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L’evento dell’offseason, il draft NFL, per qualche ora ha rischiato di essere occultato dal nuovo episodio del braccio di ferro fra Aaron Rodgers e Green Bay Packers, ma fortunatamente – dipende dal punto di vista – non è successo nulla e 32 nuovi giocatori hanno avuto modo di illuminare la nostra lunga, lunghissima notte di football NFL: le sorprese, come ogni anno, non sono mancate anche se a mio avviso salvo qualche scelta tutto è andato come da copione, per quanto possa seguire un copione un draft.
Le trade, a differenza degli ultimi anni, non sono state troppe anche se una, come avrete modo di leggere fra qualche riga, sembra essere in grado di cambiare la storia di una franchigia e, perché no, pure della NFL: vediamo insieme chi sale e chi scende dopo questa maratona che mi farà incappare in decine di refusi.
Ho sonno.

Chi sale

Chicago Bears

Non mi interessa se poco più di un mese fa li prendevo in giro per aver regalato ai propri stoici tifosi Andy Dalton dopo essere stati accostati con una certa insistenza a Russell Wilson, Chicago si è garantita un quarterback in grado di riscrivere la storia di questa franchigia: in tutta sincerità, quanti si aspettavano che i Bears uscissero dal draft con Justin Fields?
Era difficile immaginarlo scivolare oltre ai Denver Broncos, era impossibile pronosticarlo fuori dalla top ten, eppure è successo ed il front office dei Bears ha avuto il coraggio, la prontezza e la lucidità necessaria per fare una mossa che potrebbe finalmente trascinarli fuori dalle sabbie mobili della mediocrità: tutto ciò può avere un retrogusto di disperazione, dopotutto stiamo parlando di un front office – e forse un coaching staff – il cui destino sembra essere appeso ad un filo e molto probabilmente non sarebbe sopravvissuto ad un’altra stagione deludente senza una direzione per il futuro, ma non lasciamoci confondere dalla bontà dell’operazione, stiamo pur sempre parlando di Justin Fields.
Chicago ora una direzione ce l’ha e fra non troppi anni potremmo parlare di questa scelta come lo steal del draft: sì, Fields è così speciale.
Io che parlo con entusiasmo ed ammirazione dei Chicago Bears, rendetevene conto.

Detroit Lions

Quando si pensa ad una franchigia che sta faticosamente cominciando un rebuilding è necessario, oserei dire vitale, assicurarsi qualcuno attorno a cui costruire le proprie future, ed eventuali, fortune e Detroit si è assicurata il miglior prospetto in una posizione chiave, probabilmente la più importante dopo il quarterback: i left tackle non crescono sugli alberi e non troppe settimane fa abbiamo avuto modo di constatare – per l’ennesima volta – quanto importante sia avere stabilità in questa posizione e Sewell, salvo imprevisti, ha tutte le carte in regola per diventare un perenne Pro Bowler capace di togliere un cruccio al front office per molte offseason.
Forse avrebbero potuto prendere Justin Fields, dubito che Goff sarà ancora il loro quarterback fra tre anni, però non dargli una chance onesta senza mettergli immediatamente pressione non necessaria sulle spalle sarebbe ingiusto e sciocco – malgrado il talento potenzialmente generazionale di Fields -, garantirgli protezione è sicuramente un buon modo per metterlo nella condizione di rilanciarsi e provare a candidarsi come risposta sul lungo termine, nonostante le tutt’altro che ideali premesse: Sewell alla sette, in ogni caso, è un affarone, semplice.
Trovare un franchise quarterback è difficilissimo, trovare un franchise tackle pure.

Los Angeles Chargers

Come già detto numerose volte nelle ultime settimane, i Los Angeles Chargers hanno fatto esattamente quello che avrebbero dovuto fare i Cincinnati Bengals, ossia erigere un muro attorno al proprio franchise quarterback: Los Angeles, per l’ennesima volta, ha compiuto un ottimo lavoro durante la free agency garantendosi Corey Linsley e Matt Feiler, anche se questa notte si sono superati, poiché Rashawn Slater alla 13, senza sacrificare nemmeno una scelta, era uno scenario semplicemente da sogno e tutti sappiamo che per i poveri tifosi dei Chargers sognare tante volte è solo fonte di inutile ed al contempo innocente sofferenza.
Los Angeles ha completato la magnifica opera di ristrutturazione della linea d’attacco con un talento da top ten che in moltissimi mock draft era addirittura associato addirittura ai Carolina Panthers con l’ottava scelta assoluta: se lo sono presi con la tredicesima scelta, con la tredicesima!
Chapeau ai Chargers, hanno compiuto un lavoro magistrale dando prova di dedizione e consapevolezza e forse nessun altro giocatore si approccia al 2021 più felice di Herbert.

Minnesota Vikings

Sono ripetitivo, ancora una volta mi trovo costretto a tessere le lodi di una squadra che si è appropriata di un offensive tackle, ma i Vikings questa notte hanno compiuto un vero e proprio capolavoro: da veri chiaroveggenti, hanno saputo prevedere con disumana precisione lo sviluppo del draft dando la propria 14esima scelta assoluta – insieme alla 143esima – ai Jets in cambio della 23, la 66 e la 86 prendendosi comunque il giocatore che desideravano, Christian Darrisaw.
Minnesota era costretta a puntellare la propria linea d’attacco, pure lo scorso anno avvilentemente inadeguata, e ci è riuscita prendendo il giocatore che desiderava insieme ad un paio di scelte piuttosto pregiate che permetteranno al front office di dare profondità e qualità ai tanti altri reparti che necessitano piuttosto urgentemente di rinforzi: bravi, bravi, bravi Vikings.

Baltimore Ravens

Baltimore ha preso il ricevitore di cui necessitava disperatamente, un ricevitore fisico che non abbia paura di prenderla a centrocampo, un ricevitore che disponga della stazza necessaria per prenderla in testa a chiunque, anche se non libero: Bateman, da mesi associato ai Ravens, dovrebbe mettere Lamar Jackson in una posizione migliore per compiere il salto di qualità come passer che un po’ tutti stiamo aspettando.
Con la 31esima scelta, malgrado il mio rimpianto per non aver colto la palla al balzo selezionando Trevon Moehrig, si sono assicurati Jayson Oweh, prospetto che avrà indiscutibilmente bisogno di tempo prima di essere titolare o di esprimersi a livelli che possano candidarlo come tale, però i mezzi atletici per dominare ci sono e sono fuori discussione: con le due scelte al primo round Baltimore ha colmato le due lacune – centro a parte – più grandi presenti a roster aggiungendo un quantitativo di talento grezzo mica indifferente.
Con Moehrig, però, sarei stato al settimo cielo.

Un paio di draft che mi sono piaciuti:

  • Indianapolis Colts: Ballard non sbaglia mai, è risaputo, e si è assicurato quello che in cuor mio è il miglior pass rusher del draft ed alla 54 potrebbero riuscire a mettere le mani su un left tackle potenzialmente da primo round soddisfacendo così un altro loro bisogno primario;
  • New England Patriots: Bill Belichick ha trovato il suo quarterback senza rinunciare a preziose scelte e, dopo solo un anno, il futuro dei Patriots sembra essere nuovamente radioso. Scelta veramente buona la loro, credo che si troverà bene a Foxborough.

Chi scende

Cincinnati Bengals

Chase è un grandissimo ricevitore, potenzialmente un futuro All-Pro e la già ottima intesa con Joe Burrow – era il suo ricevitore preferito a LSU – non può che favorire il suo sviluppo da professionista a Cincinnati; molto semplicemente, però, dovrebbe essere una violazione dei diritti umani ignorare gli ovvi bisogni dell’offensive line affacciandosi alla nuova stagione con un talento generazionale under center reduce da un infortunio estremamente grave causato principalmente dalla perenne inettitudine della stessa linea d’attacco.
I numeri di Chase e di Burrow molto facilmente saranno da capogiro, ma sono molto preoccupato per il suo futuro in questa lega, abbiamo visto più e più volte carriere iper-promettenti deragliate da massacri settimanali perpetrati dal pass rush avversario domenica dopo domenica: spero che in qualche modo, per magia, la linea d’attacco dei Bengals si svegli con il dono della competenza, ma sono a dir poco scettico.
Che spreco passare oltre Sewell, che spreco.

Las Vegas Raiders

Elenchino puntato per i miei lettori preferiti?
Ma sì, a voi l’elenco delle recenti scelte al primo round dei Las Vegas Raiders di Jon Gruden e Mike Mayock:

  • Quarta scelta assoluta nel 2019: Clelin Ferrell, pass rusher di talento ma non da quarta scelta assoluta;
  • Ventiquattresima scelta assoluta nel 2019: Josh Jacobs, e sapete ormai cosa si dice di chi drafta running back al primo round;
  • Ventisettesima scelta assoluta nel 2019: Johnathan Abram, safety che fino a questo momento è stato limitato da infortuni, non è colpa sua;
  • Diciannovesima scelta assoluta nel 2020: Damon Arnette, cornerback unanimemente definito reach che mai associato al primo round del draft.

Il filo conduttore è la parola reach e la premiata ditta Mayock-Gruden pure quest’anno si è divertita a ribadire la diversità, l’unicità del loro big board optando per Leatherwood, talento comodamente da secondo round, al posto di Darrisaw, Jenkins, Radunz, Cosmi e Little: certo, loro di football ne sanno sicuramente più di me, ma considerando il track record di questo duo ho come l’impressione che Leatherwood sia l’ennesimo giocatore selezionato ben prima di quanto potessimo aspettarci.
Sembra quasi che l’interesse del front office non sia quello di vincere partite, ma di dimostrare di “capirne più degli altri” facendo cose strane.

New Orleans Saints

Payton Turner alla 28 può essere considerato reach?

Green Bay Packers

Stokes può diventare un ottimo cornerback, questo è fuori discussione, ma nel caso non lo sapeste cinque o sei ore prima del draft sono usciti vari report secondo i quali Aaron Rodgers avrebbe dichiarato al front office di non voler più giocare per i Green Bay Packers: i cinguettii in questione, come facilmente prevedibile, hanno dato vita ad un terremoto che per alcuni minuti ci ha portati a credere – più o meno seriamente – che i Denver Broncos fossero pronti ad accoglierlo alla loro corte emulando quanto fatto una decina d’anni fa con Peyton Manning.
Il primo round è ufficialmente terminato e Rodgers è ancora un giocatore dei Green Bay Packers, ma vi giuro che non riesco umanamente a comprendere e giustificare la riluttanza del front office nel garantirgli il benedetto ricevitore che lo aiuterebbe ad accennare qualche sorriso in più durante i prossimi meeting con la dirigenza: che poi, diciamocelo, non è che il bisogno di ricevitore sia un suo capriccio, ma un fatto empiricamente dimostrabile.
Sono confuso ed un po’ infastidito, sapete bene cosa provi per lui.

Denver Broncos

La difesa dei Broncos può essere speciale, l’aggiunta di Surtain dà ulteriore brillantezza ad una secondaria immensamente migliorata negli ultimi mesi e che a mio avviso potrebbe trasformare l’intero reparto difensivo, già da settembre, in un’unità da top five ma, a parte questo, se hai l’opportunità di garantirti Justin Fields non ci devi pensare due volte, soprattutto se l’alternativa è Drew Lock: forse è ancora troppo presto per esprimersi con certezza su Lock, ma qualcosa mi dice che fra non troppi anni rideremo di loro quando ricorderemo che non hanno selezionato Fields “perché avevano Lock”.

Pittsburgh Steelers

Un running back? Siamo sicuri fosse un running back quello che mancava al prevedibile attacco dei Pittsburgh Steelers?
Harris mi piace da morire, è un running back fisico e spigoloso in grado di ricevere il pallone come uno slot receiver, ma con tutti i problemi che ha il loro roster siamo veramente sicuri che selezionare un running back al primo round sia stata la miglior scelta possibile?
Personalmente avrei optato per rafforzare la linea d’attacco, soprattutto in funzione di tutto il talento che avevano a disposizione.

Un paio di draft che mi hanno lasciato perplesso:

  • Arizona Cardinals: è chiaro che Joseph prediliga questi linebacker ibridi senza un ruolo ben preciso, ma ero piuttosto sicuro che avrebbero selezionato un cornerback vista la povertà che affligge la posizione; Zaven Collins, comunque, è un talento intrigante che se usato nel modo giusto potrebbe creare molti problemi;
  • New York Giants: dopo il trade down avrei preferito puntellare la linea d’attacco piuttosto che regalare a Jones un’arma che potenzialmente il proprio coaching staff potrebbe faticare ad usare nel modo corretto, Toney è un ricevitore che al momento non è ancora completo;
  • Jacksonville Jaguars: ovviamente mi sto riferendo alla 25esima scelta assoluta, quella utilizzata per dare a Lawrence il proprio running back del college, Travis Etienne. Non ho nulla contro il giocatore, soprattutto perché potranno comunque prendersi Moehrig, ma con James Robinson già a roster forse potevano investire la scelta in modo migliore. Forse.

Post By Mattia Righetti (476 Posts)

Mattia, 25 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango male

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4 thoughts on “Chi sale e chi scende dopo il primo round del draft NFL 2021

  1. Mah.. il primo Harris RB in Pittsburgh è andato benino negli anni ’70,
    Vediamo come si comporta Najee

  2. Concordo
    Bears miracolati, o meglio destinatari della beneficenza/incompetenza dei Broncos… se poi Fields farà una carriera di m.. complimenti a loro. D.Smith non male, ma anche gli Eagles si sono lasciati sfuggire una grande occasione
    Raiders una barzelletta, incommentabili
    Bateman molto bene, con la 31 speravo facessimo trade down

  3. Abbastanza incomprensibile la scelta dei Broncos, qualche giorno fa il neo GM diceva che voleva portare un po’ di competizione nel ruolo… con Bridgewater.
    E’ da Peyton Manning che Denver non ci azzecca con i Qb, in generale manca un vero progetto offensivo.

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