se un raggio di sole vi colpirà gli occhi sappiate che molto probabilmente è generato dal riflesso con il sorriso di McVay che con il suo nuovo quarterback ha confezionato un gameplan pressoché ineccepibile: Stafford ha infatti completato 20 dei 26 passaggi tentati per 321 yard e tre touchdown distribuendo il pallone con generosità e brillantezza.
Deprimente la prestazione di Andy Dalton che, poveretto, sembra destinato a passare le redini del reparto offensivo a Justin Fields fra non troppo tempo: bella vittoria questa per i Rams.

Post By Mattia Righetti (489 Posts)

Mattia, 25 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango male

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12 thoughts on “Il riassunto della prima domenica del 2021 NFL

  1. La partita di Green Bay mi ha ricordato quella contro Tampa all’inizio della stagione scorsa, non so sinceramente cosa aspettarmi dai Packers quest’anno.

    La rimonta dei Lions è stata epica, per un attimo ci ho creduto…

  2. Rodgers ha parlato e fatto parlare di sé tutta estate, per poi fare questa figura al ritorno in campo?

  3. ..gli Steelers non muoiono proprio mai, sportivamente parlando
    Peccato per l’imbarcata presa da Rodgers, mentre che spettacolo tra Chiefs e Browns
    Ciao Mattia!

    • Definire commovente ciò che ha fatto la difesa degli Steelers contro i BIlls sarebbe un eufemismo: certo, l’attacco non ha particolarmente brillato, ma con una difesa del genere… anche se siamo nel 2021… ci siamo capiti!
      Ciao Maurizio :)

      • Ah decisamente, il gioco è molto cambiato dagli anni 70-80
        Speriamo comunque che la AFC North produca una contender da gran ballo
        La competitività fa bene, ma se è troppa poi si traduce in tanti infortunati e cali di forma al momento decisivo.
        L’anno scorso 3 squadre ai play off e nessuna al championship, e in generale sono 8 stagioni che si salta il superbowl (dalla vostra vittoria del 2012-13), con solo 1 partecipazione (persa) al championship

  4. Malgrado fossimo convinti del contrario, Houston non finirá 0-17 (e magari neanche 1-16).
    Green Bay si rifará, ma Rodgers con barba e capelli lunghi sembrava un reduce. Difesa Packers in balia di Sean Peyton.
    L’attacco Bills non mi è piaciuto, dovrebbero coinvolgere meglio i rb.

  5. Concordo con l’ultima frase: i Bills devono utilizzare di più i rb.

    Peccato di presunzione di McDermott, che avanti 10-0 e in posizione da field goal ha deciso di giocare alla mano un 4° e 8. Avrei capito un 4° e 1, ma perché un 4° e 8???

    Comunque sono impressionato dalla difesa di Pittsburgh!

    P. s. Ho notato che pochi minuti dopo il termine delle partite sono già disponibili le sintesi sul canale You tube della Nfl. Forse dovrebbero prendersi un po’ più di tempo, visto che sono incappati in un paio di clamorosi errori di montaggio: si sono persino dimenticati di inserire il field goal della vittoria di Cincinnati!

    • Nick, ho notato pure io e purtroppo questo è un vizio atavico dato che è da anni che tagliano giocate importanti o mettono due volte giocate inutili.
      In ogni caso, oramai sono diventati così lunghi ed esaustivi che non mi sento più nella posizione di criticarli, highlights di 14-18 minuti sono proprio delle mini condensed che riescono anche a fornirti indicazioni precise su ritmo etc: poi sono gratis, e dai, mostriamo della riconoscenza di facciata :)

      Per quanto riguarda il discorso Bills, sappiate che questa è una storyline che ritengo molto interessante e che nel corso della stagione discuterò a più riprese: la difesa degli Steelers è indubbiamente ottima ma la vita è un filo più semplice quando devi concentrare tutte le tue risorse sulla passing defense ché intanto sai che gli avversari correranno massimo due volte su dieci.
      Vediamo come evolve la situazione, reputo il coaching staff dei Bills troppo intelligente e brillante per non rendersi conto che ignorare completamente il running game regala un vantaggio non indifferente alla difesa avversaria.

      Grazie a te ed agli altri lettori per aver tirato fuori questo spunto molto interessante, direi che è una cosa che possiamo tenere d’occhio tutti insieme!

  6. Sì hai ragione: il lunedì pomeriggio è fantastico potersi vedere le sintesi di 14 partite una dietro l’altra! Anche pensando a 7/8 anni fa, quando mettevano sintesi di 3 minuti (ma a volte trovavi anche video da 1 minuto e mezzo). Quindi su errori come un’azione ripetuta due volte si può chiudere un occhio: però dimenticarsi il field goal della vittoria di Cincinnati è stato grave! Per fortuna era una partita delle 19.00 e quindi sapevo già il risultato: fosse stata una partita delle 22.00, di cui guardo la sintesi al buio, senza sapere il risultato, avrei pensato che fosse finita in pareggio! Infatti nei commenti al video qualcuno chiedeva proprio se era finita pari!

    Quanto ai Bills, bisogna capire quanto valgano i rb: non vorrei che le alternative si riducessero ad Allen lancia / Allen corre.

  7. Tanti aggiustamenti in corso, e già 17 partite paiono troppe.
    Miglior finale? Quello dei Raiders: partita persa due volte e vinta 3.

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