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CHICAGO BEARS

Arrivi più importanti: Andy Dalton (QB); Marquise Goodwin (WR); Justin Fields (QB); Teven Jenkins (OT).

Uscite più importanti: Mitch Trubisky (QB); Cordarelle Patterson (WR); Charles Leno (OT); Bobby Massie (OT); Roy Robertson-Harris (DT); Kyle Fuller (CB).

Miglioramento? Forse il più importante che potessero fare.

Analisi: Lo ammetto, quando hanno messo sotto contratto Andy Dalton non sono riuscito a trattenermi e mi sono lasciato andare ad una serie di poco signorili prese in giro nei loro confronto e di ciò, cari lettori, mi scuso: poco più di un mese dopo, questi potrebbero aver messo a segno il colpo in grado di cambiare per sempre la prestigiosa storia della franchigia.
Esistono certezze in NFL? Assolutamente no, sono io il primo a farvelo presente, però Justin Fields da molti è stato dichiarato essere il miglior quarterback non chiamato Trevor Lawrence disponibile al draft, uno le cui modalità d’accesso alla NFL ricordano quelle di Deshaun Watson – ovviamente, in questo caso, limitiamoci a parlare del giocatore -: per un motivo o per l’altro Fields è scivolato fra le incredule braccia dei Bears che appena hanno avuto l’opportunità hanno premuto il grilletto completando la trade di cui avevano bisogno, soprattutto a pochissimi mesi di distanza dall’aver alzato definitivamente bandiera bianca con Mitch Trubisky, altro ragazzo che doveva essere “quello giusto”.
Non lo so, la loro ricerca di un quarterback mi ricorda da vicino quella dell’anima gemella messa in scena da Ted Mosby in How I Met Your Mother – protagonista di una serie più odioso di sempre, a mani basse -, sulla carta tutti, a turno, sono stati “quelli giusti” salvo poi fallire miseramente quando chiamati a rispondere presente in campo e mi rendo conto che la delusione, pure in questo caso, potrebbe essere dietro l’angolo, ma credo che per una volta un po’ di ottimismo non sia sinonimo di ingenuità.
Fields durante la propria carriera universitaria è stato pressoché ineccepibile e le sue intangibles mi permettono di affermare con apprezzabile certezza che forse, questa volta, sono stati in grado di trovare una soluzione ad uno dei più annosi problemi della NFL.

VotoPER FORZA DI COSE ALTO. Fields a parte, ho apprezzato tantissimo la loro decisione di scalare – nuovamente – il tabellone per assicurarsi l’ultra-violento Teven Jenkins, ma rimaniamo seri, potrebbero aver trovato il quarterback.


DETROIT LIONS

Arrivi più importanti: Jared Goff (QB); Jamaal Williams (RB); Breshad Perriman (WR); Tyrell Williams (WR); Romeo Okwara (EDGE); Michael Brockers (DT); Alex Anzalone (LB); Quinton Dunbar (CB); Penei Sewell (DT); Levi Onwuzurike (DT); Amon-Ra St.Brown (WR).

Uscite più importanti: Matthew Stafford (QB); Kerryon Johnson (RB); Adrian Peterson (RB); Kenny Golladay (WR); Marvin Jones (WR); Everson Griffen (EDGE); Danny Shelton (DT); Jarrad Davis (LB); Justin Coleman (CB); Desmond Trufant (CB); Matt Prater (K).

Miglioramento? Il miglioramento, come tutto, è un concetto relativo.

Analisi: I miei genitori – cosa per cui li ringrazierò sempre – hanno sempre investito con convinzione sulla mia bocca, e malgrado i miei dentoni da Timmy Turner, tutto sommato sono molto contento di ciò che ho sotto i baffi: l’anno scorso, circa, durante la pulizia dentale la mia dentista ha cominciato ad interrogarmi sui denti del giudizio, chiaramente non consapevole che con mezza dozzina di tubi in bocca non potessi risponderle. Dopo la risonanza magnetica – o quello che è -, ha stabilito che durante l’autunno mi avrebbe operato in quanto i due denti del giudizio dell’arcata inferiore erano inclusi e storti: necessario? Credevo di no. Doloroso? Molto, diciamo che fra una cosa e l’altra ho passato mesi migliori nella mia vita. La mia bocca, a mesi di distanza dall’operazione, sta complessivamente meglio? Certo.
Questo lunghissimo racconto per mettervi davanti a ciò che penso della ricostruzione dei Detroit Lions: era necessaria? Mah, non obbligatoriamente, avrebbero potuto insistere su Stafford – con un nuovo allenatore – e provarci ancora con lui ma, dopo anni di tentativi vani, ripartire da zero era forse la scelta più saggia in assoluto: sarà doloroso il loro 2021? Quasi certamente, il roster è oggettivamente povero di talento ed il povero Goff non sembra essere nella miglior posizione possibile per dimostrare di non essere un quarterback finito, ma sono convinto che fra non troppo tempo i Lions – esattamente come la mia bocca – staranno decisamente meglio e guarderanno al 2021 con il sereno sorriso di chi è consapevole che il peggio sia definitivamente alle spalle.
È difficile giudicare la loro offseason, soprattutto perché hanno messo alla porta ogni giocatore anche solo lontanamente talentuoso per ripartire da capo, ma la direzione presa mi piace, coach Campbell ha deciso di costruire una squadra iper-fisica e cattiva che vincerà grazie all’ottimo lavoro in trincea e le mosse messe a segno finora sono perlomeno coerenti.
PS: Sewell alla sette è stato un chiaro regalo da parte degli dei del football.

VotoCHI SEMINA QUALCOSA NEL FUTURO RACCOGLIERÀ CIÒ CHE HA SEMINATO. Anno zero, difficile dare voti sensati.


GREEN BAY PACKERS

Arrivi più importanti: Aaron Jones (RB); Marcedes Lewis (TE); Eric Stokes (CB); Josh Myers (C); Amari Rodgers (WR).

Uscite più importanti: Jamaal Williams (RB); Rick Wagner (OT); Corey Linsley (C); Christian Kirksey (LB).

Miglioramento? Uhm…

Analisi: Green Bay, reduce da due Championship Game consecutivi, non aveva chiaramente bisogno di chissà quali upgrade, certo è che ostinarsi a non regalare a Rodgers un ricevitore di liv… ah no, gli hanno messo a dispozione un altro Rodgers, Amari, interessante prospetto da Clemson che credo avrà modo di contribuire fin da subito: in difesa, invece, hanno rafforzato la secondaria prendendo Eric Stokes, cornerback il cui compito sarà quello di non farsi bruciare da Scott Miller a pochi secondi dalla pausa lunga dell’ennesimo Championship Game.
Il problema, inutile provare a costruirci attorno quanto più drama possibile parlando d’altro, è che Aaron Rodgers non sembra essere intenzionato a giocare un ulteriore singolo snap con la maglia dei Packers, o almeno non con Gutekunst come GM: la situazione è estremamente critica e, con Rodgers chiaramente in holdout la nuova rincorsa al Lombardi non parte sotto i migliori auspici.
La situazione, lo ripeto, è delicata e tentare di individuare i colpevoli – che ognuno ha ovviamente la libertà ed il diritto di decidere con la propria testa – non ha particolarmente senso al momento, soprattutto perché non porta alla risoluzione del problema.
Dobbiamo continuare a monitorare il tutto e non escludo che a breve non possa succedere qualcosa di clamoroso: non la migliore delle offseason per i Green Bay Packers, occorre dirlo.

VotoASSENTE. Assente esattamente come Aaron Rodgers: che brutta cosa vedere il proprio giocatore preferito protagonista di vicende simili.


MINNESOTA VIKINGS

Arrivi più importanti: Dalvin Tomlinson (DT); Bashaud Breeland (CB); Patrick Peterson (CB); Xavier Woods (S); Christian Darrisaw (OT); Kellen Mond (QB); Chazz Surratt (LB).

Uscite più importanti: Kyle Rudolph (TE); Riley Reiff (OT); Eric Wilson (LB); Mike Hughes (CB); Anthony Harris (S).

Miglioramento? Probabile.

Analisi: Lo scorso anno i Minnesota Vikings non sono assolutamente stati una cattiva squadra ma una buona squadra con un paio di problemi enormi ripetutamente sfruttati dagli avversari: a costar loro la possibilità di accedere ai playoff ci hanno pensato difesa e linea d’attacco, chiamali poco Mattia.
La difesa, atipicamente molle e mai rabbiosa, è stata puntualmente perforata sia giochi di corsa avversari che dai lanci per vari motivi: la secondaria, composta principalmente da giovani per quanto riguarda i cornerback, ha patito la mancanza di esperienza e di tempo trascorso in campo insieme, mentre la run defense non ha mai avuto una vera possibilità a causa di infortuni e dell’opt-out di Michael Pierce, run stuffer acquisito durante l’offseason che però non è mai sceso in campo.
Salute, esperienza ed un paio di nuovi innesti dovrebbero permettere al reparto di esprimersi a livelli più consoni, mentre l’acquisizione di Darrisaw via draft potrebbe regalare un po’ di stabilità ad una linea d’attacco che durante l’esperienza di Cousins in Minnesota non è mai stata in grado di proteggerlo decentemente.
Attenzione, che con ciò che sta succedendo in Wisconsin potrebbero sorprendere il mondo intero e mettere le mani sulla division, anche se al momento i punti interrogativi sono decisamente troppi.
E Mond, nel frattempo, potrebbe imparare da Cousins cose molto importanti fra cui un paio di segreti su come negoziare un contratto.

VotoBENE. Il 2021 potrebbe essere un anno molto delicato per loro, staremo a vedere se riusciranno a dare seguito ad una buona offseason con un record perlomeno positivo.


 

Post By Mattia Righetti (498 Posts)

Mattia, 25 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango male

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3 thoughts on “Il pagellone dell’offseason NFL 2021: NFC North

  1. Secondo me Rodgers quest’anno non gioca, sembra parecchio sc…to.
    E’ come se lanciasse un messaggio a Gutekunst: “dai, fammi vedere cosa combinate col tuo nuovo qb e gli altri che hai preso”

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