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L’introduzione è quella dell’altro giorno, c’è poco da aggiungere, se volete andare a rileggerla mi fareste un favore visto che mi regalereste una view in più che poi, nei momenti di tristezza e di spietata riflessione, guardare le statistiche di WordPress mi fa sentire in pace con me stesso ed evito di andare su Twitter a prendere a sganassoni mulini a vento con inutili thread nei quali mi lamento del fatto che questo non diventerà mai il mio lavoro.
Bene, divagazione di quattro righe, per me questa conta come introduzione: possiamo partire con la NFC, la conference dove tutti noi ci aspettiamo veramente tanto dai Los Angeles Rams ché ora hanno un quarterback con carattere, braccio ed un elastico sul polso sinistro.
Non sapete la storia dell’elastico di Stafford? A voi.

NFC NORTH

Chicago Bears

Se tutto va per il verso giusto: Pronti-via e sono già in difficoltà: quale sarà “il verso giusto” per i Bears nel 2021? Strappare una qualificazione ai playoff schiacciando un paio di squadracce a dicembre con Andy Dalton under center? Gettare nella mischia Justin Fields per vedere di che pasta sia fatto senza nemmeno essersi assicurati che sia effettivamente pronto a gestire un attacco NFL e le innumerevoli responsabilità che solo un quarterback dei Bears si trova costretto ad affrontare?
Non lo so, nella mia testa lo scenario giusto riguarda solo ed esclusivamente la gestione di Fields ed esula completamente da ogni possibile risultato finale: playoff o meno, l’importante è che non brucino colui che possiede tutti gli strumenti tecnici e psicologici per trasformarsi nel miglior interprete della posizione più importante del gioco nella sorprendentemente scarna storia degli orsacchiotti di Chicago.

Se tutto va male: Gestiscono la convivenza Dalton-Fields – anche se Dalton è un vero professionista e dubito smetterà di esserlo in Illinois – in modo simile a quanto fatto nemmeno un anno fa con il duo Trubisky-Foles: se non lo avete capito Fields mi piace e sono genuinamente interessato a vederlo raccogliere quanto più successo possibile.


Detroit Lions

Se tutto va per il verso giusto: Detroit, ancora nelle fasi germinali della ricostruzione, si dimostrerà squadra vera, arcigna ed iper-fisica scoprendo un paio di talenti attorno ai quali pianificare i successi del futuro: non sarebbe poi male se Goff, malgrado un parco ricevitori che definire acerbo e insipido non renderebbe giustizia ad una ciliegia ad aprile, ritrovasse lo smalto dei giorni migliori dimostrando ai piani alti della dirigenza di non essere arrivato a Detroit esclusivamente come effetto collaterale della trade che ha portato il mio amato Stafford ai Rams.

Se tutto va male: Alcuni giovani, primo fra tutti Okudah, continuano a palesare imbarazzanti difficoltà e Detroit, a causa di un roster povero d’esperienza e talento, diventa la prima squadra a concludere una stagione con l’immacolato record di 0-17: mica male considerando che non troppo tempo favellavamo meravigliati sul loro 0-16.


Green Bay Packers

Se tutto va per il verso giusto: Una volta in campo, i mesi di mal di pancia che hanno provocato innumerevoli mal di testa passano definitivamente in secondo piano perché quando si assiste allo spettacolo garantito da Aaron Rodgers che orchestra un reparto offensivo è facile dimenticare quanto accaduto nella terra desolata della offseason: finalmente, dopo anni di quasi, Green Bay fa il passo decisivo garantendosi la possibilità di giocare il Super Bowl.
Quanto sarebbe bello se l’ultima – presumibilmente – partita di Rodgers con addosso la maglia più bella della NFL fosse proprio quella in cui riporta a casa il Lombardi?
PS: non estendete il it’s coming home al football americano, grazie.

Se tutto va male: I mesi di mal di pancia che hanno provocato innumerevoli mal di testa si ripercuotono sul rendimento in campo dei Packers che, per un motivo o per l’altro, concluderanno la stagione prima di quanto avrebbero voluto ai playoff e costringeranno una considerevole parte della fanbase ad interrogarsi per il resto delle propria esistenza su come sia stato possibile che questi siano riusciti a ricavare un solo Super Bowl da un talento generazionale come quello di Rodgers.


Minnesota Vikings

Se tutto va per il verso giusto: Cousins, dopo aver visto la Madonna ed aver deciso di vaccinarsi, potendo contare sulla miglior protezione (si parla di offensive line, non di anticorpi) mai avuta in maglia Vikings ed un attacco ricolmo di playmaker – Thielen, Jefferson e Cook sono potenzialmente incontrastabili – vive la miglior stagione della propria sottovalutata carriera e la difesa, dopo l’imbarazzo dello scorso anno – che mi è costato il titolo al fantasy football per colpa di Kamara – impara nuovamente a completare tackle tornando così ad esprimersi al livello a cui una difesa guidata da Zimmer dovrebbe esprimersi: a conseguenza di tutto ciò, come per magia, Minnesota torna ad essere una squadra da playoff e, permettetemi, pure una molto pericolosa.

Se tutto va male: Inconsistenza e mollezza sabotano un’altra stagione che però, a causa di un roster troppo forte per perdere eccessivamente, non porterà in dote una scelta alta al draft: presa coscienza del fallimento Cousins – in tal caso fidatevi che ne parlerò molto approfonditamente con numerosi articoli perché nessuno (tranne un ago) può toccare il mio amato Kirk – Minnesota decide di ripartire da zero e fare piazza pulita mettendo alla porta pure l’ottimo Zimmer.
Ho il sentore che il 2021 sarà una stagione decisiva per loro e che qualsiasi cosa diversa da una o più vittorie ai playoff potrà trovare posto qui dentro.


NFC EAST

Dallas Cowboys

Se tutto va per il verso giusto: Vincono il Super Bowl, esattamente come ogni anno ad agosto, anche se poi…
Voglia di prendere in giro i fastidiosi tifosi dei Cowboys a parte, sono curioso di vedere innanzitutto se la linea d’attacco titolare riuscirà a giocare insieme almeno una decina di partite e poi verificare la veridicità delle voci che parlano di un Ezekiel Elliott mai così in forma e motivato: se le ultime due proposizioni dovessero trovare riscontro nella realtà Dallas potrebbe verosimilmente vantare il miglior attacco della NFL.
Sì, migliore addirittura di quello dei Chiefs e no, ciò non si traduce automaticamente in Prescott meglio di Mahomes: che estremista l’Internet!

Se tutto va male: Malgrado i lodevoli sforzi profusi in offseason, la difesa spreca l’ottimo lavoro dell’attacco – infortuni a Prescott a parte, sgrat sgrat – continuando a permettere agli avversari di segnare un punto in più di loro: ciò che mi darebbe molto fastidio di tutto ciò è assistere al processo a Prescott portato avanti dall’Internet che qualche mese fa ha deciso che il buon Dak non valga i soldi che prenderà perché…


New York Giants

Se tutto va per il verso giusto: Per prima cosa i veterani la smettono di ritirarsi ché qui c’è il serio rischio che prima della fine del training camp la lega sia costretta ad annunciare un expansion draft per permettere ai Giants di riempire i 53 buchi a roster: fra risse e, per l’appunto, veterani che piuttosto di vivere un altro giorno di training camp si stanno letteralmente ritirando più che una squadra di football sembrano essere intenzionati a creare una scuola militare nella quale solo i più duri e disciplinati possono ambire al diploma.
Ah sì siete qua per leggere il miglior scenario possibile: Daniel Jones, molto semplicemente, dà segnali tangibili di miglioramento, un qualcosa che invogli i Giants a sperare in lui per un altro anno.

Se tutto va male: Lo spogliatoio fa una cosa simile a quella fatta dall’esercito americano nel 2003 in Iraq con la statua di Saddam e rovescia la dittatura Judge: a fronte di quanto successo nelle ultime settimane non fa un po’ più ridere il fatto che il suo cognome sia veramente Judge?
Scherzi a parte, che a quanto pare sono l’unico mio contenuto in questo articolo, il peggior scenario possibile prevede un Jones perennemente in crisi dietro una linea d’attacco mai in grado di garantirgli la protezione sulla quale un franchise quarterback dovrebbe poter contare.


Philadelphia Eagles

Se tutto va per il verso giusto: Avete letto anche voi la storia che il front office degli Eagles stia orchestrando una trade con i Texans per Deshaun Watson?
Certo, prima sarebbe bello sapere se Watson sia veramente colpevole delle atrocità di cui è stato accusato, anche se seguo la NFL da troppi anni per illudermi che 32 front office ignorino il suo infinito talento e si rifiutino a priori di accoglierlo nella propria squadra.

Se tutto va male: Philadelphia vive un classico anno da Philadelphia: infortuni, drammi, drammi, infortuni, giochi di potere ed ulteriori infortuni che bruciano definitivamente Jalen Hurts.
Ok, ho delle riserve su Hurts, ma credo che ogni persona meriti perlomeno una vera possibilità di determinare il proprio futuro, soprattutto in una lega come questa nella quale il futuro altro non è che una sfumatura del presente.


Washington Football Team

Se tutto va per il verso giusto: Rivera riesce a toccare le corde giuste di Ryan Fitzpatrick convincendolo a non giocare ogni singolo snap come fosse l’ultimo di un Super Bowl nel quale un touchdown garantirebbe la vittoria: sono più che convinto che Washington riuscirà a vincere un numero considerevole di partite “semplicemente” affidandosi al reparto difensivo e limitando al minimo gli errori dell’attacco.
Ho già detto che amo alla follia il loro nuovo roster?

Se tutto va male: Fitzpatrick fa il Fitzpatrick e l’attacco, malgrado i buoni innesti dell’offseason, gioca su livelli sinistramente simili a quelli dello scorso anno: è difficile pensare di poter vincere per due anni consecutivi la division con 7 vittorie.
Viviamo nel mondo dei quarterback e stiamo parlando della lega dei quarterback, perciò fare strada in modo da rendere giustizia ad un roster del genere con un quarterback così incline all’errore è semplicemente impossibile.


NFC WEST

Arizona Cardinals

Se tutto va per il verso giusto: I Cardinals compiono il salto di qualità che molti di noi avevano pronosticato per lo scorso anno: Murray, malgrado qualche passaggio a vuoto qua e là, non credo debba essere tenuto presente in questo discorso poiché a mio avviso già nel 2020 ha dimostrato molto, anche se stiamo parlando di un quarterback al terzo anno e, ovviamente, il margine di crescita rimane immenso.
La difesa, trainata dal dominante – sulla carta – tandem Watt-Jones sale definitivamente di livello, sopratutto in secondaria, e Arizona diventa la quarta squadra contro la quale faresti volentieri a meno di giocare della NFC West.

Se tutto va male: Arizona rimane impantanata nelle vicinanze del 50% di vittorie che, in una division del genere, difficilmente possono garantire playoff: in barba alle buone acquisizioni della offseason la produzione offensiva rimane inconsistente e volatile e, come già detto circa quattro volte, in una division del genere occorre produrre tanto e sempre poiché ogni singolo passo falso ha il retrogusto di sentenza inappellabile.


Los Angeles Rams

Se tutto va per il verso giusto: Vincono il Super Bowl guidati da un Matthew Stafford che in un contesto finalmente serio e apparentemente funzionale dimostra una volta per tutte di essere uno dei quarterback più talentuosi della National Football League.

Se tutto va male: Il primo anno della Stafford Experience si conclude con una precoce eliminazione ai playoff: lanciarmi in un Super Bowl or bust mi sembra insensato per il momento – non dimenticate mai quanto io sia democristiano – ma è indubbio che qualsiasi cosa diversa perlomeno da un Championship Game sarebbe vista come una cocente delusione, soprattutto perché sono arrivati al Divisional Round pure l’anno scorso guidati da un quarterback che non regalava sorrisi sinceri a McVay: Stafford è stato portato in California, oltre che per motivi squisitamente umanitari, per vincere il Super Bowl.


San Francisco 49ers

Se tutto va per il verso giusto: Shanahan, arrivato ad ottobre, ha ancora a disposizione almeno tre quarti dei suoi titolari di agosto e settembre: dopo aver vissuto una delle stagioni più iellate di cui io abbia memoria, tutto ciò che San Francisco può desiderare per il 2021 è un po’ più di salute e fortuna.
Se ci fermiamo un attimo a riflettere sul fatto che malgrado tutte queste avversità siano comunque stati in grado di concludere con sei vittorie non possiamo che inginocchiarci in segno di sottomissione ed ammirazione dinanzi a Shanahan.

Se tutto va male: Si ripete il 2020, solo che al posto di mettere in campo Beathard e Mullens gettano nella mischia il buon Lance che, trovandosi costretto ad operare con seconde linee e gente non propriamente qualificata per una maglia da titolare in NFL, viene esposto al rischio di essere bruciato.
Avete capito cosa intendo per “bruciato”, vero?


Seattle Seahawks

Se tutto va per il verso giusto: Riescono per una volta a coordinarsi: attacco e difesa prendono la fantastica decisione di giocare bene contemporaneamente ed anzi, vi diro di più, prendono tale decisione verso la fine dell’anno solare approcciandosi così ai playoff con tantissima inerzia.
Una volta arrivati ai playoff, vincono un paio di partite e tornano a competere seriamente per il trono della NFC.

Se tutto va male: Fanno ciò che hanno fatto nell’ultimo lustro, ossia alternare a periodi di vera e propria onnipotenza – ricordate il Let Russ cook con cui i loro tifosi hanno intasato l’Internet circa dodici mesi fa? – periodi di inettitudine e football oggettivamente brutto che ci porta a chiederci come mai ogni anno, ad agosto, li annoveriamo fra i favoriti per la conference.
La sonora sconfitta rimediata ai playoff contro i Rams – per l’occasione guidati da un Goff tutt’altro che al 100% – ha contribuito ad alterare definitivamente la visione che avevo di loro: non sono più quelli della Legion of Boom.
Scusate, mi ci sono voluti solo quattro anni.


NFC SOUTH

Atlanta Falcons

Se tutto va per il verso giusto: Ehm, tornano competivi?
Qual è il piano dei Falcons? Vogliono capitalizzare gli ultimi anni ad alto livello di Matt Ryan? Se la risposta è affermativa potrei capire il perché della loro decisione, ma purtroppo nutro ancora seri – e permettetemi, legittimi – dubbi sul reparto difensivo: in teoria la situazione migliorerà, anche perché è difficile cadere più in basso di così, in pratica non ne ho idea.
L’idea, il best case scenario, è che arrivino i playoff e che una volta dentro chissà sulle ali di un attacco che nonostante l’addio di Julio Jones resta comunque esplosivo.

Se tutto va male: Continuano a violare convenzioni sui diritti umani sottoponendo i loro tifosi a torture che francamente non auguro a nessuno di sperimentare sulla propria pelle, uscendo sempre e comunque sconfitti da partite nelle quali, ad onor del vero, non si può assolutamente dire abbiano sfigurato: Atlanta, diciamoci la verità, nell’ultimo lustro non ha mai giocato male e non è mai stata una delle peggiori dieci squadre della NFL, è semplicemente incappata in una serie di stagioni negative a causa di una sfilza di episodi dai quali, immancabilmente, ne sono usciti con le ossa rotte e l’animo affranto.


Carolina Panthers

Se tutto va per il verso giusto: Il reparto difensivo conclude l’anno nella top ten – o nel suo vicinato – in un rispettabile numero di categorie statistiche, dando così al front office il feedback positivo che stanno disperatamente attendendo dopo averla ricostruita ex novo: l’attacco, guidato da un Darnold che dimostra di possedere quel talento per il quale vale la pena pazientare, si esprime su livelli accettabili e Carolina dimostra di essere una squadra sulla quale per tutta la prossima offseason ci spelleremo le mani.

Se tutto va male: Darnold resta quello dei Jets e, continuando a rimuginare su cosa sarebbe potuto succedere se Watson… vabbè, il front office si trova costretto a contemplare cosa fare del proprio futuro nella posizione più importante del gioco, magari pure con una certa fretta: la difesa, reparto da cui – come avete avuto modo d’intuire – mi aspetto tanto, è così giovane che non capitalizzare il fatto che quasi tutti giochino “gratis” sarebbe un peccato.


New Orleans Saints

Se tutto va per il verso giusto: Resuscitano Jameis Winston, tutto qua.
Aspettative? Sinceramente non ho idea di cosa sia in grado di fare una squadra di Jameis Winston con Jameis Winston cauto con la palla.

Se tutto va male: Jameis Winston continua a sparacchiare turnover come se la propria vita si accorciasse di un anno ogni volta che lancia fuori il pallone al termine di una giocata infeconda ed il resto della squadra, generalmente indebolita rispetto alla corazzata dello scorso anno, non sarà in grado di compensare agli errori dell’attacco.


Tampa Bay Buccaneers

Se tutto va per il verso giusto: Sfruttano a dovere il miglior roster della lega e Tom Brady under center che sembra come che una squadra, con Brady come quarterback, veda le proprie quotazioni per il Super Bowl aumentare drasticamente.

Se tutto va male: Brady inizia a giocare come un quarantaquattrenne e la rincorsa al repeat di Tampa Brad… Bay, molto mestamente, termina a metà gennaio.
Ingiusto? Forse sì, ma sono i campioni in carica – nonché la squadra guidata da Brady – e sapete bene che per lui una stagione che non porta in dote il Super Bowl sia una stagione da dimenticare.


 

Post By Mattia Righetti (489 Posts)

Mattia, 25 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango male

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2 thoughts on “NFL: migliore e peggiore ipotesi per ogni squadra della NFC nel 2021

  1. La NFC East è quella che m’intriga di piú, squadre sull’orlo di una crisi di nervi.
    Joe Judge è della scuola “noi uomini duri” e rischia di passare il limite. Ai Giants tuttavia serve un allenatore di polso.
    Gli Eagles un’incognita, tuttavia l’anno passato è stato troppo brutto per essere vero.

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